Classe Mutsuki

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Classe Mutsuki
Mutsuki-1.jpg
Profilo e pianta della classe Mutsuki in un documento redatto dall'Office of Naval Intelligence statunitense
Descrizione generale
Naval Ensign of Japan.svg
Tipo Cacciatorpediniere
Numero unità 12
Proprietà Marina imperiale giapponese
Ordinata 1923
Cantiere Tokyo (ditte Uraga e Ishikawajima)
Osaka (gestito dalla Fujinagata)
Sasebo
Maizuru
Impostata 1923 - 1926
Varata 1925 - 1927
Completata 1925 - 1927
Radiata Dicembre 1944 - gennaio 1945
Destino finale 12 unità affondate
Caratteristiche generali
Dislocamento 1 336 t
Stazza lorda 1 800,40 tsl
Lunghezza 102,41 m
Larghezza 9,14 m
Pescaggio 3,05 m
Propulsione 4 caldaie Kampon e 2 turbine a ingranaggi a vapore Parsons; 2 alberi motore con elica (38 500 shp)
Velocità 33,5 nodi  (63,7 km/h)
Autonomia 4 000 miglia a 14/15 nodi (7 400 chilometri a 26,6/28,5 km/h)
Equipaggio 150 (ufficiali, sottufficiali, marinai)
Armamento
Armamento
  • 4 cannoni Type 3 da 120 mm
  • 2 mitragliatrici Lewis da 7,7 mm
  • 6 tubi lanciasiluri Type 12 da 610 mm
  • 2 lanciatori di bombe di profondità Type 81
  • 16 mine
Note
Dati riferiti all'entrata in servizio

Fonti citate nel corpo del testo

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La classe Mutsuki (睦月型駆逐艦 Mutsukigata kuchikukan?) era composta da dodici cacciatorpediniere di squadra e appartenne alla Marina imperiale giapponese: ordinati nel 1923, gli esemplari entrarono progressivamente in servizio dalla metà degli anni venti. Si trattava di un'ulteriore evoluzione della capostipite classe Minekaze, della quale manteneva i quattro cannoni da 120 mm Type 3 in postazioni singole, l'apparato motore e le linee generali, ma fu dotata (innovazione negli ambienti marittimi militari del Giappone) di lanciasiluri da 610 mm, risposta nipponica alla limitazione delle navi capitali imposta dal trattato navale di Washington.

I Mutsuki rimasero a lungo in prima linea nelle divisioni cacciatorpediniere della Marina imperiale, a dispetto delle deludenti prestazioni velocistiche (inferiori a quanto richiesto). Già durante gli anni trenta ricevettero alcune modifiche minori. Nel primo anno di guerra in Asia e Pacifico, organizzati nella 22ª, 23ª e 30ª Divisione, dettero modesto contributo alle vittoriose occupazioni delle Filippine e delle Indie orientali olandesi; maggiore impiego conobbero sul versante orientale dell'immenso fronte oceanico, dove si svolsero operazioni di minore importanza e che in genere conobbero scarso contrasto da parte degli Alleati: tuttavia all'inizio della battaglia dell'Isola di Wake (11 dicembre 1941) andò perduto il Kisaragi. Sempre nella fase iniziale del conflitto i Mutsuki cominciarono a incrementare la deficiente dotazione contraerea e cinque navi furono convertite in trasporti d'assalto; addirittura lo Uzuki fu estesamente modificato per essere in grado di lanciare e recuperare chiatte motorizzate dalla poppa. Nessuna unità sopravvisse all'intenso e rischioso servizio, espletato dalle isole Salomone alle Filippine: eccettuati il Minazuki e lo Uzuki, rispettivamente vittima di un sommergibile e di due motosiluranti, tutti gli altri esemplari furono affondati da attacchi aerei, che si rivelarono sempre letali a dispetto della crescente profusione di artiglieria contraerea leggera.

Progetto[modifica | modifica wikitesto]

Alla fine della prima guerra mondiale l'Impero giapponese aveva messo in cantiere una nuova generazione di cacciatorpediniere di squadra, la classe Minekaze: caratterizzata da insellatura tra castello di prua e torre di comando, armamento d'artiglieria su piedistalli e dotazione silurante numerosa, rappresentò un progetto apprezzato dai vertici militari. Da esso derivò, con poche modifiche, la successiva classe Kamikaze, immessa in servizio a metà degli anni venti. Già al principio del decennio, comunque, il governo e la Marina imperiali avevano previsto di rafforzare ulteriormente il nucleo di cacciatorpediniere: erano però vincolati al trattato navale di Washington del febbraio 1922, che aveva messo il Giappone in condizioni d'inferiorità circa le navi capitali – in particolare corazzate e incrociatori da battaglia. Per sopperire a tale deficienza fu deciso di incrementare nettamente l'equipaggiamento offensivo di altri tipi di unità militari non menzionati nel trattato e, al contempo, di dare sempre più valore agli apparati lanciasiluri. La nuova classe Mutsuki di "cacciatorpediniere oceanici di prima classe" rientrò in tale processo e conobbe una cura particolare riguardo l'armamento silurante (peraltro non nuova alla pianificazione e tecnologia militare nipponiche) e introdusse alcune innovazioni, come la prua con profilo a "S" atta a facilitare la navigazione. Al contrario le macchine, il numero e i tipi di cannoni rimasero invariati rispetto i precedenti progetti.[1]

Caratteristiche generali[modifica | modifica wikitesto]

I cacciatorpediniere tipo Mutsuki erano molto simili ai precedenti Kamikaze: presentavano una lunghezza tra le perpendicolari di 97,54 metri, una lunghezza alla linea di galleggiamento di 100,20 metri[2], fuori tutto di 102,41 metri e una larghezza massima di 9,14 metri, con un pescaggio pari a 3,05 metri. Sebbene fosse stato mantenuto il ponte di comando corazzato, il dislocamento standard era diminuito a 1 336 tonnellate;[3] il dislocamento normale (ovvero la nave con tutti gli equipaggiamenti ma solo i due terzi di provviste, munizioni e simili) ammontava a 1 465 tonnellate[2] e la stazza a pieno carico ascendeva a 1 800,40 tonnellate, circa sessanta in più dei Kamikaze.[3] Ciò era dovuto anche alla nuova prua sagomata a "S", più pesante e più larga.[4]

Uguale si era mantenuto l'impianto propulsore, composto da quattro caldaie Kampon e da due turbine a ingranaggi a vapore Parsons; a ciascuna di queste era vincolato un albero motore dotato di elica e in totale era erogata una potenza di 38 500 shp. L'apparato scaricava attraverso due grossi fumaioli ed era alimentato a olio combustibile, del quale a bordo era tenuta una riserva di 420 tonnellate:[5] ne derivò un'autonomia massima di 4 000 miglia alla velocità di 14 nodi (circa 7 400 chilometri a 26,6 km/h)[3] o, secondo un'altra fonte, alla velocità di crociera di 15 nodi, vale a dire 28,5 km/h.[5] La velocità massima fu però deludente, dacché i Mutsuki furono incapaci di superare i 33,5 nodi (63,7 km/h) a pieno carico e non raggiunsero mai i 37 nodi richiesti e indicati nel progetto. Inoltre due esemplari (Yayoi, Nagatsuki) montarono turbine Rateau e Zoelly acquistate all'estero, molto probabilmente per carenza di macchinari nazionali, senza però che si riscontrassero cambiamenti nelle prestazioni.[6]

Il Minazuki lanciato ad alta velocità: si distinguono bene i cannoni Type 3 da 120 mm e verso poppa, meno visibile, si può notare uno degli apparati lanciasiluri Type 12

La vera novità dei Mutsuki risiedeva nell'armamento silurante. Al posto degli abituali tre impianti doppi di tubi lanciasiluri da 533 mm, dislocati lungo l'asse longitudinale dello scafo, furono introdotte nuove installazioni trinate del calibro di 610 mm, che per la prima volta appariva sui cacciatorpediniere giapponesi: una era sito nell'insellatura tra castello di prua e torre di comando – nonostante questa sistemazione la esponesse troppo all'acqua salmastra in condizioni di mare agitato – e l'altra era sistemata a poppavia. Tale configurazione manteneva inalterata la capacità offensiva delle navi e, al contempo, liberava parte del ponte, che fu sfruttata per caricare una riserva di sei siluri (altrettanti erano già nei tubi).[4] L'installazione trinata servita da motori elettrici, denominata Type 12, utilizzava il siluro Type 8 sviluppato a partire dal 1919, un ordigno del calibro di 610 mm. Era lungo 8,41 metri, propulso a vapore e con una testata esplosiva di 345 chili, poco meno di un settimo del peso complessivo; poteva essere lanciato alla velocità di 38, 32 o 28 nodi e raggiungere rispettivamente una portata di 9 900, 15 000 e 20 000 metri.[7] L'equipaggiamento artiglieresco rimase basato su quattro cannoni Type 3 da 120 mm lunghi 45 calibri (L/45), dei quali uno sul castello di prua davanti la plancia, uno tra i fumaioli e due a poppa; il quarto pezzo era rivolto in ritirata, gli altri tre in caccia. Ciascun cannone era piazzato su un piedistallo individuale e disponeva di una propria scudatura, che forniva modesta protezione sul frontale e sui lati dalle schegge e dalle intemperie. Il Type 3 era capace di sparare una granata da 20 chili alla velocità iniziale di 825 m/s, con una gittata massima di circa 16 000 metri; la cadenza di tiro era di un colpo ogni 12 secondi. Il brandeggio era manuale.[8]

Ai lati della torre di comando furono sistemate due mitragliatrici leggere Lewis da 7,7 mm, deputate alla difesa contraerea. Ai lati della poppa erano inoltre disponibili due lanciatori Type 81 per bombe di profondità e due rastrelliere contenenti nel complesso diciotto ordigni.[4] Infine ciascun esemplare era stato fornito di sedici mine con i relativi strumenti di posa e, sul rotondo di poppa, di un apparato di sminamento per operare come dragamine e bonificare tratti di mare.[5]

Al momento dell'entrata in servizio l'equipaggio contava 150 tra ufficiali, sottufficiali e marinai.[3]

Costruzione[modifica | modifica wikitesto]

La classe Mutsuki fu ordinata in dodici unità nel programma navale del 1923[9] e i costi furono parimenti concentrati nell'anno fiscale 1923.[2] Secondo le convenzioni allora vigenti in seno alla Marina imperiale, tutti i cacciatorpediniere furono battezzati con un numero e non con un nome:[10] pertanto il primo esemplare, futuro Mutsuki, fu designato come 19-gō kuchikukan ("cacciatorpediniere Numero 19"), il successivo 21-gō kuchikukan ("cacciatorpediniere Numero 21", poi Kisaragi) e così via. Inizialmente la sequenza di numeri fu solo dispari, perché i pari erano stati assegnati agli esemplari classe Wakatake, la cui fabbricazione avvenne in parallelo;[11] una volta che la costruzione di tale gruppo fu terminata, la classe Mutsuki fu numerata senza salti.[5] Le dodici navi ebbero infine nomi propri il 1º agosto 1928, quando entrarono in vigore nuovi regolamenti.[2]

I cacciatorpediniere furono impostati tra il gennaio 1923 e il novembre 1926, varati tra il marzo 1925 e l'aprile 1927 e completati tra il novembre 1925 e l'ottobre 1927. All'assemblamento delle unità parteciparono vari stabilimenti: cinque furono varate a Tokyo dai cantieri Uraga e Ishikawajima, tre dalla ditta Fujinagata a Osaka; gli arsenali della marina di Sasebo e di Maizuru, infine, ne fornirono due ciascuno.[9]

Unità[modifica | modifica wikitesto]

Nome[12] Cantiere Impostato Varato Completato Destino finale
Satsuki (ex-27-gō kuchikukan) Fujinagata (Osaka) 1º dicembre 1924 25 marzo 1925 15 novembre 1925 Affondato il 21 settembre 1944 da attacco aereo nella rada di Manila (15°35′N 120°55′E / 15.583333°N 120.916667°E15.583333; 120.916667)
Kisaragi (ex-21-gō kuchikukan) Maizuru 3 giugno 1924 5 giugno 1925 21 o 25 dicembre 1925 Affondato l'11 dicembre 1941 da attacco aereo a sud-ovest dell'Isola di Wake (18°55′N 166°17′E / 18.916667°N 166.283333°E18.916667; 166.283333)
Yayoi (ex-23-gō kuchikukan) Uraga (Tokyo) 11 gennaio 1924 11 luglio 1925 28 agosto 1926 Affondato l'11 settembre 1942 da attacco aereo a nord-ovest dell'Isola di Vakuta, Trobriand (8°45′S 151°25′E / 8.75°S 151.416667°E-8.75; 151.416667)
Mutsuki (ex-19-gō kuchikukan) Sasebo 21 maggio 1924 23 luglio 1925 25 marzo 1926 Affondato il 25 agosto 1942 da attacco aereo 40 miglia a nord-est di Santa Isabel (7°47′S 160°13′E / 7.783333°S 160.216667°E-7.783333; 160.216667)
Uzuki (ex-25-gō kuchikukan) Ishikawajima (Tokyo) 11 gennaio 1924 10 ottobre 1925 14 settembre 1926 Affondato il 12 dicembre 1944 da motosiluranti a ovest di Palompon (11°03′N 124°23′E / 11.05°N 124.383333°E11.05; 124.383333)
Fumizuki (ex-29-gō kuchikukan) Fujinagata (Osaka) 20 ottobre 1924 16 febbraio 1926 3 luglio 1926 Affondato il 16 febbraio 1944 durante il bombardamento aereo di Truk (7°24′N 151°44′E / 7.4°N 151.733333°E7.4; 151.733333)
Kikuzuki (ex-31-gō kuchikukan) Maizuru 15 giugno 1925 15 maggio 1926 20 novembre 1926 Affondato il 5 maggio 1942 da attacco aereo alle isole Florida (9°07′S 160°12′E / 9.116667°S 160.2°E-9.116667; 160.2)
Minazuki (ex-28-gō kuchikukan) Uraga (Tokyo) 24 marzo 1925 25 maggio 1926 22 marzo 1927 Silurato il 6 giugno 1944 a sud di Tawi Tawi (4°05′N 119°30′E / 4.083333°N 119.5°E4.083333; 119.5)
Mikazuki (ex-32-gō kuchikukan) Sasebo 21 agosto 1925 12 luglio 1926 7 maggio 1927 Affondato il 28 luglio 1943 da attacco aereo davanti Capo Gloucester (5°27′S 148°25′E / 5.45°S 148.416667°E-5.45; 148.416667)
Nagatsuki (ex-30-gō kuchikukan) Ishikawajima (Tokyo) 16 aprile 1925 6 ottobre 1926 30 aprile 1927 Incagliatosi presso la costa orientale di Kolombangara, affondato il 6 luglio 1943 da attacco aereo (8°02′S 157°12′E / 8.033333°S 157.2°E-8.033333; 157.2)
Yuzuki (ex-34-gō kuchikukan) Fujinagata (Osaka) 27 novembre 1926 4 marzo 1927 25 luglio 1927 Affondato il 12 dicembre 1944 da attacco aereo a nord-nord-est di Cebu (11°20′N 124°10′E / 11.333333°N 124.166667°E11.333333; 124.166667)
Mochizuki (ex-33-gō kuchikukan) Uraga (Tokyo) 23 marzo 1926 28 aprile 1927 31 ottobre 1927 Affondato il 24 ottobre 1943 da attacco aereo a sud-sud-ovest di Rabaul (5°42′S 151°40′E / 5.7°S 151.666667°E-5.7; 151.666667)

Modifiche al progetto[modifica | modifica wikitesto]

Il cannone contraereo Type 96, qui in configurazione trinata, fu assai diffuso su praticamente ogni unità navale della Marina nipponica

I Mutsuki cominciarono a subire modifiche già prima della guerra: agli apparati lanciasiluri furono agganciati scudi anti-scheggia e le cime dei fumaioli furono maggiormente inclinate. Lo Yayoi e il Mikazuki soltanto furono oggetto di interventi riguardanti l'apparato propulsore, effettuati nella prima metà del 1942. La prima unità ebbe sbassato il fumaiolo anteriore, la seconda fu privata di una delle quattro caldaie Kampon e accorciò quello posteriore. Non sono tuttavia esplicitati i motivi che spinsero a tali cambiamenti.[4] Secondo un'altra fonte, invece, il Mikazuki fu sottoposto alla modifica nella prima metà del 1943.[13]

Nel corso del 1942 e del 1943 cinque navi (Satsuki, Mikazuki, Fumizuki, Nagatsuki, Uzuki) furono convertite in trasporti d'assalto man mano che tornavano in Giappone per raddobbo: era stato pianificato di rimuovere parte dell'armamento pesante, del carico di mine e degli apparati di sminamento per creare spazi adeguati al trasporto di uomini e rifornimenti, oltre che per aggiungere due altri lanciatori per bombe di profondità, il cui numero fu raddoppiato a trentasei. Il dislocamento a vuoto aumentò a 1 615 tonnellate e la stazza a pieno carico a 1 944 tonnellate.[5] Questo schema non fu però seguito pedissequamente e, infatti, il Nagatsuki mantenne intatta l'intera dotazione offensiva. Il Satsuki perse solo uno dei cannoni, mentre i restanti furono privati di due cannoni da 120 mm e, nel corso del 1943, dei tubi lanciasiluri poppieri pur di liberare spazio sul ponte; come effetto collaterale diminuirono i pesi in alto e le navi divennero più stabili.[14] Lo Uzuki rappresentò un caso unico poiché nel corso della conversione la poppa fu rimodellata in forma di rampa, allo scopo di lanciare e recuperare chiatte motorizzate classe Daihatsu, disposte sul ponte.[4]

La mitragliatrice pesante Type 93, per quanto distribuita in grande quantità, non era più un'efficace arma contraerei negli stadi avanzati della seconda guerra mondiale

Sin dalle prime settimane di guerra i Mutsuki iniziarono a incrementare, senza alcuna pianificazione ordinata, le armi contraeree di bordo; fece eccezione il Kisaragi, perduto nei primi giorni di guerra. In genere si iniziò a fissare una o due installazioni doppie di mitragliatrici pesanti Type 93 da 13,2 mm, poste dinanzi il ponte di comando e a poppavia del secondo fumaiolo, rimuovendo talvolta le mitragliatrici da 7,7 mm.[4] In seguito (1942-1943) furono introdotti impianti binati o tripli di cannoni Type 96 da 25 mm L/60 e infine (1944) su supporto singolo, piazzati ovunque fosse disponibile un campo di tiro sgombro.[15] Neppure in questo caso gli interventi furono regolati da direttive precise e, perciò, la dotazione contraerea variò molto da esemplare a esemplare: il Mutsuki, ad esempio, fece in tempo ad aggiungere solo due coppie di Type 93 prima di venire affondato. Nagatsuki e Kikuzuki ne imbarcarono una a testa soltanto e conservarono le Lewis da 7,7 mm, mentre lo Yayoi affiancò all'unica Type 93 di bordo tre impianti tripli su Type 96 e rimosse una delle Lewis. Il Mikazuki arrivò a disporre di due installazioni trinate e quattro binate di Type 96, rinunciando alle mitragliatrici Lewis; il Mochizuki sbarcò un cannone da 120 mm per fare posto a dieci cannoni Type 96 (due impianti tripli, due doppi). Il Fumizuki fu dotato di un totale di dieci Type 96 (due installazioni trinate, due doppie) e quattro mitragliatrici Type 93, suddivise in due coppie.[16]

La gran parte dei Mutsuki fu colata a picco prima della fine del 1943 esclusivamente da attacchi aerei e il Fumizuki andò perduto nella rada di Truk il 16 febbraio 1944.[17] I superstiti quattro continuarono a servire in ruoli di protezione al traffico navale lungo le rotte del sempre meno esteso Impero giapponese e aggiunsero ulteriori armi contraeree, in un disperato tentativo di contrastare la gravosa minaccia dei velivoli statunitensi: il Minazuki ebbe la stessa dotazione del Fumizuki; lo Yuzuki accumulò sedici Type 96 (due affusti tripli, due binati, sei individuali) e due mitragliatrici Type 93, pur perdendo due cannoni da 120 mm e metà dei tubi da 610 mm. Lo Uzuki fu modificato allo stesso modo, eccetto per un terzo impianto trinato di Type 96. Il Satsuki, con ben diciannove Type 96 (due installazioni binate, due trinate, nove singole) e cinque mitragliatrici Type 93 montate singolarmente, fu l'esemplare con la contraerea più numerosa.[16]

Il Satsuki, lo Uzuki e lo Yuzuki furono gli unici della classe a essere dotati, sull'albero maestro, di un radar Type 13 per il rilevamento di bersagli aerei.[4] Si trattava di un apparato introdotto alla fine del 1943, capace di localizzare un gruppo di velivoli alla distanza di poco meno di 100 chilometri, sebbene la sua portata effettiva fosse di quasi 150 chilometri.[18]

Impiego operativo[modifica | modifica wikitesto]

Assieme ai Minekaze e ai Kamikaze, la classe Mutsuki contribuì a formare il nucleo della branca silurante della Marina imperiale e partecipò alle esercitazioni e operazioni intraprese tra la metà degli anni venti e durante gli anni trenta, sebbene l'entrata in servizio della rivoluzionaria classe Fubuki ne sminuisse l'importanza.[19]

Satsuki[modifica | modifica wikitesto]

All'inizio delle ostilità in Estremo Oriente, come parte della 22ª Divisione, appoggiò gli sbarchi nelle Filippine, in Malesia e in parte delle Indie orientali olandesi. Trasferito alla base di Rabaul nel gennaio 1943, portò a termine con successo tre sgomberi da Guadalcanal nel corso dell'operazione Ke; in estate partecipò alle confuse battaglie notturne del Golfo di Kula (5-6 luglio) e di Kolombangara (12-13 luglio). Dopo il progressivo ripiegamento giapponese dalle Salomone e la distruzione di Rabaul a inizio 1944, fu ridislocato nel Pacifico centrale con incarichi di scorta ai convogli, poi estesi al Mar Cinese Meridionale. Il 21 settembre fu sorpreso all'ancora a Manila da una forte incursione statunitense: colpito da tre bombe, affondò in porto.[20]

Il Kisaragi, primo tra i Mutsuki a essere affondato

Kisaragi[modifica | modifica wikitesto]

Assegnato al principio degli anni quaranta alla 30ª Divisione, rimase vittima di attacchi aerei la mattina dell'11 dicembre 1941, mentre con altri cacciatorpediniere tentava di doppiare l'Isola di Wake da ovest e bombardare le installazioni statunitensi. L'equipaggio non fu in grado di spegnere gli incendi a bordo e la nave saltò in aria dopo che le fiamme ebbero raggiunto i depositi delle munizioni e delle cariche di profondità. Colò a picco senza superstiti.[21]

Yayoi[modifica | modifica wikitesto]

Membro della 30ª Divisione, la sua prima azione nella seconda guerra mondiale avvenne con la battaglia dell'Isola di Wake: durante il primo tentativo fallito di sbarco duellò con alcune batterie costiere e ricevette danni leggeri. Il 23 dicembre appoggiò la conquista dell'isola, quindi nel gennaio 1942 supportò gli sbarchi a Rabaul e in marzo la facile occupazione di Lae e Salamaua in Nuova Guinea. Dopo la marginale apparizione nella scorta del convoglio d'invasione per Port Moresby, infine ritirato durante la battaglia del Mar dei Coralli (4-8 maggio 1942), prese parte alle prime operazioni legate alla campagna di Guadalcanal, compresa la battaglia delle Salomone Orientali (23-25 agosto 1942). Fu affondato l'11 settembre successivo da aerei statunitensi, a non grande distanza dall'Isola di Vakuta nelle Trobriand.[20]

Mutsuki[modifica | modifica wikitesto]

Nave ammiraglia della 30ª Divisione, all'inizio della guerra nell'Oceano Pacifico fu presente a entrambi i tentativi giapponesi di occupare Wake, coronati il 23 dicembre 1941 dal successo. Nei mesi seguenti dette il proprio contributo alle riuscite conquiste di Rabaul nel gennaio 1942 e di Lae-Salamaua in marzo, venendo infine assegnato allo schermo difensivo del convoglio incaricato di sbarcare truppe a Port Moresby; tale piano fu però sventato dagli Alleati durante la battaglia del Mar dei Coralli. In estate scortò il convoglio che recava il primo scaglione della guarnigione e dei reparti da costruzione per Guadalcanal, poi a fine agosto (dopo l'imprevisto sbarco statunitense del 7) condusse un bombardamento della testa di ponte americana. Richiamato a nord, si unì a un convoglio in arrivo dalla rada di Truk il quale, il 25 agosto, fu attaccato da alcuni quadrimotori Boeing B-17 Flying Fortress, ultimo atto della battaglia delle Salomone Orientali: una bomba centrò in pieno il Mutsuki, che affondò poco dopo.[22]

Uzuki[modifica | modifica wikitesto]

Lo Uzuki, assieme allo Yuzuki, fu il più longevo esemplare della classe

Poco prima dell'inizio della guerra era stato assegnato come scorta ravvicinata alle portaerei della 2ª Divisione (Soryu, Hiryu): fu tuttavia distaccato e fu presente alle conquiste di Guam (dicembre 1941), di Kavieng (gennaio 1942) e dei villaggi di Lae e Salamaua nel marzo 1942. Fu infine assegnato alla scorta del convoglio d'invasione per Port Moresby, ritirato durante la battaglia del Mar dei Coralli (4-8 maggio 1942). A inizio estate accompagnò un convoglio a Guadalcanal e a fine agosto prese marginalmente parte alla battaglia delle Salomone Orientali, subendo qualche danno. In seguito alla trasformazione in trasporto e vettore di lancio per chiatte, tornò a Rabaul ma subì gravissimi danni per una collisione con una petroliera: poté riprendere servizio solo verso la fine del 1943 e, subito, fu utilizzato nelle pericolose missioni di rafforzamento tra le Salomone, sopravvivendo alla battaglia di Capo San Giorgio (24-25 novembre). Dopo l'annichilimento di Rabaul nel febbraio 1944, transitò agli ordini della Flotta del Pacifico centrale e fu presente alla battaglia del Mare delle Filippine (19-20 giugno); quindi riprese i compiti di protezione del traffico navale, operando sempre più spesso nelle Filippine. Nel dicembre 1944, nel quadro dei disperati viaggi dell'operazione TA per recare rinforzi alla guarnigione di Leyte, lasciò Manila e si portò all'isola, ormai in procinto di cadere in mani statunitensi: nelle prime ore del 12 dicembre, mentre era intento nelle operazioni di sbarco, fu raggiunto da siluri di due motosiluranti e affondò subito.[20]

Fumizuki[modifica | modifica wikitesto]

Appartenente alla 22ª Divisione, prese parte alle operazioni nelle Filippine e nelle Indie orientali olandesi tra il dicembre 1941 e il marzo 1942. Dal gennaio 1943 iniziò a operare dalla base di Rabaul e compì con successo tre sgomberi da Guadalcanal nel corso dell'operazione Ke; per il resto dall'anno completò missioni di trasporto truppe o materiali nelle Salomone e poi lungo le coste della Nuova Britannia. Dopo aver subito danni superficiali nel corso del bombardamento di Rabaul a inizio novembre e poi a inizio gennaio 1944, rimase coinvolto nel devastante attacco aeronavale a Truk il 16 febbraio: un siluro scoppiò contro lo scafo e, dopo un lento allagamento, il cacciatorpediniere colò a picco.[4]

Kikuzuki[modifica | modifica wikitesto]

Appartenente alla 23ª Divisione, fu assai attivo nei primi mesi di ostilità: partecipò alla facile cattura di Guam, appoggiò le più difficili operazioni a Wake, quindi fu presente alla conquista di Rabaul (gennaio 1942) e all'invasione di Lae-Salamaua (marzo 1942). In maggio costituì con altre navi la forza d'occupazione per Tulagi nel quadro dell'operazione Mo, ma le operazioni attorno la piccola isola furono funestate dall'incursione del gruppo imbarcato della portaerei USS Yorktown, avvenuta nella giornata del 4 maggio. Il Kikuzuki fu centrato dall'ordigno di un aerosilurante e l'equipaggio riuscì a farlo arenare; tuttavia il giorno successivo scivolò in acque più profonde e affondò.[21]

Minazuki[modifica | modifica wikitesto]

Unità della 22ª Divisione, fu presente alle vittoriose operazioni anfibie nelle Filippine e poi nelle Indie orientali olandesi, area dove rimase a prestare servizio di vigilanza e protezione al traffico navale sino agli inizi del 1943. Riassegnato a Rabaul, affiancò le navi sorelle nelle pericolose e numerose missioni di trasporto truppe o evacuazione tra le Salomone, sopravvivendo a un attacco aereo. Dopo aver scortato l'ultimo convoglio che riuscì a raggiungere Rabaul (febbraio 1944), lasciò il settore del Pacifico sud-occidentale e tornò nelle acque delle ex-Indie olandesi. Qui, il 6 giugno, fu attaccato dal sommergibile USS Harder e fu distrutto a sud di Provincia di Tawi-Tawi.[21]

Il Mikazuki, immobile e bersagliato dall'aviazione statunitense il 28 luglio 1943, giorno della sua distruzione

Mikazuki[modifica | modifica wikitesto]

Già prima dello scoppio della guerra era stato relegato a supportare la vecchia portaerei Hosho e la più moderna Zuiho, impegnate nell'addestramento di gruppi imbarcati nel Mare interno di Seto. Solo nel giugno 1942 fu schierato per la battaglia delle Midway, rimanendo peraltro a fianco della Zuiho e perciò lontano dall'azione centrale. Dopo essere stato trasformato in trasporto d'assalto tra il marzo e il giugno 1943, tornò in servizio presso Rabaul ed ebbe un ruolo minore nei combattimenti navali del Golfo di Kula e di Kolombangara. Utilizzato in viaggi di rinforzo alle decine di posizioni nipponiche circostanti, il 27 luglio si spiaggiò su una scogliera davanti Capo Gloucester e, il giorno dopo, fu localizzato da bimotori North American B-25 Mitchell; devastato dalle bombe, fu lasciato lì dai giapponesi dopo il prelevamento dell'equipaggio.[21]

Nagatsuki[modifica | modifica wikitesto]

All'inizio delle ostilità in Estremo Oriente faceva parte della 22ª Divisione e appoggiò gli sbarchi nelle Filippine, in Malesia e nelle Indie orientali olandesi. Trasferito a Rabaul al principio del 1943, portò a termine con successo tre sgomberi da Guadalcanal nel corso dell'operazione Ke; fu quindi assegnato a rischiose missioni di trasporto truppe nelle Salomone centrali e prese parte con successo alla battaglia notturna del Golfo di Kula. La mattina seguente del 6 luglio, però, si arenò dinanzi l'isola di Kolombangara e nel pomeriggio fu scovato e incendiato da aerei statunitensi. Ridotto a un relitto, fu abbandonato sul posto dall'equipaggio.[20]

Yuzuki[modifica | modifica wikitesto]

Appartenente alla 23ª Divisione, ebbe un ruolo di appoggio nella battaglia di Guam, nell'occupazione di Kavieng e in quella dei villaggi di Lae e Salamaua. In maggio costituì con altre navi la forza d'occupazione per Tulagi nel quadro dell'operazione Mo e il 4 maggio, durante lo sbarco, rimase coinvolto nell'incursione lanciata dalla Yorktown: sopravvisse con danni e, una volta rimesso in efficienza, operò in prevalenza da e per la base di Rabaul fino alla sua completa distruzione nel febbraio 1944. Passò dunque a controllare le comunicazioni navali nel Pacifico centrale e poi nelle Filippine. Dopo la disastrosa battaglia del Golfo di Leyte (23-26 ottobre) si spostò a Manila e fu integrato con molto altro naviglio nell'operazione TA. Il pomeriggio del 12 dicembre 1944, di ritorno dall'ultima missione di rinforzo a Leyte, fu ripetutamente attaccato da velivoli imbarcati nemici e affondò a nord-nord-est di Cebu, ultimo esemplare della classe Mutsuki a sparire dalla superficie del mare.[23]

Mochizuki[modifica | modifica wikitesto]

Appartenente alla 30ª Divisione, all'inizio della guerra fu presente a entrambi i tentativi giapponesi di occupare Wake, coronati il 23 dicembre 1941 dal successo. Nei mesi seguenti dette il proprio contributo alle riuscite conquiste di Rabaul e di Lae-Salamaua, venendo infine assegnato allo schermo difensivo del convoglio incaricato di sbarcare truppe a Port Moresby; tale piano fu però sventato dagli Alleati durante la battaglia del Mar dei Coralli. In estate passò a operare sotto gli ordini del quartier generale di Rabaul e, il 15 ottobre 1942, partecipò al cannoneggiamento notturno dell'aeroporto di Guadalcanal. Completò quindi tre trasporti truppe e fu assegnato poi alla scorta di un grosso convoglio che doveva recare per la metà di novembre rinforzi sostanziosi alla 17ª Armata sull'isola; ebbe dunque parte nella costosa battaglia navale di Guadalcanal. Con il 1943 intensificò le missioni tese a recare rinforzi alle varie guarnigioni nipponiche nelle Salomone e partecipò anche alla battaglia del Golfo di Kula all'inizio di luglio. Il 24 ottobre 1943, mentre era intento a trasferire un reparto in Nuova Britannia, fu attaccato da bombardieri statunitensi e centrato nella sala macchine, sprofondando 90 miglia a sud-sud-ovest di Rabaul.[21]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Stille 2013, pp. 9, 16-17.
  2. ^ a b c d (EN) Materials of IJN (Mutsuki class Destroyers), su world.coocan.jp. URL consultato il 22 ottobre 2016.
  3. ^ a b c d Stille 2013, p. 21.
  4. ^ a b c d e f g h Stille 2013, p. 17.
  5. ^ a b c d e (EN) 19-go (Mutsuki) destroyers (1925-1927), su navypedia.org. URL consultato il 25 ottobre 2016.
  6. ^ Stille 2013, pp. 17, 21.
  7. ^ Stille 2013, p. 6.
  8. ^ Stille 2013, p. 7.
  9. ^ a b Stille 2013, p. 16.
  10. ^ Stille 2013, p. 8.
  11. ^ (EN) 2-go (Wakatake) destroyers (1922-1924), su navypedia.org. URL consultato il 24 ottobre 2016.
  12. ^ Tutti i dati in tabella sono tratti da Stille 2013, p. 16 e da (EN) Materials of IJN (Mutsuki class Destroyers), su nifty.com. URL consultato il 22 ottobre 2016. Altri dati derivano da (EN) IJN Mutsuki Class Destroyers, su globalsecurity.org. URL consultato il 22 ottobre 2016. Le navi sono elencate in ordine cronologico secondo la data del varo, quindi la sequenza di numeri risulta sfasata.
  13. ^ (EN) Long Lancers, su combinedfleet.com. URL consultato il 1º novembre 2016.
  14. ^ Stille 2014, pp. 254, 256. Il Nagatsuki fu l'unico dei cinque cacciatorpediniere a mantenere le mitragliatrici Lewis da 7,7 mm.
  15. ^ Stille 2014, p. 241.
  16. ^ a b Stille 2014, p. 256.
  17. ^ (EN) The Pacific War Online Encyclopedia: Mutsuki Class, Japanese Destroyers, su kgbudge.com. URL consultato il 26 ottobre 2016.
  18. ^ Stille 2014, pp. 60-61.
  19. ^ Stille 2014, p. 243.
  20. ^ a b c d Stille 2013, p. 20.
  21. ^ a b c d e Stille 2013, p. 18.
  22. ^ Stille 2013, pp. 18, 20.
  23. ^ Stille 2013, p. 21.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Mark E. Stille, Imperial Japanese Navy Destroyers 1919-1945, Vol. 1, Oxford, Osprey, 2013, ISBN 978-1-84908-984-5.
  • Mark E. Stille, The Imperial Japanese Navy in the Pacific War, Oxford, Osprey, 2014, ISBN 978-1-4728-0146-3.

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