Classe Minekaze

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Classe Minekaze
ONI Minekaze class destroyer.jpg
Pianta e profilo della classe, editi dall'Office of Naval Intelligence statunitense: sono bene evidenti la peculiare insellatura di prua, l'armamento silurante e la distribuzione dei pezzi da 120 mm
Descrizione generale
Naval Ensign of Japan.svg
Tipo Cacciatorpediniere
Numero unità 15
Proprietà Marina imperiale giapponese
Ordinata 1917 - 1920
Cantiere Maizuru
Nagasaki (gestito dalla Mitsubishi)
Impostata 1918 - 1921
Varata 1919 - 1922
Completata 1920 - 1922
Radiata 1945 per il Giappone
Destino finale 10 unità affondate, 1 ceduta alla Repubblica cinese, 1 ceduta al Regno Unito, 3 demolite nel dopoguerra
Caratteristiche generali
Dislocamento 1 367 t
Stazza lorda 1 676 tsl
Lunghezza 102,56 m
Larghezza 9,14 m
Pescaggio 2,89 m
Propulsione 4 caldaie Kampon e 2 turbine Parsons; 2 alberi motore con elica (38 500 shp)
Velocità 39 nodi  (74 km/h)
Autonomia 3 600 miglia a 14 nodi (6 670 chilometri a 26,6 km/h)
Equipaggio 148 (ufficiali, sottufficiali, marinai)
Armamento
Armamento
  • 4 cannoni Type 3 da 120 mm
  • 2 mitragliatrici Lewis da 7,7 mm
  • 6 tubi lanciasiluri Type 6 da 533 mm
  • 20 mine
Note
Dati riferiti all'entrata in servizio

Fonti citate nel corpo del testo

voci di classi di cacciatorpediniere presenti su Wikipedia

La classe Minekaze (沢風型駆逐艦 Minekazegata kuchikukan?) di quindici cacciatorpediniere di squadra, appartenente alla Marina imperiale giapponese, fu progettata verso la fine della prima guerra mondiale, ispirandosi ai cacciatorpediniere britannici e tedeschi, ed entrò in servizio tra il 1920 e il 1922. Le unità erano equipaggiate con quattro cannoni da 120 mm e sei tubi lanciasiluri da 533 mm, spinte da nuovi apparati di propulsione a vapore che garantivano punte di 39-40 nodi. La classe costituì assieme alle due successive (poco più che copie) la spina dorsale delle divisioni cacciatorpediniere della marina imperiale, ma al principio degli anni trenta iniziò a decadere rapidamente anche dinanzi l'immissione in servizio dell'innovativa classe Fubuki.

I Minekaze furono comunque mantenuti e qualche esemplare fu adoperato per compiti specifici: uno divenne nave bersaglio, due furono convertiti in pattugliatori e un quarto fu trasformato in nave recupero per aerei. Del tutto obsoleti all'inizio della seconda guerra mondiale, parteciparono solo brevemente alle prime operazioni nell'Oceano Pacifico e furono presto assegnati a compiti di scorta a unità da guerra più grandi, oppure lungo le molteplici linee di comunicazione marittime tra i territori occupati dall'Impero giapponese. Durante il servizio ben dieci unità furono perdute, quasi tutte vittima degli attivi sommergibili statunitensi; le cinque superstiti furono catturate nei porti nipponici alla conclusione delle ostilità, spesso danneggiate, e furono spartite tra i vincitori (due) o demolite entro la fine del 1948.

Progetto[modifica | modifica wikitesto]

La Marina imperiale giapponese aveva sempre nutrito interesse particolare per il naviglio silurante e, sin dallo scorcio del XIX secolo, aveva acquistato esemplari e progetti dalle potenze europee, segnatamente Regno Unito e Impero tedesco; in seguito divenne pratica consueta adottare e copiare i disegni tecnici britannici, che gli ufficiali nipponici intesero come piattaforme per un gran numero di armi, superiore a quello dei cacciatorpediniere stranieri contemporanei.[1] Verso la fine della prima guerra mondiale, tuttavia, la marina si era ritrovata con pochi cacciatorpediniere moderni e richiese perciò la progettazione di una nuova classe, formata da navi più grandi e più veloci della precedente classe Kawakaze, nonché più idonee alla navigazione d'altura; nel 1917 la nuova serie fu approvata e nel 1918 le prime unità iniziarono a essere impostate. Tuttavia, dopo aver ricevuto in riparazione di guerra cinque cacciatorpediniere tedeschi come stabilivano le condizioni della pace di Versailles del giugno 1919, la classe fu in parte ristudiata: fu introdotta una netta insellatura tra il ponte di prua e la plancia (a sua volta arretrata) con lo scopo di ridurre l'interferenza delle onde e degli spruzzi, mentre il castello di prua fu sensibilmente allungato. L'armamento d'artiglieria fu distribuito in postazioni singole scudate su piedistalli il più alti possibile e, come era stato fatto per la dotazione silurante, lungo l'asse longitudinale dello scafo.[2] Dopo queste modifiche la classe Minekaze, indicata con la dizione ufficiale di "cacciatorpediniere oceanici di prima classe",[3] fu definitivamente accettata e fu ordinata in un totale di quindici esemplari, distribuiti nei programmi navali tra il 1917 e il 1920: lo schema progettuale dei Minekaze fu apprezzato e fu la base, con poche variazioni, delle successive classi Kamikaze, Wakatake (questa di cacciatorpediniere di "seconda classe") e Mutsuki.[2]

Caratteristiche generali[modifica | modifica wikitesto]

Scafo e dotazioni[modifica | modifica wikitesto]

I cacciatorpediniere tipo Minekaze presentavano una lunghezza tra le perpendicolari di 97,50 metri,[4] fuori tutto di 102,56 metri, una larghezza massima di 9,14 metri e un pescaggio di 2,89 metri. Il dislocamento standard ammontava a 1 367 tonnellate e la stazza a pieno carico raggiungeva le 1 676 tonnellate. L'equipaggio era formato da 148 tra ufficiali, sottufficiali e marinai.[5] Ogni esemplare era dotato di alcune lance di salvataggio in fasciame, ciascuna con il proprio argano, ed erano disponibili due proiettori di ricerca: uno era fissato in cima al ponte di comando, mentre il secondo era sistemato si di una piattaforma sopraelevata a poppavia, tra due gruppi lanciasiluri.[6]

Impianto propulsivo[modifica | modifica wikitesto]

Per la prima volta nella marina imperiale giapponese, i cacciatorpediniere introdussero le turbine a ingranaggi alimentate a vapore, rinunciando alle turbine a trasmissione diretta sino ad allora in uso.[7] Sui Minekaze l'apparato motore era formato da quattro caldaie Kampon e da due turbine a vapore Parsons, a ciascuna delle quali era vincolato un albero motore dotato di elica. Questo sistema era stato sperimentato con successo su alcuni esemplari della classe Kawakaze ed era stato perfezionato perché raggiungesse la potenza di 38 500 shp, necessaria a raggiungere i 39 nodi (74 km/h) di velocità massima richiesta. Il complesso propulsore era alimentato a olio combustibile, del quale a bordo era tenuta una riserva di circa 403 tonnellate, che garantiva un'autonomia massima di 3 600 miglia alla velocità di 14 nodi (circa 6 670 chilometri a 26,6 km/h): i fumi di combustione erano convogliati in due fumaioli, anziché in tre come sui Kawakaze.[3] Il raggio d'azione utile cadeva comunque drammaticamente a 520 miglia se veniva mantenuta un'andatura di 34 nodi (963 chilometri a 65 km/h), rendendo i Minekaze assai meno performanti dei coevi cacciatorpediniere statunitensi.[8]

Armamento[modifica | modifica wikitesto]

Il cannone Type 3 da 120 mm, a lungo artiglieria primaria dei cacciatorpediniere nipponici

La dotazione offensiva di bordo era più ricca dei cacciatorpediniere coevi, sia giapponesi che stranieri. Erano disponibili quattro cannoni Type 3 da 120 mm lunghi 45 calibri (L/45), ciascuno protetto sul frontale e sui lati da un piccolo scudo; il pezzo prodiero si trovava sul castello di prua davanti la plancia, due erano a mezzanave su piedistalli, separati dal secondo fumaiolo, e il quarto cannone era installato a poppa su un proprio supporto. Solamente le ultime tre unità (Nokaze, Namikaze, Numakaze) presentavano due cannoni a poppavia, semplificando in tal modo la distribuzione delle munizioni. Nella configurazione originale i pezzi numero 1 e 2 erano disposti in caccia, i 3 e 4 in ritirata; sui tre cacciatorpediniere modificati anche il terzo cannone era rivolto in avanti.[7] Il Type 3 era capace di sparare una granata da 20 chili alla velocità iniziale di 825 m/s, con una gittata massima di circa 16 000 metri; la cadenza di tiro era di un colpo ogni 12 secondi. Ciascun pezzo era brandeggiato manualmente e si trovava piuttosto esposto alle intemperie e alle schegge di bomba.[9] Come da prassi nella marina imperiale era stata data particolare cura all'armamento silurante, che sui Minekaze era formato da tre impianti binati brandeggiabili manualmente di tubi lanciasiluri Type 6: uno sito nell'insellatura e gli altri due tra il secondo fumaiolo e la bassa sovrastruttura poppiera.[7] Tutti e tre erano sistemati lungo la longitudinale del ponte e utilizzavano il siluro Type 6. Si trattava di un ordigno del calibro di 533 mm, lungo 6,70 metri, propulso a vapore e con una testata esplosiva di 200 chili (circa un settimo del peso complessivo); poteva essere lanciato alla velocità di 36, 32 o 26 nodi e raggiungere rispettivamente una portata di 7 000, 10 000 e 15 000 metri.[10] Tuttavia la posizione dell'apparato lanciatore di prua si rivelò troppo esposta in condizioni di mare mosso, con ricadute negative su funzionalità ed efficienza.[8]

Infine erano disponibili due mitragliatrici leggere Lewis da 7,7 mm, montate individualmente e deputate alla difesa contraerea,[9] 20 mine con i relativi strumenti di posa[3] e, sul rotondo di poppa, un apparato di sminamento per operare come dragamine e bonificare tratti di mare.[11]

Costruzione[modifica | modifica wikitesto]

Gli esemplari della classe Minekaze furono ordinati nei programmi di espansione approvati tra 1917 e 1920[12] e i costi furono suddivisi negli anni fiscali 1917 e 1918.[4] I cacciatorpediniere furono impostati tra il gennaio 1918 e il maggio 1921, varati tra il gennaio 1919 e il giugno 1922 e completati tra il marzo 1920 e il novembre 1922. I cantieri coinvolti nelle costruzioni furono quello di Maizuru, gestito direttamente dalla marina imperiale, e quello appartenente alla Mitsubishi di Nagasaki. Le navi furono inizialmente indicate solo con un numero secondo le convenzioni allora vigenti; nell'agosto 1928 furono ribattezzate con nomi propri.[12]

Unità[modifica | modifica wikitesto]

Nome[13] Cantiere Impostato Varato Completato Destino finale
Sawakaze Nagasaki (Mitsubishi) 7 gennaio 1918 7 gennaio 1919 6 o 16 marzo 1920 Consegnatosi alla fine della guerra, demolito nel 1948
Minekaze Maizuru 20 aprile 1918 8 febbraio 1919 29 marzo o maggio 1920 Silurato a est di Formosa il 10 febbraio 1944 (23°12′N 121°30′E / 23.2°N 121.5°E23.2; 121.5)
Okikaze Maizuru 22 febbraio 1919 3 ottobre 1919 17 agosto 1920 Silurato a sud di Yokosuka il 10 gennaio 1943 (35°02′N 140°12′E / 35.033333°N 140.2°E35.033333; 140.2)
Shimakaze Maizuru 5 settembre 1919 31 marzo 1920 15 novembre 1920 Convertito in pattugliatore il 1º aprile 1940 (pattugliatore 1-gō/Numero 1), silurato a ovest di Kavieng il 21 gennaio 1943 (2°51′N 149°43′E / 2.85°N 149.716667°E2.85; 149.716667)
Yakaze Nagasaki (Mitsubishi) 15 agosto 1918 10 aprile 1920 19 luglio 1920 Trasformato in nave bersaglio il 20 luglio 1942, consegnatosi danneggiato alla fine della guerra e demolito nel 1947-1948
Hakaze Nagasaki (Mitsubishi) 11 novembre 1918 21 giugno 1920 16 settembre 1920 Silurato il 23 gennaio 1943 a sud-ovest di Kavieng (2°47′N 150°38′E / 2.783333°N 150.633333°E2.783333; 150.633333)
Nadakaze Maizuru 9 gennaio 1920 26 giugno 1920 30 settembre 1921 Convertito in pattugliatore il 1º aprile 1940 (pattugliatore 2-gō/Numero 2), silurato il 25 luglio 1945 nello Stretto di Lombok (7°06′N 115°42′E / 7.1°N 115.7°E7.1; 115.7)
Shiokaze Maizuru 15 maggio 1920 22 ottobre 1920 29 luglio 1921 Consegnatosi alla fine della guerra, demolito nel 1948
Akikaze Nagasaki (Mitsubishi) 7 giugno 1920 14 dicembre 1920 1º aprile 1921 Silurato il 3 novembre 1944 a ovest di Luzon (16°48′N 117°17′E / 16.8°N 117.283333°E16.8; 117.283333)
Tachikaze Maizuru 18 agosto 1920 31 marzo 1921 5 dicembre 1921 Affondato il 17 febbraio 1944 durante il bombardamento aereo di Truk (7°04′N 151°55′E / 7.066667°N 151.916667°E7.066667; 151.916667)
Yukaze Nagasaki (Mitsubishi) 14 o 24 dicembre 1920 28 aprile o maggio 1921 24 agosto 1921 Ceduto il 14 agosto 1947 al Regno Unito, demolito successivamente
Hokaze Maizuru 30 novembre 1920 12 luglio 1921 22 dicembre 1921 Silurato il 6 luglio 1944 a nord di Celebes (3°24′N 125°28′E / 3.4°N 125.466667°E3.4; 125.466667)
Nokaze Maizuru 16 aprile 1921 1º ottobre 1921 31 marzo 1922 Silurato il 20 febbraio 1945 al largo di Cam Ranh (12°48′N 109°38′E / 12.8°N 109.633333°E12.8; 109.633333)
Numakaze Maizuru 10 agosto 1921 25 febbraio o 22 maggio 1922 24 luglio 1922 Silurato il 18 dicembre 1943 a est-nord-est di Okinawa (26°29′N 128°26′E / 26.483333°N 128.433333°E26.483333; 128.433333)
Namikaze Maizuru 7 novembre 1921 24 giugno 1922 11 novembre 1922 Ceduto il 3 ottobre 1947 alla Repubblica nazionalista cinese

Modifiche al progetto[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso degli anni venti e fino all'inizio dei trenta, la classe Minekaze formò con le successive classi Kamikaze e Mutsuki il nocciolo duro del naviglio silurante della marina imperiale nipponica; nel corso di questo periodo partecipò alle esercitazioni della flotta e a operazioni lungo il litorale cinese. Tuttavia, già prima dell'inizio della seconda guerra sino-giapponese, i Minekaze erano valutati obsolescenti e perciò alcuni esemplari furono modificati: il Nadakaze e lo Shimakaze furono trasformati in navi pattuglia e poi in trasporti rapidi, il Sawakaze perse quasi tutto l'armamento per divenire una nave recupero per aeroplani.[14] Tra il 1937 e il 1939, inoltre, la classe andò incontro a un programma di rafforzamento strutturale che fece diminuire la velocità massima a 34,5/36 nodi, incrementò il dislocamento standard a 1 577/1 678 tonnellate e ridusse di alcune decine di tonnellate la capacità di stivaggio di carburante.[3] All'epoca dell'attacco di Pearl Harbor i Minekaze erano assegnati a compiti ausiliari o a teatri bellici dove era prevedibile scarso contrasto aeronavale; a cominciare dal 1942 le dodici unità rimaste, siccome assegnate prevalentemente a incarichi di scorta o di seconda linea, furono private dei due cannoni e dei due impianti lanciasiluri a mezzanave, rimpiazzarono il sistema di sminamento con quattro lanciatori di bombe di profondità (36 su ogni cacciatorpediniere) e furono armate con una certa quantità di cannoni contraerei Type 96 da 25 mm L/60. In genere il totale di Type 96 oscillava tra tredici e venti, distribuiti in installazioni binate e su affusti singoli, e su qualche nave furono affiancati da mitragliatrici pesanti Type 93 da 13,2 mm.[11]

Nessuno dei Minekaze entrò in servizio con un'apparecchiatura radar, che fu ricevuta solo nel cuore del conflitto: è documentato che nel 1945 lo Yukaze e lo Shiokaze disponevano ciascuno di un radar Type 13, il Sawakaze e il Namikaze di un apparato Type 22 cadauno.[15] Il Type 13, introdotto alla fine del 1943, era capace di localizzare un gruppo di velivoli alla distanza di poco meno di 100 chilometri, sebbene la sua portata effettiva fosse di quasi 150 chilometri.[16] Il Type 22 nacque invece per localizzare bersagli sulla superficie del mare e nel settembre 1944 fu fornito anche in versione controllo del tiro; la capacità di rilevamento dipendeva molto dalle dimensioni dell'oggetto: una corazzata era individuabile alla distanza di circa 35 chilometri, mentre un cacciatorpediniere era localizzato in un raggio di poco più di 17 chilometri.[17]

Impiego operativo[modifica | modifica wikitesto]

Sawakaze[modifica | modifica wikitesto]

Il Sawakaze in disarmo al termine della seconda guerra mondiale

Il Sawakaze si trovava all'inizio della guerra nell'Oceano Pacifico a Yokosuka: nel corso dei successivi quattro anni fu impiegato per prestare soccorso durante i voli d'addestramento dei nuovi equipaggi delle portaerei. A partire dal maggio 1945 fu riutilizzato come nave bersaglio per impratichire i piloti suicidi del corpo dei kamikaze.[18] Sopravvisse al conflitto e fu demolito nel 1948 in Giappone.[4]

Minekaze[modifica | modifica wikitesto]

Capoclasse del gruppo, dall'aprile 1942 operò dall'arsenale e base militare di Sasebo, accompagnando convogli diretti per lo più all'isola di Saipan e alle importanti piazzeforti di Rabaul e Truk; fu poi riassegnato a compiti di scorta sulle rotte del Mar Cinese Orientale. Il 10 febbraio 1944 rimase vittima del sommergibile USS Pogy 85 miglia a est di Formosa.[18]

Okikaze[modifica | modifica wikitesto]

Alla fine del 1941 operava presso il Distretto di guardia di Ominato, nel Giappone settentrionale. Nell'aprile 1942 passò alle dipendenze del Distretto navale di Yokosuka e da allora espletò mansioni di scorta al fitto traffico navale da e per la baia di Tokyo. Fu affondato dal sommergibile USS Trigger il 10 gennaio 1943 al largo della capitale.[18]

Shimakaze[modifica | modifica wikitesto]

Assegnato all'entrata in servizio alla 3ª Divisione cacciatorpediniere, operò prevalentemente da Yokosuka; a fine 1931 passò nella riserva, dove spese i successivi nove anni. All'inizio del 1940 iniziò la conversione a pattugliatore, che comportò tra le alte cose lo sbarco di quasi tutti i tubi lanciasiluri e la ridenominazione in nave pattuglia Numero 1 (1-gō in lingua giapponese). Rimase sempre alle dipendenze del Distretto navale di Yokosuka e nel 1941 andò incontro a una nuova evoluzione, questa volta in trasporto rapido: perse tutto l'armamento eccetto un cannone e poté ospitare 250 uomini e due chiatte classe Daihatsu. Nella prima metà del 1942 partecipò pertanto alla campagna delle Indie Olandesi e poi fu presente alla battaglia delle Midway, assieme alla scorta del convoglio d'invasione per le isole omonime. Da fine agosto contribuì alle missioni trasporto truppe nel quadro della campagna di Guadalcanal e alla difesa di mercantili, petroliere e simili per e da Rabaul. Il 12 gennaio 1943, a sud-ovest della Nuova Hannover, fu colato a picco dal sommergibile USS Guardfish.[19]

Yakaze[modifica | modifica wikitesto]

Al principio delle ostilità in Estremo Oriente era appena stato assegnato al Distretto navale di Kure in qualità di nave bersaglio, dove rimase per tutto il corso della guerra.[15] A metà luglio 1945 fu danneggiato e si adagiò sui bassi fondali del porto; preso in consegna dalle truppe d'occupazione statunitensi, fu demolito entro la fine del 1947.[20]

Questa immagine dello Hakaze, lanciato ad alta velocità, permette di osservare la disposizione delle armi di bordo della classe

Hakaze[modifica | modifica wikitesto]

Appartenente alla 34ª Divisione, nei primi mesi di sotilità fece la spola tra l'Indocina francese, il Borneo e la Malesia carico di materiali aeronautici. Nell'aprile 1942 fu trasferito alla base di Rabaul in vista dell'operazione Mo e, nei mesi seguenti, fu impegnato in continue missioni di rifornimento verso il sito di Munda, nella Nuova Georgia sud-occidentale, dove era in corso di costruzione un aeroporto. Il 23 gennaio 1943 rimase però vittima del sommergibile Guardfish.[11]

Nadakaze[modifica | modifica wikitesto]

Sino alla fine degli anni trenta fece parte delle divisioni cacciatorpediniere; a inizio 1939 fu selezionato per essere trasformato in pattugliatore Numero 2 (2-gō in lingua giapponese): perse metà dei cannoni e 2/3 dell'armamento silurante, imbarcando cannoni contraerei e lanciatori di bombe di profondità. Alla fine del 1941 fu ancora modificato per operare anche come trasporto d'assalto, configurazione con la quale ebbe modesta partecipazione all prime, vittoriose campagne anfibie. Dall'agosto 1942 operò tra Rabaul e le isole Shortland, poi dall'inizio del 1943 la sua attività si concentrò esclusivamente sulla difesa delle decine di convogli tra le Filippine, il Giappone, Formosa e altre posizioni nipponiche. Fu colato a picco il 25 luglio 1945 dal sommergibile britannico HMS Stubborn mentre trasportava rifornimenti da Surabaya a Makassar.[21]

Shiokaze[modifica | modifica wikitesto]

Inserito nei ranghi della 3ª Divisione cacciatorpediniere, partecipò alle operazioni anfibie che interessarono le Filippine meridionali tra il dicembre 1941 e il gennaio 1942; transitò quindi nelle Indie orientali olandesi, dove continuò a supportare i successivi sbarchi nipponici. In aprile fu a fianco della portaerei leggera Ryujo nel corso dell'irruzione nipponica nell'Oceano Indiano e poi, all'inizio di giugno, durante l'attacco diversivo alle isole Aleutine. Nell'agosto 1942 fu riassegnato alla difesa del traffico navale nella porzione meridionale della Sfera di co-prosperità della Grande Asia orientale e, nell'agosto 1945, la fine della guerra lo trovò a Kure.[18] Fu demolito nel 1948.[4]

Akikaze[modifica | modifica wikitesto]

Membro della 34ª Divisione cacciatorpediniere, dipendente dall'11ª Flotta aerea, partecipò con funzioni di vigilanza alle operazioni anfibie nelle Filippine, in Malesia e nelle Indie olandesi. Nel giugno 1942 fu riassegnato alla base di Rabaul e due mesi più tardi fu gravemente colpito nel corso delle regolari missioni di appoggio alle truppe nipponiche in Nuova Guinea e Guadalcanal. Rimesso in efficienza, fu nuovamente devastato a fine 1943, ma sopravvisse dopo aver raggiunto la grande base di Truk. Nella primavera 1944 passò a operare nel Pacifico centrale e poi sulle rotte tra Filippine e Giappone, prendendo marginalmente parte alla vasta battaglia del Golfo di Leyte. Fu silurato il 3 novembre 1944 al largo di Luzon dal sommergibile USS Pintado.[11]

Tachikaze[modifica | modifica wikitesto]

Anch'esso parte della 34ª Divisione, fu presente con gli altri gregari del reparto alle invasioni delle Filippine e dei possedimenti coloniali olandesi. Al luglio 1942 era già stato spostato nell'importante teatro del Pacifico sud-occidentale, nel quale attese a missioni di supporto: rimase pesantemente danneggiato nel corso di un'incursione aerea su Rabaul, fu riparato e tornò in azione nel settore delle isole Salomone, sopravvivendo ad altri due attacchi aerei. Il 17 febbraio 1944, però, fu sorpreso nella rada di Truk dalla massiccia incursione della Task force 58 e fu affondato da un siluro.[22]

Yukaze[modifica | modifica wikitesto]

A fine dicembre 1941 faceva parte della 3ª Divisione portaerei, con la quale rimase per tutta la durata della guerra; alla battaglia delle Midway (4-6 giugno 1942) accompagnò la vecchia Hosho e quindi la affiancò durante le regolari esercitazioni dei nuovi equipaggi imbarcati. Dopo il conflitto fu impiegato per rimpatriare le guarnigioni sparse in Estremo Oriente e fu infine ceduto al Regno Unito a metà 1947.[15] Fu demolito in quel paese nei mesi successivi.[4]

Il cacciatorpediniere Hokaze, appena immesso in servizio

Hokaze[modifica | modifica wikitesto]

Dipendente dalla 3ª Divisione cacciatorpediniere, nell'aprile 1942 passò agli ordini della 5ª Flotta che era responsabile delle acque settentrionali dell'Impero giapponese e, a inizio giugno, fu tra le navi impegnate nelle azioni diversive alle isole Aleutine durante la battaglia delle Midway; coprì anche l'invasione di Kiska. Trasferito nelle ex-Indie olandesi, rimase gravemente danneggiato a fine giugno 1943 da un siluro, ma fu raddobbato e reimmesso in servizio. Colò infine a picco il 6 luglio 1944, centrato dal sommergibile USS Paddle.[18]

Nokaze[modifica | modifica wikitesto]

Quale appartenente alla 1ª Divisione cacciatorpediniere, rispondeva agli ordini del Distretto di guardia di Ominato che controllava i mari a nord del Giappone: rimase in questo teatro, impegnato in pattugliamenti e anche nell'attacco alle Aleutine, sino al principio del 1945, quando fu trasferito a compiti di scorta nel Mar Cinese Meridionale. In quelle acque fu distrutto dal sommergibile USS Pargo il 20 febbraio, ultimo cacciatorpediniere nipponico a subire questo fato a opera di un battello sottomarino nel corso della guerra.[18]

Numakaze[modifica | modifica wikitesto]

Anch'esso membro della 1ª Divisione, operò dal dicembre 1941 al settembre 1943 nell'area settentrionale dell'Impero giapponese, conducendo principalmente missioni di scorta; fu quindi riassegnato al Mare Cinese Orientale, dove fu silurato il 18 dicembre dello stesso anno dal sommergibile USS Grayback.[18]

Namikaze[modifica | modifica wikitesto]

Terzo componente della 1ª Divisione cacciatorpediniere, il Namikaze rimase a lungo sulle rotte tra Hokkaidō, le isole Curili e le Aleutine occupate. L'8 settembre 1944 fu gravemente danneggiato da un sommergibile, ma non affondò: rimorchiato sino a Maizuru, fu convertito in nave trasporto per i siluri suicidi kaiten; non fu tuttavia mai impiegato in questo particolare ruolo e sopravvisse al conflitto senza danni, venendo infine utilizzato per contribuire al rimpatrio delle truppe giapponesi.[18] Nell'ottobre 1947 fu ceduto alla Repubblica nazionalista cinese.[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Stille 2013, p. 5.
  2. ^ a b Stille 2013, pp. 8-9.
  3. ^ a b c d (EN) Minekaze destroyers (1920 - 1922), su navypedia.org.
  4. ^ a b c d e f (EN) Materials of IJN (Minekaze class Destroyers), su world.coocan.jp. URL consultato il 12 settembre 2016.
  5. ^ Stille 2013, p. 12.
  6. ^ Stille 2013, p. 13.
  7. ^ a b c Stille 2013, p. 9.
  8. ^ a b (EN) The Pacific War Online Encyclopedia: Minekaze Class, Japanese Destroyers, su kgbudge.com. URL consultato il 14 settembre 2016.
  9. ^ a b Stille 2013, p. 7.
  10. ^ Stille 2013, p. 6.
  11. ^ a b c d Stille 2013, p. 10.
  12. ^ a b Stille 2013, p. 8.
  13. ^ Tutti i dati in tabella sono tratti da Stille 2013, p. 8 e da (EN) Materials of IJN (Minekaze class Destroyers), su world.coocan.jp. URL consultato il 12 settembre 2016.. Le navi sono elencate in ordine cronologico secondo la data del varo.
  14. ^ Stille 2013, pp. 9-10.
  15. ^ a b c Stille 2013, p. 12.
  16. ^ Stille 2014, p. 60.
  17. ^ Stille 2014, p. 107.
  18. ^ a b c d e f g h Stille 2013, p. 11.
  19. ^ (EN) Japanese Patrol Boats: Shimakaze/PB-1, su combinedfleet.com. URL consultato il 13 settembre 2016.
  20. ^ (EN) Japanese Target Ships, su combinedfleet.com. URL consultato il 12 settembre 2016.
  21. ^ (EN) Japanese Patrol Boats: Nadakaze/PB-2, su combinedfleet.com. URL consultato il 16 settembre 2016.
  22. ^ Stille 2013, pp. 11-12.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Mark E. Stille, Imperial Japanese Navy Destroyers 1919-1945, Vol. 1, Oxford, Osprey, 2013, ISBN 978-1-84908-984-5.
  • Mark E. Stille, The Imperial Japanese Navy in the Pacific War, Oxford, Osprey, 2014, ISBN 978-1-4728-0146-3.

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