Classe Granatiere

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Classe Granatiere
Ctpgranatiere.jpg
Descrizione generale
Naval Ensign of Italy.svg
Tipo fregata
Numero unità 2
Proprietà Naval Ensign of Italy.svg Marina Militare
Caratteristiche generali
Dislocamento 1850 t
Lunghezza 106,7 m
Larghezza 10,2 m
Pescaggio 4,4 m
Propulsione 3 Caldaie tipo Yarrow
2 Gruppi di turbine a vapore tipo Belluzzo/Parsons
2 eliche
Potenza 44.000 hp
Velocità 30 nodi (56 km/h)
Autonomia 2200 miglia a 20 nodi
Equipaggio 13 ufficiali 174 sottufficiali
Armamento
Armamento artiglieria:
  • 3 cannoni da 120/50mm
  • 6 cannoni da 40/56mm
  • 2 lanciabombe laterali antisommergibile
  • 2 scaricabombe antisommergibile

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Le unità navali della classe Granatiere erano ex cacciatorpediniere della Regia Marina appartenenti alla Classe Soldati, che sopravvissute alla seconda guerra mondiale entrarono a far parte nel dopoguerra della Marina Militare.

Le due unità i cui nomi erano Granatiere e Carabiniere prestarono servizio rispettivamente fino al 1958 e fino al 1965.

Granatiere[modifica | modifica wikitesto]

Il Granatiere venne rimodernato a più riprese dapprima nel 1948-49 e poi, in maniera più approfondita, nel 1952-1953 e con l'entrata dell'Italia nella NATO ebbe la matricola D 550 in sostituzione della vecchia sigla identificativa GN che fino ad allora lo aveva contraddistinto.

Il 26 ottobre 1954 la nave presenziò al ritorno di Trieste all'Italia, insieme all'incrociatore Duca degli Abruzzi e ai cacciatorpediniere Artigliere e Grecale, che fu la prima unità della Marina Militare ad entrare nel Porto di Trieste, con la folla festante che salì a bordo delle unità navali per manifestare la grande gioia agli equipaggi per il ritorno all'Italia[1].

Dopo essere stato riclassificato fregata nell'ultima parte della sua vita operativa, nel 1958 il Granatiere fu posto in riserva, quindi disarmato e radiato nel corso dello stesso anno per essere poi demolito nel 1960

Il nome è stato poi ereditato da un pattugliatore di squadra della classe Soldati, che fin quando rimase in servizio ebbe matricola F 585, poi radiato insieme al resto della classe.

Carabiniere[modifica | modifica wikitesto]

Il Carabiniere, in seguito all'entrata dell'Italia nella NATO ebbe D 551 come nuovo distintivo ottico in sostituzione della vecchia sigla identificativa CB che fino ad allora lo aveva contraddistinto e sottoposto nuovamente a lavori di riammodernamento nel periodo 1953-54, nel 1958 venne riclassificato fregata.

Il Carabiniere

Dopo essere stato riclassificato nel 1960 "Nave Esperienza" con il nuovo distintivo ottico A 5314, ha ricoperto tale compito fino al disarmo, avvenuto il 18 gennaio 1965. Durante tale periodo sull'unità venne a lungo testato il cannone OTO Melara da 76/62 mm tipo MMI[2], che avrebbe trovato posto sulle unità della Marina Militare realizzate negli anni sessanta.

Dopo il disarmo il Carabiniere venne usato come bersaglio per gli Incursori al Varignano sino ai primi anni settanta, quando fu sostituito in tale compito dalla fregata Altair.

La nave, dopo essere stata ormeggiata in attesa della demolizione, nel marzo del 1978 venne venduta per la demolizione ad un cantiere di Ortona; appena iniziato il rimorchio per il trasferimento al cantiere, a causa del mare mosso e delle numerose falle che nel frattempo si erano aperte, iniziò ad imbarcare acqua poco al di fuori della diga foranea di La Spezia; si tentò di rimorchiarla nuovamente verso la riva, ma si abbatté sul fianco di dritta ed affondò, restando comunque per la maggior parte emergente.

Dopo essere stato recuperato, nei mesi successivi all'affondamento, il relitto del Carabiniere venne demolito in un cantiere spezzino.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Trieste e la Marina Militare Italiana - Sito web della Marina Militare Italiana
  2. ^ Italy 76 mm/62 (3") M.M.I., navweaps.com. URL consultato il 19 febbraio 2008.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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