Clarice Tartufari

Clarice Gouzy, sposata Tartufari (Roma, 13 gennaio 1861 – Bagnore, 2 settembre 1933), è stata una scrittrice italiana.
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Figlia di Jules Gouzy, originario di Losanna, di lingua francese e di religione calvinista, successivamente convertitosi al cattolicesimo, e di Maria Luigia Servici, rimase orfana di entrambi i genitori in tenera età. A cinque anni fu condotta insieme ai fratelli Carlo e Roberto a Novilara, nei pressi di Pesaro. Qui trascorse l’infanzia in un ampio nucleo familiare guidato dal nonno materno, il conte Luigi Servici, caratterizzato da una disciplina rigorosa e da una convivenza estesa che comprendeva lo zio Alfonso con la sua famiglia e altri parenti.
All’età di dodici anni la famiglia si trasferì a Pesaro. Mentre i fratelli intrapresero studi tecnici, Clarice ricevette un’istruzione privata, in conformità alle disposizioni testamentarie del padre. Ottenuto precocemente il diploma magistrale, le fu consentito di proseguire gli studi a Roma, dove conseguì il diploma in Lettere e Storia presso l’Istituto Superiore di Magistero. La sua giovinezza fu segnata da ulteriori lutti, con la morte di entrambi i fratelli, Carlo e Roberto, colpiti dalla tubercolosi.
Nel 1882 sposò Vincenzo Tartufari, impiegato di banca originario di Osimo, assumendone il cognome con il quale firmò tutta la sua produzione letteraria. Dal matrimonio nacquero due figli, Maria Luisa e Filippo. La vita familiare fu però resa difficile da persistenti problemi economici, che la scrittrice cercò di affrontare intensificando l’attività letteraria e giornalistica. Il figlio Filippo ricordò come i compensi derivanti dalle novelle pubblicate su periodici fossero spesso destinati al sostegno degli studi scolastici.[1]
Inizia la carriera di scrittrice con bozzetti, poesie e racconti pubblicati in piccoli opuscoli tirati in poche copie (detti plaquettes) o su riviste. L'esordio in campo letterario avviene con la pubblicazione del volume Versi nuovi (1894), che non gode di particolare successo, a cui seguirà una seconda raccolta di poesie intitolata Vespri di maggio (1896).
In seguito scrisse, per una quindicina d'anni, opere teatrali, tra le quali: Modernissima (1900), Dissidio (1901), Logica (1901), Arboscelli divelti (1903), L'eroe (1904), La salamandra (1906), Suburra, Lucciole sulla neve (1907) e Il marchio (1914).
Decisamente più importante è la sua produzione narrativa, dove la Tartufari riesce a dare il meglio di sé, al punto che Benedetto Croce arriva a reputarla superiore a Grazia Deledda[2][3]. Tra i suoi romanzi più importanti: Roveto ardente (1901), molto apprezzato da Luigi Capuana, Il miracolo (1909), che fu particolarmente elogiato in Germania, All'uscita del labirinto (1914), che Giovanni Boine giudicò positivamente, e Ti porto via! (1933)[4].
La scrittrice visse stabilmente a Roma con il marito, in via Principe Amedeo, dove teneva un salotto letterario frequentato da numerosi intellettuali. La morte del marito nel 1928 segnò profondamente gli ultimi anni della sua vita. Clarice Tartufari morì il 2 settembre 1933 a Bagnore di Santa Fiora, dove si trovava in villeggiatura.
Una via di Roma, nel IX Municipio, zona Castel di Decima, è intitolata al suo nome.[5]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ https://www.enciclopediadelledonne.it/edd.nsf/biografie/clarice-tartufari
- ↑ Benedetto Croce, La letteratura della nuova Italia, vol. VI, in Laterza, Bari, 1940, p. 323.
- ↑ Paolo Alberti, Clarice Tartufari, in liberliber.it. URL consultato il 4-2-2018.
- ↑ Carlo D'Alessio, GOUZY, Clarice, in treccani.it, 2002. URL consultato il 4-2-2018.
- ↑ Istituzione 14 novembre 1957. SITO Sistema informativo toponomastica di Roma Capitale. Scheda della via. Archiviato il 7 gennaio 2015 in Internet Archive.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Carlo D'Alessio, GOUZY, Clarice, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 58, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2002. URL consultato il 13 agosto 2017.
- L. Vergaro: Clarice Tartufari. Una scrittrice dimenticata. Lettere a Bonaventura Tecchi. Juppiter Edizioni, Acquapendente, 2021.
- L. Vergaro: Clarice Tartufari. Una scrittrice dimenticata. Lettere a Bonaventura Tecchi. Nuova edizione arricchita e aggiornata. IF PRESS, 2024.
- F. Sanguineti: Per una nuova storia letteraria. Nuova edizione aggiornata e arricchita. Colibrì, Ancona, Dicembre 2022.
- F. Sanguineti: La storia letteraria del futuro. Canone di scrittrici e di scrittori. Collana: Gli arsilli, Edizioni dell'Orso, Milano, Dicembre 2024.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Clarice Tartufari. Roma 1861 - Bagnore (GR) 1933, su enciclopedia delle donne online.
- Tartùfari, Clarice, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
- Salvatore Rosati, TARTUFARI, Clarice, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1937.
- Opere di Clarice Tartufari, su Liber Liber.
- Opere di Clarice Tartufari, su MLOL, Horizons Unlimited.
- (EN) Opere di Clarice Tartufari, su Open Library, Internet Archive.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 224441851 · ISNI (EN) 0000 0003 6221 0268 · SBN RAVV039360 · BAV 495/349768 · GND (DE) 119535386 · BNE (ES) XX5681901 (data) · BNF (FR) cb15540811d (data) · CONOR.SI (SL) 154593635 |
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