Clara (Il giardino dei supplizi)

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Clara
UniversoLe Jardin des supplices (Il giardino dei supplizi)
AutoreOctave Mirbeau no
1ª app. in1899
Specieinglese
Sessofemminile
Data di nascitacirca 1860

Clara è il personaggio femminile principale del romanzo francese di Octave Mirbeau, Le Jardin des supplices (Il giardino dei supplizi) (1899).

Una donna libera[modifica | modifica wikitesto]

Clara, nella prima edizione italiana del Giardino dei supplizi, Sonzogno, 1917

Clara, di cui non conosciamo il nome di famiglia, è un'inglese dai capelli rossi e dagli occhi verdi, non sposata, ricca e bisessuale; vive in Cina, vicino a Canton, conduce un'esistenza apparentemente noiosa ma dedicata alla ricerca di piaceri perversi. Molto emancipata, sia finanziariamente sia sessualmente, liberata dalle leggi oppressive dell'Occidente che secondo lei impediscono lo sviluppo delle libertà dell'individuo. Ogni settimana visita le galere della città per assistere agli atroci supplizi inflitti ai condannati a morte, per lo più innocenti o colpevoli di piccoli misfatti. Lei arriva a sedurre il narratore, un imbroglione convertito alla politica e diretto verso Ceylon, dove l'ha inviato per una missione il ministro suo protettore per sbarazzarsene. Diventata la sua amante, lo conduce fino in Cina, dove gli fa conoscere le dolcezze della propria amica. Dopo due anni di separazione in cui il narratore ha seguito una spedizione ad Amman, lei esercita ancora tutto il proprio potere su di lui, fino a soggiogarlo e umiliarlo. I supplizii e le condanne a morte finiscono in un crescendo di orrori e di orge, quindi, durante una crisi isterica di questa femme fatale, la gettano in un'estasi, da cui si desta come purificata, dopo una specie di "piccola morte".

Una donna fantasmatica e sadica[modifica | modifica wikitesto]

L'enigmatico personaggio di Clara ha tutto del personaggio fantasmatico, senza alcun legame con una realtà plausibile, a tal punto che il narratore dal viso ormai distrutto arriva a chiedersi, come in preda a un incubo, se lei non sia un prodotto della propria immaginazione: "Non è forse lei nata dalla mia vita dissoluta e dalla mia febbre?… Non è lei forse una di quelle immagini impossibili, come ne genera l'incubo?... Una di quelle tentazioni che la lussuria crea nell'immaginazione dei pazzi e degli assassini?... Non sarebbe lei cosa diversa dalla mia anima, uscita fuori da me, mio malgrado, e materializzata sotto forma di peccato?…"

Simile donna è l'illustrazione della concezione fine-secolo della donna fatale, che tratta l'uomo come uno zimbello e gode delle sue umiliazioni. Sadica e guardona prova un intenso piacere, crescente ad assistere ai penosi supplizi inflitti ai condannati a morte, secondo la nota e consumata arte cinese.

Ma in fondo anche Clara è masochista nella misura in cui lei tende a mettersi al posto del suppliziato, le cui sofferenze sono ai suoi occhi una fonte inesaurribile d'estasi. Questa donna perversa fa l'apologia della "lussuria" in tutte le sue forme, poiché vi vede "la perfezione dell'amore", in quanto "tutte le facoltà cerebrali dell'uomo si rivelano e si affinano" e che "solo attraverso la lussuria" si può raggiungere "lo sviluppo totale della personalità". Ed è a questa lussuria così concepita che vuole iniziare il nostro timido narratore.

Sebbene questo personaggio sembri sia in totale contraddizione con l'umanesimo del “dreyfusard” Octave Mirbeau, per via di questo suo vanto di essere "un mostro", il romanziere arriva a mettere in bocca alla sua eroina articoli da lui pubblicati, sul colonialismo inglese e francese, a tal punto che il lettore può essere sconcertato eticamente ed esteticamente.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Le Jardin des supplices, 1899; trad. di Mariella Giacometti, 1995 ISBN 88-454-0724-1
  • Julia Przybos, « Délices et supplices : Octave Mirbeau et Jérôme Bosch », in Octave Mirbeau, Presses de l'Université d'Angers, 1992, p. 207-216.
  • Fabien Soldà, « Du Calvaire au Jardin des supplices : la passion de l'homme », Cahiers Octave Mirbeau, nº 19, 2012, p. 4-24.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]