Clan dei Casamonica

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Clan dei Casamonica
Area di origineAbruzzo, Roma
Aree di influenzaRoma, Castelli Romani, Ostia e litorale laziale
PeriodoAnni 1970 - in attività
AlleatiBanda della Magliana, 'Ndrangheta, Clan dei casalesi, Camorra[1]
RivaliClan Proietti
AttivitàEstorsione, traffico di droga, corruzione, racket, riciclaggio di denaro, prostituzione, appalti, usura, scommesse sportive, omicidio, furto, rapina, gioco d'azzardo

Il clan dei Casamonica è un'organizzazione criminale presente a Roma e operante nell'area dei Castelli Romani e del litorale laziale.

Origine[modifica | modifica wikitesto]

Il clan dei Casamonica prende origine dalle famiglie Casamonica e Di Silvio, famiglie di sinti stanziali[2] originarie dell'Abruzzo e del Molise, giunte da Pescara e da Venafro nella capitale negli anni settanta.[3]

Il gruppo è quindi costituito dai membri di queste famiglie, con occasionali imparentamenti con altre famiglie sinti come i Barovero (Piemonte), i Cena (Torino), i De Rosa, i Di Guglielmo, i Di Rocco, i Ciarelli, i Di Lauro, i Laudicino, gli Zini, gli Spada e gli Spinelli; inoltre si affidano ai Seferovic di origine bosniaca.[3]

Zone di attività[modifica | modifica wikitesto]

I capisaldi tradizionali del clan mafioso sono le zone poste nella periferia sud-est della capitale: Romanina, Anagnina, Porta Furba, Tuscolano, Spinaceto e più giù, verso sud, in altri comuni fino ad arrivare a Frascati e Monte Compatri.[4]

Secondo la Direzione Investigativa Antimafia è la struttura criminale più potente e radicata del Lazio, con un patrimonio stimato di 90 milioni di euro.[5] Secondo un censimento di Vittorio Rizzi, capo della squadra mobile di Roma, il clan è composto da un migliaio di affiliati.[3][6]

Le attività[modifica | modifica wikitesto]

Campi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Il clan è presente in molti settori commerciali ed economici, come edilizia e immobiliare, gestione di ristorazioni e stabilimenti balneari, investimento di capitale in società.[7] Le attività illegali in cui è coinvolto il clan sono l'usura con interessi dal 200% al 300%[7], traffico di stupefacenti nei paesi comunitari di Germania, Spagna, Paesi Bassi e Italia,[8] influenza su elezioni comunali nel Lazio e sul sistema politico a livello regionale, gestione di eventi festivi e no nel litorale capitolino.[9] Si hanno notizie di collaborazione del clan dei Casamonica con l'ex cassiere della banda della Magliana, Enrico Nicoletti, il quale avrebbe venduto al clan i debitori insolventi al fine di riscuotere i crediti[10]. Pur agli arresti domiciliari, Antonio Casamonica continuava l'attività usuraia, per la quale viene arrestato e incarcerato nel 2016[11]. Antonio Casamonica è il figlio del capostipite del clan Vittorio Casamonica, i cui funerali suscitarono particolari polemiche e imbarazzo istituzionale per l'eccesso di sfarzo e pomposità, con uso di gigantografie, carri trainati da cavalli, musiche eseguite da una banda musicale tratte dal film "il Padrino", Rolls-Royce e perfino di un elicottero che, pur non autorizzato al volo a causa dal blocco aereo della città di Roma, lanciava petali di fiori sul corteo funebre.[12][11]

Il 25 marzo 2010 viene scoperto un sodalizio tra Pietro D'Ardes, Rocco Casamonica e affiliati alla 'Ndrangheta dei Piromalli-Molè e Alvaro per il riciclaggio dei proventi illeciti e costituzione di società (15 sequestrate) per la partecipazione ad appalti pubblici.[13]

Le collusioni con la politica[modifica | modifica wikitesto]

Alla vigilia delle elezioni comunali di Roma del maggio/giugno 2013, viene pubblicata su alcuni giornali nazionali e regionali una foto che riprende il candidato e sindaco uscente Gianni Alemanno con Luciano Casamonica, cugino, pur incensurato, omonimo del boss del clan, che avrebbe comunque svolto un ruolo di "rappresentanza" e di "facilitazione" nei confronti della famiglia e del clan, che si era offerto per effettuare la "sorveglianza e sicurezza" dei vari centri di accoglienza per migranti, in realtà con metodi di "pax mafiosa"[14][15][16]. Alla cena era presente anche il futuro ministro Giuliano Poletti, risultato comunque del tutto estraneo alle indagini e agli interessi del clan[14]. Le foto furono scattate nel settembre 2010 durante una cena nel centro di accoglienza Baobab, cena organizzata da Salvatore Buzzi che, dietro la parvenza di un impegno nel reinserimento sociale di detenuti, migranti e altre persone svantaggiate, svolgeva in realtà attività con intenti criminali e illeciti sotto la copertura dalla sua organizzazione, la "cooperativa 29 giugno", e finirà fra i principali imputati dell'inchiesta della magistratura chiamata "Mafia capitale" che si occupa del malaffare e dello sfruttamento dell'integrazione di ex detenuti ed immigrati e altri reati riguardanti la malagestione di appalti e servizi pubblici, per cui i principali imputati, lo stesso Buzzi e Massimo Carminati sono stati condannati nel 2017 a 19 e 20 anni di reclusione, e di cui sono stati accertati i legami criminali con il clan dei Casamonica, oltre a numerose altre condanne per altri esponenti partecipanti alla cena in questione. Alemanno smentì la frequentazione[17] ma pur archiviata l'accusa principale di associazione mafiosa, risulta ancora al 2018 indagato per corruzione e finanziamento illecito.[18]

Gli arresti[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2004, nel corso di un'operazione coordinata dalla DIA e dalla Procura Distrettuale Antimafia sono stati arrestati diversi membri Casamonica e Di Silvio, con la scoperta dell'immissione del clan nel traffico internazionale di droga e riciclaggio di denaro ricavato dallo strozzinaggio. Il capitale ricavato dai traffici illeciti veniva investito nell'edilizia per costruire ville e in società romane, mentre la restante parte del denaro era custodita in alcune banche nel Principato di Monaco, per un totale di diversi milioni di euro.[19]

A gennaio del 2012, a seguito di una maxi operazione di polizia e carabinieri a Roma contro lo spaccio di sostanze stupefacenti, sono stati arrestati 39 esponenti del clan e sequestrati beni per milioni di euro.[20][6][21][22][23][21][22] In questa occasione, per la prima volta nella loro storia criminale, è stata formalizzata l'imputazione di associazione per delinquere nei confronti di alcuni esponenti della banda.[5][20][21][22][23]

A causa di un pestaggio avvenuto il 1º aprile 2018 ai danni di una avventrice disabile e del proprietario di un bar nel quartiere Romanina, che aveva il chiaro intento di ribadire il controllo territoriale del clan sulla zona, segnalato da un reportage video del quotidiano la Repubblica[24] pur con oltre un mese di ritardo nel maggio 2018, sono stati arrestati per lesioni, minacce e danneggiamento con l'aggravante del metodo mafioso Antonio Casamonica, Alfredo, Vincenzo ed Enrico Di Silvio, responsabili degli atti di violenza ed intimidazione[25], riportando l'attenzione sull'infiltrazione del metodo mafioso nel territorio della capitale italiana già segnalatasi per altri simili recenti episodi di violenza privata ed intimidazione del clan Spada, contiguo a quello dei Casamonica.[26][27]

Esponenti[modifica | modifica wikitesto]

Guerino Casamonica[28] (38 anni) sconta una condanna di 11 anni per sequestro di persona dopo una latitanza di alcuni mesi.

Enrico Casamonica[29][30], nato a Roma il 26 maggio 1977, accusato di spaccio di droga, estorsione, appropriazione indebita e usura, arrestato per estorsione ed usura il 20 marzo 2015.

Giuseppe Casamonica[31][32] (circa 40 anni), ospite di un centro di recupero sconta una condanna per traffico di cocaina, spaccio, detenzione di sostanze stupefacenti e associazione a delinquere.

Pasquale Casamonica[31] (detto Rocky), cura l'usura per conto del fratello di Giuseppe.

Ferruccio Casamonica[33][34] (67 anni), indagato con Guerrino per estorsione e rapina aggravate dall'utilizzo del metodo mafioso, sequestro di persona.

Guerrino Casamonica[33] (72 anni), indagato con Ferruccio per estorsione e rapina aggravate dall'utilizzo del metodo mafioso.

Rosaria Casamonica[32] (circa 40 anni), spaccio, detenzione di sostanze stupefacenti e associazione a delinquere.

Cesare De Rosa[32] (circa 40 anni), spaccio, detenzione di sostanze stupefacenti e associazione a delinquere.

Maria Grazia De Rosa[32] (circa 40 anni), spaccio, detenzione di sostanze stupefacenti e associazione a delinquere.

Rosina De Rosa[32] (circa 40 anni), spaccio, detenzione di sostanze stupefacenti e associazione a delinquere.

Consilio Casamonica[30], nato a Roma il 1º aprile 1957, detto "Tony Il Meraviglioso", arrestato per estorsione ed usura il 20 marzo 2015.

Antonio Casamonica[30], nato a Roma il 10 novembre 1974, arrestato per estorsione ed usura il 20 marzo 2015.

Pietro Cristin[30], nato a Roma il 23 luglio 1952, arrestato per estorsione ed usura il 20 marzo 2015.

Giuseppe Grancagnolo[30], nato a Catania il 27 settembre 1982, arrestato per estorsione ed usura il 20 marzo 2015.

Antonio Garofoli[30], nato a Roma il 10 giugno 1947, arrestato per estorsione ed usura il 20 marzo 2015.

Stefan Ionescu[30], nato in Romania il 3 agosto 1978, arrestato per estorsione ed usura il 20 marzo 2015.

Luana Caracciolo[34], accusata di rapina e sequestro di persona.

Diego Casamonica[34][30], nato a Frascati (RM) l'11 ottobre 1979, accusato di rapina e sequestro di persona, arrestato per estorsione ed usura il 20 marzo 2015.

Abramo Di Guglielmi, detto Marcello Casamonica[35], ripetutamente sottoposto a procedimenti penali per reati contro il patrimonio e in materia di sostanze stupefacenti.

Guido Casamonica[36] (69 anni), estorsione e truffa.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Andrea Palladino, Casamonica, dietro il funerale kitsch l’alleanza dei clan sinti con 'ndrangheta e camorra, il Fatto Quotidiano, 9 settembre 2015. URL consultato il 9 novembre 2017 (archiviato l'8 agosto 2016).
  2. ^ Gian Marco Chiocci, Ecco i nomadi che girano con la Ferrari, il Giornale, 17 maggio 2008. URL consultato il 9 novembre 2017 (archiviato il 24 settembre 2017).
  3. ^ a b c Massimo Lugli, Cocaina, affari e milioni. Quella banda diventata una holding, La Repubblica, 26 gennaio 2012. URL consultato il 4 febbraio 2012 (archiviato il 25 agosto 2015).
  4. ^ Giuseppe Marino, Alessio, ultimo re della Suburra zingara, il Giornale, 5 novembre 2017. URL consultato il 18 luglio 2018 (archiviato il 21 gennaio 2018).
  5. ^ a b Massimo Lugli, Truffe, soprusi e feroce prepotenza Ecco il clan che comanda a Roma, la Repubblica, 26 gennaio 2012. URL consultato il 17 luglio 2018 (archiviato il 30 marzo 2017).
  6. ^ a b Ilaria Sacchettoni, Blitz nella «piccola Scampia»: 39 arresti, in Il Corriere della Sera, 25 gennaio 2012, p. 3. URL consultato il 4 febbraio 2012.
  7. ^ a b Colpo al clan Casamonica, Il sole 24 ore, 30-07-2008. URL consultato il 26-03-2009 (archiviato dall'url originale l'8 marzo 2009).
  8. ^ Tiziana Paolocci, Scacco matto ai Casamonica: sei in manette e tre denunciati, il Giornale, 11 aprile 2008. URL consultato il 17 luglio 2018 (archiviato il 1º febbraio 2016).
  9. ^ Il clan dei Casamonica ha in pugno il comune di Roma?, Eco di Roma. URL consultato il 26-03-2009 (archiviato dall'url originale il 22 aprile 2009).
  10. ^ I tre vecchi boss della Magliana a capo del business dell'usura, la Repubblica, 20-10-2010. URL consultato il 20-10-2010.
  11. ^ a b Marco De Risi, Funerali show, in manette il figlio di Vittorio Casamonica: dai domiciliari minacciava un commerciante, Il Messaggero, 2 febbraio 2016. URL consultato il 18 luglio 2018 (archiviato il 9 maggio 2018).
  12. ^ Vittorio Casamonica, i funerali del boss "Re di Roma": cavalli e Rolls-Royce, l'elicottero e la musica del Padrino, il Fatto Quotidiano, 20 agosto 2015. URL consultato il 18 luglio 2018 (archiviato il 9 marzo 2018).
  13. ^ Patto criminale tra Casamonica e 'ndrangheta le mani su appalti pubblici, miravano ai rifiuti, la Repubblica, 25 marzo 2010. URL consultato il 18 luglio 2018 (archiviato il 17 luglio 2018).
  14. ^ a b Mafia Capitale, in una foto di 4 anni fa tutti i protagonisti dell'indagine, il Fatto Quotidiano, 3 dicembre 2014. URL consultato il 18 luglio 2018 (archiviato il 9 maggio 2018).
  15. ^ Ecco le cene di Buzzi con i Casamonica, Il Tempo, 24 agosto 2015. URL consultato il 19 luglio 2018 (archiviato il 9 maggio 2018).
  16. ^ Federica Angeli, A Roma una pax criminale siglata tra clan per evitare scontri, la Repubblica, 22 giugno 2017. URL consultato il 20 luglio 2018 (archiviato il 9 maggio 2018).
  17. ^ Mario Tafuri, Casamonica senza funerale? Ma Poletti e Alemanno a cena…, Blitz, 21 agosto 2015. URL consultato il 21 luglio 2018 (archiviato il 9 maggio 2018).
  18. ^ Mafia Capitale, la sentenza: Carminati condannato a 20 anni, per Buzzi 19. Ma cade l'accusa di associazione mafiosa, il Fatto Quotidiano, 20 luglio 2017. URL consultato il 17 luglio 2018 (archiviato l'11 febbraio 2018).
  19. ^ Roma, blitz della Dia contro il clan Casamonica, Corriere della Sera, 30 giugno 2004. URL consultato il 18 luglio 2018 (archiviato il 4 marzo 2016).
  20. ^ a b Rinaldo Frignani, Maxi operazione antidroga alla Romanina: 39 persone in manette tra cui 24 donne, Corriere della Sera, 24 gennaio 2012. URL consultato il 18 luglio 2018 (archiviato il 4 marzo 2016).
  21. ^ a b c Droga, check point per ritiro dosi 39 arresti nel clan dei Casamonica, la Repubblica, 27 febbraio 2017. URL consultato il 21 luglio 2018 (archiviato il 18 luglio 2018).
  22. ^ a b c Droga, blitz contro il clan dei Casamonica
  23. ^ a b Blitz nella «piccola Scampia»: 39 arresti, in Il Corriere della Sera, 25 gennaio 2012, p. 3. URL consultato il 4 febbraio 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2016).
  24. ^ Esclusivo / Ecco i video del raid dei Casamonica nel bar: botte a una disabile e al barista, su Repubblica Tv - la Repubblica.it, 7 maggio 2018. URL consultato il 9 maggio 2018.
  25. ^ Federica Angeli e Floriana Bulfon, Roma, raid dei Casamonica nel bar a Pasqua: 4 arresti,. Gip: "Padroni del territorio". Aggredita troupe tv, la Repubblica. URL consultato il 21 luglio 2018 (archiviato il 14 giugno 2018).
  26. ^ Federica Angeli, Roma, Roberto Spada al 41bis, negata sua presenza in aula al processo per lesioni, la Repubblica, 10 marzo 2018. URL consultato il 21 luglio 2018 (archiviato il 14 marzo 2018).
  27. ^ Ostia, Roberto Spada picchia l'inviato tv di Nemo. URL consultato il 9 maggio 2018 (archiviato il 29 gennaio 2018).
  28. ^ Superlatitante dei Casamonica, bloccato mentre va a messa, la Repubblica, 6 dicembre 2017. URL consultato il 21 luglio 2018 (archiviato l'11 maggio 2018).
  29. ^ Spaccio ed estorsione, arrestato Casamonica, la Repubblica, 23 luglio 2017. URL consultato il 21 luglio 2018 (archiviato l'11 maggio 2017).
  30. ^ a b c d e f g h Otto arresti di personaggi appartenenti al clan romano dei Casamonica, Autorità di pubblica sicurezza, 20 marzo 2015. URL consultato il 20 luglio 2018 (archiviato il 26 maggio 2018).
    «I reati contestati sono estorsione ed usura. Documentati interessi usurari a tassi iperbolici».
  31. ^ a b Floriana Bulfon, Camera vista lago e meditazione la dolce pena di Casamonica, la Repubblica, 8 dicembre 2017. URL consultato il 21 luglio 2018 (archiviato l'11 maggio 2018).
  32. ^ a b c d e Valeria Abate, Blitz nelle ville dei Casamonica, cinque in manette, la Repubblica, 25 giugno 2008. URL consultato il 20 luglio 2018 (archiviato l'11 naggio 2018).
  33. ^ a b A processo altri 2 del clan per una tentata estorsione, la Repubblica, 9 dicembre 2017. URL consultato il 21 luglio 2018 (archiviato l'11 maggio 2018).
  34. ^ a b c Giuseppe Scarpa, "Noi non paghiamo mai" Ecco il metodo Casamonica, la Repubblica, 4 febbraio 2018. URL consultato il 21 luglio 2018 (archiviato l'11 maggio 2018).
  35. ^ Maria Elena Vincenzi, Ville e cavalli la vita dorata dei Casamonica grazie all'usura, la Repubblica, 21 dicembre 2017. URL consultato il 21 luglio 2018 (archiviato l'11 maggio 2018).
  36. ^ Marco Carta, Roma, acconto di 100 euro per la macchina usata, poi ricatta il proprietario: «Sono Casamonica, paga se rivuoi l'auto», Il Messaggero, 17 maggio 2018. URL consultato il 20 luglio 2018 (archiviato il 17 maggio 2018).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]