Vai al contenuto

Clan dei Barcellonesi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Il clan dei Barcellonesi è un clan mafioso originario di Barcellona, considerato uno dei più potenti sodalizi mafiosi della Sicilia orientale e della provincia di Messina. L'insieme dei gruppi criminali riconducibili a tale clan vengono definiti "la mafia del Longano", in riferimento al fiume che attraversa il territorio.

Non vi sono delle fonti attendibili che certifichino un'origine storica precisa del fenomeno mafioso nella zona di Barcellona Pozzo di Gotto. I primi fenomeni di tale natura ufficialmente documentati risalgono alla seconda metà del 900. In particolare durante gli anni '70 e '80, agiva il clan capitanato da Carmelo Milone e Carmelo Coppolino (circa 15 uomini effettivi[1]), che fu poi coinvolto nel maxiprocesso di Messina del 1986, insieme ad altri tre presunti gruppi criminali appartenenti alla mafia messinese[2]. Tuttavia il crimine di associazione a delinquere di tipo mafioso (art. 416-bis del codice penale) fu riconosciuto solo per ventisette imputati considerati membri del clan di Gaetano Costa di Messina (circa 180 uomini[1]), mentre le altre tre cosche incriminate, inclusa quella barcellonese, non furono classificate come mafiose[3].

Tuttavia anche se ad oggi si parla di "clan dei Barcellonesi" negli anni '70 e '80 a Barcellona agivano più gruppi contrapposti tra loro, in modo non ben definito, caotico e con gerarchie e alleanze difficili da ricostruire. Oltre al gruppo di Carmelo Milone prettamente barcellonese, vi era quello di Pino Chiofalo, che agiva principalmente nei dintorni di Barcellonaː Terme Vigliatore e tutta la riviera tirrenica andando verso Tindari[4]. Un tempo Chiofalo faceva parte del gruppo di Carmelo Milone ma fu successivamente emarginato poichè ritenuto inaffidabile, e dunque creò un gruppo indipendente[5].

Chiofalo fu arrestato per la prima volta nel 1974, insieme al socio Filippo Barresi, a causa di estorsioni e minacce ai danni degli imprenditori agricoli dei vivai delle zone di Falcone. Tra fine anni '80 e gli anni '90, tra Barcellona, Terme Vigliatore, Mazzarrà, Novara di Sicilia e Falcone furono assassinate numerose vittime per ragioni di mafia e per contrasti tra il gruppo di Pino Chiofalo e quello dei Mazzarroti operante nella medesima zona, come rivelato dal pentito Carmelo Bisognano, leader dei mazzaroti[4].

A fine anni '80 ed inizio anni '90 a Milazzo era presente il clan Sottile-Geraci a gestire lo spaccio di droga, facente capo a Felice Sottile (del quale non si sa se fosse milazzese ma è sicuro che abitasse a Milazzo)[6]. Nel 1989 ci fu un agguato ai danni Francesco Alioto, vicino al clan Sottile-Geraci, ma a causa di un errore i proiettili raggiunsero la povera Annamaria Cambria. Il 2 luglio 1990, doveva essere eliminato proprio Felice Sottile, ma il figlio Giuseppe venne scambiato per lui, e venne freddato al suo posto. Gli inquirenti attribuirono gli episodi alla sanguinosa guerra di mafia che imperversava tra la vicina Barcellona e i suoi dintorni[7]. Fu infatti arrestato 6 anni dopo Carmelo De Pasquale con l'accusa di aver eseguito l'omicidio di Giuseppe Sottile. De Pasquale era inizialmente affiliato al clan barcellonese di Carmelo Milone, per poi passare a quello del boss emergente Giuseppe Gullotti[8].

Nei primi anni '90, il clan barcellonese di Carmelo Milone fu gravemente decimato durante la cruenta faida con il clan di Pino Chiofalo (alleato della 'ndrangheta e del clan catanese dei Cursoti). Milone stesso fu arrestato e sostituito da Giuseppe Gullotti, che era molto vicino al superboss catanese Nitto Santapaola. Lo stesso Santapaola fu latitante a Barcellona Pozzo di Gotto, favorito dal boss Gullotti. In seguito Gullotti fu ritenuto mandante dell'omicidio del giornalista Beppe Alfano[9].

Sempre negli anni '90 come rivelato dallo stesso Chiofalo (una volta pentito) il potere criminale tra Falcone e Oliveri fu "trasferito" al boss Santo Gullo, forse originario proprio di Falcone, con rapporti con la criminalità organizzata siciliana a Milano (egli infatti passò parte della vita nel nord-Italia), e con il pezzo grosso di Cosa nostra Rosario Pio Cattafi, barcellonese. Gullo aveva legami anche con il boss dei Mazzarroti Tindaro Calabrese (originario di Novara di Sicilia), con il boss barcellonese Carmelo D'Amico e con il tortoriciano residente a Falcone Salvatore Calcò Labruzzo, che prese in seguito il posto di Gullo come "referente mafioso" della zona[4].

Il barcellonese Rosario Cattafi, nominato poc'anzi, è considerato uno dei principali raccordi tra terrorismo di estrema destra, massoneria deviata e mafia dell'Italia degli anni '80 e '90; oltre ad essere legato ai Corleonesi di Totò Riina[10].

Da fine anni '90 in poi dunque, i conflitti tra cosche di Barcellona e paesi limitrofi ebbero un forte ridimensionamento e si predilesse un approccio più collaborativo e agendo prettamente come un'unica famiglia mafiosa, definita per l'appunto "clan dei Barcellonesi" o "mafia del Longano"[4].

Negli anni 2000 la criminalità organizzata barcellonese continuò ad esercitare potere mafioso nel territorio tirrenico compreso tra Oliveri e Milazzo, attraverso le figure di Carmelo D'Amico, Francesco D'Amico[11], del boss di Castroreale Giovanni Rao, ed altre figure di spicco come: i fratelli Salvatore e Domenico Ofria[12], Ottavio Imbesi[13][14], Carmelo Vito Foti e Mariano Foti[15][16][17], e varie generazioni di note famiglie barcellonesi conosciute per la loro partecipazione agli interessi della mafia locale, con il supporto del clan dei Mazzarroti guidato da Tindaro Calabrese e ormai considerato un'ala della famiglia barcellonese. Il tutto reso noto dalle vaste operazioni antimafia denominate "Gotha", scaturite dalle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Carmelo Bisognano, considerato il primo grande "pentito" della mafia barcellonese[18][19][20][21][22].

Nel 2009 avvenne un omicidio "eccellente". Carmelo De Pasquale, già incriminato per l'omicidio di Giuseppe Sottile, figlio del boss di Milazzo Felice Sottile, venne ucciso davanti casa sua. Egli era cognato del boss Carmelo Vito Foti[23]. Probabilmente l'omicidio di De Pasquale si consumò affinchè non si pentisse, poichè egli avrebbe dovuto presenziare ad un udienza nell'aula-bunker del carcere "Gazzi", a Messina, ed era già stato arrestato molto tempo prima, ma lasciato in libertà come sorvegliato speciale[24].

Il clan dei Barcellonesi ha sempre avuto una notevole forza intimidatrice sul "suo" territorio. In particolare le attività del clan vanno dalla gestione illecita degli appalti, alle estorsioni, al traffico di stupefacenti (per il quale fanno affidamento sull'alleanza con i clan messinesi per i canali di approvvigionamento delle droghe, ma anche con i clan catanesi e palermitani)[25][26].

  1. 1 2 SUBITO IL PROCESSO AI 283 BOSS DELLA NUOVA 'CAMORRA PELORITANA, su ricerca.repubblica.it.
  2. SUBITO IL PROCESSO AI 283 BOSS DELLA NUOVA 'CAMORRA PELORITANA', su ricerca.repubblica.it.
  3. https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1987/04/04/alla-fine-picciotti-risero.html, su ricerca.repubblica.it.
  4. 1 2 3 4 FALCONE, COLONIA DI MAFIA TRA TINDARI E BARCELLONA POZZO DI GOTTO, su messinaora.it.
  5. Senato della Repubblica - 379 - Camera dei deputati 111.7 L'area tirrenica (PDF), su legislature.camera.it.
  6. Arrivava dalla Calabria la cocaina spacciata al Capo e al Castello. Tre arresti, su tempostretto.it.
  7. 2 Luglio 1990 Milazzo. Ucciso Giuseppe Sottile, 13 anni. Vittima innocente di un regolamento di conti., su vittimemafia.it.
  8. L’uomo che uccise per errore il tredicenne Giuseppe Sottile, su tempostretto.it.
  9. Trentadue anni fa l'uccisione per mano mafiosa del cronista Beppe Alfano, su rainews.it.
  10. MAFIA E ANTIMAFIA A BARCELLONA POZZO DI GOTTO Capitolo 3 L'autoparco di Via Salomone a Milano, una delle basi operative del “Consorzio” (PDF), su 19luglio1992.com.
  11. Il pentito Munafò presente ai delitti di De Pasquale e Melo Mazza, su gazzettadelsud.it.
  12. Gotha VII, tra gli arrestati l’ex consigliere di Milazzo Santino Napoli, su messinaora.it.
  13. Barcellona, confisca agli eredi di Ottavio Imbesi. Era ritenuto esponente di spicco di Cosa nostra e morto nel 2021, su messina.gazzettadelsud.it.
  14. I NOMI – Barcellona: Usura ed estorsioni, arrestate 4 persone. Sequestrati beni per 500mila euro, su stampalibera.it.
  15. Mafia, il ritorno dei boss barcellonesi, su grandangoloagrigento.it.
  16. Mafia barcellonese. Confiscati beni per 50mila euro a Carmelo Vito Foti, su stampalibera.it.
  17. Le mani della mafia di Barcellona sul Superbonus: quel patto tra impresa e clan, su messina.gazzettadelsud.it.
  18. La beffa dei collaboratori di giustizia: la Cassazione mette il sigillo all’inchiesta Vecchia Maniera che portò in carcere l’ex boss di Barcellona Carmelo Bisognano. Passa in giudicato la condanna a 5 anni per Tentata estorsione e Intestazione fittizia di beni, su micheleschinella.it.
  19. Mafia barcellonese: chiesti altri trent’anni per Tindaro Calabrese, su messinaora.it.
  20. Operazione Inganno, i 13 omicidi di mafia nel barcellonese: la parola alla difesa, su messinatoday.it.
  21. MAFIA BARCELLONESE E APPALTI “MESSINESI”: 15 ARRESTI E 15 MILIONI SEQUESTRATI, su messinaora.it.
  22. Mafia, Gotha VII, chi sono gli arrestati, su letteraemme.it.
  23. Omicidio di mafia a Barcellona: ucciso a colpi di lupara Carmelo De Pasquale, su tempostretto.it.
  24. Messina, ucciso nella notte pluripregiudicato, su tg24.sky.it.
  25. Giostra, Camaro e Mangialupi come basi operative della criminalità organizzata: gli affari con la 'ndrangheta e l'ombra del clan Santapaola -- Giostra, Camaro e Mangialupi basi operative della criminalità organizzata: gli affari con la 'ndrangheta e l'ombra del clan Santapaola https://www.messinatoday.it/cronaca/mafia-criminalita-messina-provincia-relazione-dia-2024.html © MessinaToday, su messinatoday.it.
  26. Relazione semestrale della DIA: il focus su Messina, Tirrenica e Nebrodi, su glpress.it.