Civismo

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Il civismo è una visione della vita politica alternativa al sistema dei partiti che si propone di unire gli abitanti di una collettività intorno ai valori positivi della vita associata, aggregando individui che, provenienti da diversi ambiti sociali, collaborano per raggiungere un obiettivo comune legato alla tutela ed alla gestione dei beni appartenenti alla stessa comunità.

Radici[modifica | modifica sorgente]

Il fenomeno del civismo pone le sue radici nella crisi dei partiti italiani (con particolare riferimento a quelli di sinistra), per poi consolidarsi durante gli anni '90 con delle esperienze molto importanti in Friuli-Venezia Giulia, dove è stato eletto governatore della regione nel 2003 Riccardo Illy, un esponente della società civile, e a Bari, con la nascita dell’associazione Città Plurale. Nella prospettiva elettorale questo movimento esprime i propri candidati tramite la costruzione di liste civiche, le quali possono essere classificate in tre categorie.

  • La prima è l’espressione di una cittadinanza attiva e partecipata, dove i candidati vengono scelti tra i gruppi di cittadini che più si sono impegnati nel lavoro sul loro territorio. Questa tipologia di scelta è senz’altro la più corretta e quella che poi storicamente ha garantito buoni risultati elettorali.
  • Un’altra alternativa, invece, può essere la costruzione della lista attorno alla figura forte di un candidato, il più delle volte nominato da un partito. In questo caso, due sono gli scenari possibili: o il movimento civico decide di appoggiare in maniera spontanea il personaggio di punta della coalizione, e quindi creando autonomamente una lista che lo supporti a forte componente civica, oppure questa viene pilotata nella sua costruzione dagli organi dei partiti, riscontrando uno scarso appoggio popolare.
  • Infine, nei piccoli comuni, specialmente sotto i 5000 abitanti, spesso si è riscontrata la trasformazione dei grandi partiti in piccole liste civiche, con consensi variabili a seconda del coinvolgimento attivo dei cittadini.

Cronologia dei movimenti civici[modifica | modifica sorgente]

I movimenti civici hanno ottenuto importanti, seppur circoscritti, risultati territoriali. A seguito di una presa di coscienza della necessità di dare corpo ad un’anima nazionale a questo fenomeno, partono i lavori per la costituzione di un nucleo centrale organizzativo.

  • 2002: Primo tentativo di creazione di un coordinamento della rete delle liste civiche a Roma, promosso dall’allora consigliere comunale Roberto Alagna.
  • 2003: Conseguentemente ad una meticolosa sintesi delle varie esperienze locali nell’arco dell’anno, finalmente s’incontrano 200 liste civiche che eleggono il primo coordinamento nazionale.
  • 2004: La rete nazionale definisce i suoi principi ed obiettivi stilando una Carta dei Valori.
  • 2005: Alle consultazioni elettorali nelle regioni di Veneto, Piemonte, Marche e Lazio vengono presentate delle liste civiche che riescono ad ottenere diversi seggi nel Consiglio Regionale.
  • 2006: L’Unione (la coalizione di centrosinistra guidata da Romano Prodi) rifiuta la proposta di apparentamento con la neo costituita lista Cittadini per il Presidente, la quale si proponeva di appoggiare il futuro governo con una rappresentanza di cittadini indipendenti, espressione dei gruppi civici territoriali.
  • 2007: In ottobre, a Roma, si svolge la manifestazione popolare di Piazza Farnese, per rilanciare il progetto di federare i gruppi presenti nelle varie regioni in una Lista Civica Nazionale, con l’obiettivo di creare un nuovo soggetto politico.
  • 2008: La politica italiana effettua un’importante svolta, imponendo con la nuova legge elettorale un bipartitismo di fatto per le nuove elezioni previste per metà aprile, dopo la caduta del governo Prodi avvenuta all’inizio di marzo. Tenuto presente questo cambiamento il movimento civico nazionale si accorda con Italia dei Valori (l’unica organizzazione sensibile alla richiesta di rappresentanza da parte di cittadini non legati a schemi partitici) per posizionare all’interno delle sue liste candidati indipendenti, soggetti referenti alle realtà civiche italiane. Gli eletti grazie a questa operazione sono il Parlamentare Franco Barbato ed il Senatore Pancho Pardi.

Il simbolo[modifica | modifica sorgente]

Il simbolo con cui le liste civiche si presentano alle consultazioni elettorali è quello della Città ideale,[senza fonte] approvato dall’assemblea del 2005. Il logo ha un elevato valore simbolico, in quanto trasmette lo stimolo di lavorare per la qualità della vita comunitaria, per una città a misura d’uomo, dove i cittadini possano associarsi liberamente per gestire come meglio credono l’ambiente nel quale vivono.

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