Città metropolitana

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La città metropolitana è uno degli enti locali territoriali presenti nella Costituzione italiana, all'articolo 114, dopo la riforma del 2001 (legge costituzionale n. 3/2001).[1] La legge del 7 aprile 2014, n. 56[2] recante "Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni" ne disciplina l'istituzione in sostituzione alle province[3] come ente di area vasta, nelle regioni a statuto ordinario.

Tali enti sono istituiti anche nelle regioni a statuto speciale di Sardegna e Sicilia, ma in questi territori le città metropolitane sono normate con legge regionale che deve comunque adattarsi alle direttive generali della legge statale in materia.

Excursus storico-legislativo[modifica | modifica wikitesto]

La città metropolitana è un ente locale previsto per la prima volta dalla legge 8 giugno 1990, n. 142 (artt. 17-21) sulla riforma dell'ordinamento degli enti locali. All'interno di questa norma si delineavano due livelli di amministrazione locale, la città metropolitana e i comuni, e si individuavano come organi della città metropolitana il consiglio, la giunta e il sindaco metropolitano. Si stabiliva, inoltre, che le nuove delimitazioni amministrative delle città metropolitane sarebbero state individuate entro un anno dall'approvazione della legge. Tale scadenza fu posticipata più volte e in quest'ottica intervenne anche la legge n. 463 del 1993, che introdusse inoltre un carattere facoltativo alla riforma istituzionale modificando l'espressione originale “procede” con la dicitura “può procedere”. Con la legge n. 265 del 1999, accolta successivamente nel Testo Unico degli Enti Locali, si tentò di accelerare il processo di costituzione delle città metropolitane e successivamente, nel 2001, con la riforma del titolo V della Costituzione (legge costituzionale n. 3/2001) la riforma metropolitana ha acquisito dignità costituzionale con la modifica dell'art. 114, che include le città metropolitane tra gli enti territoriali che costituiscono la Repubblica Italiana[4].

Nel 2007 il Governo Prodi II approvò un disegno di legge-delega (per la redazione della Carta delle autonomie locali), che avrebbe dovuto abrogare il d. lgs. n. 267/2000, recante il Testo unico sull'Ordinamento degli Enti locali, che a sua volta raccoglieva in un unico testo la fondamentale legge n. 142/1990, la prima che aveva previsto, tra le varie disposizioni, proprio l'istituzione delle città metropolitane.[5] Secondo il predetto ddl, ne potevano far parte le circoscrizioni del comune capoluogo, trasformate – ed eventualmente accorpate – in municipi, nonché i comuni contermini strettamente integrati al capoluogo. L'iniziativa della costituzione della città metropolitana spettava al comune capoluogo o al 30% dei comuni della provincia o delle province interessate, che rappresentassero il 60% della relativa popolazione, oppure a una o più province insieme con il 30% dei comuni della provincia/e proponenti. Sulla proposta la regione doveva esprimere un parere e successivamente sarebbero stati chiamati a esprimersi anche i cittadini con un referendum, che non avrebbe avuto un quorum se il parere della regione fosse stato favorevole, o del 30% in caso contrario.

Il 5 maggio 2009 la legge-delega sul federalismo fiscale[6] introdusse una normativa transitoria per la prima istituzione delle città metropolitane, delegando il Governo ad adottare entro 36 mesi, ossia entro il maggio 2012, un decreto legislativo per l'istituzione delle città metropolitane.[7]

Fase istitutiva[modifica | modifica wikitesto]

Scaduto infruttuosamente tale termine, il Governo Monti emanò il decreto legge sulla revisione della spesa pubblica, convertito in legge n. 135 il 7 agosto del 2012.[8] L'articolo 18 del decreto prevedeva l'istituzione entro il 1º gennaio 2014 delle città metropolitane di Roma, Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria e la contestuale soppressione delle rispettive province. Un maxiemendamento del Governo alla Legge di stabilità 2013 ha però rimandato di un anno le scadenze di attuazione previste; poi, nel febbraio 2013, la relativa parte del decreto legge è stata dichiarata incostituzionale dalla Corte Costituzionale per violazione dell'art. 77 Cost., in relazione agli artt. 117, 2° comma lett. p) e 133, 1° comma Cost., in quanto il decreto-legge, atto destinato a fronteggiare casi straordinari di necessità e urgenza, è strumento normativo non utilizzabile per realizzare una riforma organica e di sistema quale quella prevista dalle norme censurate nel presente giudizio.

Per intervenire su questa materia, che riguarda enti previsti dalla Costituzione, era dunque necessaria una legge o un decreto legislativo, e in questo senso il Governo Letta, il 26 luglio 2013, intervenne approvando un nuovo disegno di legge (“Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e sulle fusioni di comuni”). Nel corso dell'iter parlamentare il provvedimento subì diverse modifiche e sotto il Governo Renzi la legge n. 56/2014 recante Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni (detta anche "legge Delrio") venne pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 7 aprile 2014. La legge ha previsto nelle regioni a statuto ordinario l'istituzione di 10 città metropolitane, identificando la loro delimitazione territoriale con quella della relativa provincia contestualmente soppressa.

Assetto istituzionale[modifica | modifica wikitesto]

Sono organi della città metropolitana:

Nelle regioni a statuto speciale[modifica | modifica wikitesto]

Oltre alle disposizioni riguardanti i territori delle regioni a statuto ordinario, è previsto che nelle regioni a statuto speciale si possano istituire città metropolitane «in armonia coi rispettivi statuti speciali e nel rispetto della loro autonomia organizzativa […] nei rispettivi capoluoghi di regione nonché nelle province già all'uopo individuate come aree metropolitane dalle rispettive leggi regionali».[9] Tra le regioni a statuto speciale, il Friuli-Venezia Giulia, la Sardegna e la Sicilia hanno avviato diversi processi normativi volti all'istituzione delle città metropolitane.

Friuli-Venezia Giulia[modifica | modifica wikitesto]

La Regione Friuli-Venezia Giulia, con la legge regionale n. 10/1988, aveva avviato un processo normativo inserendo un articolo riguardante “disposizioni particolari per l'area metropolitana di Trieste”. Le disposizioni in questione sono state abrogate con la legge regionale n. 1/2006 che ha contestualmente inserito la possibilità di istituire città metropolitane nella regione, riconoscendo il potere di iniziativa ai comuni capoluogo.

Sardegna[modifica | modifica wikitesto]

In Sardegna la discussione relativa alle città metropolitane è stata avviata con la legge regionale n. 4/1997 che prevedeva la possibilità di istituire la città metropolitana di Cagliari, costituita, in seguito, all'approvazione della L.R. 2/2016 del 27 gennaio 2016. La città metropolitana è composta, oltre che dal capoluogo, dai sedici comuni ad esso conurbati e dell'hinterland, conta una popolazione di oltre 431 000 abitanti e si estende su una superficie di 1 248 km². È l'unica città metropolitana creata seguendo una logica di area metropolitana e non cambiando semplicemente nome alla vecchia provincia.

Sicilia[modifica | modifica wikitesto]

Il primo intervento mirato all'istituzione di città metropolitane nel territorio siciliano risale al 1986 con la legge n. 9. Successivamente, il 10 agosto 1995, un decreto del presidente della regione individuava i confini delle città metropolitane di Messina (51 comuni), Catania (27 comuni) e Palermo (27 comuni). Anche questo decreto non ha trovato attuazione e il processo di riforma è tornato ad avere una certa vitalità solo nel settembre 2013, quando la giunta regionale ha redatto un disegno di legge (deliberazioni n. 313 e n. 354) volto all'istituzione delle città metropolitane nei tre capoluoghi suddetti. Il testo, rivisto in quanto i confini delle città metropolitane ricalcano di massima quello delle vecchie province, è stato approvato dall'Assemblea regionale siciliana con la legge regionale 24 marzo 2014, n. 8, recante il titolo “Istituzione dei liberi Consorzi comunali e delle Città metropolitane”[10] e disciplinata poi con la successiva legge regionale n. 15 del 4 agosto 2015[11]. Il testo, all'art. 1, prevede che si tratta di un libero consorzio comunale denominato "città metropolitana".

Le elezioni sono state rinviate più volte dall'Assemblea regionale siciliana, anche a causa di un non immediato adeguamento alla legge statale che disciplina le città metropolitane[12]. Per questo motivo la gestione commissariale del consiglio (il sindaco è quello della città capoluogo) è stata prolungata più volte fino al dicembre 2017. Le prime elezioni per il consiglio si terranno entro quella data [13].

In questo modo, alla lista delle dieci città metropolitane previste dalla legge del 7 aprile 2014 n. 56, si sono aggiunte:

Organi[modifica | modifica wikitesto]

Sono organi della Città metropolitana nella Regione siciliana:

  • il sindaco metropolitano; di diritto è il sindaco del comune capoluogo
  • la conferenza metropolitana (funzioni consultive, composto da tutti i sindaci e consiglieri dei comuni);
  • il consiglio metropolitano (funzioni di controllo, 18 consiglieri per Palermo e Catania, 14 per Messina).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato, art. 114 Costituzione.
  2. ^ Gazzetta ufficiale, LEGGE 7 aprile 2014, n. 56, gazzettaufficiale.it.
  3. ^ Gazzetta ufficiale, LEGGE 7 aprile 2014, n. 56 art. 1 comma 16, gazzettaufficiale.it.
  4. ^ art. 114 Costituzione della Repubblica italiana, quirinale.it.
  5. ^ Cfr. il testo del d.d.l. delega approvato dal Consiglio dei ministri
  6. ^ Legge 5 maggio 2009, n. 42, articolo 23, in materia di "Delega al Governo in materia di federalismo fiscale, in attuazione dell'articolo 119 della Costituzione."
  7. ^ Legge 5 maggio 2009, n. 42, Camera dei deputati. URL consultato il 4 dicembre 2011.
  8. ^ Legge 135 del 7 agosto 2012
  9. ^ Art. 2, comma 1 del ddl "Delrio"
  10. ^ http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2014/04/26/14R00164/s3
  11. ^ La legge regionale 15/2015
  12. ^ http://palermo.repubblica.it/cronaca/2015/10/05/news/regiona_il_consiglio_dei_ministri_impugna_la_legge_sui_liberi_consorzi-124369523/
  13. ^ News Sicilia
  14. ^ Sito ufficiale della città metropolitana di Palermo.
  15. ^ Sito ufficiale della città metropolitana di Catania.
  16. ^ Sito ufficiale della città metropolitana di Messina.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]