Città imperiali

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Le città imperiali sono quattro città del Marocco: Fes, Marrakech, Rabat e Meknes.

Devono il loro nome all'opera delle varie dinastie di regnanti che, in tempi diversi, le scelsero come residenza, aumentandone il fascino durante il proprio regno attraverso importanti interventi architettonici.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Prima che gli arabi giungessero in Marocco, i berberi, che popolavano il territorio, vivevano in agglomerati che ben difficilmente potevano essere considerate vere e proprie città. Con la diffusione del culto musulmano si affermò il modello di agglomerato urbano della medina.
Le varie dinastie che si susseguirono trasformarono quattro di queste città in qualcosa di più sontuoso attraverso la costruzione di palazzi, moschee, mederse e relative mura fortificate. Tali città sono conosciute con il nome di città imperiali.

Fès[modifica | modifica wikitesto]

Alla fine del 700 Idris I (capostipite della dinastia degli Idrisidi) fondò l'odierna Fès, che fu capitale anche durante la dinastia dei Merinidi, degli Wattasidi e degli Alawidi. Fès, città santa del Marocco, sorge a 350 m s.l.m., in una fertile vallata. Nella sua medina (città vecchia) sono presenti botteghe tessili, di pelletteria, di ceramiche e d'armi, oltre all'università più antica del mondo. La sua medina (città vecchia) è Patrimonio dell'umanità dell'UNESCO e rappresenta, con i suoi edifici, mercati e moschee, uno dei centri più affascinanti di tutto il mondo islamico.

Marrakech[modifica | modifica wikitesto]

Marrakech fu capitale sotto gli Almoravidi, gli Almohadi e i Sa'diani, città situata al centro-sud del Paese a circa 150 km dalla costa dell'Oceano Atlantico.
Venne fondata dall'almoravide Yūsuf ibn Tāshfīn. Gli Almoravidi vi costruirono le mura, e un complesso sistema idrico (Khettara) che portava l'acqua nella città direttamente dal monte Atlante. Nel 1147 la città venne conquistata dagli Almohadi. La nuova dinastia vi edificò la Moschea della Koutoubia, la kasbah, l'ospedale Dar al-Faraj. La città cadde in declino con la conquista da parte della dinastia merinide, che spostò la capitale a Fès, ma con l'avvento al potere della dinastia Sa'diana la città ritornò capitale ed ebbe un'epoca d'oro che non vedeva dall'epoca almohade. I Sa'diani vi edificarono la Madrasa di Ben Youssef, la moschea al-Mu'assin, le Tombe Sa'diane e il palazzo El Badi.

Rabat[modifica | modifica wikitesto]

Rabat, odierna capitale del Marocco, fu fondata dal califfo almohade Abū Yūsuf Yaʿqūb al-Mansur. Il califfo fondò Rabat con l'obiettivo di farne la sua nuova capitale, ma il progetto venne abbandonato dopo la sua morte. Nel XVIII secolo Rabat venne designata come città imperiale dal sultano alawide Muhammad ibn Abd Allah, che vi costruì il palazzo Dar al-Makhzan, anche se non designò la città come sua capitale, visto che si muoveva continuamente tra Rabat, Fes e Marrakech. La città è situata sulla costa atlantica del paese, sulla sponda sinistra del fiume Bou Regreg.

Meknes[modifica | modifica wikitesto]

Con Moulay Ismail ibn Sharif, della dinastia alawide, la capitale fu spostata a Meknes, città situata nel nord del Marocco, posizionata a circa 130 km da Rabat e a 60 da Fes. Il nuovo regnante costruì ingenti opere con l'obiettivo di offuscare la magnificenza, dovuta ai suoi predecessori, delle altre città del Marocco. Sotto di lui Meknes, che fino a quel momento era un'anonima città, toccò il suo massimo splendore.

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Le quattro città imperiali oggi sono spesso meta di tour organizzati che completano l'offerta con escursioni alle città di:

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Paul Clammer et al., Marocco, Torino, EDT/Lonely Planet, 2009. ISBN 978-88-6040-391-9.
  • Daniela De Rosa - Marocco - Ulysse Network s.r.l., 2006

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]