Cisterna dell'Hebdomon
| Cisterna dell'Hebdomon | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Località | Istanbul |
| Coordinate | 40°59′35.16″N 28°53′09.96″E |
| Informazioni generali | |
| Condizioni | In uso |
| Uso | luogo per riunioni |
La Cisterna dell'Hebdomon (in greco κινστέρνη τοῦ Ἕβδομου?), conosciuta in turco come Fildamı Sarnıcı ("Cisterna della stalla degli elefanti"),[1] è un serbatoio d'acqua a cielo aperto bizantino situato nel quartiere dell' Hebdomon (l'odierna Bakırköy), alla periferia di Costantinopoli.[2]
Ubicazione
[modifica | modifica wikitesto]La cisterna si trova a Istanbul, nel distretto di Bakırköy, nella mahalle di Osmaniye, tra Fildamı Arkası e Çoban çeşme Sokak, a nord-ovest dell'ippodromo di Veli Efendi. Topograficamente, si trova a circa 2 km a ovest della Porta Aurea delle Mura di Costantinopoli, nella parte occidentale di una piccola valle - oggi completamente edificata - che si estende verso sud fino al Mar di Marmara.[2]
Storia
[modifica | modifica wikitesto]La data di costruzione di questa cisterna, situata nella periferia dell'Hebdomon (in greco: Ἕβδομον, “il Settimo”, così chiamato perché situato a sette miglia romane dal Milion, il monumento che segnava le distanze dal centro di Costantinopoli),[3] è incerta, ma può essere collocata tra il V-VI secolo e l'VIII secolo.[1][2][4] Le dimensioni dei mattoni suggeriscono come data post quem per la sua edificazione la fine del regno di Giustiniano I (r. 527-65), mentre l'assenza di marchi sui mattoni è tipica delle costruzioni erette dopo la fine del VI secolo.[4] La sua funzione era certamente quella di fornire acqua ai due palazzi imperiali del quartiere che portavano il nome di Magnaura, eretto dall'imperatore Valente (r. 364-78), e di Jucundianae (chiamato anche Secundianae), costruito da Giustiniano I. Entrambi i palazzi sorgevano vicino alla costa del Mar di Marmara,[5] dove oggi si trova il porto turistico di Ataköy. La cisterna era utilizzata anche per rifornire d'acqua le truppe dell'esercito trace che utilizzavano il vicino Campo di Marte, chiamato Kampos tou Tribounaliou (in greco Κάμπος τοῦ τριβουναλίου?), in latino Campus Tribunalis. Il Campus, dove diversi imperatori furono eletti per acclamazione dall'esercito,[5] si trovava nella valle di Veli Efendi, dove oggi sorge l'ippodromo di Istanbul.[6]
Dopo la caduta di Costantinopoli nel 1453, il bacino vuoto fu utilizzato dagli Ottomani come stalla per gli elefanti del Sultano, da cui il nome turco Filhane o Fildamı, che significa "casa o riparo degli elefanti".[1].[2][7] Successivamente fu utilizzato come orto, diventando uno dei quattro Çukurbostan ("giardini sommersi") ancora esistenti a Istanbul,[1] un uso che cessò nel 1996, quando la cisterna fu acquisita dallo Stato e trasformata in un'arena per concerti di musica pop con una capienza di 12.000 spettatori.[8] Nel 2003 era ormai chiaro che le vibrazioni della musica danneggiavano le pareti e disturbavano i cavalli del vicino ippodromo, e i concerti cessarono.[8] Da allora, la struttura, amministrata dal belediye di Bakırköy, è stata utilizzata sporadicamente per ospitare riunioni.[8]
Descrizione
[modifica | modifica wikitesto]La cisterna ha una pianta rettangolare con lati lunghi 127 metri e larghi 76 metri e copre un'area di circa 9.600 metri quadrati.[1].[2][7] È leggermente più grande della Cisterna Basilica ed è la più piccola delle quattro cisterne all'aperto di Costantinopoli.[4] La sua profondità media è di circa 11 metri sul lato interno, ma molto inferiore sul lato esterno, poiché la cisterna, costruita fuori terra come tutti i serbatoi all'aperto di Costantinopoli, con il tempo è "affondata" nel terreno a causa dell'innalzamento del livello del suolo.[1] Il serbatoio poteva contenere circa 0,105 milioni di metri cubi d'acqua. Le sue pareti, spesse 4,10 metri nei lati nord e sud e 7,00 metri nei lati est e ovest, sono ancora al loro posto.[1] Sono state costruite utilizzando la tecnica di costruzione romana chiamata opus listatum, alternando file di mattoni e pietra in un rapporto di cinque a due,[7] tranne che nella parte superiore, dove il rapporto è di cinque a quattro (o cinque).[1][7] Lo stesso schema è stato utilizzato anche per costruire le cisterne di Ezio, di Aspar e di Mocio all'interno della città murata di Costantinopoli. La parete esterna occidentale è interrata nella collina, mentre la parete interna occidentale e quella esterna orientale sono rinforzate con una serie di diciannove nicchie semicircolari sporgenti che creano due contrafforti, necessari per sostenere il peso della collina.[1][4] Due scale, oggi parzialmente distrutte, utilizzate per accedere alla rete idrica, sono state costruite sul lato nord e sud.[1] Un'altra caratteristica interessante della cisterna è la sua torre dell'acqua (in latino Castellum aquae), costruita sul lato esterno dell'angolo sud-occidentale. Si tratta di un serbatoio utilizzato per stabilizzare la pressione idraulica di un acquedotto rilasciando acqua quando il suo livello scende al di sotto di un valore specifico.[4] La torre ha una struttura a doppio involucro, con una scala a chiocciola al centro, separata dall'esterno da un involucro contenente l'acqua che scorre da un afflusso posto nella parte inferiore della torre.[4] Diversi canali di deflusso distribuivano l'acqua del serbatoio in diverse direzioni.[4] Non è noto se la cisterna, che si trova a bassa quota, fosse alimentata dall'acqua proveniente dalle sorgenti vicine e se questa fosse sufficiente a riempirla, oppure se l'acqua provenisse da un canale artificiale dall'entroterra trace.[4]
Nella stessa piccola valle in cui si trova la cisterna, e a ovest di essa, ci sono tre cisterne ellittiche aperte più piccole, allineate da nord a sud.[9] Quella centrale è distrutta, mentre le altre due, ancora esistenti, sono chiamate Domuzdamı ("casa dei maiali"), poiché erano utilizzate come stalle per gli animali.[9]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Mamboury (1953), p. 326
- 1 2 3 4 5 Janin (1964), p. 205
- ↑ Janin (1964), p. 446
- 1 2 3 4 5 6 7 8 (EN) Serhat Goncal, Fildami Cistern, its role in Constantinople and its historical background through history (DOC), su arha318.files.wordpress.com, 2009. URL consultato il 6 settembre 2014.
- 1 2 Janin (1964), p. 447
- ↑ Janin (1964), p. 448
- 1 2 3 4 Altun (2009), p. 142
- 1 2 3 (TR) Bambaşka Bakırköy Gazetesi, n. 10, marzo 2009, pp. 14.
- 1 2 Janin (1964), p. 206
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Ernest Mamboury, The Tourists' Istanbul, Istanbul, Çituri Biraderler Basımevi, 1953.
- (FR) Raymond Janin, Constantinople Byzantine, Parigi, Institut Français d'Etudes Byzantines, 1964.
- (TR) Feride Imrana Altun, Istanbul'un 100 Roma, Bizans Eseri, Istanbul, Istanbul Buyukșehir Belediyesi Kültür A.Ş. Yayınları, 2009, ISBN 978-9944-370-76-9.
- (EN) Cistern of Hebdomon, su thebyzantinelegacy.com, The byzantine legacy.
- (EN) Serhat Goncal, Fildami cistern - its role in Constantinople, su muhaz.org.
Altri progetti
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