Cirsium arvense

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Cardo campestre
Cirsium arvense with Bees Richard Bartz.jpg
Infiorescenza di Cirsium arvense
Classificazione APG IV
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
(clade) Angiosperme
(clade) Mesangiosperme
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Eudicotiledoni centrali
(clade) Superasteridi
(clade) Asteridi
(clade) Euasteridi
(clade) Campanulidi
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Carduoideae
Tribù Cardueae
Sottotribù Carduinae
Genere Cirsium
Specie C. arvense
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Cichorioideae
Tribù Cardueae
Sottotribù Carduinae
Genere Cirsium
Specie C. arvense
Nomenclatura binomiale
Cirsium arvense
(L.) Scop., 1771
Sinonimi
  • Breea arvensis Less
  • Breea incana (Gmel.) W.A. Weber
  • Carduus arvensis (L.) Robson.
  • Cirsium incanum (Gmel.) Fisch.
  • Cirsium setosum (Willd.) Bess. ex Bieb.
  • Serratula arvensis L.
Nomi comuni

Stoppione minore
Scardaccione
Spione
Cirsio
Stombello

Il cardo campestre (Cirsium arvense (L.) Scop., 1771) è una pianta angiosperma dicotiledone appartenente alla famiglia delle Asteraceae, nativa dell'area mediterranea.[1][2]

Morfologia[modifica | modifica wikitesto]

Cirsium arvense - põldohakas.jpg

È una pianta erbacea perenne il cui fusto, eretto, solcato longitudinalmente, pubescente, può raggiungere 1-1,5 m di altezza.
Le foglie, pennato-lobate, pubescenti, sono lunghe sino a 20 cm e larghe 2–3 cm e presentano un margine dentato-spinoso. Le infiorescenze terminali hanno un diametro di 1–2 cm e sono di colore rosa porpora.
I frutti sono acheni di pochi mm. I semi sono dotati di un piccolo pappo setoloso che ne facilita la dispersione ad opera del vento.

Formula fiorale:

*/x K , [C (5), A (5)], G 2 (infero), achenio [3]

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Questa specie è nativa dell'area mediterranea (Europa meridionale, Africa del Nord e Medio Oriente).
In Italia è presente in tutte le regioni, isole comprese.
Introdotta dall'uomo in America è in atto considerata infestante in Brasile, Canada e Stati Uniti.

Ecologia[modifica | modifica wikitesto]

Un cardellino (Carduelis carduelis) su C. arvense
Pieride del navone su C. arvense

I semi del C. arvense sono un'importante fonte di cibo per cardellini, fanelli ed altre specie di fringillidi[4].

Le foglie fungono da nutrimento per le larve di oltre 20 specie di farfalle, tra cui Vanessa cardui e Ectropis crepuscularia, e per numerose specie di afidi[5][6][7].

C. arvense, così come altri rappresentanti delle Asteraceae (Centaurea spp., Carduus spp., Galactites spp., Jurinea spp., Pallenis spp., ecc.) fiorisce durante l'estate, in gruppi di più individui, entrando a far parte di biocenosi di tipo mesofilo, (ad esempio i prati alpini), in cui assume una notevole rilevanza ecologica; le infiorescenze nettarifere delle specie sopra citate, che presentano tutte tonalità solitamente comprese tra il rosa e il viola carico, risultano fortemente attrattive per gli adulti di varie specie di farfalle, tra cui Nymphalidae (p.e. Vanessa spp.), Papilionidae (p.e. Iphiclides spp.) e diverse specie della famiglia Pieridae.

Ad esempio si è notata una predilezione per le infiorescenze di Cirsium arvense da parte degli adulti di Pieris napi, oltre che Pieris brassicae e Pieris mannii. Questa capacità attrattiva (che però non è da ritenersi specie-specifica) può essere spiegata sia con la produzione, da parte della pianta, di oli ed essenze particolarmente appetibili per la farfalla, sia con la peculiare gamma cromatica, che orienta l'insetto durante la ricerca del nettare.

Sistematica[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia di appartenenza di questa voce (Asteraceae o Compositae, nomen conservandum) probabilmente originaria del Sud America, è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23.000 specie distribuite su 1.535 generi[8], oppure 22.750 specie e 1.530 generi secondo altre fonti[9] (una delle checklist più aggiornata elenca fino a 1.679 generi)[10]. La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie.[1][11][12]

Cardueae è una delle 4 tribù della sottofamiglia. La tribù Cardueae a sua volta è suddivisa in 12 sottotribù (la sottotribù Carduinae è una di queste). Il genere Cirsium elenca 435 specie con una distribuzione cosmopolita, 35 delle quali sono presenti spontaneamente sul territorio italiano.[2][13][12][14][15][16]

Filogenesi[modifica | modifica wikitesto]

Il genere di questa voce è inserito nel gruppo tassonomico della sottotribù Carduinae.[16] In precedenza provvisoriamente era inserito nel gruppo tassonomico informale "Carduus-Cirsium Group".[12] La posizione filogenetica di questo gruppo nell'ambito della sottotribù è abbastanza vicina al "core" della sottotribù (con il genere Carduus forma un "gruppo fratello") e dalle analisi molecolari è stato calcolato in 7,2 milioni di anni fa la separazione di questo genere dal resto del gruppo (è stato l'ultimo a separarsi).[14][15]

Il numero cromosomico di Cirsium arvense è 2n=34.[17]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) The Angiosperm Phylogeny Group, An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the ordines and families of flowering plants: APG IV, in Botanical Journal of the Linnean Society, vol. 181, n. 1, 2016, pp. 1–20.
  2. ^ a b World Checklist - Royal Botanic Gardens KEW, su powo.science.kew.org. URL consultato il 6 febbraio 2021.
  3. ^ Judd-Campbell-Kellogg-Stevens-Donoghue, Botanica Sistematica - Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, p. 520, ISBN 978-88-299-1824-9.
  4. ^ Cramp, S., & Perrins, C. M. (1994). The Birds of the Western Palearctic. Vol. VIII: Crows to Finches. Oxford University Press, Oxford.
  5. ^ Finnish Lepidoptera Cirsium arvense
  6. ^ The Ecology of Commanster: Cirsium arvense Archiviato il 26 agosto 2007 in Internet Archive.
  7. ^ Ecological Flora of the British Isles: Phytophagous Insects for Cirsium arvense
  8. ^ Judd 2007, pag. 520.
  9. ^ Strasburger 2007, pag. 858.
  10. ^ World Checklist - Royal Botanic Gardens KEW, su powo.science.kew.org. URL consultato il 18 marzo 2021.
  11. ^ Funk & Susanna 2009, pag. 293.
  12. ^ a b c Kadereit & Jeffrey 2007, pag. 132.
  13. ^ Funk & Susanna 2009, pag. 300.
  14. ^ a b Barres et al. 2013.
  15. ^ a b Ackerfield et al. 2020.
  16. ^ a b Herrando et al. 2019.
  17. ^ Bureš P. et al, Pollen viability and natural hybridization of Central European species of Cirsium (PDF), in Preslia 2010; 82: 391–422.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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