Ciriade

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Ciriade

Ciriade o Mariade (in latino: Cyriades, Mariades, Mareades; ... – ...; fl. 259/260) è stato un usurpatore che si ribellò contro l'imperatore romano Valeriano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

L'unica fonte che attesti l'esistenza di questo dubbio personaggio è la lista dei Trenta Tiranni, contenuta nella Historia Augusta. In questa opera si racconta di come Ciriade avesse derubato il proprio padre, la cui vita aveva amareggiato dissipandone il patrimonio, e fosse poi fuggito presso i Persiani; qui avrebbe sollecitato il "Re dei Re", Sapore I, a invadere le province romane, conquistando Cesarea e Antiochia, assumendo la porpora, per poi venire ucciso dai propri uomini dopo una breve carriera di crudeltà e di crimine. I fatti dovrebbero essere accaduti durante la campagna di Valeriano in oriente, nel 258 o 259.

La figura di Ciriade potrebbe essere ispirata a Mariade, un nativo di Antiochia, il quale fu ritenuto colpevole di aver intascato fondi pubblici: Mariade portò l'esercito di Sapore in Siria, causando la cattura e il saccheggio di Antiochia. In seguito fu messo a morte da Sapore stesso.[1][2]

«I Persiani, carichi di bottino, tornarono senza perdite nel proprio paese dopo aver bruciato Mariade, che empiamente aveva guidato i Persiani alla distruzione dei suoi stessi concittadini. Questo evento accadde al tempo dell'Imperatore Gallieno

(Ammiano Marcellino, Storie, XXIII, 5.3.)

Non vi sono infine prove che si fosse mai proclamato imperatore.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Historia Augusta, Triginta tyranni, 2.
  2. ^ Malalas, Cronografia, XII.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti primarie
Fonti secondarie