Ferrovia Circumetnea

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Circumetnea
Mappa ferr Circumetnea.png
Inizio Catania
Fine Riposto
Stati attraversati Italia Italia
Lunghezza 111 km
Apertura 189598
Gestore Gest. commissariale FCE
Scartamento 950 mm
Elettrificazione no
Ferrovie

La ferrovia Circumetnea è una ferrovia a scartamento ridotto che collega Catania con Riposto, compiendo il periplo dell'Etna e passando per diversi centri pedemontani etnei. È gestita dalla direzione del Trasporto pubblico locale del Ministero dei trasporti e delle infrastrutture che ha in carico anche la gestione della metropolitana di Catania e dei servizi automobilistici integrativi e suburbani.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Catania
Trasporti

AMT
Stazione Centrale
Metropolitana
Porto
Aeroporto
Circumetnea
Rete tranviaria

Storia di Catania

Municipalità - Architetture - Chiese principali - Piazze principali - Terme romane - Giardini - Musei - Teatri - Sport - Personalità - Lingua siciliana

Galleria fotografica


Tratta Inaugurazione[1]
Catania Borgo–Adrano 2 febbraio 1895
Catania Gaito–Catania Borgo 13 marzo 1895
Adrano–Bronte 2 giugno 1895
Lave CastiglioneGiarre 1º luglio 1895
Bronte–Lave Castiglione 30 settembre 1895
Giarre–Riposto 25 novembre 1896
Catania Porto–Catania Gaito 10 luglio 1898
Locomotiva n. 10 entrata in servizio nel 1894

Il progetto di una ferrovia che si inerpicasse sui fianchi dell'Etna fino a Bronte aveva prese le mosse dalla circolare emanata il 20 settembre 1870 dal presidente della "commissione provinciale per lo studio di linee ferroviarie della provincia di Catania", Salvatore Majorana-Calatabiano, con i preliminari per la creazione di un consorzio tra i comuni interessati ad una ferrovia che partendo dalla stazione di Bicocca salisse per Paternò, Licodia, Biancavilla e Adernò fino a Bronte[2]. L'approvazione nel 1879 della legge 5002 ("legge Baccarini") accelerò la concretizzazione di proposte su impulso da parte della provincia e Camera di Commercio di Catania e dei comuni dei centri pedemontani etnei interessati per la creazione di un vero e proprio sistema ferroviario economico e a scartamento ridotto che prevedesse oltre al tracciato, che poi sarà quello della Circumetnea, fino ad Adernò (Adrano) anche la creazione di un bivio nella suddetta stazione con una ferrovia per Leonforte e Nicosia e una per raggiungere a Giardini la già esistente ferrovia Messina-Catania[3]. Le discussioni tra opposizioni e richieste di varianti portarono ad abbandonare il progetto di prosecuzione su Giardini in favore del raggiungimento di Giarre-Riposto. Tuttavia il primo atto di riconoscimento ufficiale si ebbe solo con il regio decreto del 31 dicembre 1883[4] e, per la concessione dei lavori da parte dell'allora ministro del tesoro Giovanni Giolitti, si dovette attendere il 23 maggio 1889[5]. La concessione ottenuta dal consorzio venne quindi sub-concessa alla Società Siciliana di Lavori pubblici società che faceva capo all'imprenditore inglese Robert Trewhella[5], personaggio molto noto all'epoca. Due notabili catanesi appartenenti alla famiglia Asmundo, Michele Scammacca Asmundo e Francesco Asmundo, erano presidente e vice presidente del consiglio d'amministrazione della società. Il progetto iniziale subì alcune variazioni, e rimase inattuata l'idea di creare una linea che effettuasse un periplo completo dell'Etna con ritorno a Catania; venne comunque deciso che la linea doveva essere costruita secondo il tipo 4 delle ferrovie economiche previste dalla legge e cioè a scartamento ridotto[6]. Le stazioni furono progettate in stile italiano con colorazioni che andavano dal giallo ocra al rosso mattone.

Il 2 febbraio 1895 entrò in funzione il tratto Catania-Adernò (dal 1929 Adrano) e a breve distanza di tempo anche gli altri. Il 10 luglio 1898 la tratta da Riposto al porto di Catania era interamente percorribile con trazione a vapore e velocità massima di linea ammessa di 27 km/h. Erano stati costruiti in tempi abbastanza brevi 22 ponti e viadotti, 6 tunnel oltre a numerose opere annesse come stazioni, rimesse e case cantoniere[7]. La trazione venne affidata a locotender a vapore di rodiggio 0-3-0; le locomotive, in numero di dodici, ricevettero ciascuna un nome scelto tra le località più importanti attraversate[8].

Accoglienza dei Reali di Savoia presso la stazione di Piedimonte Etneo (1911)

L'attivazione della ferrovia permise ai centri di Adrano, Bronte, Maletto, Randazzo e Linguaglossa di potersi affrancare da un isolamento che durava ormai da secoli. Edmondo De Amicis vi compì un viaggio all'inizio del XX secolo di cui rimane il racconto nell'opera «Ricordi di un viaggio in Sicilia». Il 30 maggio 1911 viaggiarono sulla linea i Reali d'Italia, Vittorio Emanuele III ed Elena del Montenegro.

Nel 1937, in periodo di autarchia vennero acquistate, e messe in servizio, 6 automotrici Fiat del tipo ALn 56 (chiamate littorine) di fabbricazione nazionale e caratterizzate da economicità e bassi costi di esercizio oltre che da una velocità commerciale decisamente più elevata che dimezzò i tempi di percorrenza[9]. La littorina, che andò a sostituire le prime vaporiere della fine del XIX secolo, segnerà particolarmente la storia della ferrovia, tanto che il trenino della Circumetnea viene ancora chiamato dalle persone più anziane o dalla gente dei luoghi attraversati a Litturina.

Alla fine del 1943 la Circumetnea risultava seriamente danneggiata dai combattimenti che l'avevano interamente coinvolta, durante l'avanzata degli "Alleati", con il passaggio del fronte a sud e a nord dell'Etna le cui operazioni belliche avevano distrutto mezzi ed impianti. Le gravissime difficoltà in cui versava la Società esercente (che aveva mutata nel frattempo la propria denominazione in "Società Etnea di Lavori Pubblici", SELP), accertate da un'inchiesta ufficiale, spinsero il Ministero dei trasporti a revocarle la concessione, con decreto del 14 gennaio 1947, n. 2051[10] e ad istituire la Gestione commissariale governativa[11]. Nel 1954 furono acquistate, dalle Officine Ranieri di Roma, due automotrici da 52 posti (AL 541 e 542) e due rimorchiate (R 551 e 552) a carrelli[11]. Le difficoltà di esercizio tuttavia permanevano in quanto le infrastrutture erano fatiscenti, rabberciate alla meglio dopo le distruzioni, e il parco rotabili era insufficiente oltre che obsoleto; nel 1959 fu presentata alla Camera dei deputati una proposta di legge di iniziativa parlamentare per l'inclusione della "Circumetnea" nella rete ferroviaria FS; la proposta tuttavia non ebbe seguito[10] e la ferrovia rimase in gestione commissariale governativa. Nel 1961 per fronteggiare l'aumento della richiesta di servizi viaggiatori furono acquistate tre automotrici diesel monomotore Ranieri a 2 assi usate e una a carrelli (AL 52.10). Negli anni settanta venne finanziato l'acquisto di 13 macchine nuove, diesel-elettriche, di costruzione Fiat Ferroviaria-Officine Meccaniche della Stanga che permisero la definitiva scomparsa dei servizi a vapore[11]. Negli anni ottanta fu deciso l'ulteriore acquisto di 4 automotrici usate in esubero dalle Ferrovie Calabro Lucane e di 6 RALn 60 provenienti dalle dismesse ferrovie Dittaino-Caltagirone e Castelvetrano-Porto Empedocle delle FS[12]. L'ultimo arrivo di rotabili nuovi avvenne nel 1991 con le 5 ADe 21-25 costruite dalla ITIN di Catania[13].

Il tracciato subì diverse interruzioni dovute alle colate laviche: nel 1911 presso Piedimonte; nel 1923[14] tra Rovittello e Linguaglossa, che dette origine alla variante di Castiglione; nel 1928 un'improvvisa eruzione seppellì l'abitato di Mascali, interrompendo la ferrovia fino al 1931, e nel 1981 presso Randazzo[15], dove una colata lavica ricoprì la linea dal km 75+073 al km 76+432, costringendo a spostare il sedime ferroviario più a nord[16].
Tra le varianti di percorso a causa della lava fu particolarmente rilevante quella di Castiglione, completata nel 1926, il cui percorso ricco di numerose opere d'arte di notevole impegno (tra cui otto gallerie e tre viadotti), descriveva un'ansa di circa 10 km che, partendo dalla frazione Rovittello, raggiungeva in salita il comune di Castiglione di Sicilia, da cui ridiscendeva con pendenza più lieve per ricongiungersi al tracciato originario prima della stazione di Linguaglossa, tagliando fuori quella di Cerro[17].
La variante di Castiglione, soggetta a numerose frane per la natura debole e argillosa del terreno, fu dismessa nel 1960 per consentire il ripristino del tracciato originario con la stazione di Cerro[14][17].

Il tratto iniziale, da Catania Porto a Catania Corso Italia, venne interrotto all'inizio degli anni novanta per consentire l'impiantazione del cantiere di Piazza Galatea, punto di inizio dell'interramento per la trasformazione in metropolitana. Di conseguenza fino al 1999 Corso Italia munita di un paraurti terminale, di un marciapiede e di biglietteria adiacente divenne il punto di origine dei treni. Il tratto parzialmente interrato, da Porto a Borgo, fu inaugurato nel 1999 divenendo la prima metropolitana vera e propria della Sicilia; contestualmente fu posto fuori servizio il binario di superficie tra Corso Italia e Borgo e negli anni successivi smantellato definitivamente.

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Metropolitana di Catania.

Nel 1988 fu presentato un progetto che prevedeva il doppio binario e l'elettrificazione della tratta Catania Borgo - Paternò e l'ammodernamento del seguente tratto fino ad Adrano. Nel 2000 il Ministero dei Trasporti erogò un finanziamento di oltre 80 milioni di Euro per l'inizio dei lavori del progetto ma l'opera di ammodernamento prese avvio solo nel 2005. Il «Piano d'interventi prioritari»[18] del Ministero delle Infrastrutture (redatto a fine 2006) prevedeva un ammodernamento a rete metropolitana sino ad Adrano, l'aggiunta di una tratta Catania-aeroporto, l'ammodernamento delle tratte Adrano-Riposto e Nesima-Misterbianco destinando un iniziale finanziamento di 90 milioni di euro su un totale previsto di 540 milioni di euro[19]. Nel corso del biennio 2010-2011 vennero in parte realizzate le varianti, con attraversamento sotterraneo dei centri abitati di Santa Maria di Licodia, Biancavilla e Adrano. L'attivazione delle varianti comportò la dismessione graduale delle tratte corrispondenti di superficie: furono attivate le due nuove stazioni sotterranee di Santa Maria di Licodia Sud e Santa Maria di Licodia Centro con la galleria, per complessivi 2,5 km;. Entrarono in esercizio le nuove stazioni in superficie di Adrano Naviccia e Adrano Nord; in quest'ultima vennero realizzate anche ampie rimesse per rotabili e autobus[20]. Venne attivata la tratta sotterranea di circa 4 km di cui 2 km in galleria con le due stazioni sotterranee, a carattere metropolitano, di Adrano Centro e Adrano Cappellone inaugurate il 12 giugno 2011[21] ed entrate in esercizio il 19 settembre successivo[22] dopo le autorizzazioni ministeriali e dell'USTIF e[23] in concomitanza con l'orario ferroviario invernale.

Dopo quasi un ventennio dall'ultimo acquisto di rotabili nuovi, nel 2010 fu aggiudicata alla RSI Italia la commessa per la costruzione di 8 nuove unità binate diesel-elettriche munite di ogni comfort che avrebbero dovuto essere consegnate nel 2012[24]. In conseguenza della crisi irreversibile che portò alla messa in liquidazione della RSI-Costa Sistemi Ferroviari (ex Costamasnaga) l'ordinativo fu acquisito, nel settembre 2013, dalla società polacca Newag che siglò, presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il contratto per la fornitura di quattro complessi automotori con un'opzione per la fornitura di altri sei complessi prevista entro i successivi quattro anni. La firma del contratto esecutivo avvenne tra le due parti, Zbigniew Konieczek per la Newag SA e l'ingegnere Virginio Di Giambattista, Direttore Generale del TPR-Ministero dei Trasporti. I nuovi convogli, del un valore complessivo di 14,8 milioni di euro, vennero messi in produzione nello stabilimento Newag di Nowy Sącz, in Polonia[25]. La consegna dei primi treni venne annunciata per il mese di ottobre del 2015[26]. Il primo treno della serie battezzata "Vulcano", DMU 001 A-B , giunse a Catania via mare su appositi carrelli stradali il 1 dicembre del 2015[27] entro la fine di dicembre giunsero a Catania anche le unità DMU 002 e 003 [28]. L'ultima unità della serie, la DMU 004, giunse il 28 giugno 2016, completando la prima fornitura.

Fino al 2011 la ferrovia era gestita, ultima in Italia, da un commissario governativo; un apposito decreto del governo Berlusconi abolì tale figura ponendola sotto la direzione del dirigente generale del Trasporto pubblico locale del ministero delle infrastrutture[29].

Nel corso del 2015 infine è stato completato il restante tracciato in corso di ammodernamento e interramento con l'entrata in funzione di due nuove stazioni sotterranee a Biancavilla. Nel mese di luglio 2015 l'intera tratta Paternò-Adrano risultava ammodernata con numerose tratte in variante e sotterranee e predisposta ad un eventuale futuro cambio di scartamento da ridotto a normale[28].

Dati generali[modifica | modifica wikitesto]

Stazione di Catania Borgo
  • Anno di fondazione: 1883 (con regio decreto del 31 dicembre)
  • Anno di inaugurazione: 1898
  • Km: 110,963 (in origine, con partenza da Catania Porto, 114,700 km circa comprensivi della tratta metropolitana)
  • Tempo di percorrenza: 190 min. circa
  • Stazioni: 30
  • Gallerie più lunghe: Santa Maria di Licodia, Biancavilla, Adrano, Rocca Calanna (263,82 m)
  • Pendenza massima: 36 per mille
  • Altezza massima: 976 m.s.l.m. (nei pressi di Rocca Calanna)
  • Velocità commerciale: 35 km/h
  • Mezzi di trazione: 24 automotrici diesel, inoltre esistono due Aln 56 Littorine del 1937
  • Depositi automotrici: Catania Borgo, Adrano, Bronte, Randazzo, Riposto.
  • Officina aziendale: Catania Borgo.

Materiale rotabile[modifica | modifica wikitesto]

Locomotiva a vapore FCE 14, ex Alifana, di costruzione belga (La Meuse)

Locomotive a vapore[modifica | modifica wikitesto]

Unità Anno di acquisizione Costruttore N. costruzione Potenza Note
1 - Randazzo 1890 Hawthorn Leslie and Company ? kW Demolita
2 - Linguaglossa 1890 Hawthorn Leslie and Company ? kW Demolita
3 - Biancavilla 1894 Ernesto Breda ? kW Demolita
4 - Misterbianco 1894 Ernesto Breda Demolita
5 - Paternò 1894 Ernesto Breda Demolita
6 - Bronte 1894 Ernesto Breda Demolita
7 - Adernò 1894 Ernesto Breda Demolita
8 - Maletto 1894 Ernesto Breda Demolita
9 - Castiglione 1894 Ernesto Breda Demolita
10 - Mascali 1894 Ernesto Breda 302 Preservata, non funzionante
11 - Giarre 1894 Ernesto Breda Demolita
12 - Licodia 1894 Ernesto Breda Demolita
13- Walther Sousendt 1910 Ernesto Breda Restituita alla fabbrica entro l'anno
14- Carlo V 1910 Ernesto Breda Restituita alla fabbrica entro l'anno
15- Spedalieri 1910 Ernesto Breda Restituita alla fabbrica entro l'anno
16- Gemellaro 1910 Ernesto Breda Restituita alla fabbrica entro l'anno
13- Catania 1911/12 Officine Catania Borgo Riutilizza il numero 13; demolita
14- La Meuse (soprannome) 1926 (1909) Ateliers de construction de La Meuse 2224 Riutilizza il numero 14; acq.usata ex-Alifana-preservata, non funzionante

Nel 1910 la Circumetnea per far fronte all'aumento del traffico, soprattutto turistico, acquisì nuovo materiale rotabile dalla Breda. Tuttavia le quattro locomotive fornite, di uguale rodiggio ma più pesanti (33 t) e differenti dalle precedenti in quanto costruite sul modello fornito alle Ferrovie Economiche Biellesi non fornirono un buon risultato e vennero restituite alla fabbrica entro poco tempo.[30] La locomotiva 14 venne acquistata nel 1926 usata dalla Ferrovia Alifana e non ebbe attribuito un proprio nome come le altre del parco. Sono sopravvissute solo due locomotive a vapore, la n. 10 Mascali e la n. 14 (ex Alifana nota come La Meuse dal nome della fabbrica di Liegi che l'aveva prodotta) ambedue non operative ed usate solo per esposizione.

Automotrici[modifica | modifica wikitesto]

Gruppo e numeri Anni di acquisizione Costruttore Tipologia trazione Alimentazione Note
ALn 56.01 ÷ 06 1937 Fiat ferroviaria Meccanica Gasolio 4 unità demolite
AL 541-542 1956 Officine Ranieri Meccanica Gasolio 2 unità demolite
AL 52 1957 Officine Ranieri Meccanica Gasolio 1 trasformata in Officina mobile, accantonata
AL 35 01÷03 1957 Officine Ranieri Meccanica Gasolio 3 demolite
ADe 01 ÷ 03 1961-62 Stanga-TIBB Diesel-elettrica Gasolio 3 demolite
ADe 07 ÷ 10 1979 Stanga-TIBB Diesel elettrica Gasolio 1 demolita
RALn 64 01÷ 06 1979 Fiat ferroviaria Meccanica Gasolio
ADe 11 ÷ 20 1980 Stanga-TIBB Diesel-elettrica Gasolio 2 ricostruite
ADe 21 ÷ 25 1990-91 ITIN-Italimprese Industrie Diesel-elettrica Gasolio
DMU 001 ÷ 004[31] "Vulcano" 2015 Newag Diesel-elettrica Gasolio Ciascun autotreno è composto da 2 casse (A e B)
Autotreno DMU 001 a Misterbianco il 1º giugno 2016

La ferrovia Circumetnea si dotò di automotrici a gasolio nel 1937 preferendo adottare il tipo di largo successo prodotto dalla Fiat; 6 unità uguali, da 56 posti a 2 motori, ALn 56.01 ÷ 06. (di questa serie sopravvivono per uso treni turistici 2 unità di cui la ALn 56.06 restaurata e funzionante)

Automotrice ALn 56.06 Littorina restaurata

Nel dopoguerra il parco venne integrato da automotrici con rimorchiate costruite dalla Ranieri:[11] 2 unità AL 541 e 542 con rimorchi R 551 e 552 (Automotrice Ranieri AL 54)[11] e da rotabili usati provenienti dalla dismessa ferrovia Rimini-Novafeltria,[11] una automotrice bimotore a carrelli AL 52 e 3 unità monomotore Automotrice Ranieri AL 35 (di questo gruppo sono state demolite sia tutte le monomotore che le unità a carrelli, eccetto la AL 52, trasformata in rotabile di servizio).

Negli anni sessanta il parco obsoleto venne rinnovato con l'immissione di automotrici diesel elettriche, di costruzione Stanga-TIBB, tipologia di trasmissione quasi di regola nelle FCE: ADe 01 ÷ 03[11], ADe 07 ÷ 10, immesse nel parco rotabili nel 1980 (ex automotrici M4.150 delle Ferrovie Calabro Lucane) e ADe 11 ÷ 20, anch'esse di costruzione Stanga-TIBB,

Alla fine degli anni settanta furono acquistate usate 6 automotrici ex-FS del gruppo RALn 60 e trasformate, nelle officine del deposito locomotive di Catania Borgo, con sostituzione dei motori, allungamento della parte frontale e applicazione di porte pneumatiche a due battenti, in RALn 64[32].

Nel 1991 vi fu un ammodernamento del parco rotabili con l'acquisto delle automotrici diesel-elettriche, costruite dalla ITIN, ADe 21 ÷ 25[33].

Nel settembre del 2013, dopo uno stallo di tre anni dovuto al fallimento della RSI international (ex-Costamasnaga) che avrebbe dovuto consegnare otto nuove unità binate entro il 2012, la FCE siglò l'accordo con la ditta polacca Newag che avendo rilevato la precedente commessa ha provveduto a realizzare 4 nuovi complessi binati automotori. Il primo nuovo treno (DMU 001[31]) è arrivato a Catania il 1º dicembre 2015[27][34], altri due sono giunti il 13[35] e il 15 dicembre. Nella prima metà del 2016 gli autotreni "Vulcano" hanno iniziato le corse di prova e di abilitazione del personale e, gradatamente, iniziato a svolgere servizio passeggeri con alcuni treni giornalieri.

Rotabili di servizio[modifica | modifica wikitesto]

Gruppo e numeri Anni di acquisizione Costruttore Miniatura Note
AL 52 1957 Officine Ranieri ALn 52-10 accantonata a Catania Borgo..JPG Officina mobile, alienata per demolizione nel 2015
Draisine 2016 Ferrovia circumetnea, Draisine.jpg 2 unità + 2 carri pianale

Percorso[modifica | modifica wikitesto]

Il deposito locomotive di Catania Borgo della F.C.E. affollato di automotrici in sosta. Sullo sfondo si intravede la stazione di Catania Borgo
La stazione di Randazzo
L'Etna visto dalla Circumetnea in prossimità di Randazzo
Distanze, stazioni e altitudine[36]
Urban head station
0+000,00 Catania Porto (dal 1993 a sc. normale) ristrutturata come Logo Metropolitane Italia.svg Porto 3 m s.l.m.
Urban straight track Track turning from left Continuation to right
linea RFI per Siracusa
Urban stop on track Station on track
Catania FS / Catania Centrale (RFI)
Continuation to left Waterway under railway bridge Track turning right
linea RFI per Messina
Unknown route-map component "xmABZlf" Unknown route-map component "uCONTl"
(Metropolitana di Catania)
Unknown route-map component "exHST"
Catania Gaito † 1993 18 m s.l.m.
Unknown route-map component "exHST"
Catania Corso Italia † 1999 23 m s.l.m.
Unknown route-map component "xmABZrg" Unknown route-map component "uCONTl"
(Metropolitana di Catania)
Unknown route-map component "muKBFa"
3+837,52 Catania Borgo / Logo Metropolitane Italia.svg Borgo 53,00 m s.l.m.
Enter and exit short tunnel
Galleria artificiale Borgo
Stop on track
5+487,51 Cibali 99,91 m s.l.m.
Station on track
7+205,00 Nesima 135,65 m s.l.m.
Stop on track
9+231,43 Lineri 172,00 m s.l.m.
Unknown route-map component "AKRZo"
Tangenziale di Catania - Strada europea E45
Station on track
11+150,18 Misterbianco 205,00 m s.l.m.
Station on track
14+188,60 Belpasso-Camporotondo 251,54 m s.l.m.
Station on track
18+244,75 Valcorrente 264,17 m s.l.m.
Stop on track
20+837,01 Giaconia 296,80 m s.l.m.
Station on track
22+577,94 Paternò 254,32 m s.l.m.
Track turning from left Unknown route-map component "xABZrf"
Variante di Scalilli (* 21 settembre 2009)
Straight track Unknown route-map component "exHST"
25+684 Scalilli † 2009 335 m s.l.m.
Track turning left Unknown route-map component "xABZlg"
Variante di Scalilli (* 21 settembre 2009)
Track turning from left Unknown route-map component "xABZrf"
Variante di Santa Maria di Licodia (* 20 settembre 2010)
Enter tunnel Unknown route-map component "exSTR"
Galleria urbana di Santa Maria di Licodia (portale sud)
Unknown route-map component "tBHF" Unknown route-map component "exSTR"
28+185,40 Santa Maria di Licodia Sud * 20 settembre 2010 (in galleria)
Unknown route-map component "tHST" Unknown route-map component "exSTR"
29+241,59 Santa Maria di Licodia Centro * 20 settembre 2010 (in galleria)
Unknown route-map component "tSTR" Unknown route-map component "exBHF"
29+241 Santa Maria di Licodia † 2010 442 m s.l.m.
Exit tunnel Unknown route-map component "exSTR"
Galleria urbana di Santa Maria di Licodia (portale nord)
Unknown route-map component "eABZlf" Unknown route-map component "exABZlg"
Variante di S.M. di Licodia (* 20 settembre 2010) – Variante di Biancavilla (* 29 luglio 2015)
Station on track Unknown route-map component "exSTR"
Biancavilla Poggio rosso * 29 luglio 2015
Enter tunnel Unknown route-map component "exSTR"
Galleria urbana di Biancavilla (portale sud)
Unknown route-map component "tHST" Unknown route-map component "exSTR"
Biancavilla Centro * 29 luglio 2015 (in galleria)
Unknown route-map component "tSTR" Unknown route-map component "exBHF"
33+484,29 Biancavilla † 28 luglio 2015 508,09 m s.l.m.
Unknown route-map component "tHST" Unknown route-map component "exSTR"
Biancavilla Colombo * 29 luglio 2015 (in galleria)
Exit tunnel Unknown route-map component "exSTR"
Galleria urbana di Biancavilla (portale nord)
Station on track Unknown route-map component "exSTR"
Biancavilla Pozzillo * 29 luglio 2015
Straight track Unknown route-map component "exBHF"
34+784,24 Biancavilla Circonvallazione † 28 luglio 2015 543,97 m s.l.m.
Unknown route-map component "eABZrg" Unknown route-map component "exABZrf"
Variante di Biancavilla (* 29 luglio 2015) – Variante di Adrano (* 19 settembre 2011)
Enter tunnel Unknown route-map component "exSTR"
Galleria urbana di Adrano (portale sud)
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38+592,45 Adrano Cappellone * 19 settembre 2011 (in galleria)
Unknown route-map component "tSTR" Unknown route-map component "exHST"
Adrano Cappellone (vecchia) * Anni 1970, † 18 settembre 2011
Unknown route-map component "tBHF" Unknown route-map component "exSTR"
38+998,99 Adrano Centro * 19 settembre 2011 (in galleria)
Unknown route-map component "tSTR" Unknown route-map component "exBHF"
38+998 Adrano † 18 settembre 2011 587 m s.l.m.
Exit tunnel Unknown route-map component "exSTR"
Galleria urbana di Adrano (portale nord)
Track turning left Unknown route-map component "xABZlg"
Variante di Adrano (* 19 settembre 2011)
Stop on track
Adrano Naviccia * 2009
Station on track
41+225,75 Adrano Nord * aprile 2011
Stop on track
45+473,20 Passo Zingaro 699,77 m s.l.m.
Stop on track
48+368,24 Ruvolazzo 775,11 m s.l.m.
Stop on track
53+810,52 Bronte Casello 54 810,52 m s.l.m.
Station on track
54+681,29 Bronte 833,02 m s.l.m.
Unknown route-map component "eHST"
Contrada Difesa
Unknown route-map component "tSTRa"
Galleria Rocca Calanna
Unknown route-map component "tGIPl"
60+526,48 Culmine linea 976,04 m s.l.m.
Unknown route-map component "tSTRe"
Galleria Rocca Calanna
Station on track
62+715,27 Maletto 922,20 m s.l.m.
Stop on track
67+861,49 Gurrida 871,69 m s.l.m.
Station on track Unknown route-map component "exKBHFa"
73+606.65 Randazzo (FCE) / Randazzo (FS) 752,89 m s.l.m.
Straight track Unknown route-map component "exSTRlf" Unknown route-map component "exCONTl"
linea FS per Alcantara † 1994
Stop on track
79+194,04 Calderara 684,63 m s.l.m.
Station on track
81+576,42 Moio (Passo Pisciaro) 653,20 m s.l.m.
Unknown route-map component "xABZlf" Track turning from right
Variante di Solicchiata
Unknown route-map component "exSTR" Station on track
86+269,02 Solicchiata * 2011 663,83 m s.l.m.
Unknown route-map component "exHST" Straight track
Solicchiata † 2011
Unknown route-map component "xABZrg" Track turning right
Variante di Solicchiata
Unknown route-map component "eHST"
Rovittello † 1981
Unknown route-map component "eABZlf" Unknown route-map component "exSTRlg"
Variante di Castiglione (* 1926, †1960)
Straight track Unknown route-map component "exBHF"
Castiglione di Sicilia † 1960
Station on track Unknown route-map component "exSTR"
90+694,40 Cerro * 1961 643,91 m s.l.m.
Unknown route-map component "eABZrg" Unknown route-map component "exSTRrf"
Variante di Castiglione (* 1926, †1960)
Station on track
93+793,92 Linguaglossa 554,00 m s.l.m.
Stop on track
97+798,68 Terremorte 489,36 m s.l.m.
Station on track
100+839,41 Piedimonte Etneo 361,72 m s.l.m.
Station on track
104+087,90 Santa Venera 282,00 m s.l.m.
Station on track
107+322,51 Mascali 176,165 m s.l.m.
Unknown route-map component "AKRZu"
Autostrada A18 - Strada europea E45
Stop on track
108+908,41 Cutula 131,51 m s.l.m.
Stop on track
111+403,61 Villa di Giarre 52,24 m s.l.m.
Straight track Track turning from left Continuation to right
linea RFI per Messina
Station on track Station on track
112+132,67 Giarre / Giarre-Riposto (RFI) 42,36 m s.l.m.
Continuation to left Unknown route-map component "KRZu" Track turning right
linea RFI per Catania, Siracusa
End station
113+469,77 Riposto 17,78 m s.l.m.

Servizio automobilistico[modifica | modifica wikitesto]

Il servizio ferroviario è integrato da una rete di servizi su gomma. Il servizio automobilistico è disciplinato da concessioni rilasciate dall'Assessorato ai Trasporti della Regione Siciliana.

  • Randazzo - Maletto - Bronte - Adrano N.[37];
  • Adrano Nord – Paternò – Misterbianco - Catania[37];
  • Adrano Nord - Paternò - Belpasso - Nicolosi[37];
  • Randazzo – Bronte – Adrano N.[37];
  • Randazzo – Castiglione – Fiumefreddo - Giarre – Acireale – Catania[37];
  • Stazione di Belpasso-Piano Tavola - città di Belpasso[37];
  • Servizio urbano Catania-Lineri[37];

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sviluppo delle ferrovie italiane dal 1839 al 31 dicembre 1926, Roma, Ufficio Centrale di Statistica delle Ferrovie dello Stato, 1927. Vedi Alessandro Tuzza, Trenidicarta.it. URL consultato il 25 maggio 2011.
  2. ^ Calabrese, p.56
  3. ^ Calabrese, pp.56-57 e note
  4. ^ Ogliari, p.56
  5. ^ a b Ogliari, p.58
  6. ^ Ogliari, p.60
  7. ^ Ogliari, p.61
  8. ^ Ogliari, p.64
  9. ^ Ogliari, p.66
  10. ^ a b in "Atti parlamentari della Camera dei deputati", III legislatura, n. 1111, Proposta di legge presentata il 24 aprile 1959, "Inclusione della ferrovia Circumetnea nella rete statale", capo II, p. 2
  11. ^ a b c d e f g Ogliari, p. 69
  12. ^ Ogliari, pp. 69-70
  13. ^ Ogliari, p. 70
  14. ^ a b Inzerilli, Ferroviere sotto l'Etna, p. 30.
  15. ^ Notizie flash, iTreni oggi 6 (1981), n. 10 a p.6
  16. ^ Inzerilli, A nord dell'Etna, p. 24.
  17. ^ a b Inzerilli, A nord dell'Etna, p. 26.
  18. ^ Ministero delle Infrastrutture, infrastrutture prioritarie, 16 novembre 2006
  19. ^ . Il "Piano d'interventi prioritari" del Ministero delle Infrastrutture prevedeva 425 milioni di euro più 115 milioni di euro per la tratta Nesima-Misterbianco (da finanziarsi a parte)
  20. ^ fce:inaugurate le due stazioni interrate di Adrano, cataniaoggi.com. URL consultato il 13-06-2011.
  21. ^ Sicilia Way:Lombardo: 100 milioni di fondi FAS alla Circumetnea, siciliaway.it. URL consultato il 13-06-2011.
  22. ^ Sicilia on line:FCE, lunedì aprono stazioni e galleria Adrano, siciliaonline.it. URL consultato il 19-09-2011.
  23. ^ Sito ufficiale, FCE news, circumetnea.it. URL consultato il 19-09-2011.
  24. ^ RSI Italia realizzerà i nuovi treni della ferrovia Circumetnea catanese, adnkronos.com. URL consultato il 19-04-2010.
  25. ^ Siglato accordo tra Mit e Newag per i nuovi treni della Circumetnea
  26. ^ Alessandro Di Graziano: "Metro, entro il 2015 tratta Nesima-Stesicoro", in Quotidiano di Sicilia, 23 settembre 2014. URL consultato il 26 settembre 2014.
  27. ^ a b Giovanni Giglio, Giunto a Catania il primo treno Vulcano per la FCE, in Gazzetta dei trasporti, Il pendolare Magazine, 1º dicembre 2015. URL consultato il 2 dicembre 2015.
  28. ^ a b 120 anni di Ferrovia Circumetnea e presentazione dei nuovi treni Vulcano, circumetnea.it. URL consultato il 22 dicembre 2015.
  29. ^ Fce, domani il merito sulla revoca a Tafuri da quasi tre anni commissario governativo - QdS.it
  30. ^ Ogliari, pp. 64-65
  31. ^ a b Francesco Virgillito, FCE: arrivati i treni Newag, in Tutto treno, nº 303, gennaio 2016, p. 4.
    «I convogli sono attualmente classificati come DMU, seguiti da un numero a tre cifre (001÷004) e le lettere A o B che identificano le casse ma FCE li immatricolerà con una sigla (RAT o RAL).».
  32. ^ Molino, p.20
  33. ^ Intorno all'Etna, in iTreni oggi 12 (1991), n.121, p.9
  34. ^ VIDEO | Vulcano sbarca alle pendici dell'Etna, catania.mobilita.org. URL consultato il 3 dicembre 2015.
  35. ^ VIDEO | Vulcano della Circumetnea: collaudi per il primo treno, arrivato ieri anche il secondo, catania.mobilita.org. URL consultato il 16 dicembre 2015.
  36. ^ Ferrovia Circumetnea, schema di rete, circumetnea.it. URL consultato il 2 gennaio 2016.
  37. ^ a b c d e f g FCE, Orario autoservizio in vigore dal 17 settembre 2012

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Francesco Ogliari, La Ferrovia Circumetnea, in TuttoTreno e Storia 13, pp. 56-70, Albignasego, Duegi Editrice, 2005.
  • Domenico Molino, Miniautomotrici per la Sicilia, in I treni, 6 (2007), n.294, pp. 15-20, Salò, ETR, 2007.
  • Giuseppe Sergi, Novità sulla Circumetnea;è pronta la nuova RALn 64.01, in I treni oggi, 7/8 (1981), n.11, pp. 25-26, Salò, ETR, 1981.
  • Dati tecnici, storici e giuridici in, Proposta di legge di inclusione della Ferrovia Circumetnea nella rete statale del 24 aprile 1959 Atti della Camera dei Deputati, III Legislatura
  • Gaetano Calabrese, La costruzione della Circumetnea pp.56-80, in Imprese e capitali stranieri a Catania tra '800 e '900 (PDF), archivi.beniculturali.it.
  • Massimo Inzerilli, A nord dell'Etna, in I treni, nº 227, giugno 2001, pp. 22-28.
  • Massimo Inzerilli, Alle spalle dell'Etna, in I treni, nº 255, gennaio 2004, pp. 24-31.
  • Massimo Inzerilli, Da Adrano a Catania, in I treni, nº 295, luglio-agosto 2007, pp. 12-18.
  • Massimo Inzerilli, La Circumetnea va sottoterra, in I treni, nº 331, novembre 2010, pp. 26-28.
  • Massimo Inzerilli, Ferroviere sotto l'Etna, in I treni, nº 347, aprile 2012, pp. 28-34.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]