Circolo anarchico Ponte della Ghisolfa

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Pietro Valpreda (a sinistra) e Luciano Lanza (a destra) ad una riunione del Ponte.

Il Circolo anarchico Ponte della Ghisolfa (il Ponte) è uno dei più longevi e attivi circoli anarchici d'Italia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fondato il 1º maggio 1968, ebbe come animatore ed attivista più conosciuto il ferroviere Giuseppe Pinelli.

Gli anarchici milanesi non ebbero nel secondo dopoguerra, se non per brevi periodi, una sede propria tanto che, generalmente, le loro riunioni erano ospitate da varie organizzazioni, come ad esempio il PSI. Sin dai suoi primi mesi di vita, il circolo fu inserito nelle lotte operaie e studentesche. In particolare, i primi Comitati unitari di base (CUB) dell'Azienda Trasporti Municipali, organismi di lavoratori che non si riconoscevano nei sindacati perché troppo moderati, si ritrovarono proprio nella sede del "Ponte"[1].

Dopo la strage di Piazza Fontana, il circolo fu protagonista nella campagna a favore della liberazione di Pietro Valpreda, così come in quella volta a dimostrare che la morte di Giuseppe Pinelli, caduto da una finestra della questura di Milano, era un omicidio.

Il Ponte della Ghisolfa è attivo ed impegnato in campo antimilitarista, antiautoritario e per la diffusione di una cultura libertaria.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Schirone, p.6-9.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giampietro Berti, Contro la Storia. Cinquant'anni di anarchismo in Italia (1962-2012), Milano, Biblion, 2016, ISBN 978-88-98490-56-1.
  • Franco Schirone, Il ferroviere di San Siro. Giuseppe Pinelli e la ripresa dell'Unione sindacale italiana a Milano, Milano, Associazione cult. Pietro Gori, 2018.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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