Cinque pezzi facili

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Cinque pezzi facili
Cinque pezzi facili.png
Jack Nicholson in una scena del film
Titolo originaleFive Easy Pieces
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno1970
Durata96 min
Generedrammatico
RegiaBob Rafelson
SoggettoBob Rafelson, Adrien Joyce
SceneggiaturaAdrien Joyce
ProduttoreBob Rafelson, Richard Wechsler
FotografiaLászló Kovács
MontaggioChristopher Holmes, Gerald Shepard
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Cinque pezzi facili (Five Easy Pieces) è un film del 1970 diretto da Bob Rafelson.

Nel 2000 è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.[1]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Bobby è un pianista proveniente da una famiglia benestante, con cui ha da tempo troncato i rapporti poiché la trovava troppo soffocante; da allora trascorre la propria vita alla giornata, ultimamente assieme a Rayette, una ragazza un po' svampita e che lui a volte tratta male. Quando viene a sapere che il padre è gravemente malato, Bobby decide di fare ritorno a casa; ha così modo di intrattenere una breve avventura con la fidanzata del fratello, che però poi se ne pente; il senso di soffocamento riprende così il sopravvento e Robert sente il bisogno di andarsene nuovamente in tutta fretta, ma solo dopo un tentativo di spiegazione col padre paralizzato. Salito su un camion che punta verso il freddo Nord, Bobby abbandona Rayette ad una stazione di benzina, lasciandole portafogli e auto senza dirle niente.

Titolo[modifica | modifica wikitesto]

Il titolo del film si riferisce a un libro di lezioni di piano per principianti.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Nicholson avrebbe voluto Janis Joplin per interpretare l'autostoppista ecologica Palm Apodaca, ma non le fu mai offerto ufficialmente quel ruolo; secondo altre fonti sarebbe stata contattata, ma rifiutò la parte a causa di altri impegni. Karen Black interpreta un personaggio chiamato Rayette Dipesto, nome che nella versione italiana è stato modificato in Rayette DiBiagio. Originariamente quella parte sarebbe dovuta andare a Ellen Burstyn.

Secondo la sceneggiatura originale Catherine avrebbe dovuto essere una donna anziana; fu il regista Rafelson a modificarla in una donna giovane. Tra le candidate c'erano Lauren Hutton e Jeanne Moreau; la parte andò però a Susan Anspach (scritturata originariamente per interpretate Rayette), dopo che Carol Lynley rifiutò la parte. Anche il regista Rafelson compie una breve apparizione alla Hitchcock: è infatti l'uomo che entra nell'ascensore dello studio di registrazione.

Le riprese del film avvennero tra novembre 1969 e gennaio 1970, principalmente in California e nella Columbia Britannica (Canada). Una delle scene più famose è quella nel ristorante lungo la strada: venne realizzata al Denny's Restaurant, al 3652 di Grenwood Drive, sulla Interstatale 5, nei pressi di Eugene (Oregon). Altre scene dell'autostrada vennero girate sulla stessa interstatale, ma nei pressi di Bakersfield, in California. Sempre a Bakersfield fu girata la scena dove Nicholson cammina sul marciapiede mentre tornava a casa, esattamente tra la 19th Street e la L Street.

La scena della casa di famiglia venne realizzata invece a Central Saanich (Columbia Britannica, Canada). Anche altre scene girate nella Columbia Britannica: quella dello sbarco dei traghetti, realizzata a Mill Bay e quella finale su Island Highway a Mt. Sicker Road a Chemainus (North Cowichan, Columbia Britannica). La scena del bowling avvenne invece presso il Cooper's True Value, al 407 di 9th Street, a Taft (California). Altre riprese avvennero a Kern County (California), a Florence e Portland (Oregon), Franklin Park (Illinois), Seattle e Washington.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film venne proiettato al New York Film Festival il 11 settembre 1970; il giorno dopo venne distribuito nelle sale americane. In Italia venne distribuito il 28 maggio 1971.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Riferimenti in altre opere[modifica | modifica wikitesto]

Al titolo di questo film si è ispirato Claudio Lolli per il suo album Nove pezzi facili del 1992.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Librarian of Congress Names 25 More Films to National Film Registry, Library of Congress, 27 dicembre 2000. URL consultato il 6 gennaio 2012.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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