Cinema in Sicilia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

1leftarrow blue.svgVoce principale: Sicilia.

Luchino Visconti e Burt Lancaster sul set esterno de Il Gattopardo (1963), in piazza Croce dei Vespri, Palermo.

Il cinema si interessa della Sicilia perché la Sicilia è cinema.” — Leonardo Sciascia

Vi sono luoghi naturaliter cinematografici. I quali invitano, quando non obbligano, la macchina da presa a cercarli, inseguirli e possederli. Luoghi che per una felice alleanza di suggestioni audiovisive, socio-storiche, antropologiche, costituiscono già di per sé scenografie e sceneggiature bell’e fatte.” — Gesualdo Bufalino

La storia del cinema in Sicilia inizia già nei primi anni del XIX secolo con l'arrivo del cinematografo dei fratelli Lumière (il più noto e diffuso poi nel mondo) nell'aprile del 1897 al Teatro Garibaldi di Palermo, a distanza di poco più di un anno dalla prima proiezione cinematografica pubblica al Grand Café del Boulevard des Capucines di Parigi, il 28 dicembre 1895. Lo sviluppo e l'espansione, nel tempo, hanno registrato opere cinematografiche, case di produzione e cineasti di rilievo. Nel corso dei decenni inoltre l'Isola, con le sue città grandi e piccole, i suoi paesaggi e i suoi numerosissimi letterati, ha fornito le basi per molti ed importanti set cinematografici.

Secondo IMDb (International Movie Database), sono più di duemila i titoli girati in Sicilia (inclusi i film a soggetto, i documentari e le pellicole ispirate dalle opere letterarie dei prolifici autori siciliani). Escludendo il Lazio, che comprende Roma, quindi Cinecittà e i molti altri stabilimenti cinematografici, la Sicilia è la Regione italiana più prolifica e fertile per numero di set cinematografici, per un film intero o solo per una scena. Questo, nei decenni, ne ha determinato la nascita di un linguaggio e gusto specifici che caratterizzano il profilo dell'opera cinematografica stessa. L'alternarsi di Case di produzioni cinematografiche italiane e straniere che scelgono la Sicilia come set per i propri lungometraggi e serie TV è in continuo dinamismo.

Case di produzione[modifica | modifica wikitesto]

Particolare dell'atto costitutivo della Lucarelli Film di Palermo, prima casa di produzione siciliana.

Prima il chinetoscopio di Edison (1º giugno 1895), e a seguire il kinetrografo e il kinematografo, a Palermo avverranno le prime rappresentazioni sullo schermo dell'Isola. Nel 1905 sorge a Palermo la Lucarelli Film, la prima casa di produzione siciliana fondata da Raffaello Lucarelli e consorziata con la francese Pathé, che durante la sua attività produsse sedici film a soggetto sino alla metà degli anni Venti del Novecento. Contestualmente, la prima sala cinematografica siciliana è l'Edison Saal, ufficialmente fondata dallo stesso Lucarelli nell'ottobre del 1905. Nel capoluogo siciliano furono fondate al contempo la Azzurri Film da Paolo Azzurri, e la Lumen Film, Casa italo-elvetica, da Albert Roth-de-Markus, alle quali si aggiunsero la Gloria-Sicula e la Dore Film.

Palermo è stata, ed è a tutt'oggi, la città-set siciliana più prolifica con ben 165 film a soggetto (esclusi i documentari) girati nel solo Novecento, contesa nello scorso secolo dai più grandi cineasti italiani, quali Alessandro Blasetti, Pietro Germi, Luchino Visconti, Roberto Rossellini, Paolo e Vittorio Taviani, Francesco Rosi, Vittorio De Sica, Michelangelo Antonioni, Pier Paolo Pasolini, Alberto Lattuada, Franco Zeffirelli, Marco Ferreri, Damiano Damiani, Pasquale Squitieri, Giuseppe Patroni Griffi, Giuseppe Tornatore, etc., così come stranieri, come Charles Krauss, William Weighley, Jean-Paul Le Chanois, Jim O’Connolly, Martin Ritt, Richard Fleischer, Klaus Maria Brandauer, Anthony Minghella, Francis Ford Coppola, Werner Herzog, Michael Cimino, Wim Wenders, etc.

Nel 1913 fu costituita a Catania dal commediografo Nino Martoglio una Morgana Film (da non confondere con una società romana, soltanto omonima, per la quale nel 1914 lavorò lo stesso Martoglio), ma di essa non si conoscono film prodotti[1]. Ancora a Catania, il 31 dicembre dello stesso anno nacque la Etna Film con direttore artistico Giuseppe De Liguoro che restò in attività sino alla metà del 1915 realizzando una decina di film. Nella città etnea nacquero tra il 1914 e il 1916 altre piccole case produttrici come la Jonio Film, la Sicula Film e la Katana Film, ma ebbero tutte scarsa durata e poca produzione. Nel 1919 sorge a Cefalù la Cephaledia Film, che però, nonostante si avvalga della distribuzione U.C.I., produrrà solo due film[2].

Pubblicità della "Etna Film" di Catania pubblicata sul periodico Vita cinematografica di Torino, dicembre 1914

Nel 1914 sorse a Palermo la Scuola di Recitazione per Attori Cinematografici fondata ancora da Paolo Azzurri. Sempre a Palermo, la Lucarelli Film diventa: Industrie Cinematografiche Lucarelli. Nel 1945 viene fondata dai fratelli Gorgone la Sicania Film che muta denominazione in Organizzazione Filmistica Siciliana (O.F.S.), che produce tre film: Malacarne, I cavalieri dalle maschere nere (I Beati Paoli) e Il principe ribelle, tutti del regista Pino Mercanti, sorretta finanziariamente dal Banco di Sicilia fino al 1948, anno in cui fu dismessa.[3]

Altra casa di produzione palermitana fu la Panaria Film, fondata nella seconda metà degli anni quaranta dal nobile Francesco Alliata di Villafranca con Pietro Moncada di Paternò, Renzo Avanzo e Fosco Maraini. Dopo alcuni cortometraggi subacquei, in 35 mm, nelle isole Eolie (i primi girati in Italia) produsse Vulcano con Anna Magnani e La carrozza d'oro di Jean Renoir. Chiuse oberata dai debiti nel 1956.

All'inizio degli anni Cinquanta un gruppo di intellettuali messinesi diede vita alla Faro Film, che, dopo aver edito diversi documentari, produsse il suo primo film con Il cappotto di Lattuada. Dopo il successo, anche internazionale, di questa prima pellicola, la "Faro" realizzò solo altri quattro film di assai minore rilevanza[4]

Nel 1971 nasceva a Palermo la Cooperativa Lavoratori del Cinema e del Teatro (C.L.C.T.) per iniziativa di alcuni tecnici del cinema che avevano lavorato sul set dell'ultimo film diretto da Pino Mercanti, The Underground. la cooperativa, di cui nel 1978 divenne presidente Giuseppe Tornatore, produsse 4 film: Cento giorni a Palermo (1983), di Giuseppe Ferrara, Disamistade (1988), di Gianfranco Cabiddu, Diario senza date (1995) di Roberto Andò e Il Buma (2002), di Giovanni Massa. La cooperativa è stata attiva anche nel settore della produzione di documentari e dell'organizzazione di festival e rassegne. È stata sciolta nel 2007, ma la produzione è continuata con la fondazione, da parte di alcuni dei soci della C.L.C.T., della società Ferribotte film.

In tempi recenti si possono ricordare la società cooperativa di produzione cinematografica Arbash film, fondata nel 1989 ad Aliminusa in provincia di Palermo, dal regista Pasquale Scimeca. A Bagheria ad opera dei fratelli Tornatore nasce la Sciarlò che ha prodotto Lo schermo a tre punte, Il dolce e l'amaro, Due amici e Il manoscritto del Principe di Roberto Andò e coprodotto La leggenda del pianista sull'oceano. Dal 2005 Maria Grazia Cucinotta produce film con la casa Italian Dreams Factory, come Viola di mare e L'imbroglio nel lenzuolo. Infine la Regione Siciliana ha messo in campo nel 2008 Cinesicilia, che ha coprodotto tra gli altri Malavoglia di Scimeca e Terraferma di Emanuele Crialese.

I film girati[modifica | modifica wikitesto]

Paolo Azzurri, fondatore dell'omonima scuola attoriale, fondata a Palermo nel 1914, in copertina di Teatro ed Arte, Palermo, gennaio 1915.

I pionieri del cinema muto in Sicilia furono prima Raffaello Lucarelli che fondò la Lucarelli Film a Palermo nel 1905, avvalendosi di un vivaio attoriale reclutato stabilmente per le prime opere, tra i quali Edmondo Barbieri, Egloge Nissim, Maria Malvica, Leo Bonfante, Mary Valery, ecc. Nel capoluogo siciliano furono fondate contestualmente la Azzurri Film da Paolo Azzurri, creatore anche della prima accademia attoriale siciliana.

La compagnia dell'attore catanese Giovanni Grasso, composta fra gli altri da Virginia Balistrieri, Giacinta Pezzana e Totò Majorana e gli scrittori Nino Martoglio e Giovanni Verga che ad inizio XX secolo realizzarono una serie di corti e medio-metraggi. Luigi Pirandello invece, seguì con interesse l'evolversi della cinematografia partecipando tra il 1929 ed il 1936, alle sceneggiature di alcuni film, ad iniziare da La canzone dell'amore, primo film sonoro realizzato in Italia nel 1930.

I film in bianco e nero interpretati negli anni trenta da Angelo Musco e dal suo gruppo teatrale furono tra i primi lungometraggi girati in Sicilia e sono da considerarsi l'anello di congiunzione fra il teatro dialettale siciliano ed il cinema. Altri importanti film girati in Sicilia negli anni Trenta sono 1860 di Alessandro Blasetti (1934), Casta Diva di Carmine Gallone (1935) e Carmela di Calzavara.

Nei primi anni del dopo guerra fra i vari film girati sull'isola merita una menzione particolare la pellicola neorealista La terra trema di Luchino Visconti, una libera reinterpretazione del romanzo I Malavoglia di Verga del 1947. Sul set Visconti scritturò gli stessi pescatori di Acitrezza invece di attori professionisti. Visconti torna in Sicilia negli anni sessanta per realizzare Il Gattopardo (tratto dalla omonima opera di Giuseppe Tomasi di Lampedusa) con un cast d'eccezione: Claudia Cardinale, Alain Delon e Burt Lancaster.

La Sicilia è anche in tutto o in parte al centro della "trilogia" dedicata da Zampa all'Italia del dopoguerra (Anni difficili nel 1948, Anni facili nel 1953 e L'arte di arrangiarsi nel 1954) nella quale in regista romano si avvale della collaborazione di Vitaliano Brancati, la cui vena sarcastica comporterà per quei film molti problemi con la censura del tempo[5].

Nel 1950 nelle Eolie si sviluppa il confronto a distanza tra Ingrid Bergman che interpreta, diretta da Rossellini Stromboli (Terra di Dio), ed Anna Magnani che risponde con Vulcano, affidandone la regia a Dieterle, in un contrasto sia cinematografico che personale. Le stesse isole (oltre a Noto) fanno da sfondo, dieci anni dopo, al primo film della trilogia "esistenziale" di Antonioni, L'avventura.

La trasposizione sul grande schermo del ricchissimo patrimonio letterario siciliano interessò opere di molti scrittori. Vennero realizzati film tratti da opere di Leonardo Sciascia, Luigi Capuana, Federico De Roberto, Ercole Patti, Elio Vittorini, Gesualdo Bufalino e Luigi Pirandello. Particolarmente importanti le trasposizioni sul grande schermo derivate da opere di Sciascia: A ciascuno il suo, Il giorno della civetta ed il recente Il consiglio d'Egitto solo per citarne alcuni. Da Pirandello nel 1984 i fratelli Taviani realizzarono il film Kaos.

Secondo alcuni critici[quali ?, manca riferimento] sono gli stessi siciliani a prestarsi alla finzione cinematografica e per molti versi rimarcano quelli che sono i tradizionali stereotipi con cui vengono identificati gli italiani in genere. Di sicuro alcuni tratti caratteriali degli isolani insieme ad alcune ambientazioni hanno fornito naturali sceneggiature di facile adattamento cinematografico e di sicuro successo come Divorzio all'italiana ed il film della Wertmuller Mimì metallurgico ferito nell'onore.

Il regista Pier Paolo Pasolini girò alcune scene di Il Vangelo secondo Matteo, Teorema, Porcile ed I racconti di Canterbury alle pendici dell'Etna e a Catania. Anche alcune scene del suo film-documento Comizi d'amore furono girate in Sicilia.

Inoltre, vanno ricordati i numerosi "Spaghetti-western" girati sia dal maestro del cinema Sergio Leone che dai dissacranti Franco e Ciccio, che spesso preferivano i paesaggi aridi e rocciosi della Sicilia interna.

Mafia[modifica | modifica wikitesto]

Il cadavere di Salvatore Giuliano nell'omonimo film di Francesco Rosi, girato alle porte di Palermo.

Parlando del cinema in Sicilia vengono subito in mente la fiction per la televisione la piovra, la saga de Il padrino e i gangster. L'italo-americano Mario Puzo, autore de Il padrino (The Godfather) di Francis Ford Coppola ha fornito il soggetto per la famosa saga di don Corleone, girando alcune scene in Sicilia, in realtà portata sullo schermo in maniera incompleta senza il quarto ed ultimo episodio finale.

Salvatore Giuliano è stato sicuramente il personaggio storico siciliano a cui il cinema ha dato maggiore risalto. Probabilmente il film di maggiore rigore fu Salvatore Giuliano (1961) di Francesco Rosi, girato ed ambientato dove effettivamente visse il personaggio fra Montelepre e Castelvetrano. La figura di Giuliano fu in altri casi romanzata come ne Il Siciliano di Michael Cimino, tratto sempre da un'opera di Puzo e girato a Caltabellotta, in provincia di Agrigento.

Franco Nero e Serge Reggiani in viale della Libertà a Palermo, sul set de Il giorno della civetta (1968), diretto da Damiano Damiani e tratto dall'omonimo romanzo di Sciascia.

In Segreti di Stato (regia di Paolo Benvenuti, 2003), la figura dell'uomo di Montelepre e le sue responsabilità nella triste strage di Portella della Ginestra viene analizzata in maniera inedita. Tuttavia un posto di rilievo merita anche la filmografia dedicata alla lotta alla mafia; dalle biografie di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Rosario Livatino, Placido Rizzotto e Peppino Impastato sono stati tratti diversi film.

Lista di film sulla mafia ambientati in Sicilia (parziale)[modifica | modifica wikitesto]

Il grande volume illustrato Luci sulla città - Palermo nel cinema dalle origini al 2000 che include la storia cinematografica del capoluogo siciliano nel Novecento.

Il cinema dei siculo-americani[modifica | modifica wikitesto]

Un grosso contributo al cinema isolano deriva dalle opere svolte da figli di emigranti di origine siciliana o del meridione d'Italia. Frank Capra, Francis Ford Coppola (di origine lucana) e la figlia Sofia, Michael Cimino, e lo scrittore Mario Puzo pur se di origine campana. Inoltre sono, tra gli altri, di chiare origini siciliane gli attori: Al Pacino, Steve Buscemi, Nicolas Cage (in realtà Nicholas Kim Coppola), Ray Liotta, John Turturro, John Travolta, Vincent Schiavelli (ritornato negli ultimi anni in Sicilia).

Attori[modifica | modifica wikitesto]

Franco Franchi e Ciccio Ingrassia sono oramai definiti da larga parte della critica come un cult ed oggi la regione vanta numerosi altri artisti. Gli attori sono distinti da taluni in catanesi e palermitani a seconda delle scuole di provenienza. I primi, soprattutto furono legati alle figure di Turi Ferro, Umberto Spadaro e Salvo Randone (quest'ultimo siracusano) veri e propri talenti teatrali, prima che cinematografici sino a ieri.

Da quella scuola provengono artisti affermati come Leo Gullotta, Aldo Puglisi, Pippo Pattavina, Tuccio Musumeci, Gilberto Idonea, Litterio Guarnieri, Daniela Rocca ed emergenti come Donatella Finocchiaro, Tiziana Lodato, Francesco Giuffrida e David Coco.

Fra i palermitani forse manca un caposcuola, ma oggi da quel filone provengono alcune importanti attori come Niccolò Accursio Di Leo, Pino Caruso, Lando Buzzanca, Tony Sperandeo, Giovanni Alamia, Paride Benassai, Lollo Franco, Luigi Burruano e attrici come Aurora Quattrocchi e Isabella Ragonese. Artisti trasversali rispetto a queste due scuole sono oggi i messinesi Nino Frassica, Ninni Bruschetta e Maria Grazia Cucinotta, l'augustano Giuseppe Fiorello gli acesi Antonio Catania e Miriam Leone.

Numerosi sono gli attori siciliani formati, a partire dagli anni ‘90, dalle “Accademie” romane: Enrico Lo Verso, Luigi Lo Cascio, Paolo Briguglia, Fabrizio Romano, Claudio Gioè, Francesco Scianna, Manuela Spartà, Marco Iannitello, Alessio Vassallo e Miriam Dalmazio.

Ma il cinema in Sicilia fu anche fatto da artisti che partiti da modesti palcoscenici popolari (magari dialettali), con semplicità ed ironia arrivarono alla ribalta nazionale come Franco e Ciccio ieri e Ficarra e Picone oggi, e la compagnia teatrale di Angelo Musco e Rosina Anselmi, del pioniere catanese Giovanni Grasso la cui attività forse merita una rivalutazione artistica.

Registi[modifica | modifica wikitesto]

Oggi il cinema è affidato ad affermati registi siciliani, come il premio Oscar Giuseppe Tornatore, e poi Pasquale Scimeca, Aurelio Grimaldi, Marco Amenta, Roberto Andò, Emanuele Crialese, Pif, Luca Guadagnino e Daniele Gangemi, ma anche a registi alternativi come Ciprì e Maresco. E a Roberta Torre, siciliana d'adozione. Fra i registi con esperienze televisive si ricordi Beppe Cino e Giovanni Virgilio. Tra i documentaristi Costanza Quatriglio e una siciliana d'adozione come Giovanna Taviani. A Palermo da alcuni anni vi è la sezione "documentario" per giovani registi del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Da non dimenticare la produzione del regista Vittorio De Seta, così come quella di Pino Mercanti, Vittorio Sala, Basilio Franchina e Franco Indovina, palermitani di nascita.

Fiction e soap[modifica | modifica wikitesto]

Quando la odierna fiction veniva ancora chiamata più semplicemente sceneggiato, il commissario Corrado Cattani (interpretato da Michele Placido) ne La piovra faceva il pienone di telespettatori italiani ogni sera, indifferentemente che si trattasse di episodi in prima visione o di repliche. Tale successo renderà La piovra la fiction più seguita di tutti i tempi.

In tempi successivi, dalla mafia l'interesse si è spostato verso l'astuto "commissario Montalbano" e i suoi enigmi siciliani, mirabilmente tratti dall'omonima opera di Andrea Camilleri.

Per la telenovela (oggi soap opera) viceversa la Sicilia è stato solo un mercato di consumo, dagli alti ascolti e senza produzioni locali. Solo di recente è stata costituita una società che attraverso la realizzazione di un centro di produzione cinematografico nei pressi di Termini Imerese ha prodotto la soap Agrodolce. Altre fiction girate in Sicilia sono Il segreto dell'acqua, e Squadra antimafia - Palermo oggi.

cerimonia di premiazione al Taormina Film Fest del 2003

Eventi cinematografici[modifica | modifica wikitesto]

L'evento cinematografico di maggiore rilevanza in Sicilia (storica e di livello internazionale) è il Taormina Film Festival, che annualmente si tiene fin dal 1955 nella città di Taormina.

Altri festival e rassegne si tengono in diverse località, fra questi:

Nelle Eolie dal 2007 si svolge il festival internazionale del documentario narrativo SalinaDocFest. A Siracusa dal 2009 si svolge un Festival sui collegamenti tematici tra Le arti visive e la Responsabilità sociale: l'ARES Film e Media Festival[7]. Nel 2008 nasce il MizzicaFILM Festival, un festival sui generis e itinerante dove si vince una stretta di mano[8]. Nasce nel 2011 il primo festival internazionale di cinema LGBT e nuove visioni del Mediterraneo[9], il Sicilia Queer Filmfest[10], che si svolge a Palermo nel mese di giugno. Dal 2010 a Floridia è presente il Floridia Film Fest, evento che rivaluta il cinema italiano di serie b.L'unica scuola di cinema che forma i registi del documentario è quella del Centro Sperimentale di Cinematografia che ha la sua unica sede nel sud Italia a Palermo, ai cantieri culturali della Zisa, padiglione 4. È diretta dalla regista Costanza Quatriglio.

Archivi e cineteche[modifica | modifica wikitesto]

Una Lanterna Magica Praestantia Riley Bros. Ltd. (Regno Unito, 1898) del patrimonio cinetecario di ASCinema - Archivio Siciliano del Cinema.

A Palermo ha sede ASCinema - Archivio Siciliano del Cinema, istituzione archivistica Onlus finalizzata alla promozione della storia e della cultura cinematografica, dichiarata nel 2020 Bene culturale "d'interesse storico particolarmente importante" dal Ministero della Cultura (MIC). La copiosa produzione editoriale che si sviluppa relativamente al cinema siciliano, include le primogeniture dei volumi Il cinema in Sicilia, di Eugenio Bonanno e stampato dalla storica Casa editrice Flaccovio nel 1953 e La Sicilia nel cinema di Mario Palumbo per Edizioni Sicilia Domani, 1963, entrambi stampati a Palermo e conservati nella ricca biblioteca di ASCinema.

Elenco cronologico (parziale)[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di film ambientati totalmente o con alcune riprese in Sicilia. Palermo, il capoluogo isolano si conferma il set principale della Sicilia, però importanti film sono stati girati anche nel catanese, nel trapanese e fra Ragusa e provincia.

Legenda contrassegni:
(*) fiction
(**) documentario

Dal muto al 1960[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1961 al 1979[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1980 al 1999[modifica | modifica wikitesto]

Franco e Ciccio ne «La Giara» episodio del film Kaos (1984)

Dal 2000[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2010[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2020[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cfr. Aldo Bernardini, Le imprese di produzione del cinema muto italiano, Bologna, Persiani, 2015.
  2. ^ Bernardini, cit, p.319.
  3. ^ Girare in Sicilia dalla Sicania Film all'Organizzazione Filmistica Siciliana - alla ricerca di luchino visconti, su ricercavisconti.wordpress.com. URL consultato il 30 aprile 2019 (archiviato dall'url originale il 30 marzo 2017).
  4. ^ Le città del cinema, Roma, Napoleone, 1979, p.448.
  5. ^ Cfr. Alberto Pezzotta, Ridere civilmente; il cinema di Luigi Zampa, Bologna, Cineteca, 2012.
  6. ^ Ansa.it - Al via MigrArti Film Fest
  7. ^ Ares Film Festival
  8. ^ MizzicaFILM | Il sito dell'associazione culturale MizzicaFILM e dell'omonimo Festival
  9. ^ ISSUU - Sicilia Queer filmfest 2011 by Sicilia Queer
  10. ^ Sicilia queer film fest

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Eugenio Bonanno, Il cinema in Sicilia, Flaccovio, 1953
  • Nino Genovese - Sebastiano Gesù (a cura di), La musa inquietante di Pirandello: il Cinema (2 tomi), Bonanno editore, Acireale (stampato a Palermo), 1990
  • Nino Genovese - Sebastiano Gesù, E venne il cinematografo - Le origini del cinema in Sicilia, Giuseppe Maimone Editore, Catania 1995
  • Nino Genovese - Sebastiano Gesù (a cura di), Verga e il cinema, Giuseppe Maimone Editore, Catania 1996
  • Nino Genovese - Sebastiano Gesù, Vittorini e il cinema, Emanuele Romeo Editore, Siracusa 1997
  • Nino Genovese - TaorminaCinquanta - Storia della Rassegna Cinematografica 1955-2004, Edizioni "Taormina Arte", 2004
  • Nino Genovese (a cura di), Omaggio a Michelangelo Antonioni - Messina nella sua Avventura, Edizioni DAF, Messina 2007
  • Nino Genovese, L'Orfanella di Messina - Cinema e terremoto (con DVD del film), Edizioni DAF, Messina 2008
  • Nino Genovese, Febo Mari (regista ed attore cinematografico siciliano), Edizioni Papageno, Palermo 1998
  • Carmelo Franco, F. P. Di Fresco, Cinema di mafia, Serradifalco Editore, 2009
  • Franco La Magna, Vi ravviso, o luoghi ameni. Vincenzo Bellini nel cinema e nella televisione, introduzione di Ermanno Comuzio, Città del Sole Edizioni, Reggio Calabria, 2007, ISBN 978-88-7351-120-5
  • Franco La Magna, Lo schermo trema. Letteratura siciliana e cinema, introduzione di Lorenzo Ventavoli, Città del Sole Edizioni, Reggio Calabria, 2010, ISBN 978-88-7351-353-7
  • Franco La Magna, La Sfinge dello Jonio. Catania nel cinema muto (1896-1930), appendice di Roberto Lanzafame, prefazione di Aldo Bernardini, nota introduttiva di Fernando Gioviale, Algra Editore, Viagrande (Catania), 2016, ISBN 978-88-9341-032-8
  • Franco La Magna, Dai Corsari ai Viceré. Acireale nel cinema dalle origini a oggi , introduzione di Mino Argentieri, Algra Editore, Viagrande (Catania), 2019, ISBN 978-88-9341-314-5
  • Antonio La Torre Giordano (a cura di e con), Luci sulla città. Palermo nel cinema dalle origini al 2000, prologo di Goffredo Fofi, Edizioni Lussografica, 2021, ISBN 978-88-8243-518-9
  • Antonio La Torre Giordano, Cinema protogiallo italiano. Da Torino alla Sicilia, la nascita di un genere (1905-1963), Edizioni Lussografica, 2022, ISBN 978-8-8824-3545-5
  • Francesco Ortisi, Siracusa, si gira! Viaggio nei luoghi cinematografici del territorio aretuseo, prefazione di Lina Wertmüller, Emanuele Romeo Editore, Siracusa, 2000
  • Ninni Panzera (a cura di), Il cinema sopra Taormina, Edizione La Zattera dell'Arte, Messina 2012
  • Ninni Panzera (a cura di), L'isola di Tornatore, Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo 2010
  • Sicilia, guida ai luoghi del cinema, (a cura di Cinesicilia), 2009, Giunti, ISBN 9788809748897

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]