Cimo

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Cimo
frazione
Cimo – Stemma
Localizzazione
Stato Svizzera Svizzera
Cantone Flag of Canton of Tessin.svg Ticino
Distretto Lugano
Comune Bioggio
Territorio
Coordinate 46°00′20″N 8°53′30″E / 46.005556°N 8.891667°E46.005556; 8.891667 (Cimo)Coordinate: 46°00′20″N 8°53′30″E / 46.005556°N 8.891667°E46.005556; 8.891667 (Cimo)
Altitudine 557 m s.l.m.
Superficie 0,88 km²
Abitanti 209 (2000)
Densità 237,5 ab./km²
Altre informazioni
Lingue Italiano
Cod. postale 6992
Prefisso 091
Fuso orario UTC+1
Cartografia
Mappa di localizzazione: Svizzera
Cimo
Cimo
Cimo – Mappa

1leftarrow blue.svgVoce principale: Bioggio.

Cimo[1] è un ex comune del Canton Ticino. Il 4 aprile 2004 si è aggregato agli ex comuni di Bioggio e Bosco Luganese.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il villaggio risale almeno al 1335.

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma reca un giglio e una spada che sono gli attributi dei santi Michele e Giuseppe, che sono anche protettori dell'antico oratorio ancora oggi dedicato a San Giuseppe. Poiché le assemblee patriziali erano tenute sul piazzale davanti alla cappella o anche nello stesso oratorio, si è voluto ricordare questa cosa con lo stemma[2].

Il patriziato[modifica | modifica wikitesto]

Ogni famiglia originaria del luogo fa parte del cosiddetto comune patriziale ed ha la responsabilità della manutenzione di ogni bene ricadente all'interno dei confini del comune.[3]

L'ufficio patriziale rieletto il 26 aprile 2009 è presieduto da Aldo Alberti.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti-Cimo (fino all'aggregazione in Bioggio)

Personalità[modifica | modifica wikitesto]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Virgilio Gilardoni, Il Romanico. Catalogo dei monumenti nella Repubblica e Cantone del Ticino, La Vesconta, Casagrande S.A., Bellinzona 1967, 300.
  • Adolfo Caldelari, Arte e Storia nel Ticino, ETT, Locarno 1975, 119.
  • Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980, 242.
  • Plinio Grossi, Il Malcantone, riedizione della Guida Galli-Tamburini, Fontana Print S. A. Pregassona 1984, 146.
  • Giovan Maria Staffieri, "Cimo", in Malcantone. Testimonianze culturali nei comuni malcantonesi, Lugano-Agno 1985, 100, 101.
  • Flavio Maggi, Patriziati e patrizi ticinesi, Pramo Edizioni, Viganello 1997.
  • AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 399.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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