Cimiteri di guerra dell'Altopiano dei Sette Comuni

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Cimiteri di guerra dell'Altopiano dei Sette Comuni
Tipo militare
Confessione religiosa mista
Ubicazione
Stato Italia Italia
Luogo Altopiano dei Sette Comuni
Costruzione
Periodo costruzione 1915-1918
Note n. salme 49.524

I cimiteri di guerra dell'Altopiano dei Sette Comuni sono dei cimiteri militari presenti sull'altopiano di Asiago risalenti alla prima guerra mondiale.

Storia[modifica | modifica sorgente]

« ...E dopo diciannove giorni di lotta estremamente cruenta, tutto ritornò come prima. Soltanto i cimiteri diventarono più grandi: quelli italiani del Vallone dell'Agnelizza, di Malga Moline, di Grotta del Lago, di Monte Zebio e quelli austriaci di Monte Rotondo, di Monte Mosciagh, di Galmarara, di Busa della Pesa, del Cuvolin e di Monte Campigoletti[1]»

Durante la Grande Guerra l'altopiano vicentino si trovava lungo la linea di fronte e numerosissimi erano i cimiteri spontanei sparsi sul territorio che raccoglievano le spoglie delle migliaia di soldati caduti durante quattro anni di aspri combattimenti avvenuti in questo territorio.

Alla fine delle ostilità, tra il 1919 ed il 1920, l'"ufficio centrale per la cura e le onoranze alle salme dei caduti in guerra", con sede ad Udine, coordinerà le operazioni per l'inumazione e il riordino delle salme sparse nei vari cimiteri con l'obiettivo di collocarle in cimiteri più grandi e di più facile accesso. Dopo una fase censuaria si conteranno sull'altopiano, nel 1923, 38 cimiteri di guerra (oltre a 3 cimiteri civili che avevano un settore militare) sui 349 presenti sull'intero arco del fronte.

Di questi 41 cimiteri, 18 verranno costruiti ex novo, mentre altri 23 rimarranno i cimiteri che erano, anche se durante gli anni 8 cimiteri austroungarici su 15 verranno trasferiti in un unico cimitero presso l'abitato di Gallio. Rimarranno comunque divisi in settori con al centro ognuno il proprio monumento del cimitero d'origine. Il totale dei caduti sparsi nei 41 cimiteri sarà di 49.524 soldati.

Nel 1932 però, durante il periodo fascista, iniziò la costruzione del grande sacrario militare di Asiago con l'intenzione di raccogliere in un unico monumento-ossario tutte le salme italiane presenti nei vari cimiteri. A lavori ultimati, nel 1938, le salme furono lì trasferite. Rimasero in funzione quindi solo 5 cimiteri militari inglesi e numerosi cimiteri austroungarici (quello di Gallio arriverà nel tempo a contenere oltre 12.000 salme).

Alla fine degli anni sessanta, quando i cimiteri militari austroungarici erano diventati 8, si concordò con l'Austria il trasferimento anche di tutte le salme austroungariche nel sacrario di Asiago. Gli austriaci chiesero però che 5 degli 8 cimiteri (quelli presenti sul Monte Mosciagh) potessero rimanere dov'erano.

Anche i soldati di altre nazionalità vennero trasferiti al sacrario del Leiten (tranne le salme dei soldati francesi, trasferite in Francia), solo i 5 cimiteri inglesi continuavano a contenere le spoglie dei soldati del Commonwealth.

Ad oggi rimangono quindi attivi sull'Altopiano dei Sette Comuni solo i 5 cimiteri militari inglesi (visitati peraltro nel maggio del 1923 dal Re del Regno Unito e Imperatore d'India Giorgio V e dalla Regina consorte Victoria Mary di Teck) ed i cimiteri austriaci del Monte Mosciagh; esistono tuttavia sparsi sul territorio anche alcuni vecchi cimiteri italiani ed austroungarici che nel tempo sono stati ricostruiti o sistemati (come quelli della Brigata Sassari sul Monte Zebio).

I 41 cimiteri[modifica | modifica sorgente]

Di seguito l'elenco dei 41 cimiteri (località e intitolazione, qualora prevista) e numero di salme italiane, inglesi, francesi ed austroungariche in essi contenuti.

Cimitero Salme
italiane inglesi francesi austroungariche
Asiago - Generale Euclide Turba 1.158 - - 1.870
Barenthal - British Cemetery - 125 - -
Bivio Mandrielle - - - 500
Boscon - British Cemetery - 146 - -
Campiello - Maggiore Edoardo Ricchiardi 477 - - 251
Campo Gallina - - - 250
Campomulo N.1 - - - 1.158
Campomulo N.2 - - - 342
Campo Rosà N.1 1.304 - - 581
Campo Rosà N.2 - - - 379
Camporovere - Capitano maggiore Giuseppe Pintus 825 - - 726
Canove - Fraternità d'Armi 336 - - 816
Cavalletto - British Cemetery - 100 - -
Conco - Capitano Mario Colonna 2.064 - 280 -
Covolin (Cima XII) - - - 900
Enego 482 - - 447
Enego - Cimitero civile 290 - - -
Fontanelle di Conco 190 - - -
Foza - Tenente Giuseppe Mancini 1.074 - - 1.596
Gallio - Di qui non si passa 5.000 - - 800
Gallio - Generale Marcello Prestinari 1.400 - - 2.811
Gallio - Tenente Guido Maifreni 1.632 - - 1.076
Ghertele 10 - - 780
Granezza - British Cemetery - 142 - -
Lémerle - Capitano Antonio Brandi 332 - - 1.576
Magnaboschi - Maggiore Umberto Orso 1.739 - - 596
Magnaboschi - British Cemetery - 183 - -
Malga Portule - - - 180
Marcesina - Tenente Raffaele Stasi 1.270 - - 1.086
Mosciagh N.1 - - - 289
Mosciagh N.2 - - - 853
Mosciagh N.3 - - - 209
Monte Campigoletti 400 - - 23
Passo dell'Agnella (Ortigara) 1.393 - - 29
Rotzo 825 - - 726
Rotzo - Cimitero civile 50 - - -
Vezzena - Santa Zita 222 - - 576
Stoccareddo - Caporale Roberto Sarfatti 824 - - 1.304
Termine 15 - - 985
Treschè Conca - Sottotenente Carlo Stuparich 161 - - 65
Val di Nos 1.646 - - 485
TOTALE 24.294 696 280 24.254
49.524

Altri cimiteri[modifica | modifica sorgente]

I 41 cimiteri non raccoglievano le salme di tutti i caduti sull'Altopiano durante la Grande Guerra, ma solo una parte. Esistevano infatti altri cimiteri non raccolti nella precedente lista da parte dell'Ufficio Centrale per la cura e le onoranze alle salme dei caduti in guerra (come il Cimitero militare monumentale di Arsiero). Altri cimiteri non vennero catalogati in quanto di dimensioni più contenute, a volte poi, singoli soldati venivano sepolti in luoghi isolati. Inoltre, i soli dispersi sull'Altopiano, tra italiani e austroungarici, sono ancora migliaia. Nella sola battaglia dell'Ortigara furono 4.500 (tra dispersi e prigionieri); nella Strafexpedition oltre 82.500[2][3]. Non a caso ancora oggi, a 100 anni dalla fine delle ostilità, vengono saltuariamente scoperti i resti di salme di soldati ignoti, in taluni casi vengono scoperti cimiteri di guerra non segnati sulle cartografie ufficiali, come il caso del cimitero del 3º Reggimento Schützen scoperto nell'estate 2012 appena a nord di Asiago[2].

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ tratto dal volume Parole sulle pietre. La Grande Guerra sull'Altipiano di Asiago di Mario Rigoni Stern e Antonio Chiesa.
  2. ^ a b Scoperte tombe austroungariche. URL consultato il 27-08-2012.
  3. ^ Dati relativi al periodo 15 maggio - 31 luglio 1916, forniti dal Diario della Prima Armata in "1916. Le montagne scottano", di Gianni Pieropan, ed. Tamari editori, Bologna, 1968, pag. 214
  4. ^ traduzione: Voi valorosi compagni, che qui riposate solitari, siate ringraziati per le vostre azioni, per il vostro coraggio eroico! Fedeli al vostro giuramento, avete combattuto con mano ardita per la nostra Madre Patria fino alla morte - Gli Jäger del Settimo riconoscenti
  5. ^ traduzione: Qui riposano coloro che combatterono con coraggio eroico nella battaglia del monte Campigoletti del k.u.k. Feldjägerbatallions N.7 - Anno Domini 1916

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Claudio Rigon. Passato - presente. Sulle orme di C.D. Bonomo, fotografo: i cimiteri di guerra dell'Altipiano, Galla 1880 Libreria Editrice, Vicenza, 2006
  • Mario Rigoni Stern e Antonio Chiesa. Parole sulle pietre. La Grande Guerra sull'Altipiano di Asiago, Accademia Olimpica, Vicenza, 2005

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]