Cibernetica

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« I molti automi dell'epoca presente sono collegati al mondo esterno sia per quanto riguarda la ricezione di impressioni che per l'esecuzione di azioni. (....) Non è affatto miracoloso che possano essere trattati in un'unica teoria assieme con i meccanismi della fisiologia. (....) In effetti, l'intera controversia meccanicismo - vitalismo e' stata relegata nell'ambito dei problemi mal posti[1]. »
« L'informazione è informazione, non materia o energia. Al giorno d'oggi, nessun materialismo che non ammetta questo può sopravvivere[2]. »
(Norbert Wiener)


Il termine cibernetica ha indicato, ed in parte indica anche tuttora, un vasto programma di ricerca interdisciplinare con l'obiettivo di studiare in modo unitario gli organismi viventi ed altri sistemi, sia naturali che artificiali, utilizzando gli strumenti concettuali sviluppati dalle tecnologie dell'autoregolazione, della comunicazione e del calcolo automatico. La cibernetica è nata dunque come un campo di studi comune tra le scienze, l'ingegneria ed alcune parti della filosofia. Il termine fu coniato nel 1947 dal matematico statunitense Norbert Wiener, che lo usò in un suo libro[3] di grande successo.

Il grande dibattito innescato dalla cibernetica in ambito scientifico durò alcuni decenni dopo la pubblicazione del libro di Wiener. Successivamente, l'espansione impetuosa delle conoscenze matematiche, biologiche, tecnologiche di interesse della cibernetica ha via via reso meno attuale la sintesi iniziale di Wiener. Inoltre, alcuni obiettivi della cibernetica erano forse troppo ambizioni per l'epoca; le conoscenze su molti argomenti erano ancora rudimentali (si pensi alla fisiologia del sistema nervoso centrale o alla teoria dell'intelligenza artificiale) e la tecnologia allora disponibile non permetteva realizzazioni sofisticate. Il campo di studio originario della cibernetica è oggi occupato quindi da molte scienze autonome, pur se in qualche modo discendenti da una comune radice, che ne affrontano i temi con metodi non sempre conciliabili in un quadro unitario.

Storia del termine[modifica | modifica wikitesto]

La parola greca antica kybernetes (κυβερνήτης) indica il pilota di una nave. La radice kyber sta per "timone" e trova un parallelo nel latino guber, che ritroviamo nel gubernator, timoniere. Kyber e guber fanno evidente riferimento ad una comune progenitrice indoeuropea che significava timone. In ambedue le lingue il termine assume anche, per estensione, un significato metaforico che indicare colui che guida, o governa, una città o uno Stato: già nel greco di Platone[4] è attestata, in questo significato più ampio di arte del governo, l'espressione kybernetikè techne.

Nell'accezione politica di Platone, il termine viene ripreso nel 1834 da Ampère, nella sua ampia classificazione delle scienze, e qualche anno più tardi anche dal filosofo polacco Bronisław Trentowski.

Parallelamente, con la rivoluzione industriale, nasceva per la prima volta l'esigenza di costruire macchine che fossero in grado di regolare il proprio funzionamento in modo automatico, cioè senza l'intervento umano. L'esempio tipico è quello della macchine a vapore, che doveva erogare una potenza costante in condizioni di carico variabili. Questo problema di controllo fu risolto per primo nel 1789 da James Watt, con il cosiddetto regolatore centrifugo di velocità; fu però necessario quasi un secolo prima che James Clerk Maxwell, nel 1868, fornisse la descrizione matematica del comportamento del regolatore, individuando le condizioni di un suo comportamento stabile. Maxwell introduce in quest'opera il termine governor per indicare il meccanismo di regolazione[5].

Indipendentemente da Platone e Ampère, ma con un esplicito omaggio a Maxwell, il termine fu reintrodotta da Wiener nell'estate del 1947, anglicizzato in cybernetics, nell'atto di dare il titolo al proprio libro che uscirà l'anno successivo: Cybernetics or Control and Communication in the Animal and the Machine[6]. Nelle intenzioni del suo autore, il libro proponeva un vasto programma di ricerca ed, in prospettiva, teneva a battesimo una nuova scienza, fondata appunto sullo studio unificato di animali e macchine dal punto di vista delle teorie del controllo automatico, della comunicazione e del calcolo automatico.

Al momento della sua creazione, il termine conobbe un successo molto elevato, sia in ambito scientifico che presso il pubblico. Mentre la popolarità continua ancora oggi, seppure in un senso improprio e lontano dal significato originale, attraverso l'uso del prefisso "ciber-" (o "cyber-") ad indicare genericamente una connessione con la moderna tecnologia dell'informazione[7], l'uso scientifico del termine è invece declinato dopo la dispersione del gruppo originale dei primi scienziati raccolti attorno a Wiener e la morte di questi nel 1964.

Le radici della cibernetica[modifica | modifica wikitesto]

Lo sviluppo tecnologico[modifica | modifica wikitesto]

La cibernetica si fonda sull'uso di strumenti di analisi mutuati da alcune tecnologie, che conobbero un particolare sviluppo nel secolo scorso, ed in alcune delle quali Wiener lasciò anche contributi importanti. Ne ripercorriamo qui gli sviluppi essenziali.

L'evoluzione storica dei sistemi di controllo automatico[8][9], come abbiamo visto, inizia praticamente con la regolazione della velocità dei motori a vapore. Le applicazioni crebbero molto nei decenni successivi, ma restarono sostanzialmente confinate allo sviluppo di servomeccanismi, nell'ambito delle applicazioni tipiche dell'ingegneria meccanica, finché all'inizio del sec. XX la nascente tecnologia elettronica non aprì ambiti applicativi totalmente nuovi. Nel 1927 Harold Black dei Bell Labs, per risolvere problemi di comunicazione telefonica a lunga distanza, progettò il primo amplificatore basato sull'uso della retroazione. In questo modo si poteva aumentare la larghezza di banda dell'amplificatore, al costo però di maggiori rischi di instabilità del sistema; lo studio di questi nuovi problemi favorì lo sviluppo di nuovi studi sulla stabilità dei sistemi di controllo, pensati per le applicazioni e per l'uso da parte dei progettisti, tra i quali sono da ricordare quelli di Harry Nyquist e Hendrik Bode, anch'essi dei Bell Labs.

Con la guerra, i problemi applicativi si concentrarono sull'automazione dei sistemi di puntamento antiaereo basati sulle informazioni fornite dal radar per la rilevazione del bersaglio. Al crescere della complessità di questi sistemi, cresceva anche la connessione tra i problemi di controllo e quelli di comunicazione. All'inizio degli anni '40, Wiener affrontò per il governo USA questo problema, che richiedeva l'elaborazione dei segnali ricevuti con operazioni di filtraggio (per eliminare dal segnale radar ricevuto il rumore indesiderato ad esso sovrapposto) e di predizione (per individuare la posizione futura del bersaglio mobile, sulla base delle informazioni deducibili dalla sua storia passata)[10]; questo permetteva al meccanismo di puntamento di dirigere il tiro nel punto dove, nel prossimo futuro, fosse massima la probabilità di trovare il bersaglio. Il risultato di questa ricerca, poi pubblicata nel 1949[11], conferma, tra l'altro, che gli strumenti matematici necessari per affrontare i problemi citati sono quelli statistici, già usati da Wiener negli studi sul moto browniano[12] e sull'analisi armonica[13][14].

Come quello dei controlli automatici, anche lo sviluppo delle comunicazioni elettriche (dal telegrafo, introdotto da Samuel Morse nel 1837, al telefono, che Alexander Bell sperimentò con successo nel 1876, alle trasmissioni senza fili, che dai brevetti di Tesla (1896) e di Marconi (1897) portarono fino alla radio ed al radar) vide delle forti innovazioni tecnologiche, ma una relativa costanza dei problemi di base: da un lato, come evitare il più possibile che il segnale da trasmettere venisse disturbato da rumore indesiderato; dall'altro, come formalizzare e dare un fondamento quantitativo ad un concetto apparentemente intuitivo come quello di "informazione", come valutare la massima quantità di informazione trasmissibile con una data apparecchiatura, come codificare il messaggio in modo che questa quantità risultasse massima. Il primo problema ricevette, come abbiamo visto, un contributo fondamentale da Wiener nell'ambito dello sviluppo del sistema di puntamento. Per quanto riguarda il secondo, i primi risultati furono raggiunti, negli anni tra le due guerre, ai Bell Labs da studiosi come Nyquist ed Hartley. Finalmente, nel 1948 (lo stesso anno del libro di Wiener sulla cibernetica) Shannon pubblicò i suoi due fondamentali articoli su A Mathematical Theory of Communication[15], che affrontava tutte le questioni accennate, fondando la moderna teoria dell'informazione. Anche nel lavoro di Shannon, come in quello di Wiener, la statistica ed il calcolo delle probabilità costituiscono lo strumento principe di analisi; lo stesso Shannon rese esplicitamente omaggio alla tradizione della meccanica statistica utilizzando il termine "entropia"[16] come sinonimo di "quantità di informazione".

La nascita delle macchine calcolatrici è un processo che ha avuto le sue radici concettuali nei secoli precedenti al novecento, ma che di fatto ha iniziato a produrre risultati significativi con la disponibilità dei primi dispositivi elettromeccanici e, soprattutto, elettronici a vuoto. Nei decenni tra le due guerre assistiamo ad uno sviluppo tecnologico impetuoso che portò alla costruzione, durante la II guerra mondiale, di macchine calcolatrici pienamente funzionanti, fondamentali per la soluzione di importanti problemi militari. Tuttavia, in questo processo un ruolo fondamentale fu svolto da una intuizione che proveniva da un ambito apparentemente lontano, quello delle ricerche sulla logica ed i fondamenti della matematica. Nel 1936, infatti, Alan Turing pubblicò il suo lavoro On Computable Numbers, with an Application to the Entscheidungsproblem,[17] nel quale definiva un modello di macchina calcolatrice, oggi nota come macchina di Turing. Questa macchina, anche se di livello astratto, e pensata per scopi esclusivamente teorici, come l'analisi del concetto logico di “computabilità”, rappresenta tuttavia il modello del moderno calcolatore elettronico digitale. Questo può essere considerato definitivamente nato negli USA con le macchine ENIAC ed EDVAC; un report del 1945, redatto da John von Neumann[18], che descrive il funzionamento del secondo, definisce un modello di architettura, detto appunto di von Neumann[19]seguito da praticamente tutti gli elaboratori prodotti da allora[20]. È interessante notare come von Neumann fosse ben conscio dell'influenza del lavoro di Turing sullo sviluppo successivo delle macchine calcolatrici automatiche[21].

L'animale e la macchina[modifica | modifica wikitesto]

L'aspirazione alla realizzazione di macchine in grado di imitare le funzioni degli animali e dell'uomo ha dato luogo alla lunga storia degli automi[22][23], il cui studio si è tuttavia concentrato sugli aspetti meccanici e (dalla Rivoluzione Industriale in poi) energetici, in analogia con le caratteristiche delle tecnologie del momento.

Tuttavia, prima di Wiener o in parallelo alla sua attività, si possono riscontrare alcuni casi nei quali, anche se non sempre consapevolmente, si è iniziato a considerare macchine ed animali dal punto di vista dell'elaborazione dell'informazione, sviluppando così, sia pure parzialmente, la consapevolezza che strumenti tipici delle discipline descritte potevano essere utili nella comprensione degli organismi viventi.

Nell'ambito della fisiologia, già nel secolo XIX Claude Bernard aveva identificato una delle caratteristiche fondamentali degli esseri viventi nella capacità di mantenere, nel proprio "milieu intérieur" (o "ambiente interno", costituito dai fluidi circolanti nel corpo), la costanza nel tempo dei parametri che garantiscono la vita. Queste osservazioni vennero riprese dai fisiologi J. S. Haldane e L. J. Henderson all'inizio del secolo successivo, e finalmente sviluppate appieno dal fisiologo americano Walter Cannon, che nel suo libro The wisdom of the body(1932), richiamandosi esplicitamente a Bernard, presentò una descrizione di vari sistemi di controllo presenti negli organismi (quali quelli di controllo della composizione del sangue o della temperatura del corpo). Cannon chiamò omeostasi la capacità degli essere viventi di mantenere inalterati i propri parametri vitali, reagendo ai disturbi esterni. L'analogia di questo concetto con quello di stabilità di un sistema è facile da cogliere, e Cannon accenna al fatto che lo studio della fisiologia degli organismi può aiutare nella comprensione dei problemi di "altri tipi di organizzazioni"[24].

Anche la nascita del calcolo automatico suscitò subito attenzione per il paragone immediato che poteva essere fatto tra un elaboratore ed il sistema nervoso umano, visto come un sistema di calcolo. Una delle prime ricerche in tal senso fu quella del neurofisiologo McCulloch e del logico e matematico Pitts su A Logical Calculus of Ideas Immanent in Nervous Activity[25] del 1943, dal quale nacque un filone di studi, ancora oggi in corso, sullo sviluppo di modelli formali del sistema nervoso per permettere lo studio teorico di processi come la percezione e l'apprendimento.

L'opera di Wiener[modifica | modifica wikitesto]

Lo stesso Wiener fa risalire la nascita delle idee che condussero alla cibernetica ad un ciclo di incontri tenuti, a partire dagli anni '30 e fino al 1943, presso la Harvard Medical School, dove medici e ricercatori discutevano di problemi interdisciplinari e di metodo scientifico con matematici, fisici ed ingegneri[26]. Wiener, all'epoca un matematico del MIT gia' affermato, incontrò qui il fisiologo messicano Arturo Rosenblueth[27], che conduceva gli incontri e che divenne poi suo collaboratore in varie ricerche sui meccanismi di controllo neuromuscolari, oltre che interlocutore sui problemi metodologici; a lui verra' dedicata La cibernetica.

Successivamente, al MIT, Wiener si dedicò al progetto dei sistemi di puntamento antiaereo, lavorando con il matematico ed ingegnere Julian Bigelow, anche qui in un ambito interdisciplinare che coinvolgeva matematica e vari campi tecnologici.

Behavior, Purpose and Teleology[modifica | modifica wikitesto]

La riflessione sulla retroazione, sviluppata nei lavori di fisiologia e di analisi degli apparati di tiro, condusse Wiener, con Rosenblueth e Bigelow, a pubblicare nel 1943 l'articolo Behavior, Purpose and Teleology[28]. Qui gli autori propongono una forma di analisi basata, piuttosto che sulla struttura interna degli oggetti di studio, sui loro comportamenti (behavior) osservabili dall'esterno. Concentrano poi il proprio interesse su quelli che appaiono in grado, nelle macchine come negli organismi viventi, di perseguire il raggiungimento di un obiettivo (purpose), e li mettono in relazione all'esistenza di un meccanismo di retroazione. Questa, nei casi più complessi, può essere predittiva, in grado cioè di tenere conto dell'evoluzione temporale del suo obiettivo; ciò accade, ad esempio, in un animale che caccia una preda in movimento, o in un sistema di puntamento antiaereo, nel quale il tiro avviene verso la posizione stimata futura del bersaglio.

Questo articolo formalizza una modalità di analisi che sarà usata abitualmente in ambito cibernetico da vari autori, per evitare di dover analizzare sistemi di struttura molto complessa, concentrandosi invece sullo sviluppo di modelli semplici che mostrino pero' i tratti essenziali del comportamento di interesse[29]. Inoltre con esso la retroazione, da concetto puramente tecnico, diventa lo strumento di una "forma di analisi comune"che "può essere usata per studiare i comportamenti sia delle macchine che degli organismi viventi, indipendentemente dalla loro complessità". Grazie a questa analisi, i comportamenti teleologici possono essere spiegati senza richiedere l'ipotesi dell'esistenza di una causa finale, e quindi una visione metafisica o non deterministica della realtà[30].

Cybernetics[modifica | modifica wikitesto]

L'interesse di Wiener per il calcolo automatico nacque inizialmente dalla sua collaborazione con Vannevar Bush allo studio dell'analizzatore differenziale. Da quell'esperienza Wiener trasse la convinzione che fosse necessario passare ad una architettura di calcolatore completamente elettronico, digitale e basato sul sistema di numerazione binario[31]. Nel 1942 Wiener ebbe l'occasione di incontrare McCullogh ad una conferenza di neurofisiologia; in seguito, Pitts iniziò a lavorare al MIT con Wiener. Questi nuovi contatti, oltre a quello già da tempo stabilito con von Neumann, attirarono l'attenzione di Wiener sull'importanza della logica matematica nella comprensione del sistema nervoso. Questi argomenti furono probabilmente al centro di un incontro tenuto a Princeton, presso von Neumann, all'inizio del 1945[32][33].

Infine, Wiener poté ampliare ulteriormente i suoi contatti ed suoi interessi grazie alle attività interdisciplinari promosse con cadenza semestrale, dal 1946 al 1953, dalla Fondazione Macy[34] di New York. Questi incontri diedero la possibilità al gruppo dei primi pionieri della cibernetica di incontrare personalità quali Shannon, il neuroanatomista Gerhardt von Bonin, gli psicologi Heinrich Klüwer, Kurt Lewin e Milton Erickson, gli antropologi Margaret Mead e Gregory Bateson, l'economista Oskar Morgenstern, ed altri[35][36]

È sotto l'impulso delle conferenze interdisciplinari dalla Fondazione[37], e nel clima di dialogo e confronto con gli altri partecipanti, che Wiener conia il termine cibernetica, e pubblica nel 1948 la sua opera omonima. Questa abbraccia un ambito interdisciplinare molto vasto, che comprende la matematica dei processi aleatori e dell'analisi armonica, la teoria del controllo e delle comunicazioni, la fisiologia generale e quella del sistema nervoso, la logica, la psicologia. L'obiettivo del lavoro è sempre quello duplice che ha sin qui motivato l'autore: usare i nuovi strumenti concettuali sviluppati nello studio delle macchine per arrivare ad una migliore comprensione degli esseri viventi, e progettare macchine in grado di emulare le prestazioni ed il comportamento degli animali. Nell'opera possono essere individuati alcuni temi prevalenti:

  • L'assunzione della meccanica statistica come strumento matematico di base per descrivere sia i fenomeni della vita che il funzionamento delle macchine che elaborano informazione[38];
  • il ruolo delle teorie della comunicazione e del controllo nell'analisi dei sistemi viventi[39];
  • il funzionamento del cervello e del sistema nervoso ed i possibili paralleli con gli elaboratori elettronici digitali[40];
  • le possibili applicazioni della cibernetica alle scienze sociali (sulle quali Wiener esprime comunque il suo scetticismo)[41];.

Nei due capitoli IX e X, aggiunti con la seconda edizione, si affrontano i temi dell'apprendimento, della auto-replicazione e dell'auto-organizzazione nei sistemi complessi.

Altri contributi[modifica | modifica wikitesto]

Il gruppo delle Macy Conferences ed il libro di Wiener aiutarono a diffondere i principi del metodo cibernetico ed a far nascere varie iniziative scientifiche che ad esso si richiamarono esplicitamente.

Negli Stati Uniti furono attivi, tra gli altri, il fisico Heinz von Foerster, l'ingegnere Jay Forrester, lo psicologo Gordon Pask.

In Gran Bretagna alcuni scienziati interessati alle relazioni tra macchine ed organismi naturali avevano dato vita, tra il 1949 ed il 1958, ad un gruppo informale noto come Ratio Club. Tra i suoi frequentatori sono da ricordare lo psichiatra W. Ross Ashby ed il neurofisiologo William Grey Walter. Lo stesso Turing, anch'egli socio del club, sviluppò dopo la guerra un interesse per l'analisi matematica di problemi biologici.

Al di fuori del Ratio Club, il premio Nobel ungherese naturalizzato britannico Dennis Gabor, pur non aderendo al movimento cibernetico, persegui' interessi molto simili. Più tardi, Stafford Beer introdusse nell'ambito degli interessi cibernetici la ricerca operativa ed i problemi organizzativi.

In Unione Sovietica, nonostante problemi ideologici e politici legati alla difficoltà dei rapporti con l'Occidente, gli studi cibernetici si diffusero ampiamente. Peraltro, la matematica sovietica (con studiosi quali Lyapunov, Markov, Kolmogorov, Khintchine, Stratonovich, Pontryagin, ed altri) era tradizionalmente impegnata in aree di interesse cibernetico, quali lo studio dei processi stocastici, la teoria delle comunicazioni, dell'informazione e del controllo.

In Cile va ricordata l'attività dei biologi Humberto Maturana e Francisco Varela.

La cibernetica in Italia[modifica | modifica wikitesto]

Lo sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

In Italia le idee di Wiener si diffusero fortemente nella comunità accademica degli epistemologi e dei fisici. Precedentemente all'ultima riforma universitaria l'ordinamento accademico italiano prevedeva anche una laurea in fisica-cibernetica e presso la facoltà di scienze fu istituita una cattedra in cibernetica, ancora oggi attiva in qualche facoltà ma con contenuti didattici molto variegati.

Tra i principali gruppi di ricerca cibernetici che operarono in Italia vanno citate quello napoletano, quello genovese, e la scuola operativa italiana (SOI)[42].

Il primo nacque dalla iniziativa del fisico teorico Eduardo Renato Caianiello, il quale fondo' nel 1957 l'Istituto di fisica teorica dell'Universita' di Napoli, e successivamente formo' al suo interno, in collaborazione con il CNR, un Gruppo di Cibernetica con sede a Pozzuoli. Caianiello si dedicò principalmente allo studio delle reti neurali; con lui collaborò sin dall'inizio Valentino von Braitenberg, neurofisiologo, e per un periodo anche il fisico, matematico e ingegnere Giacomo della Riccia, poi l'ultimo collaboratore di Wiener al MIT. Caianello, che conobbe personalmente Wiener fin dal 1954, e lo ricevette più volte a Napoli, mantenne relazioni di collaborazione con questi ed altri esponenti di primo piano della cibernetica. Tra i membri della scuola di Caianiello non possono essere dimenticati i fisici e matematici Luigi Maria Ricciardi[43], Francesco Lauria, Aldo De Luca e Settimo Termini.

Anche ll secondo gruppo nacque ad iniziativa del CNR, che creò il Laboratorio di cibernetica e biofisica di Genova, con sede a Camogli, particolarmente attivo, con il suo promotore, il biofisico Antonio Borsellino (1915-1992), Augusto Gamba (1923-1996), ed altri, nella ricerca sui sistemi adattivi di apprendimento e riconoscimento delle forme. Il sistema PAPA (Programmatore ed Analizzatore Probabilistico Automatico), da essi proposto a partire dal 1961, suscito' attenzione ed interesse a livello internazionale.

Oggi il centro di Camogli costituisce, assieme ad altri laboratori del CNR a Milano, Pisa, Palermo e Trento, l'Istituto di Biofisica del CNR[44], che si occupa dello studio della struttura e dei meccanismi di funzionamento dei sistemi biologici con metodi interdisciplinari tipici della fisica e della matematica. Dal canto suo, l’attuale Istituto di cibernetica napoletano[45], accanto a progetti di bioinformatica e di reti neurali, ha sviluppato prevalentemente ricerche in fisica della superconduttività. Infine, sia nell’Università di Genova sia in quella di Napoli Federico II sono stati inaugurati importanti laboratori di robotica.

La scuola operativa italiana, fondata da Silvio Ceccato, operò principalmente in ambito linguistico. Con Ceccato collaborarono Giuseppe Vaccarino e Vittorio Somenzi. Di Somenzi va ricordata l'antologia La filosofia degli automi[46], che per prima presento' in italiano i testi classici della cibernetica. Egli fu poi docente di filosofia della scienza presso La Sapienza a Roma, ove nello studio metodologico e filosofico della cibernetica e dell'intelligenza artificiale gli è succeduto Roberto Cordeschi.

Altri cibernetici italiani sono Giuseppe Trautteur[47], Giuseppe O. Longo, Fabio Abbattista.

La diaspora[modifica | modifica wikitesto]

I cibernetici oggi, di fatto, In Italia come altrove, non costituiscono un gruppo di ricerca omogeneo, occupandosi di temi anche difficilmente conciliabili in un quadro unitario. Molti sono attivi nel settore dell'intelligenza artificiale con particolare attenzione agli aspetti filosofici del rapporto mente-macchina (come ad esempio Trautteur e Cordeschi). Questi ricercatori di fatto afferiscono al settore delle scienze cognitive.

Altri, pur allontanandosi dalle idee cibernetiche, sono rimasti nell'ambito più applicativo dell'informatica e dell'ingegneria del software (come ad esempio A. Visaggio); altri ancora hanno preferito seguire gli aspetti più teorici della cibernetica come la teoria degli automi o la teoria dell'informazione (come ad esempio De Luca e Longo).

La nascita di una storiografia della cibernetica[modifica | modifica wikitesto]

Spentosi il clamore sulla cibernetica, dopo la fine degli anni Sessanta, subentrò l'ignoranza di cosa fosse stata nel dettaglio questa grandiosa esperienza scientifica, dove risiedono - come detto - molte delle radici delle scienze e tecnologie attuali. Cio' dipendeva anche dalla scarsa attenzione alla storia degli eventi tipica del mondo della ricerca, sempre proiettato verso il nuovo. Così ci ritrovammo senza cibernetica e senza sapere cosa fosse stata.

Anche per l'effetto distanziante del tempo e ad opera soprattutto di outsiders, a partire dal 1980 è nata una storiografia avvertita della cibernetica. Va citata innanzitutto quella che si è concentrata sulla figura di Wiener.

Il primo ad inaugurare questa storiografia fu il fisico statunitense, Steve J. Heims, che aveva scoperto con meraviglia la complessa nebulosa cibernetica delle origini, e gli dedicò due ampie opere: una che confronta von Neumann e Wiener[48], l'altra dedicata alle Macy Conferences on Cybernetics[49].

Gli fece seguito, nel 1990, un libro di Pesi R. Masani, matematico che aveva lavorato a fianco di Wiener negli ultimi anni della sua vita, e coglie globalmente la figura di Wiener entrando nei particolari della matematica wieneriana, cercando di renderla comprensibile ai più, e dando in proposito un contributo fondamentale[50].

Nel 1994, in italiano il contributo più lungo per la conoscenza di Wiener era constituito da un libro sulla cibernetica del 1980, che gli dedicava una trentina di pagine, estremamente critiche e che non facevano riferimento alle nuove ricerche avviate negli USA. In quell'anno ha cominciato a dedicarsi allo studio della figura di Wiener Leone Montagnini, filosofo e sociologo, ed in seguito informatico (formatosi presso gli allievi della scuola di Caianiello a Napoli). Montagnini ha dedicato a Wiener e alla cibernetica decine contributi. Per quel che riguarda Wiener ha approdondito gli aspetti filosofici e sociologici della sua formazione (Wiener aveva un Ph.D. in filosofia) e della sua opera, nonché alcuni fondamentali snodi storiografici che riguardano l'evoluzione della cibernetica soprattutto durante la Seconda guerra mondiale, approfondendo tra le altre cose il nesso tra cibernetica e progettazione delle bombe atomiche. Questi contributi sono confluiti, aggiornati e organicamente sistematizzati, nel volume Le armonie del disordine.[51]

L'eredita' della cibernetica[modifica | modifica wikitesto]

La cibernetica ha rappresentato un tentativo di sintesi tra diverse discipline, alcune delle quali all'epoca in fase nascente. Oggi il campo di interessi delineato da Wiener è occupato da varie discipline specialistiche, tutte in qualche modo discendenti da quell'esperienza originaria, nelle quali e' prevalente pero' il momento analitico. I problemi da affrontare per arrivare ad una teoria unificata degli animali e delle macchine si sono rivelati, infatti, piu' complessi di quanto forse potessero apparire nel 1948.

Tra queste discipline si devono citare almeno:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Wiener 1948/1961, cap. I, pag. 72-73 della II edizione italiana
  2. ^ Wiener 1948/1961, cap. V, pag. 177 della II edizione italiana
  3. ^ Wiener 1948/1961
  4. ^ nel Gorgia ed in La Repubblica
  5. ^ J. C. Maxwell, On Governors
  6. ^ Wiener scrisse anche due altre opere sull'argomento, di taglio più divulgativo, e maggiormente orientate a problemi sociali: vedi Wiener 1950 e Wiener 1964
  7. ^ si pensi a termini quali cyberspazio, cyberpunk, cybersecurity, ecc.
  8. ^ S. Bennet, A bried history of Automatic Control, IEEE Control Systems Society
  9. ^ Neculai Andrei, Modern Control Theory -- A historical perspective
  10. ^ predizione e filtraggio sono in realtà, nell'approccio di Wiener, operazioni simili; vedi filtro di Wiener
  11. ^ Wiener, Norbert, The Extrapolation, Interpolation, and Smoothing of Stationary Time Series, Report of the Services 19, Research Project DIC-6037 MIT, February 1942; poi New York: Wiley, 1949. ISBN 0-262-73005-7. Risultati analoghi erano stati raggiunti indipendentemente, negli stessi anni, da Kolmogorov.
  12. ^ J. L. Doob, Wiener's work in probability theory, Bulletin of The American Mathematical Society, vol 72 n. 1, 1966
  13. ^ P. Masani, Wiener's contribution to Generalized Harmonic Analysis, prediction theory and filter theory, Bulletin of The American Mathematical Society, vol 72 n. 1, 1966
  14. ^ J. J. Benedetto, Generalized Harmonic Analysis and Gabor and wavelets systems
  15. ^ Claude E. Shannon, A Mathematical Theory of Communication, Bell System Technical Journal, vol. 27, luglio e ottobre 1948
  16. ^ sembra su suggerimento di John von Neumann
  17. ^ A. M. Turing, On Computable Numbers, with an Application to the Entscheidungsproblem (PDF), in Proceedings of the London Mathematical Society, 2, vol. 42, 1937 [Delivered to the Society November 1936], pp. 230–65, DOI:10.1112/plms/s2-42.1.230. e A.M. Turing, On Computable Numbers, with an Application to the Entscheidungsproblem: A correction, in Proceedings of the London Mathematical Society, 2, vol. 43, 1938, pp. 544–6, DOI:10.1112/plms/s2-43.6.544.
  18. ^ John von Neumann, First Draft of a Report on the EDVAC, 1945. URL consultato il 24 agosto 2016.
  19. ^ la paternità dell'architettura delle macchine citate va tuttavia attribuita all'intero gruppo di progetto, guidato da John Mauchly e J. Presper Eckert.
  20. ^ la principale alternativa è rappresentata dalla cosiddetta architettura Harvard, la cui paternità è riconducibile ad Howard Aiken, anch'egli interessato ai primi sviluppi della cibernetica
  21. ^ B. Randell, ‘On Alan Turing and the Origins of Digital Computers', in Meltzer, B., Michie, D. (a cura di), Machine Intelligence 7, Edinburgh, Edinburgh University Press, 1972, pag. 10
  22. ^ "Automa" su Enciclopedia Italiana online
  23. ^ "Automaton" su Enciclopedia Britannica online
  24. ^ S. J. Cooper, From Claude Bernard to Walter Cannon. Emergence of the concept of homeostasis, Appetite 51 (2008) 419–427
  25. ^ Warren McCulloch and Walter Pitts, A Logical Calculus of Ideas Immanent in Nervous Activity, 1943, Bulletin of Mathematical Biophysics 5:115–133
  26. ^ Wiener 1948/1961, Introduzione
  27. ^ era allievo di Cannon, che insegnava ad Harvard e che conosceva bene Wiener in quanto amico personale del padre, Leo; cfr. W. D. Hellman: Norbert Wiener and the growth of negative feedback in scientific explanation, Phd thesis, Oregon State University, 1982, pag. 153 nota
  28. ^ Behavior, Purpose and Teleology, The Philosophy of Science, Volume 10, Number 1, Jan., 1943; tradotto in Somenzi
  29. ^ anche il test di Turing sull'intelligenza di una macchina può essere considerato un caso estremo di questa forma di analisi. Per un'applicazione estensiva di un metodo analogo v. ad esempio V. Braitenberg, I veicoli pensanti
  30. ^ W. D. Hellman: Norbert Wiener and the growth of negative feedback in scientific explanation, Phd thesis, Oregon State University, 1982
  31. ^ Wiener 1948/1961, Introduzione
  32. ^ Wiener 1948/1961, Introduzione
  33. ^ Wiener scrive che l'incontro si tenne nell'inverno 1943/1944, ma si tratta di un errore; cfr Hellman, op. cit., pag. 228
  34. ^ The Josiah Macy Jr. Foundation
  35. ^ Wiener 1948, Introduzione
  36. ^ [1]
  37. ^ Heims 1994
  38. ^ Wiener 1948/1961, capp. I e II
  39. ^ Wiener 1948/1961, capp. III e IV
  40. ^ Wiener 1948/1961, capp. V, VI e VII
  41. ^ Wiener 1948/1961, cap. VIII
  42. ^ v. Cordeschi, Numerico, in Enciclopedia Italiana, 2013
  43. ^ prematuramente scomparso il 7 maggio 2011
  44. ^ Istituto di Biofisica del CNR
  45. ^ Istituto di Cibernetica "E.Caianiello"
  46. ^ Somenzi
  47. ^ Giuseppe Trautteur su L'Enciclopedia Italiana
  48. ^ Heims 1980
  49. ^ Heims 1994
  50. ^ Malsani
  51. ^ Alcune opere di Montagnini: Norbert Wiener. Il matematico che avvistò il nostro tempo in «Scienza in rete», 1º maggio 2014; Interdisciplinary issues in Early Cybernetics. In: Lilia Gurova, László Ropolyi, and Csaba Pléh, editors; New Perspectives on the history of cognitive science, Budapest, Akadémiai Kiadò, 2013, pp. 81–89; L'interdisciplinarità per Norbert Wiener e per Eduardo Caianiello In: P. Greco e S. Termini (cur.); Memoria e progetto" cit.; Identities and Differences. A stimulating aspect of Early Cybernetics In: R. Trappl (cur.), Cybernetics and Systems 2010. Vienna, Austrian Society for Cybernetic Studies, 2010.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • N. Wiener, Cybernetics, or control and communication in the animal and the machine, prima edizione: The MIT Press, Cambridge (MA), 1948; seconda edizione: Wiley, New York, 1961 (trad. italiana: La Cibernetica - Controllo e Comunicazione nell'animale e nella macchina, Il Saggiatore, Milano, 1968))
  • N. Wiener, The human use of human beings, Boston, 1950 (trad. italiana: Introduzione alla cibernetica - L'uso umano degli esser umani, Boringhieri, 1966
  • N. Wiener, God & Golem, Inc.: A Comment on Certain Points Where Cybernetics Impinges on Religion Boston, 1964 (trad. italiana Dio & Golem SpA - Cibernetica e religione, Boringhieri, 1991, ISBN 978-88-339-0626-3)
  • V. Somenzi, La filosofia degli automi, Boringhieri, 1965, poi più volte ristampato ed ampliato
  • R. Cordeschi, La scoperta dell'artificiale – Psicologia, filosofia e macchine attorno alla cibernetica, Dunod, 1998
  • S. J. Heims, I cibernetici. Un gruppo e un'idea, Roma, Editori Riuniti, 1994
  • J. Gleick, The Information: A History, A Theory, A Flood, Pantheon Books, 2011 (trad. it.: L'informazione. Una storia. Una teoria. Un diluvio, Milano, Feltrinelli Editore, 2015, ISBN 978-88-07-88701-7)
  • F. Conway - J. Siegelman, L'eroe oscuro dell'età dell'informazione, Torino, Codice edizioni, 2005
  • L. Montagnini, Le Armonie del Disordine. Norbert Wiener matematico-filosofo del Novecento, Venezia, Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, 2005
  • S. J. Heims, John von Neumann and Norbert Wiener. From Mathematics to the Technologies of Life and Death, Cambridge, Mass., MIT Press, 1980
  • P. R. Masani, Norbert Wiener, 1894-1964, Basel - Boston - Berlin, Birkhäuser Verlag, 1990

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