Cibernetica

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La cibernetica è la scienza interdisciplinare che studia in modo unitario gli organismi viventi ed altri sistemi, sia naturali che artificiali, utilizzando gli strumenti concettuali sviluppati dalle tecnologie dell'autoregolazione, della comunicazione e del calcolo automatico. La cibernetica si pone dunque come un campo di studi comune tra le scienze, l'ingegneria ed alcune parti della filosofia. Il termine fu coniato nel 1947 dal matematico statunitense Norbert Wiener, che lo usò in un suo libro[1] di grande successo.

Storia del termine[modifica | modifica wikitesto]

La parola greca antica kybernetes indica il pilota di una nave. La radice è kyber, che sta per timone e trova un parallelo nella radice latina guber, che ritroviamo nel gubernator, timoniere. Kyber e guber fanno evidente riferimento ad una comune progenitrice indoeuropea che significava timone. In ambedue le lingue il termine assume anche, per estensione, un significato metaforico che indicare colui che guida, o governa, una città, o uno Stato: già nel greco di Platone[2] è attestata, in questo significato più ampio di arte del governo, l'espressione kybernetikè techne.

Nell'accezione politica attestata in Platone, il termine viene ripreso nel 1834 da Ampère, nella sua ampia classificazione delle scienze, e qualche anno più tardi anche dal filosofo polacco Bronisław Trentowski.

Parallelamente, con la rivoluzione industriale, nasceva l'esigenza di controllare le variazioni di carico delle macchine a vapore, risolta per primo nel 1789 da James Watt. Nel 1868 James Clerk Maxwell forniva per primo la descrizione matematica del comportamento dei cosiddetti regolatori centrifughi di velocità, individuando le condizioni di un loro comportamento stabile. Maxwell introduce in quest'opera il termine governor per indicare il meccanismo di regolazione[3].

Indipendentemente da Platone e Ampère, ma con un esplicito omaggio a Maxwell, la parola fu reintrodotta da Wiener nell'estate del 1947, anglicizzata in cybernetics, nell'atto di dare il titolo al proprio libro che uscirà l'anno successivo: Cybernetics or Control and Communication in the Animal and the Machine.[1][4] Nelle intenzioni del suo autore, il libro proponeva un vasto programma di ricerca ed, in prospettiva, teneva a battesimo una nuova scienza, fondata appunto sullo studio unificato di animali e macchine dal punto di vista delle teorie del controllo automatico, della comunicazione e del calcolo automatico.

Sviluppo dell'idea di cibernetica[modifica | modifica wikitesto]

Lo sviluppo tecnologico[modifica | modifica wikitesto]

La cibernetica si fonda sull'uso di strumenti di analisi mutuati da alcune tecnologie, che conobbero un particolare sviluppo nel secolo scorso, ed in alcune delle quali Wiener lasciò anche contributi importanti. Ne ripercorriamo qui gli sviluppi essenziali.

L'evoluzione storica dei sistemi di controllo automatico[5][6], come abbiamo visto, inizia praticamente con la regolazione della velocità dei motori a vapore. Le applicazioni crebbero molto nei decenni successivi, ma restarono sostanzialmente confinate allo sviluppo di servomeccanismi, nell'ambito delle applicazioni tipiche dell'ingegneria meccanica, finchè all'inizio del sec. XX la nascente tecnologia elettronica non aprì ambiti applicativi totalmente nuovi. Nel 1927 Harold Black dei Bell Labs, per risolvere problemi di comunicazione telefonica a lunga distanza, progettò il primo amplificatore basato sull'uso della retroazione. In questo modo si poteva aumentare la larghezza di banda dell'amplificatore, al costo però di maggiori rischi di instabilità del sistema; lo studio di questi nuovi problemi favorì lo sviluppo di nuovi studi sulla stabilità dei sistemi di controllo, pensati per le applicazioni e per l'uso da parte dei progettisti, tra i quali sono da ricordare quelli di Harry Nyquist e Hendrik Bode, anch'essi dei Bell Labs.

Con la guerra, i problemi applicativi si concentrarono sull'automazione dei sistemi di puntamento antiaereo basati sulle informazioni fornite dal radar per la rilevazione del bersaglio. Al crescere della complessità di questi sistemi, cresceva anche la connessione tra i problemi di controllo e quelli di comunicazione. All'inizio degli anni '40, Wiener affrontò per il governo USA questo problema, che richiedeva l'elaborazione dei segnali ricevuti con operazioni di filtraggio (per eliminare dal segnale radar ricevuto il rumore indesiderato ad esso sovrapposto) e di predizione (per individuare la posizione futura del bersaglio mobile, sulla base delle informazioni deducibili dalla sua storia passata). Il risultato di questa ricerca, poi pubblicata nel 1949,[7] conferma, tra l'altro, che gli strumenti matematici necessari per affrontare i problemi citati sono quelli statistici, già usati da Wiener negli studi sul moto browniano[8] e sull'analisi armonica.[9][10]

Come quello dei controlli automatici, anche lo sviluppo delle comunicazioni elettriche (dal telegrafo, introdotto da Samuel Morse nel 1837, al telefono, che Alexander Bell sperimentò con successo nel 1876, alle trasmissioni senza fili, che dai brevetti di Tesla (1896) e di Marconi (1897) portarono fino alla radio ed al radar) vide delle forti innovazioni tecnologiche, ma una relativa costanza dei problemi di base: come formalizzare e dare un fondamento quantitativo a concetti apparentemente intuitivi come quello di "informazione", come valutare la massima quantità di informazione trasmissibile con una data apparecchiatura, come codificare il messaggio in modo che questa quantità risultasse massima. I primi risultati in quest'ambito furono raggiunti, negli anni tra le due guerre, ai Bell Labs da studiosi come Nyquist ed Hartley. Finalmente, nel 1948 (lo stesso anno del libro di Wiener sulla cibernetica) Shannon pubblicò il suo fondamentale articolo su “A Mathematical Theory of Communication[11], che affrontava tutte le questioni accennate, fondando la moderna teoria dell'informazione. Anche nel lavoro di Shannon, come in quello di Wiener, la statistica ed il calcolo delle probabilità costituiscono lo strumento principe di analisi; lo stesso Shannon rese esplicitamente omaggio alla tradizione della meccanica statistica utilizzando il termine "entropia"[12] come sinonimo di "quantità di informazione".

La nascita delle macchine calcolatrici è un processo che ha le sue radici concettuali nei secoli precedenti al novecento, ma che di fatto inizia con la disponibilità dei primi dispositivi elettronici a vuoto. Nei decenni tra le due guerre assistiamo ad uno sviluppo tecnologico impetuoso che portò alla costruzione, durante la II guerra mondiale, di macchine calcolatrici pienamente funzionanti e fondamentali per la soluzione di importanti problemi militari. Tuttavia, in questo processo un ruolo fondamentale fu svolto da una intuizione che proveniva da un ambito apparentemente lontano, quello delle ricerche sulla logica ed i fondamenti della matematica. Nel 1936, infatti, Alan Turing pubblicò il suo lavoro “On Computable Numbers, with an Application to the Entscheidungsproblem”,[13] nel quale definiva un modello di macchina calcolatrice, oggi nota semplicemente come macchina di Turing. Questa macchina, anche se di livello assolutamente astratto, e pensata per scopi esclusivamente teorici, come quello di analizzare il concetto logico di “computabilità”, rappresenta tuttavia il principio del moderno calcolatore elettronico. Questo può essere considerato definitivamente nato con i computers digitali elettronici ENIAC ed EDVAC, sviluppati da un gruppo di progettisti che lavorava per il governo USA. L'architettura di queste macchine è descritta in un report del 1945 di John von Neumann[14] che definisce un modello di architettura, poi noto come architettura di von Neumann, seguito da praticamente tutti gli elaboratori prodotti da allora sino ad oggi.[15]

L'animale e la macchina[modifica | modifica wikitesto]

Già prima di Wiener si andava chiarendo, sia pure parzialmente, che alcuni concetti tipici delle discipline descritte potevano essere utili nella comprensione degli organismi viventi.

Nell'ambito della fisiologia, già nel secolo XIX Claude Bernard aveva identificato una delle caratteristiche fondamentali degli esseri viventi nella capacità di mantenere, nel proprio "milieu intérieur" (o "ambiente interno", costituito dai fluidi circolanti nel corpo), la costanza nel tempo dei parametri che garantiscono la vita. Queste osservazioni vennero riprese all'inizio del secolo successivo dal fisiologo americano Walter Cannon,[16] che nel suo libro "The wisdom of the body" (1932), richiamandosi esplicitamente a Bernard, sviluppò il concetto di milieu intérieur descrivendo vari sistemi di controllo presenti negli organismi (quali quelli di controllo della composizione del sangue o della temperatura del corpo). Cannon chiamò omeostasi la capacità degli essere viventi di mantenere inalterati i propri parametri vitali, reagendo ai disturbi esterni.

Anche la nascita del calcolo automatico suscitò subito attenzione per il paragone immediato che poteva essere fatto tra un elaboratore ed il sistema nervoso umano, visto come un sistema di calcolo. Una delle prime ricerche in tal senso fu quella di McCulloch e Pitts su "A Logical Calculus of Ideas Immanent in Nervous Activity"[17] del 1943, dal quale nacque un filone di studi, ancora oggi in corso, sullo sviluppo di modelli formali del sistema nervoso per permettere lo studio teorico di processi come la percezione e l'apprendimento.

L'opera di Wiener[modifica | modifica wikitesto]

Lo stesso Wiener fa risalire la nascita delle idee che condussero alla cibernetica ad un ciclo di incontri tenuti, a partire dagli anni '30, presso la Harvard Medical School, dove medici e ricercatori discutevano di problemi interdisciplinari e del metodo scientifico con matematici, fisici ed ingegneri[1]. In questo ambiente Wiener incontrò il fisiologo Arturo Rosenblueth (già collaboratore di Cannon[18]) che fu il suo principale collaboratore per varie ricerche sui meccanismi di controllo fisiologici[19]. Successivamente, al MIT, Wiener collaborò con Vannevar Bush allo studio dell'analizzatore differenziale e si dedicò al progetto dei sistemi di puntamento, lavorando con il matematico ed ingegnere Julian Bigelow.

Nel 1943 Wiener, Rosenblueth e Bigelow pubblicano l'articolo "Behavior, Purpose and Teleology"[20] nel quale sviluppano la riflessione sui sistemi di regolazione e mostrano che il concetto di retroazione può essere usato per spiegare la capacità, sia di macchine che di organismi viventi, di perseguire il raggiungimento di un obiettivo (anche in forme complesse se la retroazione è "predittiva", in grado cioè di tenere conto dell'evoluzione temporale del suo obiettivo). Pertanto la retroazione, da concetto puramente tecnico, diventa lo strumento di "una medesima forma di analisi dei comportamenti" che "può essere usata per studiare sia le macchine che gli organismi viventi, indipendentemente dalla complessità di tali comportamenti", e grazie al quale i comportamenti "teleologici" possono essere spiegati semplicemente, senza richiedere l'ipotesi dell'esistenza di una "causa finale", e quindi una visione metafisica o non deterministica della realtà.

Successivamente, Wiener potè ampliare i suoi contatti ed suoi interessie grazie alle attività interdisciplinari promosse dalla Fondazione Macy[21] di New York; dopo aver conosciuto nel 1942 McCullogh e Pitts in una conferenza di neurofosiologia, potè in seguito incontrare personalità quali von Neumann, gli psicologi Heinrich Klüwer e Kurt Lewin, gli antropologi Margaret Mead e Gregory Bateson, l'economista Oskar Morgenstern, ed altri. E' nell'ambito delle conferenze interdisciplinari tenute annualmente dalla Fondazione[22] che Wiener conia il termine cibernetica e pubblica la sua opera omonima. Questa abbraccia una ambito interdisciplinare molto vasto, ma mantiene il duplice obiettivo che ha sin qui motivato il lavoro dell'autore: usare i nuovi strumenti concettuali sviluppati nello studio delle macchine per arrivare ad una migliore comprensione degli esseri viventi, e progettare macchine in grado di emulare le prestazioni ed il comportamento degli animali. Per fornire un maggior dettaglio sull'opera, diamo qui una sintesi dei contenuti dei capitoli della seconda edizione[1].

Introduzione: Wiener analizza la natura interdiscipliare del suo approccio ricostruendone l'origine e ricordando le persone che l'hanno influenzato. Nel descrivere i suoi primi lavori con Rosenblueth, Bigelow e Bush fa notare che loro argomento comune è stato quello della descrizione o della simulazione tramite una macchina di un'attività umana, ribadisce la unitarietà di controllo e comunicazione e la necessità di un loro studio dal punto di vista statistico. Wiener fa risalire l'analisi cibernetica alla filosofia di Leibniz, e cita il suo lavoro sul simbolismo universale ed il calcolo del ragionamento. L'introduzione termina con un monito relativo al futuro impatto sociale dell'automazione delle funzioni intellettuali umane.

Tempo newtoniano e tempo bergsoniano. Il libro inizia con un'esplorazione del contrasto tra processi reversibili nel tempo, governati dalla meccanica newtoniana, e quelli irreversibili, o comunque orientati nel tempo, per i quali la meccanica statistica offre la descrizione più appropriata. Wiener mette in rilievo che il secondo modello è applicabile ad una classe molto ampia di fenomeni, tra i quali quelli della vita, giungendo ad affermare che “non esiste una sola scienza che si conformi esattamente al modello newtoniano”. In un excursus sulla storia del concetto di automa, mette in rilievo che l'automa del XX secolo è una macchina che elabora informazioni, il cui funzionamento non può che essere descritto in termini statistici.

Gruppi e meccanica statistica. Wiener prosegue la panoramica sulla meccanica statistica tracciandone l'evoluzione, dai primi risultati di Gibbs, ai contributi di Lebesgue sulla teoria della misura ed all'algebra dei gruppi, fino allo sviluppo della teoria ergodica negli anni '30, che hanno dato finalmente un fondamento rigoroso ai risultati di Gibbs. A riprova della connessione dei metodi della meccanica statistica con l'elaborazione dell'informazione, mette in relazione il concetto di entropia, centrale nella meccanica statistica, con quello di informazione.

Serie temporali, Informazione e Comunicazione. Wiener sintetizza qui i suoi studi sulla teoria delle comunicazioni. Partendo dall'illustrazione del concetto di serie temporale, propone una propria definizione di misura dell'informazione[23] ed illustra vari problemi di natura statistica già affrontati, tra i quali quello della previsione di una serie temporale, del filtraggio ottimo del segnale dal rumore e dell'analisi del moto brownianio. Tratta poi problemi di base della teoria delle comunicazioni come il campionamento dei segnali analogici, e la relazione tra larghezza di banda, rumore e capacità di trasmissione di un canale.

Controreazione ed oscillazione. Il concetto di retroazione viene illustrato e subito applicato all'esame di semplici esempi tratti dalla neurofisiologia, con l'illustrazione dell'effetto di difetti nei meccanismi di controllo, e dalla tecnologia, quali la segnalazione ferroviaria, il funzionamento dei termostati ed il controllore centrifugo delle macchine a vapore studiato da Maxwell. Il resto del capitolo è principalmente occupato dall'analisi matematica di sistemi a retroazione lineari, fino a ricavare la ben nota espressione per la loro funzione di trasferimento, ed a studiarne la stabilità. Vengono poi discussi sistemi più complessi, quali quelli di navigazione automatica, e di controllo non lineare, in casi come la guida su una strada ghiacciata. In conclusione si torna all'analisi dei sistemi viventi, mostrando come la loro tendenza all'omeostasi sia una ulteriore effetto della presenza di meccanismi di controllo a controreazione.

Macchine calcolatrici e sistema nervoso. Nel primo dei tre capitoli dedicati all'esame della mente come macchina calcolatrice, vengono brevemente presentate le due classi di calcolatori disponibili all'epoca, analogici e digitali; l'analisi si concentra subito sulla seconda, con una panoramica dei principi di base del funzionamento del calcolatore digitale binario. Vengono poi discussi, o ipotizzati, i principi di funzionamento del sistema nervoso, comprese funzioni quali il pensiero logico, l'apprendimento ed il tono affettivo.

Gestalt e universali. Questo breve capitolo è un esame filosofico della relazione tra gli eventi fisici nel sistema nervoso centrale e l'esperienza soggettiva dell'individuo, che si concentra sui processi che trasformano i segnali nervosi dalla retina in una rappresentazione mentale del campo visivo. Esplora anche i numerosi processi di regolazione neuromuscolare che rendono possibile la visione, concludendo con un'analisi dei problemi da affrontare per realizzare una macchina lettrice per ciechi.

Cibernetica e psicopatologia. Wiener, pur con molta cautela, usa qui l'analogia tra cervello e macchina calcolatrice per analizzare i casi di malfunzionamento (quindi patologici) del primo. Dopo aver osservato che il sistema nervoso usa il concetto di ridondanza per riconoscere e correggere gli errori di elaborazione, suggerisce che le psico-patologie potrebbero avere origine da difetti nelle aree di memorizzazione cerebrali, sia a breve che a lungo termine.

Informazione, linguaggio e società. Il capitolo espone alcuni esempi nei quali i concetti di informazione o omeostasi possono essere usati per capire i fenomeni sociali, ma termina con una nota di scetticismo sulla possibilità di applicare il metodo scientifico, e quindi l'analisi cibernetica, alle scienze sociali.

Sull'apprendimento e le macchine autoriproducenti. Wiener esamina qui la possibilità di replicare con delle macchine due funzioni tipiche degli esseri viventi, l'apprendimento e l'auto-riproduzione. Come esempi di situazioni di apprendimento vengono analizzati vari casi di giochi e conflitti, mentre per le macchine auto-replicanti si citano i lavori di von Neumann sull'argomento e si esaminano quelli di Gabor.

Onde cerebrali e sistemi auto-organizzanti. Il capitolo si apre con una discussione del meccanismo di evoluzione per selezione naturale, che Wiener chiama "apprendimento filogenetico", ed è guidato da un meccanismo di retroazione attivato dal successo evolutivo, ovvero dalla sopravvivenza e dalla riproduzione della specie; e modifiche del comportamento nel corso della vita, in risposta all'esperienza, che chiama "apprendimento ontogenetico". L'autore suggerisce che ambedue i processi si basino su meccanismi di retroazione non lineari, ed ipotizza che l'attività di apprendimento sia correlata con cambiamenti nelle strutture dei ritmi dell'attività elettrica cerebrale. Dopo una discussione delle limitazioni tecniche dei primi elettroencefalografi, Wiener descrive una procedura, basata sui risultati dei suoi lavori sulla funzione di autocorrelazione e sull'analisi armonica per i processi aleatori, per determinare, con la tecnologia disponibile all'epoca, la densità spettrale di un elettroencefalogramma. Per spiegare il picco di potenza alla frequenza di circa 10hz, il cosiddetto ritmo alfa, Wiener cerca poi di analizzare le modalità con le quali i neuroni del cervello possano produrre una frequenza comune, ipotizzando la presenza di circuiti di regolazione non lineari.

La nascita di una storiografia della cibernetica[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1948 in poi, fino alla fine degli anni Sessanta, sebbene non recepita ovunque nel mondo accademico a livello internazionale come denominazione ufficiale, la cibernetica suscitò grandi dibattiti e grandi clamori. Di fatto oggi non si può che affermare che gran parte dell'universo tecnologico attuale, che viene definito con la lunga locuzione di "scienze e tecnologie dell'informazione" (con l'aggiunta delle neuroscienze e delle scienze cognitive attuali), sia in definitiva derivato dalla frammentazione e dal segmentarsi in specializzazioni della grande nebulosa cibernetica delle origini.

Spentosi il clamore sulla cibernetica, con il divenire desueto del termine stesso, subentrò negli anni Settanta, ma in taluni ambienti o paesi anche prima, l'ignoranza di cosa fosse stata nel dettagli questa grandiosa esperienza scientifica, dove risiedono - come detto - molte delle radici delle scienze e tecnologie attuali. Questa ignoranza dipendeva da un modus operandi, forse discutibile, ma piuttosto radicato nella ricerca scientifica, cioè da una scarsa attenzione alla storia degli eventi da parte dei protagonisti: lo scienziato vuole generalmente sapere quali sono gli aspetti attuali e di punta del suo campo, per il passato gli bastano buoni manuali che sintetizzino e sistematizzino le diverse scoperte acquisite. Così ci ritrovammo senza cibernetica e senza sapere cosa fosse stata.

Anche per l'effetto distanziante del tempo e ad opera soprattutto di outsiders, a partire dal 1980 è nata una storiografia avvertita della cibernetica. Va citata innanzitutto quella che si è concentrata sulla figura di Norbert Wiener.

Il primo ad inaugurare questa storiografia fu il fisico statunitense, Steve J. Heims, che aveva scoperto con meraviglia la complessa nebulosa cibernetica delle origini, e gli dedicò due ampie opere: una che confronta von Neumann e Wiener[24], l'altra dedicata alle Macy Conferences on Cybernetics.[22].

Gli fece seguito, nel 1990, un libro di Pesi R. Masani, matematico che aveva lavorato a fianco di Wiener negli ultimi anni della sua vita, e coglie globalmente la figura di Wiener entrando nei particolari della matematica wieneriana, cercando di renderla comprensibile ai più, e dando in proposito un contributo fondamentale.[25]

Nel 1994, in italiano il contributo più lungo per la conoscenza di Wiener era constituito da un libro sulla cibernetica del 1980, che gli dedicava una trentina di pagine, estremamente critiche e che non facevano riferimento alle nuove ricerche avviate negli USA. In quell'anno ha cominciato a dedicarsi allo studio della figura di Wiener Leone Montagnini, filosofo e sociologo, ed in seguito informatico (formatosi presso gli allievi della scuola di Caianiello a Napoli). Montagnini ha dedicato a Wiener e alla cibernetica decine contributi. Per quel che riguarda Wiener ha approdondito gli aspetti filosofici e sociologici della sua formazione (Wiener aveva un Ph.D. in filosofia) e della sua opera, nonché alcuni fondamentali snodi storiografici che riguardano l'evoluzione della cibernetica soprattutto durante la Seconda guerra mondiale, approfondendo tra le altre cose il nesso tra cibernetica e progettazione delle bombe atomiche. Questi contributi sono confluiti, aggiornati e organicamente sistematizzati, nel volume Le armonie del disordine.[26]

Applicazioni[modifica | modifica wikitesto]

Il campo degli studi e delle applicazioni della cibernetica è molto vasto e tocca varie discipline: la biologia, la fisica, la matematica, la robotica, l'ingegneria e l'informatica. I principali argomenti di cui si occupa la cibernetica sono:

La cibernetica in Italia[modifica | modifica wikitesto]

Lo sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

In Italia le idee di Wiener si diffusero fortemente nella comunità accademica degli epistemologi e dei fisici. Precedentemente all'ultima riforma universitaria l'ordinamento accademico italiano prevedeva anche una laurea in fisica-cibernetica e presso la facoltà di scienze fu istituita una cattedra in cibernetica, ancora oggi attiva in qualche facoltà ma con contenuti didattici molto variegati.

I principali gruppi di ricerca cibernetici che operarono in Italia furono la scuola napoletana e la scuola operativa italiana.

La scuola napoletana fu fondata da Eduardo Renato Caianiello a Napoli come gruppo interdisciplinare tra il dipartimento di fisica dell'università di Napoli e l'istituto di cibernetica del CNR di Pozzuoli. Con Caianiello, fisico, collaborò sin dall'inizio Valentino von Braitenberg, neurofisiologo, e per un periodo anche il fisico, matematico e ingegnere Giacomo della Riccia, che conobbe a Napoli Norbert Wiener e ne fu l'ultimo collaboratore all'MIT fino alla sua scomparsa nel 1964. Tra i membri della scuola di Caianiello non possono essere dimenticati il fisico e matematico Luigi Maria Ricciardi, prematuramente scomparso il 7 maggio 2011, nonché i fisici e matematici Aldo De Luca e Settimo Termini, la cui attività di ricerca è ancora oggi fervida.

La scuola operativa italiana fu fondata da Silvio Ceccato e operò principalmente in ambito linguistico.

Altri cibernetici italiani sono: Vittorio Somenzi, Giuseppe Vaccarino, Francesco Lauria, Giuseppe Trautteur, Roberto Cordeschi, Giuseppe O. Longo, Fabio Abbattista.

La diaspora[modifica | modifica wikitesto]

I cibernetici oggi, di fatto, non costituiscono un gruppo di ricerca omogeneo occupandosi di temi anche difficilmente conciliabili in un quadro unitario. Molti sono attivi nel settore dell'intelligenza artificiale con particolare attenzione agli aspetti filosofici del rapporto mente-macchina (come ad esempio: Giuseppe Trautteur, Roberto Cordeschi). Questi ricercatori di fatto oggi afferiscono al settore delle scienze cognitive.

Altri, pur allontanandosi dalle idee cibernetiche, sono rimasti nell'ambito più applicativo dell'informatica e dell'ingegneria del software (come ad esempio A. Visaggio); altri ancora hanno preferito seguire gli aspetti più teorici della cibernetica come la teoria degli automi o la teoria dell'informazione (come ad esempio: Aldo De Luca, Giuseppe O. Longo).

Per questo oggi alcuni sostengono che la cibernetica abbia più un valore storico che scientifico, e che adesso non esista più, poiché negli anni 50 comprendeva al suo interno rami che, sviluppandosi, hanno ottenuto un campo di studio proprio, diventando scienze singole che prima non esistevano (un precedente analogo è quello della semiotica che si è conquistata un campo di studio esclusivo che prima ricadeva sotto il dominio della linguistica e della filosofia).[senza fonte]

Di fatto attualmente la cibernetica si può spezzare in varie discipline autonome e allo stesso tempo interoperanti: le più importanti sono appunto l'automatica, la meccatronica e l'informatica.

Verso una neocibernetica[modifica | modifica wikitesto]

Gli studi storici non hanno soltanto un valore storiografico fine a se stesso, ma permettono di recuperare aspetti concettuali della cibernetica, perdutisi nel tempo, comprendere gli errori del passato, e così rivelarsi utili in un periodo in cui si torna a guardare con interesse ad uno studio comparativo tra computer e cervello umano, che non può che dirsi neocibernetico, come avviene, per esempio, nello Human Brain Project, progetto europeo di grande respiro, che occupa un posto chiave nei programmi di Horizon 2020.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Norbert Wiener, "Cybernetics, or control and communications in the animal and the machine", prima edizione: 1948, seconda edizione: 1965; trad. italiana della seconda edizione: "Cibernetica - Controllo e Comunicazione nell'animale e nella macchina", Il Saggiatore, Milano, 1968
  2. ^ nel "Gorgia" ed in "La Repubblica"
  3. ^ J. C. Maxwell, "On Governors"
  4. ^ Wiener scrisse anche due altre opere sull'argomento, di taglio più divulgativo, e maggiormente orientate a problemi sociali: The human use of human beings, Boston (1950) (trad. italiana Introduzione alla cibernetica - L'uso umano degli esser umani, Boringhieri (1966), e God & Golem, Inc.: A Comment on Certain Points Where Cybernetics Impinges on Religion Boston (1964) (trad. italiana Dio & Golem SpA - Cibernetica e religione, Boringhieri (1991), ISBN: 9788833906263)
  5. ^ S. Bennet, A bried history of Automatic Control, IEEE Control Systems Society
  6. ^ Neculai Andrei, Modern Control Theory -- A historical perspective
  7. ^ Wiener, Norbert, The Extrapolation, Interpolation, and Smoothing of Stationary Time Series, Report of the Services 19, Research Project DIC-6037 MIT, February 1942; poi New York: Wiley, 1949. ISBN 0-262-73005-7
  8. ^ J. L. Doob, Wiener's work in probability theory, Bulletin of The American Mathematical Society, vol 72 n. 1, 1966
  9. ^ P. Masani, Wiener's contribution to Generalized Harmonic Analysis, prediction theory and filter theory, Bulletin of The American Mathematical Society, vol 72 n. 1, 1966
  10. ^ J. J. Benedetto, Generalized Harmonic Analysis and Gabor and wavelets systems
  11. ^ Claude E. Shannon, A Mathematical Theory of Communication, Bell System Technical Journal, vol. 27, luglio e ottobre 1948
  12. ^ sembra su suggerimento di John von Neumann
  13. ^ A. M. Turing, On Computable Numbers, with an Application to the Entscheidungsproblem (PDF), in Proceedings of the London Mathematical Society, 2, vol. 42, 1937 [Delivered to the Society November 1936], pp. 230–65, DOI:10.1112/plms/s2-42.1.230. e A.M. Turing, On Computable Numbers, with an Application to the Entscheidungsproblem: A correction, in Proceedings of the London Mathematical Society, 2, vol. 43, 1938, pp. 544–6, DOI:10.1112/plms/s2-43.6.544.
  14. ^ John von Neumann, First Draft of a Report on the EDVAC, 1945. URL consultato il 24 agosto 2011.
  15. ^ Ci sono testimonianze del fatto che von Neumann, autore del report tecnico che descriveva l'architettura dell'EDVAC, riconoscesse l'importanza del lavoro di Turing e la sua influenza sullo sviluppo successivo delle macchine calcolatrici; vedi ad es. B. Randell, ‘On Alan Turing and the Origins of Digital Computers’, in Meltzer, B., Michie, D. (a cura di), Machine Intelligence 7, Edinburgh, Edinburgh University Press, 1972, pag. 10
  16. ^ amico personale del padre di Wiener, Leo; cfr. I. Segal, Norbert Wiener - A biographycal memoir, National Academy Press, 1992
  17. ^ Warren McCulloch and Walter Pitts, "A Logical Calculus of Ideas Immanent in Nervous Activity", 1943, Bulletin of Mathematical Biophysics 5:115–133
  18. ^ La cibernetica, in: Il Contributo italiano alla storia del Pensiero: Scienze
  19. ^ a Rosenblueth è dedicato "La cibernetica"
  20. ^ Behavior, Purpose and Teleology, The Philosophy of Science, Volume 10, Number 1, Jan., 1943
  21. ^ The Josiah Macy Jr. Foundation
  22. ^ a b Steve J. Heims, I cibernetici. Un gruppo e un'idea, Roma, Editori Riuniti, 1994."
  23. ^ diversa da quella classica di Shannon, anche se egualmente basata sulla funzione logaritmo
  24. ^ Steve J. Heims, John von Neumann and Norbert Wiener. From Mathematics to the Technologies of Life and Death, Cambridge, Mass., MIT Press, 1980
  25. ^ Pesi R. Masani, Norbert Wiener, 1894-1964, Basel, Boston, Berlin, Birkhäuser Verlag, 1990.
  26. ^ Leone Montagnini, Le Armonie del Disordine. Norbert Wiener matematico-filosofo del Novecento, Venezia, Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, 2005.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Montagnini, Leone, 2014, Norbert Wiener. Il matematico che avvistò il nostro tempo in «Scienza in rete», 1º maggio 2014.
  • Montagnini, Leone, 2014, Interdisciplinary issues in Early Cybernetics. In: Lilia Gurova, László Ropolyi, and Csaba Pléh, editors. New Perspectives on the history of cognitive science, Budapest, Akadémiai Kiadò, 2013, pp. 81–89.
  • Leone Montagnini, L'interdisciplinarità per Norbert Wiener e per Eduardo Caianiello. In: P. Greco e S. Termini (cur.). Memoria e progetto. Un modello per il Mezzogiorno che serva a tutto il Paese, Monte San Pietro, Bologna, GEM, 2010. pp. 47–68.
  • P. Greco e S. Termini (cur.), Memoria e progetto. Un modello per il Mezzogiorno che serva a tutto il Paese, Monte San Pietro, Bologna, GEM, 2010.
  • Leone Montagnini, Identities and Differences. A stimulating aspect of Early Cybernetics. In: R. Trappl (cur.), Cybernetics and Systems 2010. Vienna, Austrian Society for Cybernetic Studies, 2010.
  • F. Conway - J. Siegelman, L'eroe oscuro dell'età dell'informazione, Torino, Codice edizioni, 2005.
  • Leone Montagnini, Le Armonie del Disordine. Norbert Wiener matematico-filosofo del Novecento, Venezia, Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, 2005.
  • Steve J. Heims, I cibernetici. Un gruppo e un'idea, Roma, Editori Riuniti, 1994.
  • Pesi R. Masani, Norbert Wiener, 1894-1964, Basel, Boston, Berlin, Birkhäuser Verlag, 1990.
  • Steve J. Heims, John von Neumann and Norbert Wiener. From Mathematics to the Technologies of Life and Death, Cambridge, Mass., MIT Press, 1980.
  • James Gleick, The Information: A History, A Theory, A Flood, Pantheon Books, 2011 (trad. it.: L'informazione. Una storia. Una teoria. Un diluvio, Milano, Feltrinelli Editore, 2015, ISBN: 978-8807887017)

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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