Ci (poesia)

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Lo (cinese tradizionale: 詞; cinese semplificato: 词, oppure tradizionale: 辭, semplificato: 辞, pinyin cí) è un tipo di poetica cinese.

La parola 词 viene pronunciata come una "Z dura" prolungata ed è conosciuta anche come 長短句 chángduǎnjù, cioè versi di lunghezza irregolare, e 詩餘 (T)/诗余 (S) shīyú, ossia poesia di confronto, di contorno.

Di solito il numero di caratteri in ogni verso e la sistemazione dei toni è determinata da uno dei circa 800 schemi predefiniti, ciascuno associato ad un particolare titolo, definito 词牌 cípái.

Originariamente erano scritti per essere cantati come una melodia su quelle parole, con un preciso ritmo, rime e tempo, quindi il titolo poteva non avere nulla a che fare col contenuto del componimento, e spesso molti Cí hanno lo stesso titolo.

Alcuni Cí possono avere un sottotitolo (o un commento, lungo come un paragrafo) che ne indica il contenuto. A volte, per una maggiore chiarezza, un Cí è indicato con il titolo e il primo verso.

Sono componimenti che spesso esprimono sentimenti di desiderio verso un personaggio "adottato", ma i maggiori esponenti dello Cí (李後主 Lǐ Hòuzhǔ e 苏轼 Sū Shì) lo hanno usato con molti contenuti diversi.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Nato nella Dinastia Liang, questa forma si sviluppò ulteriormente durante la Dinastia Tang, e fu la più popolare nella Dinastia Song. La poesia Cí seguì le orme dello Shi Jing e del Yue Fu: erano liriche che si svilupparono da canzoni popolari anonime verso un genere letterario sofisticato. Lo sviluppo del genere è legato al commercio sulla Via della seta e all'amore per l'esotismo (grazie ai commerci arrivano nuove stoffe, nuovi materiali, nuova musica).

Generi[modifica | modifica sorgente]

Le due principali categorie di Cí usate nella Dinastia Song furono lo xiǎolìng 小令 (la forma originale, nata prima della Dinastia Song) e il màncí 慢詞 (nato dopo Liu Yong).
Successivamente, nelle Dinastie Ming e Qing, i Cí (chiamati 词牌, cípái), venivano classificati per il numero di caratteri che contenevano. Si chiamava 小令, xiǎolìng, se conteneva meno di 58 caratteri (da 小 xiǎo, piccolo), 中調 zhōngdiào (da 中 zhōng, metà, intermedio) con 59-90 caratteri e 長調, chángdiào, con oltre 90 caratteri.
Se lo Cí appare in una strofa è chiamato dāndiào 單調 (monotono).
La stragrande maggioranza è in 雙調 shuāngdiào, in due strofe (o 闋 què), con forme metriche pressoché identiche. Ci sono anche rari casi di 三疊 sāndié e 四疊 sìdié, con tre (三, sān) e quattro (四 ) 闋 què. come stile i Cí possono essere classificati come wǎnyuē 婉約 (liscio e cortese) o háofàng 豪放 (coraggioso, sfacciato e disinvolto)

Cipai[modifica | modifica sorgente]

La maggior parte degli 词牌 cípái è costituita da tre caratteri. Il significato letterale è oscuro e difficile da tradurre. Alcuni cípái provengono da poemi recenti, e alcuni sono chiaramente di origine Non-Han (la maggior parte delle canzoni di origine centroasiatica). Alcuni cípái hanno nomi alternativi, derivanti da alcuni cípái famosi. Ci sono anche varianti di alcuni cípái, indicati con un prefisso o suffisso.

Esempi[modifica | modifica sorgente]

La melodia della città sul fiume

(ZH)
« 十年生死兩茫茫。

不思量,自難忘。

千里孤墳,無處話淒涼。

縱使相逢應不識,塵滿面、鬢如霜。

夜來幽夢忽還鄉。

小軒窗,正梳妝。

相顧無言,惟有淚千行。

料得年年腸斷處:明月夜,短松岡 »

(IT)
« Per 10 anni ho vagato e qui ti trovo distesa.

Non penso a te spesso, ma come potrei dimenticarti!

Con la tua tomba migliaia di miglia lontano,

dove posso confidare la mia solitudine?

Anche se ci incontrassimo, potresti riconoscermi, con questa polvere sul mio viso, e i capelli come congelati?

La scorsa notte ho fatto un sogno, nel quale tornavo a casa.

Dalla finestra ti stavi pettinando i capelli.

Ci guardammo l'un l'altra silenziosamente,

con le lacrime che solcavano le nostre guance.

C'è un posto che ogni anno accresce il mio dolore:

La notte al chiaro di luna

le colline di piccoli pini. »

(苏轼 Sū Shì)

苏轼 Sū Shì è uno degli Otto Grandi Maestri della Prosa (古文八大甲 gǔwén bā dàjiǎ)

Nel titolo di questo Ci, La melodia della città sul fiume c'è un 'cípái, seguito dalla prima frase del poema.