Ciàula scopre la Luna

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Pirandello nel suo studio nel 1924

Ciaula scopre la Luna è una novella del 1907 di Luigi Pirandello, contenuta nella raccolta Novelle per un anno.

Riassunto[modifica | modifica wikitesto]

Ciàula è un ragazzo che lavora in una miniera di zolfo in Sicilia (la miniera a cui si ispirò Pirandello è la "Taccia Caci", dove lavorò suo padre, che si trova ad Aragona) ed è il caruso di un minatore chiamato Zi Scarda, alle dipendenze di Cacciagallina. Una sera, quest'ultimo, che in miniera ha il compito di controllare i minatori, vuole farli restare a lavorare per finire il carico di quel giorno, ma nessuno lo asseconda. Gli unici a trattenersi sono Zi' Scarda e Ciàula che, sebbene sia molto stanco, non si tira indietro ed ubbidisce. Ciàula non è preoccupato per il buio della miniera, perché ne conosce bene le gallerie, ma ha paura del buio della notte. Ciò ha avuto inizio quando nella miniera è scoppiata una mina, che ha ucciso il figlio di Zi' Scarda e ha reso Zi' Scarda cieco in un occhio. Per la paura dell'esplosione si era rifugiato in un anfratto e entrandoci aveva rotto la sua lanterna. Quella notte Ciàula è impaurito per il buio che troverà uscendo dalla miniera. Con il sacco pieno di zolfo sale verso la superficie ma quando arriva in prossimità degli ultimi scalini, con grande stupore si accorge di essere circondato di luce. Sbalordito, lascia cadere il sacco dalle spalle e scopre l'esistenza e la bellezza della luna.

Analisi del testo[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante la novella riveli dei profondi legami con il Verismo, Luigi Pirandello non adotta il tipico procedimento di regressione caratteristico del Verismo, ma conserva i privilegi di narratore e non costruisce una coscienza al personaggio (come Malpelo in Rosso Malpelo di Giovanni Verga), anzi, presenta Ciaula come un minorato mentale.

Ciò che interessa a Luigi Pirandello è descrivere un'esperienza irrazionale e per questo sceglie come Protagonista un'anima sprovvista di consapevolezza.

Il fatto significativo della novella sta nel fatto che Ciaula all'esterno non trova il buio, metafora della morte, ma trova la luce della Luna, che viene presentata come una divinità.

Nonostante l'ambiente e i personaggi, quindi, non ci troviamo in un terreno veristico, ma in un ambiente decadente.

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Corriere della Sera, 29 dicembre 1912, pubblicata insieme a Certi obblighi e Chi la paga[1]
  • Le due maschere, Quattrini, Firenze 1914
  • Tu ridi, Treves Milano 1920
  • Dal naso al cielo, Bemporad Firenze 1925 (ottavo volume)
  • Corriere della Sera il 4 marzo 1951 in occasione del settantacinquesimo anniversario della sua fondazione

Il nome[modifica | modifica wikitesto]

Ciàula non è il vero nome del protagonista ma il suo soprannome. Il termine in lingua siciliana significa letteralmente "cornacchia". Allude al fatto che il ragazzo imita il verso del volatile ogni volta che «qualcuno dei compagni gli dava uno spintone e gli allungava un calcio, gridandogli: – Quanto sei bello!». Perfino zi' Scarda, quando ha bisogno di lui e gli chiede perciò di avvicinarsi o di prestare attenzione a ciò che ha intenzione di riferirgli, gli si rivolge usando il suono col quale si è soliti richiamare le cornacchie ammaestrate, cioè «Tè, pà! tè, pà». Da parte sua Ciàula risponde anche in questo caso con «cràh cràh».

Collegamenti letterari[modifica | modifica wikitesto]

I temi e l'ambiente rimandano alla novella Rosso malpelo di Giovanni Verga.[2]

Ambiente e temi[modifica | modifica wikitesto]

  • la zolfatara siciliana
  • lo sfruttamento dei lavoratori
  • la denuncia sociale: la protesta dei minatori all'imposizione di lavorare oltre l'orario stabilito, il racconto dello scoppio della mina dove Zi' Scarda rimane ferito e suo figlio muore.
  • la figura del reietto: Ciaula è all'ultimo gradino della scala sociale, senza famiglia e senza identità

Caratteri stilistici[modifica | modifica wikitesto]

  • il narratore esterno, onnisciente.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

  • il ventre della terra, simbolo di una condizione prenatale
  • la luna e il simbolismo della rinascita

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Luigi Pirandello, da Novelle per un anno, prefazione di Corrado Alvaro, Mondadori, collana I classici contemporanei, Milano 1985, Vol I° ,sezione Dal naso al cielo, Copyrights delle prime edizioni, ultima pagina.
  2. ^ Luigi Pirandello, Tutte le novelle, a cura di Lucio Lugnani, Classici Moderni BUR, Milano 2007, Volume 2°, p.1187-1191

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Luigi Pirandello, da Novelle per un anno, prefazione di Corrado Alvaro, Mondadori, collana I classici contemporanei, Milano 1985, Vol I° ,sezione Dal naso al cielo, pp. 1272-1278.
  • Luigi Pirandello, Tutte le novelle, a cura di Lucio Lugnani, Classici Moderni BUR, Milano 2007, Volume 2°, pp. 779-785.

Studi critici[modifica | modifica wikitesto]

  • Baldi, Giusso, Razetti, Zaccaria, Dal testo alla storia, dalla storia al testo, Vol. F, Il Decadentismo, Paravia, Torino 1994, pp.400-406.
  • Roberto Alonge, Pirandello, Laterza, Bari 1997

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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