Chun Shu

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Lin Jiafu[1] (caratteri cinesi: 林嘉芙; pinyin: Lì Jié), nota anche con lo pseudonimo di Chun Shu (春樹) (Shandong, 28 giugno 1983), è una scrittrice e poetessa cinese. Precedentemente conosciuta come Zou Nan (鄒楠), il suo pseudonimo è talvolta internazionalizzato come Chun Sue.

La scrittrice è parte della generazione di scrittori e pensatori cinesi definita "Post 80s Generation"[2], un gruppo di autori nati negli anni '80[3] che hanno sfidato, con le loro opere ribelli e iconoclaste, le regole severe della società cinese dei primi anni 2000[4].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nata nella provincia cinese dello Shandong, Chun Shu si è trasferita a Pechino con la famiglia all'età di 9 anni per seguire la carriera del padre, un ufficiale dell'Esercito Popolare di Liberazione[5].

A causa della repressività e dell'autorità del sistema scolastico, l'autrice ha lasciato la scuola superiore senza diplomarsi[6]. La ribellione contro l'autorità è infatti uno dei maggiori temi delle sue opere[7], trattato particolarmente nel romanzo d'esordio semi-autobiografico Ragazza di Pechino[8], scritto alla sola età di 17 anni[9].

I primi due romanzi di Chun Shu, Ragazza di Pechino (2002) e Fun and Games (2003), sono stati messi al bando in Cina causa dei contenuti ritenuti "malsani", tuttavia sono stati ripubblicati nel 2010[10]. Nello stesso anno l'autrice ha pubblicato il suo ultimo romanzo, Journey around the world: Chun Shu's travelling notes. In seguto all'ultima pubblicazione, l'autrice ha continuato a pubblicare poesia sul suo sito ufficiale.

Insieme al blogger e scrittore Han Han, al musicista punk rock Li Yang e all'hacker Man Zhou, nel 2004 Chun Shu è apparsa sulla copertina internazionale della rivista Time[11], in un articolo intitolato The New Radicals ("I nuovi radicali")[12].

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ragazza di Pechino (北京哇哇, 2002)
  • Fun and Games (长达半天的欢乐, 2003)
  • The joy that lasts for a while (抬头望见北斗星, 2004)
  • Raise your head and see the Big Dipper (长安街少年和玩火, 2004)
  • 激情萬丈(Passionate, 2005)
  • 2條命(Two Lives, 2005)
  • 春樹四年(The four years of Chun Shu, 2006)
  • Her name is Chun Shu (她叫春树, 2006)
  • Red kid (红孩子, 2007)
  • Light year American dream (光年之美国梦, 2010)[13]
  • Journey around the world: Chun Shu's travelling notes (在地球上:春树旅行笔记, 2013)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nell'onomastica cinese il cognome precede il nome. "Lin" è il cognome.
  2. ^ Marianna Morgante, L'adolescente Chun Shu: Viaggio attraverso i sogni e gli incubi di una giovane "Ragazza di Pechino" (PDF), Associna, pp. 1. URL consultato il 17 ottobre 2020.
  3. ^ (EN) L'Associazione degli Scrittori di Shanghai tiene un workshop sugli autori della "generazione post-anni '80", in Jing Daily, 14 aprile 2010. URL consultato il 17 ottobre 2020.
  4. ^ Vittorio Macioce, Le mille luci di Shangai: ecco come il romanzo racconta la Cina, in Il Giornale, 21 gennaio 2009. URL consultato il 17 ottobre 2020.
  5. ^ (EN) Lijia Zhang e Neil Norman, La creatività prospera nella nuova Cina, in New Zealand Herald, 1º agosto 2008. URL consultato il 17 ottobre 2020.
  6. ^ (EN) Chun Sue 春树, in Paper Republic. URL consultato il 17 ottobre 2020.
  7. ^ SINOLOGIE – Zhang Yueran, diversamente anni ’80, in China Files, 23 novembre 2013. URL consultato il 17 ottobre 2020.
  8. ^ Letteratura cinese - Chun Shu, in Roma Multietnica. URL consultato il 17 ottobre 2020.
  9. ^ Festival della cultura cinese: i giovani in Cina, in Centro Amilcar Cabral. URL consultato il 17 ottobre 2020.
  10. ^ (EN) Giulia Tavoni, Grown-up Dolls: An Analysis of Professional Critics’ and Readers’ Reviews of Three Beauty Writers (Bambole cresciute: un'analisi di recensioni di critici e lettori di tre "beauty writer" cinesi), Leiden, Leiden University, giugno 2016, pp. 23. URL consultato il 12 ottobre 2020.
  11. ^ Copertine del Time, in Time, 2 febbraio 2004. URL consultato il 17 ottobre 2020.
  12. ^ Hannah Beech, The New Radicals (I nuovi radicali), in Time, 2 febbraio 2004. URL consultato il 17 ottobre 2020.
  13. ^ (EN) Eric Abrahamsen, Evento: Chun Shu parla del suo nuovo libro, in Paper Republic, 24 giugno 2010. URL consultato il 17 ottobre 2020.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]