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Christina Koch

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Christina Koch
Astronauta della NASA
NazionalitàStati Uniti (bandiera) Stati Uniti
StatusIn attività
Data di nascita29 gennaio 1979
Selezione2013 (Gruppo 21 NASA)
Primo lancio14 marzo 2019
Ultimo atterraggio6 febbraio 2020
Altre attivitàRicercatrice
Tempo nello spazio328 giorni, 12 ore e 58 minuti
Numero EVA6
Durata EVA42h 15min
Missioni

Christina Hammock Koch (Grand Rapids, 29 gennaio 1979) è un'astronauta statunitense, detentrice del record di permanenza continuativa nello spazio per una donna.

Entrata a far parte del corpo astronauti NASA nel 2013, ha preso parte alla missione di lunga durata Expedition 59/60/61 a bordo della Stazione spaziale internazionale (ISS), durante le quali stabilì il record del volo spaziale singolo più lungo compiuto da una donna, con una permanenza di 328 giorni consecutivi nello spazio. Durante la stessa missione partecipò inoltre alla prima attività extraveicolare interamente femminile insieme a Jessica Meir. Nel 2023 è stata selezionata come specialista di missione di Artemis 2, la prima missione con equipaggio del programma Artemis diretta verso la Luna, la cui partenza è prevista per febbraio 2026.[1][2]

Istruzione e carriera accademica

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Conseguì due Bachelor of Science, uno in ingegneria elettrica e uno in fisica, all'Università statale della Carolina del Nord a Raleigh nel 2001 e un Master of Science in ingegneria elettrica nel 2002. Lavorò come ingegnere elettrico al Laboratory for High Energy Astrophysics del Goddard Space Flight Center (GSFC), dove contribuì allo sviluppo di strumenti scientifici per missioni NASA nel campo della cosmologia e dell'astrofisica. Durante questo periodo, lavorò inoltre come professore temporaneo al Montgomery College dove insegnò in un laboratorio di fisica. Tra il 2004 e il 2007 fu ricercatrice del Programma Antartico degli Stati Uniti d'America, completando anche una stagione invernale alla Base Amundsen-Scott e una stagione alla Stazione Palmer. Mentre era in Antartide, fu inoltre un membro della squadra Vigili del fuoco e delle squadre di soccorso oceano/ghiacciai. Dal 2007 al 2009 continuò a lavorare allo sviluppo di strumenti scientifici spaziali al Laboratorio di fisica applicata dell'Università Johns Hopkins, contribuendo agli strumenti sullo studio delle radiazioni delle missioni Juno e Van Allen Probes. Dal 2010, Koch tornò a svolgere lavoro scientifico sul campo durante delle missioni alla Stazione Palmer e diverse stagioni invernali alla Stazione Summit in Groenlandia. Nel 2012 lavorò per il NOAA come Ingegnere sul campo alla Divisione del monitoraggio climatico mondiale a Utqiaġvik, Alaska, e poi come Capo stazione dell'American Samoa Observatory, a Tutuila.[2]

Koch all'esterno della ISS durante un'attività extraveicolare (EVA) indossando una EMU

Carriera astronautica

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Koch venne selezionata nel Gruppo 21 degli astronauti NASA nel giugno 2013.[3] Ad agosto dello stesso anno iniziò i due anni di addestramento astronautico di base come candidata astronauta, addestramento che comprendeva lezioni sui sistemi e sulle procedure della Stazione spaziale internazionale (ISS), attività extraveicolari (EVA) simulate nel Neutral Buoyancy Laboratory (NBL), lezioni di robotica del Canadarm2, lezioni della lingua russa, addestramenti di volo a bordo del T-38 e esercitazioni di sopravvivenza in vari ambienti estremi, tra cui l'acqua e i boschi. Nel luglio 2015 completò l'addestramento diventando ufficialmente un'astronauta e quindi assegnabile a future missioni spaziali.[4] In attesa di assegnazione, prese servizio nella divisione delle Operazioni dell'Equipaggio della ISS dell'Ufficio Astronauti NASA. Nel febbraio 2018 iniziò l'addestramento al Centro di addestramento cosmonauti Jurij Gagarin, alla Città delle Stelle in Russia, sui sistemi della Sojuz come membro della Sojuz MS-12.[5][6] Dopo il suo primo volo spaziale, Koch ricoprì il ruolo di capo della sezione degli Equipaggi assegnati presso l'Ufficio Astronauti. Successivamente svolse un incarico di rotazione come assistente per l'Integrazione tecnica del Direttore del Centro presso il Johnson Space Center della NASA.[2]

Sojuz MS-12/MS-13 (Expedition 59/60/61)

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Koch lavora dentro il modulo Harmony durante l'Expedition 59

Partì per la sua prima missione il 14 marzo 2019 dal Cosmodromo di Bajkonur a bordo della Sojuz MS-12 con il comandante russo Aleksej Ovčinin e l'astronauta NASA Nick Hague per raggiungere la Stazione spaziale internazionale (ISS).[7] Un mese dopo il lancio la NASA riferì che la missione di Koch sarebbe durata circa 11 mesi, durante le Expedition 59/60/61, facendo ritorno sulla Terra nel febbraio 2020 sulla Sojuz MS-13.[8] Il 29 marzo 2019, appena 15 giorni dopo il suo arrivo sulla ISS, effettuò un'attività extraveicolare (EVA) con Hague per eseguire l'installazione di nuove batterie al litio in sostituzione delle più datate batterie a idrogeno-nichel e di alcune maniglie e altri supporti per aiutare gli spostamenti degli astronauti all'esterno della ISS durante le future EVA. In origine questa attività extraveicolare sarebbe dovuta diventare la prima EVA interamente femminile, ma non fu possibile a causa di problemi di adattamento alla tuta spaziale di Anne McClain. Nel corso della sua permanenze effettuò altre cinque EVA, due con Andrew Morgan e tre con Jessica Meir per sostituire le vecchie batterie al nichel-idrogeno con nuove batterie agli ioni di litio sul segmento P6 del Integrated Truss Structure (ITS), sostituirono un'unità di carica/scarica delle batterie (BCDU) guasta e completarono alcuni lavori in vista della futura installazione della piattaforma europea Bartolomeo. L'EVA del 18 ottobre, la prima svolta con Meir, fu la prima attività extraveicolare svolta da due astronaute donne. Durante l'Expedition 61, l'equipaggio svolse nove EVA, un record per una singola Expedition;[9] le altre quattro EVA della mission vennero svolte da Luca Parmitano e da Morgan per la riparazione dell'Alpha Magnetic Spectrometer (AMS-2).

Oltre alla manutenzione della ISS e lo svolgimento di circa 210 esperimenti scientifici[10], Koch si occupò delle operazioni di cattura e rilascio con il braccio robotico canadese Canadarm2 per le navicelle Cygnus NG-11, HTV-8 e Cygnus NG-12. Nel dicembre 2019 Koch era sulla ISS quando la navicella Starliner di Boeing per la missione di collaudo senza equipaggio Boe-OFT avrebbe dovuto raggiungere la ISS ma, a causa di un errore di temporizzazione del software di bordo, i motori si accesero nel momento sbagliato; la navicella entrò in un'orbita troppo bassa, consumando gran parte del propellente disponibile e impedendo la manovra di inserzione necessaria per il rendezvous con la ISS. Il 28 dicembre 2019 superò il record di 289 giorni di permanenza continuativa nello spazio per una donna, precedentemente detenuto dall'astronauta Peggy Whitson.[11] Il 6 febbraio 2020 tornò sulla Terra a bordo della Sojuz MS-13 con Aleksandr Skvorcov e Parmitano dopo 328 giorni continuativi nello spazio.[12][13][14][15]

L'equipaggio di Artemis 2

Il 3 aprile 2023 venne selezionata come specialista di missione Artemis 2 del Programma Artemis, con partenza prevista non prima del 6 febbraio 2026. La missione, della durata di circa dieci giorni, effettuerà un fly-by lunare senza atterraggio e rappresenterà il primo volo con equipaggio dello Space Launch System (SLS) e della navicella Orion. Oltre a Koch, fanno parte dell'equipaggio il comandante Reid Wiseman, il pilota Victor Glover e lo specialista di missione Jeremy Hansen.[2]

Nel tempo libero le piace viaggiare, scalare le montagne, andare in canoa, navigare in mare, correre, fare yoga, svolgere servizi utili alla comunità e la fotografia. Koch si è diplomata al NASA Academy del Goddard Space Flight Center (GSFC) nel 2001. È sposata con Robert Koch.[2]

  1. ^ Mariasole Maglione, La NASA ha annunciato il periodo di lancio della missione Artemis II. La prima data utile è il 5 febbraio, su astrospace.it, AstroSpace, 23 settembre 2025. URL consultato il 26 settembre 2025.
  2. ^ a b c d e (EN) Biografia ufficiale NASA, su nasa.gov.
  3. ^ (EN) NASA Selects 2013 Astronaut Candidate Class, su nasa.gov, NASA. URL consultato il 19 giugno 2013 (archiviato dall'url originale il 30 ottobre 2020).
  4. ^ (EN) NASA's Newest Astronauts Complete Training, su nasa.gov, 9 luglio 2015. URL consultato il 14 dicembre 2018 (archiviato dall'url originale il 27 giugno 2022).
  5. ^ (EN) NASA, Space Station Partners Announce Future Mission Crew Members, su nasa.gov, 24 maggio 2018.
  6. ^ (RU) На подготовку в ЦПК прибыли астронавты НАСА и ДжАКСА, su gctc.ru, 5 febbraio 2018.
  7. ^ (EN) NASA Astronaut Nick Hague Set for New Space Station Mission After Abort, su nasa.gov, 3 dicembre 2018. URL consultato il 14 marzo 2019.
  8. ^ (EN) NASA Announces First Flight, Record-Setting Mission, su nasa.gov, NASA, 17 aprile 2019.
  9. ^ (EN) John Uri, Space Station 20th: Spacewalking History, su nasa.gov, 3 giugno 2020.
    «The Expedition 61 crew completed a record nine EVAs between Oct. 6, 2019, and Jan. 25, 2020.»
  10. ^ (EN) NASA Astronaut’s Record-Setting Mission Helps Scientists for Future Missions, su nasa.gov, NASA, 3 febbraio 2020.
  11. ^ (EN) NASA astronaut setting record for longest mission by a woman, su collectspace.com, CollectSpace, 28 dicembre 2019.
  12. ^ (EN) Mark A. Garcia, Christina Koch Completes 328-Day Mission in Space, su nasa.gov, NASA, 6 febbraio 2020.
  13. ^ (EN) Expedition report: Expedition 59, su spacefacts.de, SpaceFacts. URL consultato il 18 settembre 2025.
  14. ^ (EN) Expedition report: Expedition 60, su spacefacts.de, SpaceFacts. URL consultato il 18 settembre 2025.
  15. ^ (EN) Expedition report: Expedition 61, su spacefacts.de, SpaceFacts. URL consultato il 18 settembre 2025.

Altri progetti

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Collegamenti esterni

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