Noam Chomsky

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Noam Chomsky nel 2015
Firma di Noam Chomsky

Avram Noam Chomsky (Filadelfia, 7 dicembre 1928) è un linguista, filosofo, storico, teorico della comunicazione e anarchico statunitense.

Professore emerito di linguistica al Massachusetts Institute of Technology, è riconosciuto come il fondatore della grammatica trasformazionale, spesso indicata come il più rilevante contributo alla linguistica teorica del XX secolo.[1]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque il 7 dicembre 1928 a Filadelfia, da una famiglia ebraica originaria dell'Europa dell'Est. Il padre, William (Zev) Chomsky è un rispettato studioso di ebraico, immigrato negli Stati Uniti dalla Russia nel 1913, del quale si ricorda l'opera Hebrew, the Eternal Language (1957).[1]

Studiò linguistica (seguendo anche i corsi di filosofia e di matematica)[2] alla University of Pennsylvania sotto la guida di Zellig Harris, fondatore del primo dipartimento di linguistica in una università americana. Qui ottiene il Bachelor (B.A.) nel 1949 e il Master (M.A.) nel 1951 con la tesi Morphophonemics of Modern Hebrew. Nel 1949 discute la tesi di dottorato sempre alla University of Pennsylvania, Transformational Analysis (1955), benché dal 1951 al 1955 svolga la sua attività di ricerca come Junior Fellow presso l'Harvard University a Cambridge, presso Boston, Massachusetts. Nel 1949 Chomsky sposa la linguista Carol Doris Schatz, matrimonio che dura fino alla morte della moglie nel 2008.[1] Nel 1955 inizia la sua carriera come "assistant professor" al Massachusetts Institute of Technology (MIT), nella stessa Cambridge, istituzione dove tuttora opera e insegna.[1]

Il 16 aprile 2004 ha ricevuto la Laurea honoris causa in Lettere dall'Ateneo fiorentino, “quale riconoscimento allo studioso eminente nel campo delle scienze del linguaggio e delle capacità cognitive e all'intellettuale da sempre impegnato in difesa della libertà di pensiero”.[3] Il 1º aprile 2005 ha ricevuto la Laurea honoris causa in Psicologia dall'Università di Bologna.[4]

Il 17 settembre 2012 ha ricevuto un PhD honoris causa in Neuroscienze conferitogli dalla Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste.[5][6]

In quanto di origine ebraica Chomsky aveva una posizione molto favorevole alla creazione dello stato di Israele, alla sua iniziale struttura di stampo socialista e ai kibbutzim, col tempo però, con l'inasprimento dei rapporti tra lo stato ebraico e gli stati confinanti, ha assunto una posizione ben più critica nei confronti della politica Israeliana verso gli arabi e del colonialismo; nonostante questo si è espresso più volte in favore degli sforzi dei socialisti israeliani nel trovare la pace[7] e ha affermato di supportare la soluzione dei due Stati[8], a seguito di alcune esternazioni sul medio-oriente il governo di destra lo ha bandito nel 2010 dal recarsi in Israele.

Afferma di essere "illuminista" e scettico; la sua posizione religiosa potrebbe essere definita agnostica; al contempo riconosce ad alcune persone religiose un ruolo positivo nella storia.[9][10]

L'opera ed il pensiero[modifica | modifica wikitesto]

La teoria della grammatica generativa, di cui alcuni elementi essenziali sono già presenti nell'opera Syntactic Structures del 1957, si caratterizza per la ricerca delle strutture innate del linguaggio naturale, elemento distintivo dell'uomo come specie animale, superando la concezione della linguistica tradizionale incentrata sullo studio delle peculiarità dei linguaggi parlati. L'influenza del pensiero di Chomsky va ben al di là della stessa linguistica, fornendo interessanti e fecondi spunti di riflessione anche nell'ambito della filosofia, della psicologia, delle teorie evoluzionistiche, della neurologia e della scienza dell'informazione.[1]

A partire dagli anni sessanta, grazie alla sua forte presa di posizione contro la guerra del Vietnam e al suo notevole impegno politico e sociale, Chomsky si è affermato anche come intellettuale anarchico e socialista libertario[11]. La costante e aspra critica nei confronti della politica estera di diversi paesi, in particolar modo degli Stati Uniti, così come l'analisi del ruolo dei mass media nelle democrazie occidentali, lo hanno reso uno degli intellettuali più celebri e seguiti della sinistra radicale americana e mondiale.[1] Durante la guerra in Vietnam, l'attivismo di Chomsky lo ha portato a prendere parte attiva a numerosi incontri e dibattiti sui più disparati temi sociali, da problematiche di politica internazionale alla critica al neoliberismo (tema centrale dei suoi incontri e dei suoi scritti), inteso come dottrina economica basata sulla radicalizzazione della centralità del mercato che, secondo Chomsky, ha portato a vari disastri sociali, come il crescente divario tra ricchi e poveri (in particolar modo nei paesi dell'America latina) e la perdita di controllo sul potere statale da parte dei cittadini.

Tali temi sono affrontati in vari scritti di attivismo chomskiano, spesso nati da trascrizioni di registrazioni d'interviste e incontri pubblici.[1] Oltre a vari libri incentrati sul pensiero politico di Noam Chomsky, sono stati realizzati un documentario e un'opera di teatro musicale: Manufacturing Consent (1992) di Mark Achbar e Peter Wintonick e Conversazioni con Chomsky (2010), "talk-opera" del compositore italiano Emanuele Casale.

Impegno politico[modifica | modifica wikitesto]

La posizione di Chomsky nel campo della linguistica è tuttora quella di un innovatore radicale che ha fatto scuola in tutto il mondo, ma il suo pensiero non si è limitato alla linguistica.[1] Chomsky è noto anche come pensatore anarchico e per le sue prese di posizione politiche. Lui si definisce "socialista libertario" e simpatizzante dell'anarco-sindacalismo"[12] e ha duramente denunciato l'ingiustizia e la profonda immoralità su cui si fondano i sistemi di potere americani ed internazionali, la strumentalizzazione della totalità dei mezzi d'informazione statunitensi, da parte delle potenti lobby economiche esistenti in quel Paese, e la politica imperialista e militarista delle amministrazioni USA, da Roosevelt in poi (American power and the new mandarins - 1969, At war with Asia - 1970, Human rights and american foreign policy - 1978).[1]

Noam Chomsky al World Social Forum di Porto Alegre (Brasile, 2003)

Chomsky ha affermato di essere riuscito, grazie ad un minuzioso lavoro di studio e interpretazione di un'immensa mole di ogni tipo di documenti, a smascherare numerosi casi di utilizzo fraudolento delle informazioni, nonché a evidenziare la piattezza conformistica dei media.[1]

Il meccanismo attraverso cui si attua questo livellamento, è costituito dalla "fissazione delle priorità": esiste un certo numero di mezzi di informazione che determinano una sorta di struttura prioritaria delle notizie, alla quale i media minori devono più o meno adattarsi a causa della scarsità delle risorse a disposizione. Le fonti primarie che fissano le priorità, sono grandi società commerciali a redditività molto alta, e nella grande maggioranza sono collegate a gruppi economici ancora più grandi. L'obiettivo è quello che Chomsky definisce come la "fabbrica del consenso", ossia un sistema di propaganda estremamente efficace per il controllo e la manipolazione dell'opinione pubblica (Manufacturing consent: the political economy of the mass media - 1988, Understanding power: the indispensable Chomsky - 2002).[1]

Negli ultimi 50 anni, i rapidi progressi della scienza hanno generato un divario crescente tra le conoscenze del pubblico e quelle possedute e utilizzate dalle élite dominanti. Grazie alla biologia, la neurobiologia, e la psicologia applicata, il “sistema” ha goduto di una conoscenza avanzata dell'essere umano, sia nella sua forma fisica sia psichica. Il sistema è riuscito a conoscere meglio l'individuo comune di quanto egli stesso si conosca. Questo significa che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un controllo maggiore e un gran potere sugli individui, maggiore di quello che lo stesso individuo esercita su se stesso.[1]

Ha appoggiato, per le elezioni politiche italiane del 2008, la lista anticapitalista e trotskista di Sinistra Critica[13][14]. È anche membro del Comitato consultivo ad interim dell'Organizzazione per una società partecipativa (IOPS).[1] Inoltre, nel dibattito sulla pena di morte, Chomsky ne è un convinto oppositore.[15]

Nel 2016 ha dichiarato al quotidiano di sinistra radicale italiano il Manifesto che, per via delle dichiarazioni sulla gestione del global warming e della politica estera, ma anche per la politica economica liberista (da socialista, ha affermato in passato che le idee liberali di tipo anarco-capitalista, qualora applicate al mondo reale della politica, produrrebbero "tali forme di tirannia e oppressione come se ne sono viste poche nella storia dell'umanità"), l'odierno Partito Repubblicano statunitense (pur criticando sempre anche i democratici) costituisca "una delle organizzazioni più pericolose nella storia dell'umanità"[16]:

« I rischi sono serissimi. Se i commenti dei leader repubblicani in lizza per la presidenza corrispondono alla realtà che verrà dalla futura Casa Bianca, dobbiamo aspettarci un vero disastro e cioè: ignoriamo il global warming, stracciamo gli accordi sul nucleare raggiunti con l’Iran, aumentiamo la nostra Potenza militare, interveniamo con maggiore aggressività e determinazione nel resto del mondo malgrado i rischi di scatenare una guerra mondiale. Se un paese con il potere degli Stati Uniti avalla queste strategie politiche, le probabilità di sopravvivenza della specie umana sono ridotte al minimo. »

Opere di linguistica[modifica | modifica wikitesto]

Chomsky, dopo qualche articolo, pubblica nel 1957 il volume Syntactic structures (Le strutture della sintassi), che contiene in nuce la sua teoria rivoluzionaria sulla grammatica generativo-trasformazionale.[1]

Nel 1959 pubblica una lunga e ormai classica recensione del volume di Burrhus Skinner, allora il più noto esponente del comportamentismo, Verbal behavior: lo scritto contiene una critica esplicita e argomentata del comportamentismo, dal quale Chomsky aveva preso le distanze.[1]

Tra il 1965 e il 1966 escono le due opere che fissano in maniera quasi definitiva sia le posizioni specificamente linguistiche, sia le posizioni e le ascendenze filosofiche generali dell'autore: Aspects of the theory of syntax nel 1965 e Cartesian linguistics nel 1966.[1] Una ulteriore precisazione di tali posizioni è proposta in Language and mind, del 1968. Chomsky, a questa data, è ormai il più influente studioso di linguistica sia nel suo paese, sia in gran parte del mondo. Lo studioso non cessa di approfondire e difendere le sue teorie, nei dibattiti frequenti e vivaci dei successivi anni, in numerosi articoli e saggi, talvolta raccolti in volume. Alcuni fra i più significativi sono: The logical structure of linguistic theory del 1975, Reflections on language del 1976, Language and problems of knowledge del 1988.[1]

Chomsky a Toronto nel 2011

Nelle opere del 1957 e del 1965 Chomsky offre una descrizione formalizzata, di un livello e di una strutturazione quasi matematici, della grammatica e delle strutture sintattiche del nostro linguaggio.[1]

La creatività viene considerata come una delle caratteristiche fondamentali del modo di usare il linguaggio: rispetto al numero limitato di parole e di regole esistenti, noi tendiamo a creare qualcosa di nuovo, non riducibile in maniera meccanica alle regole grammaticali, anche se da esse, in qualche modo, "generato". La grammatica quindi, "genera" enunciati, nel senso che sta alla loro base, ma non li produce in maniera meccanica una volta per tutte. Poiché la conoscenza di una lingua è per Chomsky capacità di produrre e comprendere un numero virtualmente infinito di frasi, cioè anche frasi nuove, mai prodotte o udite prima, di questo deve dar conto una grammatica.[1]

Nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante sia da alcuni criticato per le sue posizioni altermondiste vicine al movimento anti-globalizzazione, i maggiori organi d'informazione dimostrano grande considerazione e stima per lo studioso. Il New York Times scrive: "Egli è anche un intellettuale fastidiosamente bipartito. Da un lato vi è un ampio corpus rivoluzionario di eruditi studi linguistici altamente tecnici, in gran parte troppo difficili per chiunque non sia linguista professionista o filosofo; dall'altro, un corpus altrettanto considerevole di scritti politici, accessibili a qualsiasi persona alfabetizzata, spesso esasperatamente ingenui. Il "problema Chomsky" è quello di spiegare come questi due aspetti combacino"[17].

Per The Nation: "Noam Chomsky è una fonte inesauribile di sapere". Per The Guardian: "Insieme a Marx, Shakespeare e la Bibbia, Chomsky è tra le dieci fonti più citate nella storia della cultura".

Tra le posizioni che hanno suscitato le più severe critiche rivoltegli, c'è quella che lo ha visto dichiarare la sua ammirazione per lo scomparso presidente venezuelano Hugo Chávez in nome dell'anti-imperialismo; queste posizioni sono state criticate anche da alcuni anarchici[18].

Analoghe critiche ha ricevuto per le sue dichiarazioni su vari regimi comunisti: sostenne per esempio nel 1979 che i racconti sulle violazioni dei diritti umani e i massacri del governo nazional-comunista della Kampuchea Democratica di Pol Pot (il cosiddetto genocidio cambogiano) fossero inverosimili e frutto di propaganda[19], pur non supportando mai il regime[20], prima di cambiare idea successivamente alla diffusione di documenti e testimonianze inoppugnabili[20]. Dichiarò inoltre, riprendendo alcuni scritti di Amartya Sen, che al fine di una valutazione obiettiva del maoismo non si potevano attribuire a Mao Tse-tung tutti i morti del grande balzo in avanti, poiché molti dei milioni di vittime della carestia che colpì la Cina nel 1959-1962 non furono voluti, come era accaduto con Stalin e l'holodomor in Ucraina, ma frutto della situazione contingente e di errori politici.[21]

Noam Chomsky viene citato più volte e festeggiato nel film di Matt Ross Captain Fantastic.[22]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Cosa fanno le teste d'uovo, Bari, De Donato, 1967.
  • Cinque anni di galera, Bari, De Donato, 1968.
  • Alcune costanti della teoria linguistica, in I problemi attuali della linguistica, Milano, Bompiani, 1968.
  • Il Vietnam in America, con Gabriel Kolko, Roma, Editori Riuniti, 1969.
  • Saggi linguistici
I, L'analisi formale del linguaggio, Torino, Boringhieri, 1969.
II, La grammatica generativa trasformazionale, Torino, Boringhieri, 1970.
III, Filosofia del linguaggio. Ricerche teoriche e storiche, Torino, Boringhieri, 1969.
  • Le strutture della sintassi, Bari, Laterza, 1970.
  • La guerra americana in Asia. Saggi sull'Indocina, Torino, Einaudi, 1972.
  • Conoscenza e libertà, Torino, Einaudi, 1973.
  • I nuovi mandarini. Gli intellettuali e il potere in America, Torino, Einaudi, 1973.
  • Problemi di teoria linguistica, Torino, Boringhieri, 1975.
  • La grammatica trasformazionale. Scritti espositivi, Torino, Boringhieri, 1975.
  • Bagno di sangue, con Edward S. Herman, Milano, Il formichiere, 1975.
  • Psicologia e ideologia, in Crimini di pace. Ricerche sugli intellettuali e sui tecnici come addetti all'oppressione, Torino, Einaudi, 1975.
  • Riflessioni sul Medio Oriente, Torino, Einaudi, 1976.
  • Contributi recenti alla teoria delle idee innate, in Trattato di patologia dell'apprendimento, I, Sviluppo del fanciullo e difficoltà d'apprendimento, Roma, A. Armando, 1976.
  • Per ragioni di Stato. Ideologie coercitive e forze rivoluzionarie, Torino, Einaudi, 1977.
  • Saggi di fonologia, Torino, Boringhieri, 1977.
  • Forma e interpretazione, Milano, Il Saggiatore, 1977.
  • Intervista su linguaggio e ideologia, a cura di Mitsou Ronat, Roma-Bari, Laterza, 1977.
  • Verso la terza guerra mondiale?, con Jean Pierre Vigier, Milano, Mazzotta, 1978.
  • Le strutture della dominazione, con altri, Milano, La salamandra, 1979.
  • Fra massacri e media. Dibattito su stampa e intellettuali, con Regis Debray, Brescia, Shakespeare & Company, 1980.
  • Riflessioni sul linguaggio, Torino, Einaudi, 1981.
  • Regole e rappresentazioni, Milano, Il Saggiatore, 1981.
  • Bibliografia. 1949-1981, Padova, CLESP, 1983.
  • La quinta libertà, Milano, Elèuthera, 1987. ISBN 88-85861-08-3.
  • La quinta libertà. Ideologia e potere. La politica statunitense in America centrale, Rimini, Il cerchio, 1989.
  • La conoscenza del linguaggio. Natura, origine e uso, Milano, Il saggiatore, 1989. ISBN 88-04-29586-4.
  • Linguaggio e problemi della conoscenza, Bologna, Il mulino, 1991. ISBN 88-15-03177-4.
  • Controllo dei mass media. Le spettacolari conquiste della propaganda, Milano, Società editrice Barbarossa, 1991.
  • Illusioni necessarie, Milano, Elèuthera, 1991. ISBN 88-85861-20-2.
  • Anno 501, la conquista continua. L'epopea dell'imperialismo dal genocidio coloniale ai giorni nostri, Roma, Gamberetti, 1993. ISBN 88-7990-004-8.
  • Alla corte di re Artù. Il mito Kennedy, Milano, Elèuthera, 1994. ISBN 88-85861-46-6.
  • Giustizia e natura umana. Conversazione di Eindhoven, con Michel Foucault, Palermo-Roma, ILA Palma-Edizioni associate, 1994. ISBN 88-7704-223-0.
  • Democrazia agli ostacoli, Firenze, Shakespeare and Company, 1994.
  • Il potere dei media. Con il saggio Fascismo strisciante, Firenze, Vallecchi, 1994. ISBN 88-8252-003-X.
  • I cortili dello zio Sam. Gli obiettivi della politica estera americana dal vecchio al nuovo ordine mondiale, Roma, Gamberetti, 1995. ISBN 88-7990-013-7.
  • Il club dei ricchi. Interviste ed interventi sul mondo unipolare e lo svuotamento delle istituzioni democratiche, Roma, Gamberetti, 1996. ISBN 88-7990-015-3.
  • Il caso Faurisson e il revisionismo olocaustico, con Robert Faurisson e Serge Thion, Genova, Graphos, 1997.
  • Il potere. Natura umana e ordine sociale, Roma, Editori Riuniti, 1997. ISBN 88-359-4328-0.
  • La società globale. Educazione, mercato, democrazia, con Heinz Dieterich, Celleno, La piccola editrice, 1997. ISBN 88-7258-207-5.
  • Linguaggio e libertà, Milano, Tropea, 1998. ISBN 88-438-0142-2.
  • La fabbrica del consenso, con Edward S. Herman, Milano, Tropea, 1998. ISBN 88-438-0178-3.
  • Linguaggio e politica, Roma, Di Renzo, 1998. ISBN 88-86044-94-1; 2002. ISBN 88-8323-047-7; 2014. ISBN 88-8323-287-9.
  • La società globale, in Globalizzazione, esclusione e democrazia in America latina, Calvagese della Riviera-Celleno, Fondazione G. Piccini-La piccola editrice, 1999. ISBN 88-7258-209-1.
  • Spiegare l'uso del linguaggio, in Mente e linguaggio. Antologia, a cura di Alfredo Paternoster, Milano, Guerini studio, 1999. ISBN 88-8335-044-8.
  • Sulla nostra pelle, Milano, Tropea, 1999. ISBN 88-438-0213-5.
  • Atti di aggressione e di controllo, Milano, Tropea, 2000. ISBN 88-438-0258-5.
  • Il nuovo umanitarismo militare. Lezioni dal Kosovo, Trieste, Asterios, 2000. ISBN 88-86969-40-6.
  • Egemonia americana e stati fuorilegge, Bari, Dedalo, 2001. ISBN 88-220-5317-6.
  • Su natura e linguaggio. Con un saggio su Il clero secolare e i pericoli della democrazia, Siena, Edizioni dell'Università degli Studi di Siena, 2001.
  • Capire il potere, Milano, Tropea, 2002. ISBN 88-438-0393-X.
  • Il conflitto Israele-Palestina e altri scritti, Roma, Datanews, 2002. ISBN 88-7981-214-9.
  • Terrore infinito. La questione palestinese dalla guerra del Golfo all'intifada, Bari, Dedalo, 2002. ISBN 88-220-5328-1.
  • Dal Vietnam all'Iraq. Colloqui con Patricia Lombroso, Roma, Manifestolibri, 2003. ISBN 88-7285-314-1.
  • Due ore di lucidità. Conversazioni con Noam Chomsky. Siena, 22 novembre 1999 (complementi Parigi-Boston per e-mail), con Denis Robert e Weronika Zarachowicz, Milano, Baldini & Castoldi, 2003. ISBN 88-8490-324-6.
  • Dopo l'11 settembre. [Potere e terrore], Milano, Tropea, 2003. ISBN 88-438-0432-4.
  • La diseducazione. Americanismo e politiche globali, Roma, Armando, 2003. ISBN 88-8358-403-1.
  • Anarchia e libertà. Scritti e interviste, Roma, Datanews, 2003. ISBN 88-7981-222-X; 2006. ISBN 88-7981-284-X.
  • Lezioni di potere. Scritti e interviste su guerra preventiva e impero, Roma, Datanews, 2003. ISBN 88-7981-234-3.
  • Riconoscere i diritti: un percorso accidentato, in La debolezza del più forte. Globalizzazione e diritti umani, Milano, Oscar Mondadori, 2004. ISBN 88-04-53577-6.
  • Pirati e imperatori, Milano, Tropea, 2004. ISBN 88-438-0427-8.
  • Democrazia ed istruzione, Roma, EDUP, 2004. ISBN 88-8421-083-6; 2005. ISBN 88-8421-117-4.
  • Il golpe silenzioso. Segreti, bugie, crimini e democrazia, Casale Monferrato, Piemme, 2004. ISBN 88-384-8122-9.
  • Il bene comune, Casale Monferrato, Piemme, 2004. ISBN 88-384-8124-5.
  • Una nuova generazione volta pagina, Firenze, Multimage, 2004. ISBN 88-86762-49-6.
  • Presidente Bush, Milano, Rizzoli, 2004. ISBN 88-17-00370-0.
  • La democrazia del grande fratello, Casale Monferrato, Piemme, 2005. ISBN 88-384-7520-2.
  • Della natura umana. Invariante biologico e potere politico, con Michel Foucault, Roma, DeriveApprodi, 2005. ISBN 88-88738-70-3.
  • Egemonia o sopravvivenza, Milano, Tropea, 2005. ISBN 88-438-0460-X.
  • Democrazie e impero. Interviste su USA, Europa, Medio Oriente, America Latina, Roma, Datanews, 2005. ISBN 88-7981-265-3.
  • Global empire. Interviste su globalizzazione, dominio petrolifero, libertà, Roma, Datanews, 2005. ISBN 88-7981-273-4.
  • Nuovi orizzonti nello studio del linguaggio e della mente. Linguistica, epistemologia e filosofia del linguaggio, Milano, Il saggiatore, 2005. ISBN 88-428-1108-4.
  • L'economia politica dei diritti umani
I, La Washington connection e il fascismo nel Terzo mondo, con Edward S. Herman, Milano, Baldini Castoldi Dalai, 2005. ISBN 88-8490-659-8.
II, Dopo il cataclisma. L'Indocina del dopoguerra e la ricostruzione dell'ideologia imperiale, con Edward S. Herman, Milano, Baldini Castoldi Dalai, 2006. ISBN 88-8490-921-X.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s Link a notizie biografiche sul sito ufficiale
  2. ^ Antimo Negri, Novecento filosofico e scientifico (volume terzo), Settimo Milanese (MI), Marzorati Editore, 1991, p. 72.
  3. ^ Laurea honoris causa a Firenze per Chomsky
  4. ^ AlmaNews - Laurea Ad Honorem per Noam Chomsky e Irenäus Eibl-Eibesfeldt
  5. ^ http://www.sissa.it/index.php/about/news/393
  6. ^ Chomsky a Trieste, ricevera' phd a Sissa - Cultura e Tendenze - ANSA.it
  7. ^ A Painful Peace, su chomsky.info. URL consultato il 5 luglio 2016.
  8. ^ Israel, the Holocaust, and Anti-Semitism, by Noam Chomsky (Excerpted from Chronicles of Dissent), su chomsky.info. URL consultato il 5 luglio 2016.
  9. ^ Science in the Dock. Discussion with Noam Chomsky, Lawrence Krauss & Sean M. Carroll, Science & Technology News, March 1, 2006
  10. ^ Remarks on Religion - Noam Chomsky interviewed by various interviewers
  11. ^ Chomsky on Anarchism di Noam Chomsky e Barry Pateman. AK Press, 2005 pag. 5 - ISBN 1-904859-20-8, ISBN 978-1-904859-20-8
  12. ^ Noam Chomsky - - VideoLectures.NET
  13. ^ La Repubblica, 7/04/2008, C'è Chomsky nel derby dei comunisti Appello al voto per Sinistra critica
  14. ^ Dopo Ken Loach anche Noam Chomsky appoggia Sinistra Critica.
  15. ^ Noam Chomsky on Steven Woods execution in Texas
  16. ^ Chomsky: La destra Usa un pericolo per la specie umana
  17. ^ Judged in terms of the power, range, novelty and influence of his thought, Noam Chomsky is arguably the most important intellectual alive today. He is also a disturbingly divided intellectual. On the one hand there is a large body of revolutionary and highly technical linguistic scholarship, much of it too difficult for anyone but the professional linguist or philosopher; on the other, an equally substantial body of political writings, accessible to any literate person but often maddeningly simple-minded. The 'Chomsky problem' is to explain how these two fit together.: Paul Robinson, The New York Times, 25 febbraio 1979
  18. ^ Noam Chomsky su Anarcopedia
  19. ^ Chomsky, Noam and Herman, Edward S. "Distortians at Fourth Hand" The Nation, June 6, 1977 [1], accessed 25 Mar 2014
  20. ^ a b The boring truth on Noam Chomsky: he does not support Pol Pot
  21. ^ Noam Chomsky, Counting the bodies
  22. ^ (EN) Owen Gleiberman, The Secret Appeal of ‘Captain Fantastic’: It’s Left-Wing… and Right-Wing, in Variety, 14 luglio 2016. URL consultato il 12 dicembre 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Robert Barsky, Noam Chomsky: A Life of Dissent, Cambridge (MA): The MIT Press, 1997
  • Wolfgang B. Sperlich, Noam Chomsky, London: Reaktion Books, 2006
  • Morphophonemics of Modern Hebrew, tesi di Master, University of Pennsylvania, 1951; New York: 1979. Versione riveduta della tesi di Bachelor del 1949, presso la University of Pennsylvania.
  • Logical Structure of Linguistic Theory, 1955; Chicago: 1975.
  • Transformational Analysis, tesi di dottorato (Ph.D.), University of Pennsylvania, 1955.
  • Noam Chomsky, Morris Halle e Fred Lukoff, "On accent and juncture in English", in For Roman Jakobson, The Hague: Mouton, 1956.
  • Three models for the description of language, "I.R.E. Transactions on Information Theory", vol. IT-2, no. 3: 113-24 (1956).
  • Syntactic Structures. The Hague: Mouton, 1957; Berlin and New York: 1985.
  • Current Issues in Linguistic Theory, 1964.
  • Aspects of the Theory of Syntax. Cambridge: The MIT Press, 1965.
  • Cartesian Linguistics. New York: Harper and Row, 1965; ristampato come Cartesian Linguistics. A Chapter in the History of Rationalist Thought Lanham, Maryland: University Press of America, 1986.
  • Topics in the Theory of Generative Grammar, 1966.
  • Noam Chomsky e Morris Halle, The Sound Pattern of English. New York: Harper & Row, 1968.
  • Language and Mind, 1968; edizione ampliata, New York: Harcourt Brace, 1972.
  • Studies on Semantics in Generative Grammar, 1972.
  • The Logical Structure of Linguistic Theory, 1975.
  • Reflections on Language, 1975.
  • Essays on Form and Interpretation, 1977.
  • Rules and Representations, New York: Columbia University Press, 1980.
  • Lectures on Government and Binding: The Pisa Lectures, Holland: Foris Publications, 1981; Berlin and New York: Mouton de Gruyter, 1993.
  • Some Concepts and Consequences of the Theory of Government and Binding, 1982.
  • Language and the Study of Mind, 1982.
  • Noam Chomsky on The Generative Enterprise, A discussion with Riny Hyybregts and Henk van Riemsdijk, 1982.
  • Modular Approaches to the Study of the Mind, 1984.
  • Knowledge of Language: Its Nature, Origin, and Use, 1986.
  • Barriers. Linguistic Inquiry Monograph Thirteen. Cambridge (MA): The MIT Press, 1986.
  • Language and Problems of Knowledge. The Managua Lectures, Cambridge, Mass., The MIT press, 1988.
  • Language and Thought, 1993.
  • The Minimalist Program. Cambridge (MA): The MIT Press, 1995.
  • On Language, 1998.
  • New Horizons in the Study of Language and Mind, 2000.
  • The Architecture of Language, 2000
  • On Nature and Language, a cura di Adriana Belletti e Luigi Rizzi, 2001.
  • Noam Chomsky e U.T. Place, "The Chomsky-Place correspondence 1993-1994", a cura e con un'introduzione di T. Schoneberger, "The Analysis of Verbal Behavior", 17, 7-38.
  • American Power and the New Mandarins, 1969.
  • Notes on Anarchism, in «New York Review of Books», 1970.
  • At war with Asia, 1970.
  • Two Essays on Cambodia, 1970.
  • Chomsky: selected readings, 1971.
  • Problems of Knowledge and Freedom, 1971.
  • Counter-revolutionary violence:Bloodbaths in fact and propaganda, 1973.
  • For Reasons of State, 1973.
  • Peace in the Middle East? Reflections on Justice and Nationhood, 1974.
  • Intellectuals and the State, 1976.
  • Human Rights and American Foreign Policy, 1978.
  • con Edward Herman, After the Cataclysm: Postwar Indochina and the Reconstruction of Imperial Ideology, 1979.
  • Language and Responsibility, 1979.
  • con Edward Herman, The Washington Connection and Third World Fascism, 1979.
  • Radical Priorities, 1981.
  • Superpowers in collision: the cold war now, 1982.
  • Towards a New Cold War: Essays on the Current Crisis and How We Got There, 1982.
  • The Fateful Triangle. The United States, Israel, and the Palestinians, 1983.
  • Turning the Tide: U.S. intervention in Central America and the Struggle for Peace, 1985.
  • Pirates and Emperors: International Terrorism in the Real World, 1986.
  • The Race to Destruction: Its Rational Basis, 1986.
  • The Chomsky Reader, 1987.
  • On Power and Ideology, 1987.
  • Turning the Tide. The U.S. and Latin America, 1987.
  • The Culture of Terrorism, 1988.
  • Language and Politics, 1988.
  • con Edward Herman, La fabbrica del consenso: l'economia politica dei mass media, Milano, Il Saggiatore, 2008.
  • Necessary Illusions, 1989.
  • Terrorizing the Neighborhood, 1991.
  • What Uncle Sam Really Wants, 1992. Edizione italiana: I cortili dello Zio Sam, a cura di David Barsamian, Roma: Gamberetti Editrice, 1995.
  • Chronicles of Dissent, 1992.
  • Deterring Democracy, 1992.
  • Letters from Lexington. Reflections on Propaganda, 1993.
  • The Prosperous Few and the Restless Many, 1993.
  • Rethinking Camelot: JFK, the Vietnam War, and U.S. Political Culture, 1993.
  • World Order and Its Rules: Variations on Some Themes, 1993.
  • Year 501. The Conquest Continues, 1993.
  • Keeping the rabble in Line, 1994.
  • Secrets, Lies, and Democracy, 1994.
  • World Orders, Old and New, 1994.
  • Powers and Prospects: Reflections on Human Nature and the Social Order, 1996.
  • Class Warfare, 1996.
  • Media Control. The Spectacular Achievements of Propaganda, 1997.
  • One Chapter, The Cold War and the University, 1997.
  • The Culture of Terrorism, 1998.
  • The Umbrella of US Power, 1999.
  • The New Military Humanism: Lessons from Kosovo, 1999.
  • Profit over People, 1999.
  • The Fateful Triangle, 1999.
  • Rogue States. The Rule of Force in World Affairs, Cambridge (MA): South End Press, 2000.
  • Propaganda and the Public Mind, 2001.
  • 9-11, New York: Seven Stories Press, 2001.
  • Understanding Power: The Indispensable Chomsky, 2002.
  • Media control, 2002.
  • Power and Terror. Post-9/11 Talks and Interviews, New York: Seven Stories Press, 2003.
  • Deux heures de lucidité, Éditions des arènes, 2001.
  • Hegemony or Survival: America's Quest for Global Dominance, New York: Metropolitan Books, 2003.
  • Deep Concerns, 2003.
  • Chomsky on Anarchism, 2005.
  • Government in the future, Seven Stories Press, 2005.
  • Imperial Ambitions - Conversations on the Post-9/11 World, 2005.
  • Failed States: The Abuse of Power and the Assault on Democracy, 2006.
  • con Gilbert Achcar, Perilous Power. The Middle East and U.S. Foreign Policy. Dialogues on Terror, Democracy, War, and Justice, Boulder (CO): Paradigm, 2006, ISBN 978-1-59451-313-8

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