Chlamydotis macqueenii

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Ubara asiatica
MacQueens Bustard in Greater Rann of Kutch, Gujarat, India.jpg
Stato di conservazione
Status iucn3.1 VU it.svg
Vulnerabile[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Aves
Ordine Otidiformes
Famiglia Otididae
Genere Chlamydotis
Specie C. macqueenii
Nomenclatura binomiale
Chlamydotis macqueenii
(J. E. Gray, 1832)
Areale
Houbara map.svg

     Areale di nidificazione

     Areale di svernamento

L'ubara asiatica (Chlamydotis macqueenii (J. E. Gray, 1832)) è un uccello della famiglia degli Otididi diffuso dal Medio Oriente alla Cina centrale[2].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Litografia tratta da Illustrations of Indian Zoology (1834).

Dimensioni[modifica | modifica wikitesto]

Il maschio misura 65-75 cm di lunghezza, per un peso di 1800-3200 g; la femmina misura 55-65 cm di lunghezza, per un peso di 1200-1700 g[3].

Aspetto[modifica | modifica wikitesto]

L'ubara asiatica è strettamente imparentata con l'ubara e solo di recente è stata riconosciuta come una specie distinta. Studi recenti riguardanti il comportamento, il canto e la genetica hanno infatti dimostrato che esistono differenze significative tra le due. Chlamydotis macqueenii è un'otarda di medie dimensioni, dal piumaggio relativamente chiaro e dal corpo slanciato. A differenza della maggior parte delle otarde, esibisce un certo livello di dimorfismo sessuale. Il maschio adulto è significativamente più grande della femmina e presenta una serie di piume ispide più lunghe e più appariscenti sulla parte posteriore del vertice, sul collo e sul petto e delle tracce di nero ai lati di quest'ultimo. Gli adulti di entrambi i sessi mostrano sulla parte superiore un piumaggio grigio-beige piuttosto chiaro con macchioline e punti di colore marrone scuro che si fanno più discreti sulle copritrici alari. Sulla coda vi sono tre larghe fasce blu-grigie ben visibili. Il vertice beige è talvolta mascherato da una fascia di piume erettili bianche; il resto della faccia è grigio-beige chiaro. Una lunga fascia nerastra costituita da piume filamentose ed erettili scende da ogni lato del collo biancastro fino al petto. Le parti inferiori sono chiare e le zampe verde oliva o giallo paglierino[3].

Voce[modifica | modifica wikitesto]

L'ubara asiatica è quasi sempre silenziosa[3].

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

L'ubara asiatica è più portata alle abitudini erratiche della sua cugina africana.

La parata nuziale è molto spettacolare, come quella delle altre otarde. I maschi sollevano le lunghe piume bianche della gola mentre gettano la testa all'indietro. Il pennacchio bianco del collo oscilla mentre trotterellano in cerchio e si muovono a zig-zag. L'ubara asiatica si trova spesso da sola o in coppia, ma in inverno si possono osservare grandi assembramenti di esemplari[3].

Disegno con un maschio in parata parziale con il collare eretto.

Volo[modifica | modifica wikitesto]

L'ubara asiatica è in grado di effettuare voli su lunghe distanze, in quanto è dotata di ali grandi e potenti, ma generalmente preferisce correre o accovacciarsi e nascondersi quando deve affrontare un pericolo[3].

Alimentazione[modifica | modifica wikitesto]

L'ubara asiatica è onnivora. Si nutre di cavallette, grilli, piccoli vertebrati, lucertole e serpenti, ma nel suo menu rientrano anche semi, bacche, giovani germogli e foglie[3].

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante le differenze di longitudine, la stagione di riproduzione non subisce grandi fluttuazioni. In Pakistan va da marzo ad aprile. Il nido è una semplice depressione che l'uccello crea grattando per terra. Sceglie la sua posizione vicino a un cespuglio, in modo che sia al sicuro dai predatori. Vengono deposte da due a quattro uova. L'incubazione dura circa 24 giorni. I pulcini sono ricoperti da un piumino beige screziato di macchie nere, bianche e seppia, che gli conferisce un perfetto camuffamento nel loro ambiente abituale[3].

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

L'ubara asiatica è un uccello caratteristico dei deserti e dei terreni semi-aridi dell'Asia, dal Medio Oriente fino alla Mongolia. Sono uccelli migratori che nidificano in primavera principalmente in Asia centrale e svernano nel sud del continente, in Pakistan e Medio Oriente; tuttavia, parte della popolazione, quella stanziata nelle regioni più meridionali, è sedentaria. La linea di demarcazione geografica tra le due specie di ubara, asiatica e africana, passa per la penisola del Sinai. È improbabile che alcuni di questi uccelli riescano a raggiungere l'Europa occidentale, in quanto a causa della caccia sono stati praticamente estirpati dal Vicino Oriente.

La specie è diffusa in Medio Oriente, dall'Arabia fino all'Iran e al Pakistan orientale, ed è presente anche dal nord-ovest del Kazakistan fino alla Mongolia e alla Cina. Sverna dal golfo Persico all'India[3].

Conservazione[modifica | modifica wikitesto]

Nella parte occidentale dell'areale la specie è stata pressoché sterminata dai falconieri arabi, che la consideravano la migliore delle prede. Se gli eccessi della caccia sono una delle cause della diminuzione dei suoi effettivi, è il degrado ambientale il responsabile principale. Fortunatamente, il governo dell'Arabia Saudita ha compiuto sforzi significativi per assicurare la gestione e la conservazione delle specie. La IUCN la considera «specie vulnerabile» (Vulnerable)[1].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) BirdLife International 2017, Chlamydotis macqueenii, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2020.2, IUCN, 2020.
  2. ^ (EN) Gill F. and Donsker D. (eds), Family Otididae, in IOC World Bird Names (ver 9.2), International Ornithologists’ Union, 2019. URL consultato il 12 ottobre 2018.
  3. ^ a b c d e f g h (EN) Asian Houbara (Chlamydotis macqueenii), su hbw.com. URL consultato il 12 ottobre 2018.

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