Chiralità inerente

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Hexahelicene-3D-vdW.png Hexahelicene-from-xtal-3D-vdW.png
Forme enantiomere dell'esaelicene, un esempio di molecola dotata di chiralità inerente.

In chimica, l'espressione chiralmente inerente è usata per raggruppare tutte quelle molecole o tutti quei complessi nei quali la mancanza di simmetria non è originata da classici elementi stereogenici, ma è piuttosto la conseguenza della presenza nella struttura di curvature che sono prive di assi di simmetria in qualsiasi rappresentazione bidimensionale. La parola inerente va considerata più come una etichettatura che non racchiude il senso completo della classe, ma semplicemente serve per rimarcare una caratteristica comune della chiralità di questa classe di composti e cioè la sua origine da curvature molecolari [1].

L'espressione ‘‘chiralmente inerente’’ fu per la prima volta usata da Boehmer per indicare calixareni con schema di sostituzione XXYZ o WXYZ sul bordo superiore[2], ed è stato estesa in seguito ai fullereni con struttura molecolare chirale, come il C76, C78, e C84, complessi uranil-salofenici non simmetrici e basi di Schiff protonate di 11-cis-retinale, il cromoforo della rodopsina.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dalla Cort A., Mandolini L., Pasquini C. e Schiaffino L., "Inherent chirality" and curvature in New Journal of Chemistry, vol. 28, 2004, pp. 1198-1199, DOI:10.1039/b404388j.
  2. ^ V.Böhmer, D. Kraft e M. Tabatabai,, Inherently chiral calixarenes in J. Inclusion Phenom. Mol. Recognit. Chem., vol. 19, 1994, pp. 17-39.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

chimica Portale Chimica: il portale della scienza della composizione, delle proprietà e delle trasformazioni della materia