Chiostro di San Pietro Martire

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Chiostro
Fontana esagonale

Il Chiostro di San Pietro Martire è uno dei chiostri monumentali della città di Napoli e dal 1961 è la sede della facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli Studi di Napoli Federico II.

Storia e descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il chiostro fu realizzato nel 1557 dall'architetto Giovanni Francesco Di Palma durante un piano di ristrutturazione generale del complesso domenicano. Durante i lavori, la struttura fu dotata di un interessante sistema idrico che raccoglieva l'acqua da ogni parte del convento e alimentava le fontane del chiostro; la fontana centrale era alimentata dall'Acquedotto della Bolla.

Agli inizi del XVII secolo, nel monastero di San Pietro Martire nacque l'omonima accademia dove si riunivano i nobili; uno dei suoi membri più illustri fu Onofrio Riccio, medico e filosofo. Nel medesimo periodo, la peste del 1656, che non risparmiò i frati domenicani, rappresentò una pagina nera della storia del complesso religioso.

Ciò nonostante, nel corso della propria esistenza il monastero organizzò feste per il popolo e anche commedie. Tuttavia, nel 1808 fu soppresso per volontà di Giuseppe Bonaparte e la struttura divenne officina di tabacchi per lungo tempo, finché nel 1961 divenne università. Il complesso fu restaurato dopo il terremoto del 1980.

La struttura del chiostro è quadrangolare: ogni lato presenta otto arcate, con al centro una fontana del XVI secolo in marmo.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Vincenzo Regina, Le chiese di Napoli. Viaggio indimenticabile attraverso la storia artistica, architettonica, letteraria, civile e spiriturale della Napoli sacra, Roma, Newton Compton, 2004. ISBN 88-541-0117-6.

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