Chilone

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Chilone
Chilon of Sparta.jpg

Eforo di Sparta
Durata mandato 556 a.C.
Capo di Stato Anassandrida II
Agasicle

Chilone, o Chilone di Sparta (Sparta, ~620 a.C.Pisa, ~520 a.C.), fu uno dei sette savi.

Diogene Laerzio scrive nella Vita di Chilone che questi nacque a Sparta da Damageto (Damagetas), e che era già vecchio durante la 52ª Olimpiade (572-69 a.C.), tanto che morì nella città greca di Pisa dopo aver abbracciato il figlio (Chilone di Patrasso) vincitore nella gara di pugilato a Olimpia.

Erodoto ne parla come un contemporaneo di Ippocrate di Atene, padre di Pisistrato.

Sulla sua tomba sarebbe stato inciso l'epigramma:

Incoronata di lance, Sparta generò questo Chilone
che dei Sette Sapienti quanto a sapienza fu il primo

Ancora Diogene Laerzio scrive che fu eletto Eforo di Sparta durante la 56ª Olimpiade (556-55 a.C.). Alcidamante riporta che fu giudice e che fece parte dell'assemblea di Sparta.

Gli si attribuisce il merito di aver contribuito a rovesciare la tirannia nella città di Sicione, che diventò in seguito alleata di Sparta. La sua influenza fu anche decisiva per la svolta nella politica isolazionista di Sparta che portò alla formazione della lega del Peloponneso nel VI secolo a.C.. Contribuì a isolare Argo politicamente e militarmente, preparando così le future vittorie contro di essa.

Uomo di poche parole, sosteneva di non mai aver commesso nulla di illegale nella sua vita, ma di avere dei dubbi riguardo a un episodio: quando era giudice, per parte sua condannò un amico, applicando la legge, ma convinse gli altri giudici ad assolvere l'imputato, in modo che fossero salvi sia la legge sia l'amico.

Si dice anche che, parlando dell'isola di Citera, desiderasse che quell'isola non fosse mai esistita, o che il mare l'avesse sommersa, prevedendo che sarebbe stata la rovina degli Spartani. In effetti in seguito l'ex re di Sparta Damarato, esiliato dopo la destituzione e rifugiatosi in Persia, consigliò al re persiano Serse, durante la seconda guerra persiana, di fare dell'isola una base navale da cui attaccare la Grecia. Molti anni dopo, durante la guerra del Peloponneso, gli ateniesi, guidati da Nicia, conquistarono Citera, che usarono come caposaldo per rivolgere ulteriori attacchi agli Spartani.

Aforismi[modifica | modifica wikitesto]

È disputata l'attribuzione a Chilone del detto «Conosci te stesso», che altre fonti ascrivono a Talete. Diogene Laerzio gli attribuisce altresì i seguenti aforismi:

  • «Non parlare male dei morti»
  • «Rispetta la vecchiaia»
  • «Preferisci il castigo al guadagno illecito; perché il primo è doloroso solo una volta, ma il secondo è doloroso per tutta la vita»
  • «Non ridere di una persona caduta in disgrazia»
  • «Evita di gesticolare quando parli, ciò è indice di stoltezza»
  • «Se sei forte, sii anche misericordioso, così che il tuo prossimo ti possa rispettare anziché temere»
  • «Impara a essere un buon padrone nella tua casa»
  • «Non permettere alla tua lingua di vincere il tuo buonsenso»
  • «Limita la tua ira»
  • «Non essere avverso alla divinazione»
  • «Non desiderare ciò che ti è impossibile ottenere»
  • «Non affrettarti troppo sulla tua strada, impara ad apprezzare il riposo»
  • «Obbedisci alle leggi»

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Diogene Laerzio, Vite e dottrine dei più celebri filosofi, Milano, 2005.

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