Chiese di Palermo

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Per chiese di Palermo si intendono gli edifici di culto cristiani della città di Palermo. Nella storia della città sono state molte le chiese demolite, scomparse, dismesse e sconsacrate. Sotto la dominazione araba si assiste alla conversione di numerose chiese in moschee. Con la successiva riconquista normanna sono ripristinati tutti i luoghi di culto. Con i Vespri siciliani si assiste a un rallentamento delle costruzioni religiose vedi la prima costruzione della chiesa di San Domenico. In epoca spagnola sono requisiti e demoliti moltissimi beni ecclesiastici per ricavare spazi edificabili e per tracciare il primo progetto urbanistico della città che prevede la realizzazione della principale arteria cittadina costituita dalla via Maqueda, in onore del Viceré di Sicilia Bernardino de Cárdenas y Portugal Duca di Maqueda, che interseca perpendicolarmente il primitivo Cassaro. Molti edifici religiosi furono poi confiscati dallo Stato dopo l'unità d'Italia del 1861. Questi manufatti costituiscono però ancora la quasi totalità dei tesori artistici che compongono attualmente il patrimonio storico e artistico di Palermo.

Chiese e architetture religiose a Palermo[modifica | modifica wikitesto]

Per l'insigne profilo normanno, nel 2015 cinque architetture religiose, simbolo e luoghi di culto della città, sono stati dichiarati Patrimonio dell'Umanità all'interno del sito seriale Palermo arabo-normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale e posti sotto la tutela dell'UNESCO.

Si tratta della Cappella Palatina, della Cattedrale della Santa Vergine, della chiesa di San Cataldo, della chiesa di San Giovanni degli Eremiti e di quella della Martorana.

Architetture religiose monumentali[modifica | modifica wikitesto]

Del 1071 è la romanica chiesa di San Giovanni dei Lebbrosi.

Non lontano è ubicata la chiesa di San Giovanni degli Eremiti, che con le sue caratteristiche cupole rosse (cromaticamente inventate nel XIX secolo) è diventata uno dei simboli della città. Vanno inoltre ricordate la chiesa della Martorana, sita in piazza Bellini, dalla ricchissima decorazione a mosaico del più puro stile bizantino, e la vicina chiesa di San Cataldo del 1160, dalla facciata tripartita sormontata da grosse cupole realizzate su tamburo, con all'interno un interessantissimo pavimento

Chiesa di San Cataldo.

Costruita tra il 1130 e il 1170, la basilica La Magione, conosciuta anche come chiesa della Santissima Trinità, presenta una pianta a forma basilicale a tre navate, sorrette da colonne; mentre internamente la costruzione si presenta molto squadrata e movimentata da una serie di archi ogivali, tipici dell'architettura normanna, che girano intorno alla chiesa.

Basilica della Santissima Trinità del Cancelliere, detta La Magione.

Dello stesso periodo è la chiesa del Santo Spirito (all'interno del cimitero di Sant'Orsola), dove motivi ornamentali in stile normanno s'inseriscono in una sobria architettura, articolata da archetti ogivali e portali d'ingresso. Presso la Loggia dell'Incoronazione, da dove i sovrani di Sicilia si mostravano per la prima volta al popolo, si trova la chiesa di Santa Cristina la Vetere. L'edificio fu costruito intorno al 1171 come mausoleo per le spoglie di santa Cristina, compatrona di Palermo, lungo il vicolo dei Pellegrini, un breve tratto della via Francigena.

Sul Càssaro, oggi Corso Vittorio Emanuele II, si affaccia lo splendido complesso della cattedrale della Vergine Assunta, eretta nel 1185 su un'area pianeggiante precedentemente occupata da una moschea araba.

Cattedrale di Palermo.

La sorprendente commistione artistica, presente nell'edificio, sembra ripercorrere l'intera storia cittadina e dei popoli, che l'hanno guidata, mettendo in bella mostra un portale laterale e delle torrette campanarie in stile gotico trecentesco, una facciata principale quattrocentesca, un'abside con decorazioni arabo-normanne, una cupola e cupolette laterali tardo barocche e numerose inserzioni neogotiche dei primi anni del XIX secolo tra cui le parti basse del prospetto meridionale (oltre al nuovo transetto) e il gruppo di campanili sul Palazzo Arcivescovile di Emmanuele Palazzotto.

Cattedrale di Palermo (particolare).

Per restaurare e rimodernare la basilica, l'interno venne ricostruito in stile neoclassico alla fine del XVIII secolo. Vi sono conservati i sarcofagi di Federico II, Ruggero II, Arrigo VI, Costanza d'Altavilla e Costanza d'Aragona, oltre alla corona d'oro di Costanza di Sicilia, preziosi ornamenti e gioielli reali esposti nel tesoro della Cattedrale[1]. La torre più imponente della cattedrale ospita 8 campane ambrosiane (il campanone chiude le distese complete e i concerti solenni).

Basilica di San Francesco d'Assisi.
Santa Maria della Catena

Nell'arco del XIII secolo, in maniera particolare durante la dominazione angioina, in città si sviluppò lo stile architettonico del gotico, di cui sono esempi: la chiesa di San Francesco d'Assisi, soggetta a continue trasformazioni e rifacimenti con sovrapposizioni di linguaggi artistici diversi, tanto che in età barocca l'edificio, al suo interno, venne ricoperto da stucchi e affreschi da Pietro Novelli e nel 1723 Giacomo Serpotta adornò i pilastri con le statue delle Virtù.

Appartengono al periodo compreso tra la fine del XV e gli inizi del XVI secolo la chiesa della Gancia, la chiesa di Santa Maria dei Miracoli, la chiesa di San Francesco di Paola, la chiesa di Santa Maria della Catena, dal caratteristico portico gotico-catalano, e la chiesa di Santa Maria la Nova, dalla facciata preceduta da un portico a tre arcate catalane, nota per i riti antichi della passione di Gesù nel Venerdì santo.

Numerose chiese della città risalgono al periodo barocco. Ne ricordiamo alcune: la chiesa del Santissimo Salvatore, situata lungo corso Vittorio Emanuele; la chiesa della Madonna dei Rimedi, in piazza Indipendenza; la Chiesa di chiesa di Santa Caterina, sita in piazza Bellini; la chiesa di Sant'Ignazio all'Olivella, a pochi passi dal Teatro Massimo; la chiesa di Sant'Anna la Misericordia, sita nell'area dell'antico mercato dei Lattarini; la chiesa di San Matteo al Cassaro, che conserva le spoglie di Giacomo Serpotta e Vito D'Anna; la chiesa dell'Immacolata Concezione al Capo, con un interno straordinariamente ricco di decorazione marmorea policroma; la chiesa di San Giuseppe dei Teatini, di cui una delle facciate costituisce uno dei quattro prospetti architettonici dell'Ottagono del Sole; la chiesa del Gesù o Casa Professa, rivestita al suo interno da bassorilievi marmorei posti sulla tribuna e Putti, tutti su modelli di Giacomo Serpotta, esperto in "barocco sacro".

Chiesa di San Domenico.
Interno della chiesa del Gesù, detta Casa Professa.

La chiesa di Santa Teresa, nel quartiere della Kalsa, fronteggia il Foro Italico ed è visibile dal mare, oltre alla Porta dei Greci. La chiesa di San Domenico, con il caratteristico fronte formato da un telaio di colonne, di dimensioni maggiori di quelle della Cattedrale stessa, maestosa e dalla facciata sgargiante domina l'omonima piazza, con al centro la colonna dell'Immacolata, creando così una grande sintonia tra piazza e facciata della chiesa. Dalla metà del XIX secolo la chiesa è adibita a Pantheon dei siciliani illustri. Vi sono allocate lapidi, tombe, cenotafi e targhe che commemorano il ricordo di numerose personalità, tra cui Giovanni Falcone, Francesco Crispi, Camillo Finocchiaro Aprile, Vincenzo Florio, Giuseppe Pitrè, Giovanni Meli, Rosario Gregorio, Stanislao Cannizzaro, Michele Amari e molti altri.

La seicentesca chiesa del Carmine Maggiore, nello storico quartiere Albergheria, è una basilica a croce latina con tre navate, sorretta da 12 colonne in pietra di Billiemi con capitelli dorici, e una splendida cupola, costruita nel 1680, ricca di elementi scultorei e completamente rivestita nella parte esterna da maioliche smaltate con colori, che richiamano lo stile arabo, unica nel suo genere non solo a Palermo, ma in tutta la Sicilia.

L'ex chiesa di Santa Maria dello Spasimo, oggi spazio che ospita numerosi eventi culturali cittadini.

Una menzione a parte merita la chiesa di Santa Maria dello Spasimo, costruita a partire dal 1509, dove era conservato lo Spasimo di Sicilia: è un suggestivo teatro all'aperto e vi si allestiscono spesso mostre ed eventi. Ospita inoltre gli uffici della Fondazione The Brass Group, il Museo del jazz, la Scuola Popolare di Musica, il Ridotto, denominato anche Blue Brass e la Scuola Europea d'Orchestra Jazz.

Un particolare interesse ha il santuario di Santa Rosalia sito sul Monte Pellegrino, costruito nel 1626 in una grotta, già sede di un santuario dedicato a Tanit, e presunto luogo di ritrovamento del corpo di Santa Rosalia, patrona principale della città.

Cappelle Palatine[modifica | modifica wikitesto]

Chiese esistenti[modifica | modifica wikitesto]

Suddivise in ordine alfabetico:[6]

A[modifica | modifica wikitesto]

B[modifica | modifica wikitesto]

  • chiesa di San Basilio a Mezzomorreale

C[modifica | modifica wikitesto]

D[modifica | modifica wikitesto]

E[modifica | modifica wikitesto]

F[modifica | modifica wikitesto]

G[modifica | modifica wikitesto]

I[modifica | modifica wikitesto]

J[modifica | modifica wikitesto]

L[modifica | modifica wikitesto]

M[modifica | modifica wikitesto]

N[modifica | modifica wikitesto]

O[modifica | modifica wikitesto]

P[modifica | modifica wikitesto]


R[modifica | modifica wikitesto]

S[modifica | modifica wikitesto]

T[modifica | modifica wikitesto]

V[modifica | modifica wikitesto]

Chiese non più esistenti[modifica | modifica wikitesto]

Il cosiddetto terremoto di Terrasini, del 1º settembre 1726,[222] provocò danni in città. Anche i terremoti dell'8 settembre 1818, 24 febbraio 1819, 5 marzo 1823, con epicentri rispettivamente nelle Madonie, Castelbuono, Pollina provocano danni. I primitivi manufatti che raccordano l'Arcivescovado e la cattedrale metropolitana della Santa Vergine Maria Assunta, la basilica di San Francesco d'Assisi sono i luoghi di culto che subiscono i danni più rilevanti.

Un numero elevato di chiese è demolito nel periodo a cavallo dell'Unità d'Italia per necessità urbanistiche e di viabilità, ad esempio per la costruzione del Teatro Massimo Vittorio Emanuele. Dal 1860 al 1891 furono perdute le seguenti chiese:[223]

Per il taglio e il completamento della via Roma dal 1895 al 1932 seguì la demolizione di aree edificate del rione Conceria e dei quartieri adiacenti (Stazzone, Santa Rosalia, Giardinaccio), con l'abbattimento di chiese, mura e palazzi.

Altrettanti scempi sono perpetrati durante e dopo i bombardamenti del secondo conflitto mondiale che tuttora lasciano rase al suolo ampie porzioni di numerosi quartieri del ricchissimo centro storico palermitano, esempi i bombardamenti del 23 giugno 1940, 6 luglio 1941, 1 marzo - 16 e 17 aprile - 9 maggio - 29 e 30 giugno 1943. Per molte costruzioni nel dopoguerra è modificata la destinazione d'uso oppure è concordata la prolungata chiusura. Non mancano tuttavia esempi celebri di demolizioni avvenute al di fuori dei periodi elencati, come l'oratorio di Sant'Orsola demolito nel XVII secolo per le successive riedificazioni della chiesa di San Domenico o per le ricostruzioni di altre chiese, in seguito diversamente intitolate. Famoso è l'abbandono della struggente chiesa di Santa Maria dello Spasimo dovuta alla presunta insalubrità dei luoghi e ai disegni tattico-militari del XVI secolo, da cui derivò anche il fraudolento trasferimento in Spagna dello Spasimo di Sicilia, da molti anni adibita alle funzioni più disparate, è oggi destinata a sede di spettacoli pubblici.

Cimiteri[modifica | modifica wikitesto]

Peculiarità della maggior parte degli edifici di culto cittadini, dettata dalla particolare presenza di cavità e reti di gallerie nel sottosuolo, è la presenza di catacombe, eremi sotterranei, rifugi, luoghi di culto, tombe, cimiteri, cripte. In seguito l'aggiunta di colatoi, essiccatoi, locali per l'imbalsamazione e mummificazione, ovvero di spazi espressamente preposti al trattamento conservativo dei cadaveri. Interi aggregati costituiti da chiese in tutte le accezioni, cappelle, conventi / monasteri, oratori, chiostri, cortili, confraternite e similari, tutti luoghi deputati alla sepoltura di personale, confrati e patrocinatori. La necessità di fronteggiare emergenti e vasti aspetti sanitari, l'entrata in vigore dell'Editto di Saint Cloud, l'applicazione delle disposizioni in Italia nel 1806, posero fine all'inumazione dei corpi entro i recinti dei luoghi di culto. Solo in alcune strutture periferiche fu consentito lo sviluppo di impianti cimiteriali esterni. Per il merito, la caratura, l'operato, lo spessore di amati personaggi sono contemplate tuttavia delle deroghe che ai giorni nostri consentono d'accogliere le spoglie mortali del sacerdote Pino Puglisi temporaneamente nella cattedrale di Palermo (2013) e di Giovanni Falcone nel Pantheon degli "Uomini illustri" della chiesa di San Domenico (2015).

Elenco dei cimiteri

Conventi[modifica | modifica wikitesto]

Femminili[modifica | modifica wikitesto]

Demolizioni o chiusure post Unità d'Italia dal 1860 al 1891:

Maschili[modifica | modifica wikitesto]

Demolizioni o chiusure post Unità d'Italia dal 1860 al 1891:

Monasteri[modifica | modifica wikitesto]

Femminili[modifica | modifica wikitesto]

Demolizioni o chiusure post Unità d'Italia dal 1860 al 1891:

Maschili[modifica | modifica wikitesto]

Oratori esistenti[modifica | modifica wikitesto]

Chiese e oratori scomparsi[modifica | modifica wikitesto]

XX secolo[modifica | modifica wikitesto]

Per il taglio e il completamento della via Roma dal 1895 al 1932:

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ il sito ufficiale della cattedrale di Palermo, su cattedrale.palermo.it. URL consultato il 25 maggio 2015 (archiviato dall'url originale il 23 settembre 2015).
  2. ^ Touring Club Italiano, pp. 139.
  3. ^ Gaspare Palermo Volume terzo, pp. 41.
  4. ^ Guy de Maupassant La vie errante, 1890
  5. ^ a b c d Touring Club Italiano, pp. 219.
  6. ^ Integrazioni post 12 giugno 2016, consultazione Parrocchie di Palermo [1].
  7. ^ Gaspare Palermo Volume quarto, pp. 193.
  8. ^ Tommaso Fazello, pp. 460.
  9. ^ Gaspare Palermo Volume quinto, pp. 55.
  10. ^ a b Tommaso Fazello, pp. 454.
  11. ^ a b c Tommaso Fazello, pp. 486.
  12. ^ a b Touring Club Italiano, pp. 153.
  13. ^ a b Gaspare Palermo Volume quarto, pp. 82.
  14. ^ a b c Vincenzo Mortillaro, pp. 56.
  15. ^ a b Tommaso Fazello, pp. 487.
  16. ^ a b Pagina 488 Tommaso Fazello, "Della storia di Sicilia, Deche due del r.p.m. Tommaso Fazello siciliano...", Volume 6 [2]
  17. ^ Gaspare Palermo Volume primo, pp. 253.
  18. ^ a b c d Tommaso Fazello, pp. 481.
  19. ^ a b c Gaspare Palermo Volume primo, pp. 144.
  20. ^ Touring Club Italiano, pp. 161.
  21. ^ Gaspare Palermo Volume secondo, pp. 179, 185.
  22. ^ Touring Club Italiano, pp. 164, 188.
  23. ^ Gaspare Palermo Volume secondo, pp. 33.
  24. ^ Gaspare Palermo Volume primo, pp. 137.
  25. ^ Vincenzo Mortillaro, pp. 5.
  26. ^ Tommaso Fazello, pp. 445.
  27. ^ a b Gaspare Palermo Volume secondo, pp. 42.
  28. ^ a b Gaspare Palermo Volume terzo, pp. 285.
  29. ^ a b Vincenzo Mortillaro, pp. 45.
  30. ^ Gaspare Palermo Volume quinto, pp. 45.
  31. ^ a b Vincenzo Mortillaro, pp. 63.
  32. ^ Gaspare Palermo Volume secondo, pp. 304.
  33. ^ a b Gaspare Palermo Volume secondo, pp. 258.
  34. ^ a b Gaspare Palermo Volume quarto, pp. 59.
  35. ^ Gaspare Palermo Volume quarto, pp. 132.
  36. ^ a b Touring Club Italiano, pp. 162.
  37. ^ a b Gaspare Palermo Volume secondo, pp. 294.
  38. ^ a b Vincenzo Mortillaro, pp. 24.
  39. ^ a b c d Tommaso Fazello, pp. 476.
  40. ^ Touring Club Italiano, pp. 132, 181.
  41. ^ Gaspare Palermo Volume secondo, pp. 166.
  42. ^ Gaspare Palermo Volume primo, pp. 260.
  43. ^ a b Touring Club Italiano, pp. 175.
  44. ^ a b Touring Club Italiano, pp. 181.
  45. ^ a b Francesco Sacco, pp. 104.
  46. ^ Vincenzo Mortillaro, pp. 28.
  47. ^ Tommaso Fazello, pp. 455 e 477.
  48. ^ a b Touring Club Italiano, pp. 142.
  49. ^ a b Gaspare Palermo Volume terzo, pp. 224.
  50. ^ Vincenzo Mortillaro, pp. 43.
  51. ^ Tommaso Fazello, pp. 463.
  52. ^ a b c d e f Tommaso Fazello, pp. 488.
  53. ^ a b Touring Club Italiano, pp. 156.
  54. ^ a b Gaspare Palermo Volume primo, pp. 290.
  55. ^ Vincenzo Mortillaro, pp. 14.
  56. ^ Touring Club Italiano, pp. 150.
  57. ^ Gaspare Palermo Volume quarto, pp. 207.
  58. ^ a b Touring Club Italiano, pp. 154.
  59. ^ Francesco Sacco, pp. 107.
  60. ^ Gaspare Palermo Volume primo, pp. 235.
  61. ^ Vincenzo Mortillaro, pp. 11.
  62. ^ Gaspare Palermo Volume secondo, pp. 315.
  63. ^ a b c d e f Touring Club Italiano, pp. 141.
  64. ^ a b Gaspare Palermo Volume terzo, pp. 280.
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  66. ^ Vincenzo Mortillaro, pp. 4.
  67. ^ Francesco Sacco, pp. 102.
  68. ^ Gaspare Palermo Volume secondo, pp. 45.
  69. ^ Vincenzo Mortillaro, pp. 22.
  70. ^ a b Touring Club Italiano, pp. 203.
  71. ^ Gaspare Palermo Volume quinto, pp. 93.
  72. ^ a b Vincenzo Mortillaro, pp. 72.
  73. ^ Gaspare Palermo Volume terzo, pp. 100.
  74. ^ a b c Vincenzo Mortillaro, pp. 38.
  75. ^ a b c Gaspare Palermo Volume quarto, pp. 26.
  76. ^ Touring Club Italiano, pp. 141, 176.
  77. ^ Francesco Sacco, pp. 101.
  78. ^ a b Gaspare Palermo Volume terzo, pp. 133.
  79. ^ Vincenzo Mortillaro, pp. 39.
  80. ^ Gaspare Palermo Volume quarto, pp. 5.
  81. ^ a b Vincenzo Mortillaro, pp. 47.
  82. ^ Gaspare Palermo Volume primo, pp. 181.
  83. ^ Touring Club Italiano, pp. 157.
  84. ^ Gaspare Palermo Volume primo, pp. 317.
  85. ^ Vincenzo Mortillaro, pp. 16.
  86. ^ a b Gaspare Palermo Volume terzo, pp. 84.
  87. ^ Vincenzo Mortillaro, pp. 37.
  88. ^ Gaspare Palermo Volume quarto, pp. 200.
  89. ^ Gaspare Palermo Volume quinto, pp. 228 e 233.
  90. ^ a b Touring Club Italiano, pp. 132, 141.
  91. ^ a b Gaspare Palermo Volume terzo, pp. 70.
  92. ^ Tommaso Fazello, pp. 492.
  93. ^ Touring Club Italiano, pp. 231.
  94. ^ a b c d Antonio Mongitore Tomo primo, pp. 39.
  95. ^ Gaspare Palermo Volume quinto, pp. 295.
  96. ^ a b Touring Club Italiano, pp. 164.
  97. ^ a b c Gaspare Palermo Volume secondo, pp. 14.
  98. ^ a b Gaspare Palermo Volume terzo, pp. 250.
  99. ^ a b Vincenzo Mortillaro, pp. 44.
  100. ^ Touring Club Italiano, pp. 184.
  101. ^ Francesco Sacco, pp. 100.
  102. ^ a b Gaspare Palermo Volume terzo, pp. 196.
  103. ^ Vincenzo Mortillaro, pp. 42.
  104. ^ a b Gaspare Palermo Volume quarto, pp. 37.
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  106. ^ Touring Club Italiano, pp. 189.
  107. ^ a b Francesco Sacco, pp. 105.
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  109. ^ Vincenzo Mortillaro, pp. 87.
  110. ^ Gaspare Palermo Volume quarto, pp. 41 e 52.
  111. ^ Touring Club Italiano, pp. 132, 145, 146, 147, 148.
  112. ^ Francesco Sacco, pp. 97.
  113. ^ Gaspare Palermo Volume quarto, pp. 231.
  114. ^ Vincenzo Mortillaro, pp. 49.
  115. ^ Gaspare Palermo Volume quarto, pp. 211.
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  120. ^ a b Touring Club Italiano, pp. 218.
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  148. ^ a b c Tommaso Fazello, pp. 489.
  149. ^ Touring Club Italiano, pp. 163.
  150. ^ Gaspare Palermo Volume secondo, pp. 35.
  151. ^ a b Tommaso Fazello, pp. 493.
  152. ^ Gaspare Palermo Volume quinto, pp. 276.
  153. ^ a b Touring Club Italiano, pp. 230.
  154. ^ Gaspare Palermo Volume quarto, pp. 63.
  155. ^ Gaspare Palermo Volume primo, pp. 213.
  156. ^ Touring Club Italiano, pp. 132.
  157. ^ a b Gaspare Palermo Volume secondo, pp. 154.
  158. ^ a b c d e f Antonio Mongitore Tomo primo, pp. 38.
  159. ^ Vincenzo Mortillaro, pp. 26.
  160. ^ a b Tommaso Fazello, pp. 485.
  161. ^ Gaspare Palermo Volume primo, pp. 105.
  162. ^ Vincenzo Mortillaro, pp. 3.
  163. ^ a b Touring Club Italiano, pp. 220.
  164. ^ a b Gaspare Palermo Volume quinto, pp. 213.
  165. ^ Vincenzo Mortillaro, pp. 66.
  166. ^ a b Francesco Sacco, pp. 103.
  167. ^ Gaspare Palermo Volume secondo, pp. 351.
  168. ^ Gaspare Palermo Volume terzo, pp. 180.
  169. ^ a b Gaspare Palermo Volume quarto, pp. 171.
  170. ^ a b c Vincenzo Mortillaro, pp. 57.
  171. ^ a b Gaspare Palermo Volume secondo, pp. 318.
  172. ^ a b Gaspare Palermo Volume quarto, pp. 215.
  173. ^ Vincenzo Mortillaro, pp. 54.
  174. ^ Gaspare Palermo Volume secondo, pp. 20.
  175. ^ Gaspare Palermo Volume primo, pp. 118.
  176. ^ a b Gaspare Palermo Volume primo, pp. 283.
  177. ^ Vincenzo Mortillaro, pp. 13.
  178. ^ Touring Club Italiano, pp. 155.
  179. ^ a b Gaspare Palermo Volume primo, pp. 261.
  180. ^ a b Touring Club Italiano, pp. 140.
  181. ^ a b Gaspare Palermo Volume quarto, pp. 3.
  182. ^ Tommaso Fazello, pp. 448.
  183. ^ Gaspare Palermo Volume quarto, pp. 95.
  184. ^ a b c Touring Club Italiano, pp. 185.
  185. ^ a b Gaspare Palermo Volume primo, pp. 147.
  186. ^ Gaspare Palermo Volume secondo, pp. 347.
  187. ^ Vincenzo Mortillaro, pp. 19.
  188. ^ Gaspare Palermo Volume terzo, pp. 269.
  189. ^ a b Gaspare Palermo Volume secondo, pp. 233.
  190. ^ Vincenzo Mortillaro, pp. 30.
  191. ^ Gaspare Palermo Volume primo, pp. 257.
  192. ^ a b Gaspare Palermo Volume secondo, pp. 41.
  193. ^ a b c d Vincenzo Mortillaro, pp. 58.
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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