Chiesa evangelica luterana (Roma)

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Chiesa evangelica luterana
Christuskirche
Ludovisi - Chiesa evangelica luterana.jpg
Esterno
StatoItalia Italia
RegioneLazio
LocalitàRoma
Religionecristiana evangelica luterana italiana
TitolareGesù
DiocesiComunità evangelica luterana di Roma
ArchitettoFranz Heinrich Schwechten
Stile architettoniconeoromanico
Inizio costruzione1910
Completamento1922
Sito webSito ufficiale

Coordinate: 41°54′32″N 12°29′30″E / 41.908889°N 12.491667°E41.908889; 12.491667

Interno della chiesa: l'altare maggiore.

La chiesa evangelica luterana, denominata in tedesco Christuskirche (in italiano: Chiesa di Cristo), è il principale luogo di culto luterano di Roma, situato nel rione Ludovisi, in via Sicilia.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa fu costruita tra il 1910 e il 1922, anno in cui fu aperta al pubblico. Il suo progettista fu Franz Heinrich Schwechten, architetto di corte dell'imperatore tedesco Guglielmo II, lo stesso a cui si deve la Kaiser-Wilhelm-Gedächtniskirche di Berlino, la chiesa lasciata allo stato di rovina come monito alla tragedia della guerra. Durante la costruzione della chiesa, a 2,40 metri di profondità, fu scoperto il selciato di una strada romana larga 4 metri. A pochi metri dal luogo in cui sorge la chiesa, nell'Ottocento venne scoperto un obelisco di 13 metri, romano di origine, che apparteneva alla Villa di Sallustio (i cosiddetti Horti Sallustiani), e che oggi si erge davanti alla Chiesa della Santissima Trinità dei Monti.

La chiesa ha ricevuto la visita di tre papi: Giovanni Paolo II l'11 dicembre 1983, Benedetto XVI il 14 marzo 2010 e Francesco il 15 novembre 2015.[1][2][3]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Esterno[modifica | modifica wikitesto]

La facciata della chiesa dà su via Sicilia. A capanna, presenta un paramento murario in pietre squadrate ed è affiancata da due campanili a torre a pianta quadrata; la cella campanaria ciascuno di essi si apre su ogni lato con una trifora, sorretta da colonnine. Nella parte inferiore della facciata, si apre con un grande arco a tutto sesto il portico, con volta a botte; all'interno si accede tramite due porti poste lateralmente rispetto alla polifora centrale, precedute da delle scale. Al di sopra del portico, si trovano tre statue marmoree raffiguranti Cristo (al centro), San Pietro (a sinistra) e San Paolo (a destra).[4] Nella parte alta della facciata, si aprono sette monofore a tutto sesto strombate.

Le fiancate della chiesa sono prive di decorazione, con finestre su due ordini. Alle spalle della chiesa, ad essa adiacente, si eleva la torre campanaria, con pianta quadrata e copertura piramidale in tegole. La sua cella campanaria presenta due ordini di polifore sovrapposte, con quello inferiore più alto rispetto a quello superiore.

Interno[modifica | modifica wikitesto]

Si accede alla chiesa tramite un atrio che dà con un doppio ingresso sull'aula; questa è suddivisa in tre navate, con quella centrale più larga rispetto alle laterali, che inoltre sono più basse e sormontata da un matroneo che continua in controfacciata formando una cantoria. Le volte della navata mediana e dei matronei sono a vela e a botte, con mosaici dorati e con motivi naturalistici e geometrici.

La navata centrale termina con l'abside semicircolare, di sezione leggermente minore, interamente occupata dal presbiterio, rialzato di alcuni gradini rispetto al resto della chiesa: sulla destra trova luogo il pulpito marmoreo, decorato con bassorilievi raffiguranti Isaia, Giovanni Battista, Stefano protomartire e Giovanni Evangelista; al centro l'altare, sormontato da un Crocifisso bronzeo; a sinistra l'ambone ligneo intagliato. Il catino absidale presenta una ricca decorazione musiva raffigurante l'Albero della vita con al centro, inscritto in una mandorla, il Cristo Pantocratore. All'esterno del presbiterio, sulla destra, vi è il fonte battesimale, ispirato a quello della Dómkirkjan di Reykjavík.

Organo a canne[modifica | modifica wikitesto]

Sulla cantoria in controfacciata, si trova l'organo a canne Steinmeyer opus 1515, costruito nel 1930. Lo strumento, a trasmissione elettrica, ha due tastiere di 61 note ciascuna ed una pedaliera dritta di 30 note. Di seguito, la sua disposizione fonica:[5]

Prima tastiera - Hauptwerk
Bourdon 16'
Prinzipal 8'
Gamba 8'
GemsHorn 8'
RohrFlöte 8'
Oktave 4'
NachtHorn 4'
Oktave 2'
SoloKornett III-V
Mixtur VI-V
Trompete 8'
Seconda tastiera - Schwellwerk
StillGedactk 16'
GeigenPrinzipal 8'
Aeoline 8'
SoloFlöte 8'
NachtHorn 8'
Fugara 4'
BlockFlöte 4'
WaldFlöte 2'
Schwiegel 1'
Quinte 2.2/3'
Terz 1.3/5'
Mixtur IV-V
Cymbel III
KrummHorn 8'
Pedal
Violon 16'
SubBaß 16'
ZartBaß 16'
OktavBaß 8'
Violoncello 8'
BassFlöte 8'
ChoralBaß 4'
Mixtur IV-V
Posaune 16'

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Santa Sede, Visita alla Chiesa Evangelica Luterana di Roma - Parole del Santo Padre Benedetto XVI, su vatican.va. URL consultato il 6 giugno 2013.
  2. ^ Claudio Tanturri, Benedetto XVI: Il Papa alla chiesa luterana evangelica, RomaSette, 12 marzo 2010. URL consultato il 6 giugno 2013.
  3. ^ Papa Francesco in visita alla Chiesa evangelica luterana di Roma:”Ci sono stati tempi brutti tra noi. Dobbiamo chiederci scusa per questo” (TUTTI I VIDEO) | Tv2000, su Tv2000. URL consultato il 16 novembre 2015.
  4. ^ G. Barberini, p. 48.
  5. ^ Database degli organi del sito organnews.eu, su organnews.eu. URL consultato l'11 luglio 2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giulia Barberini (a cura di), Rione XVI Ludovisi, Roma, Fratelli Palombi Editori, 1981, pp. 46-48.
  • Claudio Rendina, Le Chiese di Roma, Roma, Newton & Compton, 2004, pp. 100-101, ISBN 88-541-0205-9.
  • Giorgio Carpaneto, Rione XVI Ludovisi in AA.VV., I rioni di Roma, volume III, Roma, Newton & Compton, 2005, pp. 1015–1037, ISBN 88-541-0342-X.
  • Graziano Fronzuto, Organi di Roma. Guida pratica orientativa agli organi storici e moderni, Firenze, Leo S. Olschki, 2007, pp. 482–484, ISBN 978-88-222-5674-4.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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