Chiesa di San Domenico (Torino)

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Chiesa di San Domenico
Chiesa di san Domenico Torino.JPG
StatoItalia Italia
RegionePiemonte
LocalitàTorino
ReligioneCattolica
DiocesiArcidiocesi di Torino
Stile architettonicoGotico
Inizio costruzioneXIV secolo
CompletamentoXV secolo

Coordinate: 45°04′27.02″N 7°40′50.7″E / 45.074172°N 7.68075°E45.074172; 7.68075

La chiesa di San Domenico è una chiesa ubicata nel centro di Torino, all'angolo dell'omonima via all'incrocio con via Milano. La facciata della chiesa si apre su un piccolo spazio inserito nell'asse viario di via San Domenico; il corpo della chiesa si prolunga però lungo via Milano, la perpendicolare che collega Via Garibaldi con Porta Palazzo. La piazzetta antistante la chiesa è stata dedicata in occasione della beatificazione al beato Giuseppe Girotti, frate del convento ucciso dai tedeschi nel 1945 per avere aiutato gli ebrei e beatificato nel 2014.

È il principale resto archeologico medievale di Torino. Subì molti restauri prima di essere riportata alle sue originarie caratteristiche gotiche. La costruzione è iniziata nel 1227 e poi ampliata dopo la seconda metà del secolo. All'interno si possono vedere dei frammenti di affreschi della fine del Trecento.

Ha come caratteristica specifica quella di essere l'unica chiesa medioevale di stile gotico della città sopravvissuta fino ai giorni nostri e, insieme alla chiesa della Consolata, si può considerare uno dei luoghi di culto più antichi della città. Le altre chiese di quel periodo furono rimaneggiate nel corso della grande espansione urbanistica che Torino ha conosciuto nel XVII e XVIII secolo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'altar maggiore

Eretta tra il 1227 e il 1280, la chiesa rappresentava l'edificio religioso della comunità torinese di Domenicani (l'annesso convento venne eretto verso il 1260); rimase però lungamente senza facciata (essa venne aggiunta soltanto nel 1334) e senza campanile (aggiunto nel 1451). Nonostante queste sue carenze, la chiesa rappresentò uno dei poli della cultura torinese nel Medioevo: a padre Giovanni da Torino, fondatore del convento domenicano adiacente alla chiesa, va il merito di aver gettato le basi di una notevole biblioteca, che verrà custodita dai domenicani per secoli.[1]
Nei secoli successivi, la chiesa di San Domenico, poiché gestita dai Domenicani, fu il centro dell'Inquisizione torinese.[2]

Amata dai Savoia, la chiesa di San Domenico fu spesso oggetto di donazioni da parte della casa regnante: fu per loro volontà che l'interno della chiesa venne decorato secondo il gusto barocco, e vennero erette alcune cappelle laterali, come quella che, per piacere di Vittorio Amedeo III di Savoia venne aperta nel 1780, raffigurante il beato Amedeo IX. L'altare di tale cappella, già esistente nel 1612, è stato rimodellato a partire dal 1779 su progetto dell'architetto di origine sanmauriziese Lodovico Bò, e attualmente risulta notevolmente modificato dagli interventi di restauro dell'intera chiesa eseguiti all'inizio del Novecento da Brajda e D'andrade.[3] Quando, nel 1762, un violento incendio distrusse la cappella del Rosario e parte dell'edificio, la Casa Reale ordinò che venisse tutto ricostruito; nel 1776 i domenicani realizzarono il nuovo altar maggiore.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Nella facciata, un'alta ghimberga incornicia il portale.
Entrando, si nota subito la pianta a tre navate, con altari laterali in entrambe le navate, e con due cappelle che fiancheggiano il coro e l'altar maggiore. Quella di sinistra, detta Cappella delle Grazie, è stata affrescata verso la metà del XIV secolo da un artista noto come Maestro di San Domenico. Sulle due pareti laterali e su quella centrale, nel registro inferiore, sono rappresentati i dodici apostoli mentre nelle lunette, da sinistra a destra, sono rappresentati: la Majestas Domini, L' Annunciazione, e San Tommaso presenta alla Vergine tre devoti. Al centro della cappella è esposta un'icona del XVI secolo raffigurante la Vergine con il Bambino ed i santi Giovanni Battista e Gabriele.

Elemosina di Sant'Antonino Pierozzi, Giovanni Spanzotti (1528).

La cappella di destra è detta Cappella del Rosario, opera settecentesca progettata da Luigi Michele Barberis, e presenta di fronte la pala d'altare del Guercino, che raffigura la Madonna del Rosario con i santi Domenico e Caterina da Siena ed attorno alla quale vi sono i Quindici misteri del Rosario, opera d'intaglio in legno di Stefano Maria Clemente, che ha realizzato anche il pulpito della navata centrale, attorno ad uno dei pilastri che la separa da quella sinistra.
Dietro al pulpito, l'affresco dell'elemosina di Sant'Antonino Pierozzi (1389-1459), vescovo domenicano fiorentino) a due bambini, opera di Giovanni Spanzotti (1528).
La Madonna con San Domenico della sagrestia invece, è di Michele Milocco (1737); l' Episodio della peste del 1630 è di Domenico Corvi mentre gli stalli del coro sono opera di Pietro Botto.[4]

Immagini delle cappelle della chiesa[modifica | modifica wikitesto]

Sepolcri[modifica | modifica wikitesto]

Nella chiesa trovano riposo molti esponenti dell'ordine domenicano, tra cui il beato Pietro Cambiani da Ruffia, uno dei primi inquisitori del Piemonte. Riposa qui anche Padre Reginaldo Giuliani, Cappellano degli Arditi, caduto a passo Uarieu e decorato di Medaglia d'oro al valor militare. Altro personaggio importante qui sepolto è Emanuele Filiberto Pingone, storico torinese della corte di Emanuele Filiberto di Savoia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Renzo Rossotti, Guida Insolita ai misteri, ai segreti, alle leggende, e alle curiosità di Torino, p. 60, 1998, Newton Compton Editori.
  2. ^ Giuseppe Colli, Storia di Torino, p. 63, 2002, Il Punto.
  3. ^ Carlo Balma Mion, Lodovico Bò (1721-1800). Misuratore, Soprastante, Architetto, Trento, Ed. UNI Service, 2007, pp. 80-82.
  4. ^ Marziano Bernardi, Torino – Storia e arte, Torino, Ed. Fratelli Pozzo, 1975, p. 93

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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