Chiesa di Santo Stefano Protomartire (Malcesine)

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Chiesa di Santo Stefano Protomartire
Malcesine 032.JPG
StatoItalia Italia
Regione  Veneto
LocalitàMalcesine
Coordinate45°45′47.28″N 10°48′32.61″E / 45.763133°N 10.809057°E45.763133; 10.809057
Religionecattolica di rito romano
TitolareSanto Stefano Protomartire
Diocesi Verona
Consacrazione1769
Inizio costruzione1729
Completamento1739

La chiesa di Santo Stefano Protomartire è la parrocchiale di Malcesine, in provincia e diocesi di Verona; fa parte del vicariato del Lago Veronese-Caprino.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'interno

La primitiva pieve di Malcesine sorse probabilmente lì dove anticamente esisteva un tempio dedicato alla dea pagana Iside[1].

La chiesa vista dal lago

In questa chiesa furono traslate nel IX secolo le spoglie dei santi Benigno e Caro[1][2].

La chiesa vista dal centro del paese

Nel 1159 alla pieve di Malcesine venne confermata la giurisdizione sulle chiese di San Zeno di Brenzone, di Sant'Angelo e dei Santi Simone, Giuda e Giovanni Evangelista[2].
Nel 1313 il vescovo di Verona Teobaldo III fece mettere i corpi dei due suddetti Santi in una nuova urna in pietra e la chiesa subì un intervento di restauro per volere dello stesso vescovo[1][2].
Nel 1514 vennero istituite le confraternite dei santi Benigno e Caro e del Santissimo Sacramento[2].
Il 16 ottobre 1562 papa Pio IV concesse ai frati Olivetani di Santa Maria in Organo di fondare un monastero annesso alla pieve e di essere preposti alla cura d'anime[1].
Dalla relazione della visita pastorale del 1567 del vescovo Agostino Valier s'apprende che nella pieve erano collocati sette altari[2].
Nel 1624 la chiesa venne dotata di un nuovo fonte battesimale per interessamento del vicario Federico Carlotti[2].
Nel 1729 gli abitanti del borgo ottennero dall'abate di Santa Maria in Organo il permesso di demolire l'antica pieve e a riedifcarla[1]; in quello stesso anno fu posta la prima pietra della nuova parrocchiale[1]. I lavori terminarono nel 1739[1].
Il 7 marzo del 1759 i frati Olivetani se ne andarono da Malcesine a seguito di un provvedimento preso dalla Serenissima Repubblica di Venezia l'anno precedente e lasciarono il posto al clero diocesano[1]; qualche mese dopo, il 12 settembre, la pieve venne consacrata[1].
Tra il 1869 e il 1882 la facciata fu rifatta[1][2] e nel 1913 l'interno della pieve venne decorato[1].
La chiesa di ristrutturata tra il 2013 ed il 2014[1].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

L'interno della chiesa è ad un'unica navata con soffitto a botte[1]; l'aula termina con il presbiterio rialzato di due gradini, a sua volta chiuso dell'abside poligonale[1]. Opere di pregio qui conservate sono la pala che ha come soggetto Santo Stefano Protomartire, realizzata da Felice Boscaratti, le tele che raffigurano Davide e Abigaille e Rebecca che riceve doni da Abramo, il dipinto del soffitto che rappresenta la Gloria di Santo Stefano, eseguito da Odoardo Perini, autore anche dell'affresco con il Martirio di Santo Stefano[1].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m n o Chiesa di Santo Stefano Protomartire <Malcesine>, su Le chiese delle diocesi italiane, Conferenza Episcopale Italiana. URL consultato il 2 aprile 2020.
  2. ^ a b c d e f g Pieve di santo Stefano Protomartire di Malcesine, su comunemalcesine.it. URL consultato il 2 aprile 2020.

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