Santuario di Santa Maria della Vita

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Santuario di Santa Maria della Vita
Bologna, Santa Maria della Vita 01.jpg
StatoItalia Italia
RegioneEmilia-Romagna Emilia-Romagna
LocalitàBologna-Stemma.pngBologna
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
Arcidiocesi Bologna
Stile architettonicoBarocco
Inizio costruzione1687
Completamento1787

Coordinate: 44°29′36.23″N 11°20′40.62″E / 44.493398°N 11.344617°E44.493398; 11.344617

Il santuario di Santa Maria della Vita si trova in via Clavature 10, nel centro storico di Bologna, a pochi passi da piazza Maggiore.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Interno

Di antica fondazione, venne ricostruito nel 1687-1690 da Giovanni Battista Bergonzoni, che impostò la pianta centrale ellittica, dotata un secolo dopo di cupola di Giuseppe Tubertini (1787), su probabile progetto del Terribilia. La facciata risale al 1905.

Interno[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa è soprattutto nota per conservare il gruppo fittile del Compianto sul Cristo morto di Niccolò dell'Arca, capolavoro della scultura quattrocentesca di ineguagliata forza drammatica. Esso, composto da sei figure a grandezza naturale più il Cristo giacente, risale al 1463 ed è attualmente collocato nella cappella a destra dell'altare maggiore.

Si segnalano anche, nella cupola, Le quattro Sibille: Cumana, Frisia, Eritrea e Persica, opera dello scultore forlivese Luigi Acquisti.

A lato dell'altare, in "cornu Epistolae" si trova il bellissimo organo costruito da Giuseppe Guermandi e restaurato dai F.lli Ruffatti, oltre a sculture di Francesco Tadolini.

Due figure del Compianto di Niccolò dell'Arca (1463)

L'oratorio dei battuti[modifica | modifica wikitesto]

Nell'annesso oratorio al piano superiore, detto "dei battuti", opera di Floriano Ambrosini (1617), si trovano una Madonna col Bambino e santi del Nosadella (1550 circa) su di un bellissimo altare barocco e, sul lato opposto, un coinvolgente Transito della Madonna, gruppo di quattordici statue in terracotta di Alfonso Lombardi (1522), che illustra un inconsueto brano tratto dai vangeli apocrifi.. Sulle pareti laterali, nicchie contenenti sculture di Alessandro Algardi (San Procolo, San Petronio) e di Giulio Cesare Conventi (San Francesco, San Domenico) alternate a tele di vari autori, tra le quali spicca Il Beato Riniero con una processione visita il corpo di San Geminiano Vescovo di Modena, dipinto giovanile di Antonio Randa (1626-1627). Il movimento dei Disciplinati, anche detti Battuti o Flagellanti, era sorto a Perugia nel 1260 su iniziativa del laico Raniero Fasani e velocemente si propagò da una città all’altra, sorretto dalla volontà popolare e promosso da processioni di fedeli flagellanti. A Bologna entrò il 10 ottobre con un corteo che muoveva da Imola e, pochi giorni dopo, il 19, furono i bolognesi stessi a portare nel duomo di Modena la novità di questo moto religioso. La presenza del beato Raniero a questi eventi in terra emiliana, non sorretta da evidenze storiche, fu stabilita nel XIV secolo quando la confraternita bolognese decise di costruire una versione credibile per dar valore storico alla propria fondazione. I testi che descrivono la città di Bologna, a partire dalla Bologna perlustrata del Masini, non mancano di descrivere la scena raffigurata in questo e negli altri dipinti esposti nell’Oratorio di Santa Maria della Vita, sede storica della compagnia che presto si volse all’assistenza degli infermi.

Annesso all'oratorio e alla chiesa si trova un piccolo museo dedicato alla Sanità bolognese.

Veduta della cupola. Sullo sfondo le due torri

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.VV., Emilia-Romagna, Milano, Touring Club Editore, 1998. ISBN 9788836504404
  • Giovanni Sassu, Oratorio di Santa Maria della Vita, Bologna, Costa, 2001.
  • Graziano Campanini e Simona Ruvoli (a cura di), Guida al complesso monumentale di Santa Maria della Vita. Santuario, Museo, Oratorio, Bologna, Editrice Compositori, 2006.

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