Chiesa di Santa Maria della Pace (Firenze)

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Chiesa di Santa Maria della Pace
Zocchi, ville 04 la pace.jpg
Veduta della chiesa in una stampa di Giuseppe Zocchi del 1744
StatoItalia Italia
RegioneToscana
LocalitàFirenze
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
TitolareSanta Maria della Pace
Arcidiocesi Firenze
Consacrazione1573
Inizio costruzionedopo il 1530
DemolizioneXIX secolo

La chiesa di Santa Maria della Pace, era una chiesa di Firenze situata nella zona di Porta Romana, poco fuori le mura.

Storia e descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa fu edificata sul posto di un oratorio distrutto durante l'assedio del 1530. Secondo la tradizione l'occasione per l'edificazione fu un tabernacolo miracolosamenta scampato ad un incendio. La chiesa fu consacrata nel 1573 come Santa Maria della Neve e poi dedicata a Santa Maria della Pace ed era parte di un complesso conventuale, passato nel 1616 ai monaci di san Bernardo di Chiaravalle, poi in disuso ed alienato a privati nel XIX secolo.

L'edificio, che era stato patronato dai Medici, in particolare sotto Cosimo II e Cosimo III, fu smantellato in occasione dei lavori per il trasferimento della capitale da Torino a Firenze, quando si rese necessaria la realizzazione di nuove scuderie reali in sostituzione di quelle di San Marco. Ne furono ricavate delle abitazioni private, proprio come per la chiesa di San Pier Maggiore. Nel 1922 le “R.R. Scuderie della Pace” passarono in uso al Ministero della Pubblica Istruzione che le trasformò nell'attuale Istituto d'arte.

La chiesa cinquecentesca, ad una sola navata, presentava un insolito colonnato esterno, non solo in facciata come pronao, ma anche sui fianchi, per il quale è stato proposto come riferimento il modello di tempio periptero "cristiano" descritto da Leon Battista Alberti nel De Re Aedificatoria. La chiesa sarebbe pertanto uno dei pochi tentativi di tradurre, secondo il suggerimento albertiano, lo schema planimetrico del tempio classico in un edificio di culto cristiano, con il colonnato a circondare la cella della navata interna.[1]

Tra le opere in essa custodite, c'era la Visione di san Bernardo di Luca Giordano, dal 1790 alla cappella dei Pittori nell'Annunziata.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gabriele Morolli, Cesare Cesariano e la doppia immagine del periptero vitruviano, in " Cesare Cesariano e il classicismo di primo Cinquecento", 1996, ISBN 8834304942

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