Chiesa di Santa Maria del Carmine (Rovereto)

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Chiesa di Santa Maria del Carmine
Chiesa di Santa Maria del Carmine (Rovereto) 01.jpg
StatoItalia Italia
RegioneTrentino-Alto Adige Trentino-Alto Adige
LocalitàRovereto-Stemma.png Rovereto
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
TitolareSanta Maria del Carmine
Arcidiocesi Trento
Consacrazione29 giugno 1820
ArchitettoPietro Somalvico
Giuseppe Antonio Schiavi
Gian Domenico Visetti
Andrea Colomba
Stile architettonicobarocco, neoclassico
Sito webArcidiocesi di Trento - S.Maria del Monte Carmelo di Rovereto

Coordinate: 45°53′01.86″N 11°02′29.5″E / 45.883851°N 11.041528°E45.883851; 11.041528

Santa Maria del Carmine, o Chiesa di Santa Maria del Carmine o ancora Chiesa di Santa Maria del Monte Carmelo, è una chiesa di Rovereto del XVII secolo, posta su via Benacense, nel quartiere di Santa Maria di Rovereto.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Una prima piccola chiesetta dedicata alla Santissima Vergine Annunziata[2], sorta dove adesso si trova la sagrestia di Santa Maria del Carmine, venne eretta dopo l'abbattimento della chiesa di San Tommaso e della Cappella di Santa Barbara, nel 1290, e consacrata solo nel 1333.[3] Guglielmo da Castelbarco il 13 agosto 1319 redige il suo testamento nel quale cita la presenza a Rovereto della chiesa.[nota 1]

L'edificazione del chiostro risale alla prima metà del XVI secolo, e la costruzione della chiesa attuale avvenne in periodi successivi, a partire già dal 1400, iniziando dalla sagrestia e dalla cappella di Santa Dorotea. Quindi l'intero edificio fu riedificato sulla chiesetta preesistente ed i lavori finirono attorno al 1759 con l'elevazione del campanile. A dirigere il cantiere della ricostruzione fu l'architetto Pietro Somalvico di Brienno mentre, più probabilmente, il progetto è da attribuire a Jacopo Antonio Pozzo, fratello di Andrea Pozzo. [4] Altri architetti che intervennero sulla facciata e sul campanile sono stati Giuseppe Antonio Schiavi, Gian Domenico Visetti e Andrea Colomba.

Chiesa di Santa Maria del Carmine Epigrafe con citazione del conferimento del diaconato ad Antonio Rosmini

Sino al 1787 fu retta dai padri carmelitani, ed il primo parroco che arrivò dopo di loro, quando la chiesa entrò a far parte della nuova parrocchia istituita a Lizzana, fu il roveretano don Filippo Chiusole.

Consacrazione[modifica | modifica wikitesto]

La priora dell'allora vicino monastero di Santa Croce nel 1820 chiese al vescovo di Chioggia Giuseppe Manfrin Provedi di consacrare la chiesa del convento e in tale occasione il vescovo consacrò anche la chiesa di Santa Maria del Carmine. Alla cerimonia prese parte come crucifero Antonio Rosmini, che in quei giorni ottenne dal vescovo Manfrin il diaconato.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il chiostro[modifica | modifica wikitesto]

Chiostro di Santa Maria del Carmine

Il chiostro, che apparteneva al convento dei carmelitani demolito dopo la soppressione dell'ordine, è attualmente la parte più antica dell'intero complesso religioso. Alle pareti del portico conserva molte lapidi tombali e vari affreschi risalenti al XVI secolo.[5]

Esterno[modifica | modifica wikitesto]

La facciata presenta due ordini di paraste ed un frontone triangolare. Oltre all'ingresso vi sono altre due importanti aperture: una grande finestra rettagolare al secondo ordine, centrale, ed una rotonda nel frontone.

La parrocchia[modifica | modifica wikitesto]

La parrocchia di Santa Maria comprende, oltre alla Chiesa di Santa Maria del Carmine, anche la Chiesa di Santa Croce. Il cimitero parrocchiale è quello di Santa Maria.

La Porta Santa[modifica | modifica wikitesto]

In occasione del Giubileo straordinario della misericordia Papa Francesco ha concesso, nella chiesa roveretana di Santa Maria del Carmine, l'apertura di una porta santa .[6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Annotazioni
  1. ^ Item judico, ordino et reliquo, quod de bonis meis fiat unum Monasterium apud Ecclesiam Sanctam Mariae positam in Valle Lagarina inter Roveredum et Lizzanam, in quo Monasterio stare et habitare possint et debeant octo fratres Minoris Ordinis E.Tamanini, p.35
Fonti
  1. ^ A.Gorfer, pp.126-128
  2. ^ C.Barozzi, p.33
  3. ^ E.Toldo, p.56
  4. ^ A.Frisinghelli, p.17
  5. ^ Touring T.A.A., p.125
  6. ^ Rovereto, in migliaia per l'apertura della Porta Santa, su vitatrentina.it, Vita trentina Arcidiocesi di Trento, 11 gennaio 2016. URL consultato il 21 aprile 2018.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Aldo Gorfer, Le valli del Trentino-Trentino orientale, Calliano (Trento), Manfrini, 1975, ISBN 978-88-7024-286-7.
  • Andrea Frisinghelli, Palazzo Betta-Grillo a Rovereto: storia di un'antica dimora e del suo patrimonio artistico, Rovereto, Osiride, 2014, SBN IT\ICCU\BVE\0683350.
  • Emilio Toldo, Rovereto : memorie, episodi e curiosita dall'origine ai giorni nostri : con 23 tavole fuori testo, Rovereto, Arti grafiche R. Manfrini, 1964, SBN IT\ICCU\SBL\0420585.
  • Carmelo Barozzi, Rovereto: Borgo San Tommaso, Borgo Santa Maria, Rovereto, Mercurio, 2005.
  • AAVV, Trentino Alto Adige, Milano, Touring Editore, 2005, ISBN 9788836548026.
  • Antonio Rossaro, Iconografia della Chiesa roveretana: note storico-artistico-agiografiche, Rovereto, Tipografia Istituto Educ.Prov.S.Ilario, 1934, SBN IT\ICCU\CUB\0561318.
  • Enrico Tamanini, La Chiesa di Santa Maria del Carmine e il Convento carmelitano a Rovereto: notizie storiche, Rovereto-Bolzano, Arti grafiche Manfrini, 1964, SBN IT\ICCU\SBL\0424046.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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