Chiesa di Santa Maria Assunta (Salussola)

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Chiesa di Santa Maria Assunta
Salussola chiesa assunta.jpg
Facciata
StatoItalia Italia
RegionePiemonte
LocalitàSalussola
IndirizzoVia Teologo Macchioli
Coordinate45°26′57.44″N 8°06′34.96″E / 45.449289°N 8.109711°E45.449289; 8.109711
Religionecattolica di rito romano
Titolaresanta Maria Assunta
Stile architettonicoromanico e gotica
CompletamentoXII secolo

La chiesa di Santa Maria Assunta è una chiesa di stile romanico-gotica, situata a Salussola, nel biellese.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Sebbene l'erezione della chiesa sia fatta risalire al XII secolo,[1] le prime testimonianze documentali sulla chiesa risalgono al 1217 e al 1298.[2]

Nel 1413 divenne chiesa pievana, sostituendo la pieve di San Pellegrino di Puliaco.[2] Dopo qualche anno fu costruito un cimitero sul lato a sud della chiesa,[2] che venne dismesso nel 1931.[3]

Il 1722 vide la ricostruzione del campanile della chiesa.[2] Fino al 1748 la pieve di Santa Maria Assunta era l'unica parrocchia presente nel territorio di Sassuola.[2] I diritti della pieve erano posseduti dalla famiglia de Bulgaro, che li mantenne fino al 1785.[2]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Lo stile architettonico originario della chiesa è romanico-gotico, con successive aggiunte di stile barocco.[2]

La facciata originariamente era a gradini, che sono rimasti sul lato sinistro della facciata, mentre sul lato destro i gradini della facciata, sebbene siano ancora visibili, sono stati riempiti a formare uno spiovente.[2]

La porta della chiesa, risalente al 1766 (come testimoniato da un'incisione sul legno della stessa porta, rivelata durante un recente restauro[4]), originariamente era ad ogiva ed è circondata da fregi in terracotta che raffigurano figure di bacchi che tengono grappoli d'uva.[2] Sopra la porta si trova un rosone in terracotta, affiancato da due finestre rettangolari, che in origine avevano probabilmente forma ogivale.[2]

L'interno è diviso in tre navate, con abside di geometria ottagonale, sostenuta da contrafforti e anticamente aperta da un oculo circolare, che è stato successivamente murato.[2] La navata centrale è formata da archi a tutto sesto, mentre le navate laterali hanno volta a crociera con costoloni.[2] Si presume che originariamente la navata centrale avesse una struttura simile a quella delle navate laterali.[2]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di Santa Maria Assunta ospita al suo interno dipinti del XVI e XIX secolo circa,[2] tra cui la pala d'altare con la Madonna del Rosario, realizzata e firmata nel 1601 da Pompeo Secondiano,[5] che presenta una particolare cornice con intagliati ovali e tondi dorati, separati da erme e cherubini.[6]

Nella navata centrale è collocato il pulpito eseguito tra il 1711 e il 1712 dallo scultore Carlo Francesco Aureggio-Termine con l'aiuto del maestro Giuseppe Bernardo Barile, entrambi abitanti a Biella, e in alcune parti probabilmente anche dallo scultore Carlo Francesco Mulatera.[7]

La sagrestia contiene un armadio del XVII secolo scolpito dallo scultore Bartolomeo Termine di Zumaglia, ma abitante a Biella.[8] Sui pannelli dei credenzini dell'armadio sono presenti altorilievi che raffigurano la nascita della Madonna, lo sposalizio della Vergine, la nascita di Gesù, la sua presentazione al tempio e la fuga in Egitto.[8]

All'interno della chiesa si conserva anche la statua lignea della Madonna del Carmine, patrona di Salussola, che è portata in processione per le vie del borgo durante la festa di santa Maria Assunta.[9] La statua della madonna risale al XVIII secolo e la sua realizzazione è attribuita allo scultore Ignazio Perucca di Torino.[10] È collocata su un trono del 1825, scolpito dallo scultore Giuseppe Vigliani di Biella e indorato da suo figlio Giuseppe.[10]

Nel 2015 è stata inoltre collocata nella chiesa una copia autentica della Sacra Sindone,[11] di dimensioni identiche all'originale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • D. Lebole, Storia della Chiesa Biellese, Le Pievi di Vittimulo e Puliaco, Tip. e Lib. Biellese, Biella, 1979.
  • C. Gavazzi, L’architettura gotica nella diocesi di Biella, Centro studi biellesi, Biella, 1980.

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