Chiesa di Santa Maria (Cerreto Sannita)

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Chiesa di Santa Maria
Chiesa di Santa Maria - Cerreto Sannita.JPG
La facciata
StatoItalia Italia
RegioneCampania
LocalitàCerreto Sannita
ReligioneCattolica
TitolareMaria Assunta
Diocesi Cerreto Sannita-Telese-Sant'Agata de' Goti

Coordinate: 41°17′09.56″N 14°33′46.11″E / 41.285989°N 14.562808°E41.285989; 14.562808

Nel campanile della chiesa sono incastonate diverse pietre di riporto provenienti dalla chiesa di "Santa Maria in capite foris" di Cerreto antica.

La chiesa di Santa Maria, denominata anche chiesa di Santa Maria del Monte dei Morti o della Madonna Assunta, è una architettura religiosa sita nel centro storico di Cerreto Sannita.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa nella vecchia Cerreto[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Cerreto antica.

In Cerreto antica l'esistenza di una chiesa parrocchiale dedicata a santa Maria è documentata già nel 1334, anno in cui venne fusa la campana che, nel 1730, venne trasferita nella chiesa ricostruita nel nuovo tessuto urbanistico di Cerreto Sannita, edificato dopo il sisma del 1688. La chiesa svolse funzioni parrocchiali sino al 22 febbraio 1544 quando il vescovo Alberico Giaquinto - consenzienti il feudatario Diomede Carafa e l'Universitas - dispose la soppressione delle cinque parrocchie esistenti a Cerreto erigendo la chiesa di San Martino a collegiata.[1]

Il tempio era intitolato a "Santa Maria in capite foris" perché si ergeva nella parte alta di quella che era la piazza principale della vecchia Cerreto, un vero e proprio "foro" dove si affacciavano, oltre la chiesa, importanti edifici del potere civile come la sede dell'Universitas, la casa dei "mastrodatti", il torrione, il "nuovo" palazzo ducale e alcuni negozi tra i quali una "barbaria" ed una "spezieria".[2]

Nel 1587 il notaio Mario Cappella scrisse che la chiesa di Santa Maria era sede di una confraternita intitolata a "Gesù e Maria", che il priore era un certo Andrea Raetano e che in tale anno, ad opera dei confratelli, si stavano facendo degli accomodi e degli abbellimenti nell'edificio ed in particolare si stava rifacendo l'altare, mal costruito. Queste notizie vennero citate dal notaio Cappella in un atto che venne scritto allorché, durante quei lavori, mentre si stava demolendo un altare, vennero trovati due vasi fittili contenenti: uno centotré scudi d'oro ed un altro quaranta monete dello stesso valore. E proseguendo nella demolizione vennero trovate altre quarantotto monete di argento che vennero consegnate all'allora "eletto" (sindaco) Vincenzo Varrone in attesa di disposizioni da parte dell'autorità ecclesiastica. Dopo pochi giorni il Nunzio di Napoli inviò una missiva nella quale intimava l'immediata consegna di «tutti li denari perché, senza dubbio, appartengono alla camera apostolica [...] e devono essere mandati qua, pena la scomunica».[3]

Nel 1590 mons. Bellocchi scrisse che i confratelli si riunivano nella chiesa ogni domenica per leggere i libri sacri, recitare le litanie e confessarsi.

Nel 1596 mons. Savino annotò in una sua relazione che nella chiesa celebravano i canonici della collegiata di San Martino ogni domenica e in altri giorni perché la devozione popolare era grande. La stessa fonte scrisse che per accedere alla chiesa si dovevano salire sei gradini e che non esisteva una torre campanaria e le due campane, di modeste dimensioni, erano appese sulla sommità della facciata. L'altare maggiore era ornato di una scultura raffigurante la Madonna col Bambino mentre nella trave al centro della navata trovava posto un grande crocifisso donato da un confratello defunto. Vi erano diversi altari laterali, alcuni dei quali spogli.

Il terremoto del 5 giugno 1688 distrusse quasi totalmente l'edificio.

La chiesa dopo il 1688[modifica | modifica wikitesto]

Scorcio della navata

Cinque anni dopo il terremoto del 1688, il 23 febbraio 1693, iniziarono i lavori per la costruzione della chiesa nella "nuova" Cerreto ricostruita ex novo su progetto di Giovanni Battista Manni. I lavori iniziarono su una porzione del suolo di proprietà del dott. Magnati, suolo offerto gratuitamente dallo stesso Magnati che in cambio chiese la celebrazione per sé e per i suoi defunti di tante messe quanto sarebbe stato il valore di vendita del suolo.[4]

Il cantiere fu finanziato grazie alla vendita di alcune argenterie ed ex voto trovati fra le macerie della vecchia chiesa e grazie alle elemosine dei cerretesi secondo quando si apprende da una visita pastorale del 1696. Nella costruzione dell'architettura fu usato anche molto materiale lapideo proveniente dalla vecchia chiesa.

Nel 1696 era già installato l'altare maggiore dove si celebrava ogni giorno e, siccome le rendite della confraternita erano molte, furono installati altre due altari nel presbiterio e venne terminata la prima sacrestia, corrispondente al primo ambiente a sinistra che si incontra entrando nella chiesa.

Nel 1700 venne annotato che il presbiterio e la crociera erano coperti da tettoie provvisorie, che il suolo antistante il transetto era troppo basso e che lo si doveva rialzare di ben cinque palmi pena l'interdizione del luogo sacro.[5]

Nel 1717 vennero terminate le cappelle laterali mentre la cupola e il campanile furono costruiti nel 1733 su disegno di Bartolomeo Tritta.

Nel 1754 fu rifatto il portale e nel 1759 vennero eseguite le stuccature.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La facciata, priva di decorazioni, è abbellita dall'imponente portale eseguito da Antonio Di Lella nel 1754 e sormontato da un cranio molto verosimile eseguito su marmo di Pario che al contrario della pietra locale rende maggiormente i particolari.

Il campanile è arricchito nel prospetto da pietre di riporto provenienti dalla Cerreto medievale e termina in una cipolla ricoperta da embrici maiolicati gialli e verdi.

Cappelle a sinistra[modifica | modifica wikitesto]

Cappella della Madonna col Bambino.
  • Prima Cappella: statua lignea di San Vito;
  • Seconda cappella: tela di santa Brigida[non chiaro] di Basilio De Luca (XVII secolo);
  • Terza Cappella: dipinto raffigurante la Madonna col Bambino fra santi;

Transetto sinistro[modifica | modifica wikitesto]

  • Altare in marmo rosa di Vitulano con predella recentemente ricomposta con un pavimento in maiolica cerretese. Sovrasta l'altare un dipinto di Paolo de Falco (1727) raffigurante il Purgatorio.

Sacrestia[modifica | modifica wikitesto]

  • Sovrasta la volta una tempera del 1750 raffigurante l'Assunzione eseguita da ignoto a devozione di Paolo De Nicola. Alle pareti due dipinti di inizio Settecento raffiguranti la Madonna Assunta e San Vito.

Presbiterio[modifica | modifica wikitesto]

  • Altare maggiore settecentesco in marmi policromi intarsiati ad opera del napoletano Vito Antonio Coltella, sovrastato dalla scultura lignea della Vergine Assunta entro una ricca cornice in stucco della seconda metà del XVIII secolo. Alle pareti laterali due tempere del Mozzilli del 1761 raffiguranti la Nascita della Vergine e la Presentazione al Tempio. Precedente al presbiterio è una croce in legno con inserti in argento cesellato del '700.

Transetto destro[modifica | modifica wikitesto]

  • Tela di Paolo De Falco del 1727 raffigurante la Madonna con San Riccardo. Nella predella dell'altare sono alcune ceramiche cerretesi settecentesche.

Cappelle a destra[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Pescitelli, p. 3.
  2. ^ Pescitelli, p. 6.
  3. ^ Pescitelli, p. 17.
  4. ^ Pescitelli, p. 23.
  5. ^ Pescitelli, p. 24.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA. VV., Cerreto Sannita: Testimonianze d'arte tra Sette e Ottocento, Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane, 1991.
  • Vincenzo Mazzacane, Memorie storiche di Cerreto Sannita, Liguori Editore, 1990.
  • Renato Pescitelli, Chiesa Telesina: luoghi di culto, di educazione e di assistenza nel XVI e XVII secolo, Auxiliatrix, 1977.
  • Renato Pescitelli, La chiesa di Santa Maria Assunta in Cerreto Sannita, Rivista storica del Sannio, II-2004.
  • Pro Loco Cerreto Sannita, Una passeggiata nella storia, Cerreto Sannita, Di Lauro, 2003.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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