Chiesa di Santa Margherita in Santa Maria de' Ricci

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Chiesa di Santa Margherita in Santa Maria de' Ricci
Santa Margherita in Santa Maria de' Ricci 11.JPG
Facciata
StatoItalia Italia
RegioneToscana Toscana
LocalitàFirenze
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
TitolareSanta Margherita di Antiochia
Arcidiocesi Firenze
ArchitettoGherardo Silvani, Zanobi del Rosso
Stile architettonicobarocco
Inizio costruzione1508
Completamento1772

Coordinate: 43°46′17.43″N 11°15′24.18″E / 43.771508°N 11.256717°E43.771508; 11.256717

La chiesa di Santa Margherita in Santa Maria dei Ricci, detta anche della Madonna dei Ricci, è un luogo di culto cattolico del centro storico di Firenze.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fu fondata nel 1508, sotto il patronato della famiglia Ricci, per riparare un'offesa arrecata da Antonio Rinaldeschi all'immagine della Madonna posta un tempo nel canto dei Ricci antistante la chiesa. Sull'altare maggiore si conserva ancora la venerata immagine, che ormai è conosciuta come Madonna dei Ricci.

Venne ristrutturata nel Seicento da Gherardo Silvani con l'aggiunta del portico (1610). L'interno tardo barocco, ad unica navata, fu realizzato nel 1769-1772 da Zanobi del Rosso.

Oggi è usata quotidianamente per concerti di musica classica, a volte usando anche l'organo edificato nel 1989 dalla ditta "Chichi Rosario & Figli" di Cerreto Guidi (FI).

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Facciata[modifica | modifica wikitesto]

La facciata della chiesa è stata costruita nel XVII secolo su progetto dell'architetto fiorentino Gherardo Silvani. Separata in due ordini sovrapposti da un cornicione, presenta nella fascia inferiore un portico che si apre sulla strada con tre arcate a tutto sesto sorrette da colonne con capitelli scolpiti. Nella fascia superiore, invece, al centro, vi è la grande finestra ad arco con timpano sorretto da paraste corinzie. Il frontone, privo di decorazioni, presenta una finestrella rettangolare.

Interno[modifica | modifica wikitesto]

Interno

L'interno della chiesa è a navata unica con due cappelle laterali per fianco terminante con un'abside quadrangolare coperta con volta a cupola. La volta dell'abside venne affrescata da Lorenzo del Moro con l'Assunzione della Vergine.

Il presbiterio, delimitato da una balaustra marmorea, accoglie l'altare maggiore. Questo, costituito da un'edicola terminante con timpano triangolare sorretto da due colonne corinzie, presenta al centro, entro una fastosa cornice barocca scolpita, vi è l'antica immagine oltraggiata della Madonna.

Nella prima cappella, tavola con Santa Margherita di Antiochia (sec. XIV) che dà il nome attuale alla chiesa, è inserita in una tela seicentesca.

Sulle pareti laterali delle cappelle Giovanni Camillo Sagrestani raffigurò alcuni Episodi della Vita della Madonna.

Organo a canne[modifica | modifica wikitesto]

Sulla cantoria in controfacciata, suddiviso in due corpi posti ai lati del finestrone, vi è l'organo a canne Chichi opus 168, costruito nel 1989 ed in seguito ampliato. Lo strumento ha un doppio sistema di trasmissione: elettrica per la consolle in presbiterio (che comanda tutte e tre le tastiere e le relative sezioni del pedale) ed elettro-meccanica per la consolle in cantoria (che comanda il Grand'Organo e l'Espressivo, relativamente seconda e terza tastiera, e il Pedale).

L'oltraggio alla Madonna[modifica | modifica wikitesto]

Storia di Antonio Giuseppe Rinaldeschi

Il 21 luglio 1501 Antonio Giuseppe Rinaldeschi, dopo aver passato la nottata presso l'Osteria del Fico nel chiasso degli Agolanti (l'attuale vicolo del Giglio) ubriaco, mezzo denudato e gonfio d'ira per aver perso una grossa somma di denaro al gioco dei dadi, barcollava per le vie attorno al Duomo imprecando e bestemmiando quando notata l'immagine sacra in un vicoletto non più esistente sul fianco della chiesa di Santa Maria degli Alberighi raccolse dello sterco di cavallo da terra e lo lanciò contro la figura della Vergine. Alcuni cittadini che avevano assistito con disgusto alla scena decisero di denunciarlo agli Otto di Balia, che lo fece in seguito imprigionare al Bargello e processare per oltraggio. La condanna fu esemplare e a niente valsero le suppliche e le ammissioni di pentimento del Rinaldeschi, che subì niente meno che la condanna capitale per impiccagione dalle finestre del Bargello, affinché facesse da monito per tutti.

Oggi il tabernacolo è sostituito da una copia, mentre la Madonna oltraggiata originale si trova sull'altare maggiore della chiesa di Santa Maria de' Ricci, costruita appositamente per riparare l'offesa subita dalla sacra immagine.

Tutta la storia compare dipinta a tempera in una tavola, suddivisa in nove riquadri, che mostrano la fedele sequenza dei fatti. La tavola si trova ora nel Museo Stibbert.

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