Chiesa di Santa Giustina (Teolo)

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Chiesa di Santa Giustina
Chiesa di Santa Giustina e campanile (Teolo).JPG
StatoItalia Italia
RegioneVeneto
LocalitàTeolo
Coordinate45°21′00.98″N 11°40′24.83″E / 45.350272°N 11.673564°E45.350272; 11.673564
Religionecattolica di rito romano
TitolareSanta Giustina di Padova
Diocesi Padova

La chiesa di Santa Giustina è un edificio religioso sito a Teolo, comune in provincia di Padova posto centralmente nel parco regionale dei Colli Euganei. Nella suddivisione territoriale della chiesa cattolica, è sede della parrocchia di Santa Giustina Vergine e Martire, collocata nel vicariato di Lozzo Atestino-Teolo, a sua volta parte della diocesi di Padova.

La chiesa, posta in uno dei più alti punti della cittadina e alle pendici del versante sudorientale del monte della Madonna, uno dei maggiori rilievi dei Colli Euganei, ha origini molto antiche, citata come pieve già nel 1297 con la dedicazione a Santa Giustina, protomartire padovana.[1] Dai primi mesi del 2017 è chiusa al culto a causa di un fronte franoso che interessando la parte retrostante dell'edificio ne ha intaccato la struttura producendo fessurazioni nella sua parte più antica[2], tuttavia al marzo 2020 l'opera di consolidamento era quasi ultimata[3].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le prime citazioni di una chiesa sita nell'abitato, a quel tempo indicato come Tedolo, una pieve, ovvero edificio con annesso battistero, sede arcipretale e dedicata a Giustina, vergine e protomartire padovana, sono contenute nella decima papale del 1297 assieme alle chiese dipendenti di Montemerlo, Zovon, Boccon, Castelnuovo e Cortelà.[4]

Il primitivo edificio fu oggetto di ristrutturazioni tra il 1290 e il 1310, mentre per l'inizio della costruzione del campanile si dovette attendere il 1400.[4]

A seguito del decreto emesso dal cardinale Carlo Rezzonico e datato 27 luglio 1747, la pieve di Teolo, toponimo assestato dal 1592, subì il progressivo distacco delle altre chiese, acquisendo lo status di parrocchie autonome, e decretando la perdita di importanza della sua sede.[4]

Un ultimo importante intervento nella struttura, ampliandola, venne effettuato tra il 1851 e il 1853, lasciando tuttavia inalterata l'impostazione tardo-medievale del complesso così come si presenta attualmente. Con il completamento del tetto, venne consacrata l'11 settembre 1909.[4]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Esterno[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa.

La chiesa sorge decentrata rispetto all'abitato con orientamento, consueto per l'epoca, est-ovest.

La facciata a capanna, realizzata con ciottoli e laterizi irregolari, rivela a un più attento esame la sua evoluzione nei secoli, integrando i successivi ampliamenti e abbellimenti. Piuttosto semplice, come nei canoni dell'architettura romanica, è caratterizzata dall'unico portale integrato in un falso protiro, dove ai lati sono poste due lapidi che riportano iscrizioni in lingua latina e scrittura gotica mentre sulla parte superiore è presente una nicchia vuota, innalzandosi fino al frontone, di forma triangolare e con una semplice cornice al cui interno si aprono, affiancati, una coppia di oculi. Sulla facciata sono inoltre presenti altre due nicchie contenenti altrettante statue, quella a sinistra riproducente la santa alla quale la chiesa è intitolata, una coppia di oculi murati, retaggio della precedente struttura, e sulla parte sinistra in basso, una pietra tombale.

Il campanile, eretto a partire dall'anno 1400, sorge separato di fronte all'edificio principale, anch'esso di gusto romanico a pianta quadrata, oscurando parzialmente alla vista dei fedeli che sopraggiungono la facciata della chiesa; la cella campanaria è sormontata da una guglia ottagonale.

Interno[modifica | modifica wikitesto]

L'interno, a navata unica, conserva alcune opere di pregevole fattura, tra cui spiccano due pale d'altare attribuite a Francesco Apollodoro e a Pietro Liberi, e due statue di santi, opera di Tommaso Bonazza e di Francesco Rizzi. Più recenti sono gli affreschi che decorano le pareti interne, realizzati in stile Liberty. Attribuiti per lungo tempo a Giacomo Manzoni, sono stati di recente ricondotti al loro vero autore, il pittore padovano Giuseppe Cecchetto.[1] La nuova decorazione è stata inaugurata l'11 settembre 1909.


Nella cantoria, sulla controfacciata, è collocato un organo a canne realizzato nel 1916 dagli organari Domenico Malvestio e figlio.[5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b comune.teolo.pd.it, Chiesa di Santa Giustina. Vedi i recenti: P. Franceschetti, Giuseppe Cecchetto, pittore e architetto padovano (1876-1951), “Bollettino del Museo Civico di Padova”, XCIX, 2010 (2013), pp. 103-118; e https://padova.italiani.it/giuseppe-cecchetto-un-artista-moderno-nella-chiesa-di-teolo/
  2. ^ Piero Cioffredi, Teolo, la chiesa rimane chiusa a tempo indeterminato, su La Difesa del Popolo.it, 14 febbraio 2017. URL consultato il 29 marzo 2020.
  3. ^ Gianni Biasetto, I parrocchiani salvano la chiesa con donazioni per 300mila euro, su Il Mattino di Padova, 9 ottobre 2019. URL consultato il 29 marzo 2020.
  4. ^ a b c d parrocchiemap.it, S. Giustina Vergine e Martire - Teolo.
  5. ^ Ivan Furlanis, Organo Malvestio. Teolo, Chiesa di Santa Giustina, su sites.google.com, 2014. URL consultato il 29 marzo 2020.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]