Chiesa di Santa Giulia (Torino)

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Chiesa di Santa Giulia
Chiesa di Santa Giulia-Torino.JPG
Facciata della Chiesa di Santa Giulia a Torino
StatoItalia Italia
RegionePiemonte
LocalitàTorino
ReligioneCattolica
Arcidiocesi Torino
ArchitettoGiovanni Battista Ferrante[1]
Stile architettoniconeogotico
Inizio costruzione1862
Completamento1866

Coordinate: 45°04′10.7″N 7°41′58.02″E / 45.06964°N 7.69945°E45.06964; 7.69945

La chiesa parrocchiale di Santa Giulia di Torino è un edificio religioso in stile neogotico, situato in borgo Vanchiglia, a pochi passi dal centro storico della città. Fu costruita per volontà della marchesa Giulia Falletti di Barolo, su progetto del 1862 dell'architetto Giovanni Battista Ferrante[1].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1854 la città di Torino fu colpita da un'epidemia di colera, motivo per cui il Borgo Vanchiglia, all'epoca in degrado e costantemente soggetto all'umidità del vicino fiume Po, fu in larga parte bonificato e ristrutturato. Tuttavia, né i suggerimenti dell'architetto Alessandro Antonelli, né l'intervento diretto del re Vittorio Emanuele II riuscirono a dare una vera e propria svolta ad una vera e importante riqualificazione del quartiere. Qualche anno più tardi, la marchesa filantropa Giulia Colbert Falletti di Barolo (1786-1864), che aveva più volte soccorso gli ammalati del borgo stesso insieme al marito Carlo Tancredi Falletti di Barolo (morto nel 1838), volle finanziare un progetto per l'edificazione di una chiesa.

I lavori, sotto gestione di don Giacomo Trucchio, iniziarono nel 1862[2], su progetto di un giovane architetto, Giovanni Battista Ferrante (1834-1913). Purtroppo, la marchesa non riuscì a vederne la fine, poiché morì due anni prima del completamento dei lavori. La chiesa fu inaugurata il 23 giugno 1866 e titolata a Santa Giulia, vergine e martire cartaginese del V secolo, morta in Corsica, alla quale la marchesa era devota.

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

Primo edificio in stile neogotico francese a Torino, molto gradito alla marchesa, essa occupa un intero isolato di borgo Vanchiglia (la Piazza Santa Giulia), in quella che fu l'antica via dei macelli, oggi titolata invece a Giulia di Barolo[3]. La solenne facciata esterna si distingue per il contrappunto cromatico rosso. È caratterizzata da tre rosoni, il cui centrale presenta la scritta latina Absit gloriari nisi in cruce Domini Nostri Jesu Christi (di null'altro mi glorierò, se non della croce di Nostro Signore Gesù Cristo, Galati 6,14). Lungo tutta la facciata sono presenti quattro statue in marmo di Carrara che raffigurano, nell'ordine, San Carlo Borromeo, San Pietro, San Paolo e il Beato Sebastiano Valfrè. Nella lunetta che sovrasta il portale centrale, un bassorilievo di Giuseppe Albertoni, sempre in marmo di Carrara, raffigura la virtù della Fede. Sempre Albertoni fu altresì autore delle due sculture interne, raffiguranti i due coniugi Falletti, poste nella parte antistante i due ingressi laterali alla sacrestia (a sinistra dell'abside), e della cappella della Madonna di Lourdes (a destra dell'abside).

L'interno, con pianta a croce latina, presenta tre navate suddivise da alti colonnati. Molti degli arredi interni, compreso il pulpito, furono inseriti successivamente al 1866, con l'intervento dei fratelli Levera, rinomati intagliatori che avevano bottega nella vicina via Tarino. Le alte vetrate furono realizzate su decori e disegni dei pittori milanesi Pompeo e Giuseppe Bertini[4]; la vetrata tripartita centrale raffigura la santa che abbraccia la croce, circondata da schiere di angeli.
Il trittico raffigurante Madonna con Bambino e santi fu opera di Domenico Cerruti (1865), mentre il crocefisso ligneo nel transetto sinistro fu opera di Giovanni Tamone (1866). Nell'anticamera della sacrestia, a sinistra dell'abside, è presente anche il secondo organo, mentre procedendo oltre la sala della sacrestia si accede alla segreteria parrocchiale e alla cosiddetta "Sala Gotica", usata per conferenze, quindi si procede verso agli alloggi dei sacerdoti.
La marchesa Giulia di Barolo volle anche finanziare una struttura oratoriale a fianco della chiesa, situata oltre la parte occidentale dell'isolato stesso, all'angolo con via Balbo, progetto che però verrà realizzato molto più tardi, nel 1952. Nei sotterranei della parte orientale della chiesa invece, venne ricavata una piccola sala teatro, titolata a Giulia di Barolo.

Le spoglie della marchesa Giulia di Barolo riposano definitivamente in questa chiesa dall'anno 1899 e, dal 2015, la marchesa fu stata dichiarata venerabile[5]. Le spoglie di Carlo Tancredi Falletti di Barolo giunsero in questa chiesa nel 2013[6].

Sulla cantoria in controfacciata vi è l'organo a canne, costruito nel 1901 da Carlo Vegezzi-Bossi. Dotato di due manuali e pedale, è a trasmissione pneumatico-tubolare.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Il 6 febbraio 1960 fu qui celebrato il funerale del famoso cantante Fred Buscaglione, originario di borgo Vanchiglia e morto tragicamente a Roma
  • Il 26 settembre 2015 furono celebrati qui i funerali della pittrice ed artista Carol Rama, abitante nel borgo di Vanchiglia
  • La ricorrenza di Santa Giulia di Corsica è il 22 maggio, che fu anche la data di posa della prima pietra della chiesa nel lontano 1863; tuttavia, dal 1964, fu istituita la festa della santa, e di Borgo Vanchiglia, corredata da una processione mariana e una messa solenne, o l'ultima domenica di maggio o, al massimo, la prima di giugno.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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