Chiesa di Sant'Oliva (Alcamo)

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Chiesa di Sant'Oliva
Facciata della chiesa di Sant'Oliva
StatoBandiera dell'Italia Italia
RegioneSicilia
LocalitàAlcamo
Coordinate37°58′50.08″N 12°57′52.07″E / 37.980579°N 12.964464°E37.980579; 12.964464
Religionecattolica
Titolaresant'Oliva di Palermo
Diocesi Trapani
ArchitettoGiovan Biagio Amico

La chiesa di Sant'Oliva è una chiesa cattolica che si trova ad Alcamo, in provincia di Trapani.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La fondazione della chiesa di Sant'Oliva risale al 1533.[1][2] Inizialmente la chiesa era divisa in tre navate, in stile gotico-catalano.

Nel 1687 venne fondata nella chiesa la congregazione notturna dei Sette Dolori, costituita da artisti.[3]

Nel 1724 la chiesa venne ricostruita nelle forme attuali, a pianta longitudinale con un'unica navata, su disegno dell'architetto trapanese Giovanni Biagio Amico.[4][1]

Dopo la sua edificazione, tale chiesa diede il nome alla piazza in cui si affaccia (dal lato dell'ingresso principale), che venne chiamata piano Sant'Oliva.[2] Nel XVII secolo la piazza venne allargata con la costruzione della ex chiesa di Santa Maria dello Stellario (ultimata nel 1625) e successivamente della chiesa del collegio dei gesuiti (1684). Probabilmente durante questo periodo la piazza viene ridenominata in "piazza Maggiore": tale nome rimase fino al 1875, quando venne cambiato nell'odierna denominazione piazza Ciullo.[2]

Nel 1927 venne fondata nella chiesa la congregazione di Santa Rita,[5] a cui seguì nel 1933 la congregazione di Maria Santissima Addolorata.[5] Nel 1949 inoltre l'Azione Cattolica ha iniziato la sua attività all'interno della chiesa.[6]

Nella notte fra il 7 e 8 agosto del 1987, un incendio divampò nella chiesa distruggendo il soffitto, che venne ricostruito dopo alcuni anni grazie all'attività della Sovrintendenza ai Beni culturali per la Sicilia.[1][7]

Nel 1990 sono stati svolti diversi restauri delle opere all'interno della chiesa, tra cui sculture, dipinti, i due organi lignei, cornici in stucco dorate e alcuni arredi in legno.[8]

Descrizione e opere[modifica | modifica wikitesto]

Pianta della chiesa di Sant'Oliva
A: porta principale
B: porta laterale
C: uscita dalla parte del campanile
D: entrata della sagrestia
E: uscita secondaria
1-4: cappelle nella navata sinistra
5: abside
6-9: cappelle nella navata destra.

La chiesa è provvista di due portali: quello principale si affaccia sulla piazza Ciullo, mentre il portale laterale, al di sopra del quale è posizionata una statua di sant'Oliva, si affaccia su corso VI Aprile. Inizialmente era presente un portale principale risalente al 1572.[1] Dopo l'acquisizione di alcuni fondi in concomitanza con il Giubileo del 2000, entrambi i portoni della chiesa vennero sostituiti con altri due in bronzo dorato realizzati dall'architetto Vincenzo Settipani, che rappresentano Gesù che entra nel Cenacolo a porte chiuse (sull'ingresso principale) e L'ingresso di Gesù a Gerusalemme (sull'ingresso laterale).

Su un angolo della chiesa attiguo al corso VI Aprile si innalza la torre campanaria, sprovvista di cuspide.[1]

La chiesa contiene al suo interno altari di marmi policromi opera di Mariano e Simone Pennino.[1] Le pareti sono ornate da stucchi creati da Gabriele Messina nel 1756 e da Francesco e Giuseppe Russo nel 1771.[1]

Sull'altare maggiore è collocata una tela intitolata Le anime del Purgatorio liberate per il sacrificio della messa, dipinta nel 1639 da Pietro Novelli[1] su commissione dei congregati del Purgatorio.[9]

All'interno della chiesa sono inoltre collocate le seguenti sculture:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j k l Sicilie.it - Chiesa di Santa Oliva
  2. ^ a b c AlquamaH - "Historia Alcami: Piazza Ciullo"
  3. ^ a b c Cataldo, p. 44.
  4. ^ Pagina 151, Giovanni Biagio Amico, "L'Architetto Pratico" [1], II° volume, Palermo, Stamperia Angelo Felicella, 1750.
  5. ^ a b Cataldo, p. 46.
  6. ^ AlpaUno - "Alcamo: L'AC nella parrocchia "S. Oliva", una storia lunga 66 anni"
  7. ^ Il fuoco ha distrutto interamente la volta e il tetto di Sant'Oliva - Il messaggio ai parrocchiani e alla città, di padre Saverio Renda
  8. ^ Servizio per i beni storici, artistici e etno-antropologici - Chiesa di S. Oliva
  9. ^ a b c Cataldo, p. 36.
  10. ^ Carlo Cataldo, "La conchiglia di San Giacomo"
  11. ^ Atlante dell'arte italiana - "Gagini Antonello - Sant'Oliva, 1511" Archiviato il 4 marzo 2016 in Internet Archive.
  12. ^ Pagine 257 e 258, Gioacchino di Marzo (Conte Antonio Cavagna Sangiuliani di Gualdana Lazelada di Bereguardo), "I Gagini e la scultura in Sicilia nei secoli XV e XVI; memorie storiche e documenti." [2], Volumi I e II, Stamperia del Giornale di Sicilia, Palermo.
  13. ^ Cataldo, p. 84.
  14. ^ Cataldo, p. 130.
  15. ^ Cataldo, p. 182.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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