Chiesa di Sant'Ignazio all'Olivella

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Sant'Ignazio all'Olivella
Chiesa di Sant'Ignazio all'Olivella Palermo.JPG
Stato Italia Italia
Regione Sicilia Sicilia
Località Palermo-Stemma uff.png Palermo
Religione cattolica
Titolare Sant'Ignazio martire
Diocesi Arcidiocesi di Palermo
Inizio costruzione 1598
Completamento 1622

Coordinate: 38°07′14.34″N 13°21′38.63″E / 38.12065°N 13.36073°E38.12065; 13.36073

Sant'Ignazio all'Olivella è un chiesa di Palermo.[1][2]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Lo stile è barocco, uno degli esempi più sontuosi della città. La chiesa riprende il classico schema della croce latina con tre navate separate da colonne, cappelle laterali ed il pavimento composto da marmi di varie tipologie e colori. La facciata è contornata da due alti campanili[4] ai quali in tempi recenti sono stati aggiunti due orologi, mentre all'interno vi sono pregevoli opere d'arte e decorazioni barocche.

Facciata[modifica | modifica wikitesto]

La facciata è in stile barocco - romano risalente al 1690 con due campanili aggiunti nel 1752. In epoca successiva sono collocati gli orologi. Al secondo ordine sul cornicione aggettante, in prossimità delle paraste angolari dei campanili sono presenti: le statue di San Filippo Neri e Santa Rosalia collocate nel 1651, di Sant'Ignazio Martire e San Francesco di Sales poste nel 1751.[7] All'interno del timpano è presente il medaglione con la riproduzione di una Madonna con Bambino del XVII secolo.

I leoni scolpiti sui battenti simboleggiano il martirio di Sant'Ignazio mentre il cuore fiammeggiante è il simbolo della Congregazione dell'Oratorio di San Filippo Neri.

Interno[modifica | modifica wikitesto]

Presbiterio[modifica | modifica wikitesto]

L'altare sopraelevato rispetto al piano di calpestio è costituito da colonne con capitelli corinzi sormontati da spesso cornicione e timpano. Sul timpano è presente un grandioso manufatto in stucco di Gaspare e Giuseppe Firriolo del XVIII secolo raffigurante La Gloria. Adagiate sulle sime le allegorie della Pace e dell'Unità. In un nugolo di nimbi e raggi dorati, al centro in rosso, la scritta in ebraico Jahvè. Campeggia come pala d'altare il Trionfo della Santissima Trinità, opera di Sebastiano Conca del 1740c.[8]

Ai lati dell'altare le statue marmoree scolpite da Ignazio Marabitti di San Pietro a sinistra e di San Paolo a destra.[6] Nelle nicchie laterali le statue in stucco degli evangelisti con i rispettivi simboli iconografici: Luca con il bue, Giovanni con l'aquila, Marco con il leone, Matteo con l'angelo.[8]

La volta a riquadri raffigura episodi biblici dipinti nel 1790 da Antonio Manno.[6]

  • Due organi e relative cantorie nei bracci del transetto.[8]

Transetto[modifica | modifica wikitesto]

  • Transetto sinistro: Cappella di Sant'Ignazio. Sull'altare è presente il quadro di Filippo Paladini raffigurante il Martirio di Sant'Ignazio del 1613.[9] Nella nicchia sul lato sinistro è posta la statua in stucco di San Giovanni Battista, monumento funebre in ricordo di Giovanni Graffeo abate di Santa Maria del Parto. Di fronte la nicchia vuota per commemorare Francesco Graffeo.[8]
  • Transetto destro: Cappella della Vergine. Sull'altare è collocato il quadro di Filippo Paladini raffigurante la Madonna in Gloria con Santi.[10]

Navata destra[modifica | modifica wikitesto]

  • Prima campata: Cappella di Sant'Isidoro Agricola. Sull'altare fra colonne è collocato il Miracolo di San Isidoro Agricola, tela attribuita al sarzanese Domenico Fiasella.
  • Seconda campata: Cappella di San Giovanni Battista. Altare interamente decorato con marmi mischi e stucchi, progettato dallo scultore Gaspare Guercio con elaborato motivo della balaustra in marmo. La tela raffigura Santa Gemma Galgani di Benedetto Zangara. In alto il quadro raffigurante la Madonna della Salute di Pietro Bonaccorsi.[11]
  • Terza campata: Cappella di Santa Rosalia. Sull'altare Santa Rosalia incoronata dalla Vergine tela attribuita a Filippo Randazzo. Ai lati sono presenti affreschi monocromatici raffiguranti Santa Rosalia in adorazione del Crocifisso e Estasi di Santa Rosalia nell'eremo sul Monte Pellegrino. Manufatto concordato e realizzato con la mediazione della confraternita di Santa Caterina.[12]
  • Quarta campata: Cappella di San Casimiro. Sull'altare un quadro di Guglielmo Borremans.[13]
  • Quinta campata: Cappella di Santa Maria Egiziaca. Sull'altare era documentato il quadro raffigurante Vergine in Gloria tra San Francesco d'Assisi, San Francesco di Paola, Santa Caterina da Siena ed Santa Elisabetta d'Ungheria, opera di Filippo Paladini.[9][14] Oggi la cappella ospita la statua lignea ricoperta in argento della Immacolata Concezione di Alessandro Bagnasco scultore di metà ottocento. Nella nicchia sinistra la statua del Profeta Isaia, nel tondo l'Annunciazione. A destra nella nicchia la statua di Davide, nel tondo è raffigurata la Natività.

Navata sinistra[modifica | modifica wikitesto]

  • Prima campata: Cappella dell'Arcangelo Gabriele. Patrocinio della famiglia Castelli principi di Torremuzza. A destra è presente il sepolcro di Gregorio Castelli, sul lato opposto il monumento a Gabriele Lancillotto Castelli realizzato nel 1792.[15] Al centro, sull'altare il dipinto raffigurante L'Arcangelo Gabriele, opera realizzata dal maestro monrealese Pietro Novelli.[16] Nella volta è affrescato il Cristo Risorto.
  • Seconda campata: Cappella di Santa Maria Maddalena. Patrocinio della famiglia Guasto.[17] Sull'altare ove era documentata la statua di Santa Maria Maddalena[18] è oggi presente un quadro di Mariano Minniti.
  • Terza campata: Cappella del Santissimo Crocifisso. Cappella del '600 dai ricchi ornamenti in pietre nobili e fregi dorati (l'intarsio è frutto della composizione di 24 pietre semipreziose fra colonne in diaspro e tarsie in cristalli, granatini, topazi, ametiste, agate, eliotropie, lapislazzuli, corniole), chiusa da una artistica cancellata in ottone, progettata dall'architetto del regno Mariano Smiriglio. Splendido Crocifisso ligneo seicentesco su reliquiario chiuso da vetrata a disegni geometrici. Ai lati le nicchie con le statue dell'Addolorata e San Giovanni Evangelista. Il paliotto dell'altare è realizzato con tarsie policrome che danno profondità architettonica all'insieme. Gli affreschi nella volta sono realizzati da Pietro Novelli.[16] La cappella è stata solennemente consacrata dall'arcivescovo Giannettino Doria.[19]
  • Quarta campata: Cappella della Santa Vergine. Sono collocati i dipinti dello Sposalizio della Vergine, la Sacra Famiglia, la Meditazione di Sant'Ignazio e il simulacro di Santa Maria Goretti.
  • Quinta campata: Cappella di San Filippo Neri. Sull'altare formato da due colonne di diaspro e due di granito è collocato il quadro raffigurante L'apparizione della Vergine a San Filippo Neri di Sebastiano Conca del 1740. Il dipinto sostituisce un quadro di Guido Reni deteriorato, documentato nei locali della Congregazione.[20] A destra la statua di San Giuseppe e Gesù bambino, a sinistra San Gioacchino e Maria bambina, entrambi opere di Giovanni Battista Ragusa. Ricca di decorazioni in marmi policromi, reca una lapide commemorativa con l'indicazione dell'anno di realizzazione 1622. Sono inoltre presenti un busto di San Filippo Neri e un quadro raffigurante il Miracolo di San Filippo Neri.

Sacrestia[modifica | modifica wikitesto]

  • Nella sacrestia è documentato un quadro raffigurante San Giovanni di Baciccio de Rosa, un quadro di Tiziano e un ostensorio d'oro.[21]

Congregazione di San Filippo Neri[modifica | modifica wikitesto]

{Sezione in aggiornamento}

Nella Casa della Congregazione ha sede il Museo archeologico regionale «Antonio Salinas».

Oratorio[modifica | modifica wikitesto]

{Sezione in aggiornamento}

All'interno è documentato un quadro raffigurante Maria Vergine e San Filippo Neri del pittore Pietro Martorana e una scultura di Ignazio Marabitti.[23]

Nella fontana è presente una statua di San Filippo Neri. Nel cortile era documentata una spezieria.[24]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Pagina 105, Abate Francesco Sacco, Dizionario geografico del Regno di Sicilia, [1], Palermo, Reale Stamperia, 1800
  2. ^ Gaspare Palermo Volume primo, pp. 189
  3. ^ Gaspare Palermo Volume primo, pp. 190 e 193
  4. ^ a b Gaspare Palermo Volume primo, pp. 193
  5. ^ Gaspare Palermo Volume primo, pp. 195
  6. ^ a b c Gaspare Palermo Volume primo, pp. 197
  7. ^ Gaspare Palermo Volume primo, pp. 196
  8. ^ a b c d Gaspare Palermo Volume primo, pp. 198
  9. ^ a b Pagina 73, Gaetano Grano, Philipp Hackert, "Memorie de' pittori messinesi e degli esteri che in Messina fiorirono dal secolo XII sino al secolo XIX" [2], Messina, 1821
  10. ^ Gaspare Palermo Volume primo, pp. 199
  11. ^ Gaspare Palermo Volume primo, pp. 205
  12. ^ Gaspare Palermo Volume primo, pp. 205
  13. ^ Gaspare Palermo Volume primo, pp. 204
  14. ^ Gaspare Palermo Volume primo, pp. 205
  15. ^ Gaspare Palermo Volume primo, pp. 204
  16. ^ a b Gaspare Palermo Volume primo, pp. 203
  17. ^ Gaspare Palermo Volume primo, pp. 202
  18. ^ Gaspare Palermo Volume primo, pp. 199
  19. ^ Gaspare Palermo Volume primo, pp. 201 e 202
  20. ^ Gaspare Palermo Volume primo, pp. 200
  21. ^ Gaspare Palermo Volume primo, pp. 205
  22. ^ Gaspare Palermo Volume primo, pp. 208
  23. ^ Gaspare Palermo Volume primo, pp. 209
  24. ^ Gaspare Palermo Volume primo, pp. 209

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]