Chiesa di Sant'Eusebio (Pavia)

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Chiesa di Sant'Eusebio
Interno della cripta.jpg
Chiesa di Sant'Eusebio, cripta
StatoItalia Italia
RegioneLombardia
LocalitàPavia
IndirizzoPiazza Leonardo Da Vinci
ReligioneArianesimo/cattolicesimo
Diocesi Pavia
ConsacrazioneVII secolo
Stile architettonicoLongobardo/romanico
Inizio costruzioneVII secolo
CompletamentoVII secolo
Demolizione?

Coordinate: 45°11′10.56″N 9°09′27.27″E / 45.186268°N 9.157575°E45.186268; 9.157575

La chiesa di Sant'Eusebio era una chiesa di Pavia, della quale oggi rimane soltanto la cripta. Costruita come cattedrale ariana da Rotari (636-652), divenne in seguito il fulcro della conversione al cattolicesimo dei Longobardi avviata da Teodolinda e dai monaci di San Colombano e che in seguito ricevette, proprio a Pavia, grande impulso da re Ariperto I (653-661) e dal vescovo Anastasio[1].

Storia e architettura[modifica | modifica wikitesto]

Affreschi della cripta (XII sec.)

La Chiesa di Sant'Eusebio è menzionata nell'Historia Langobardorum di Paolo Diacono.[2][3] Del VII secolo resta oggi la cripta, mentre la chiesa fu rifatta una prima volta nel corso dell'XI secolo, subì ampie manomissioni nel 1512 e nel corso del XVII secolo, per poi essere nuovamente distrutta e ricostruita nel Settecento. Nel 1923 se ne decise il definitivo abbattimento nel quadro di un "riordino" urbanistico della zona, da cui sarebbe sortiti l'attuale piazza Leonardo da Vinci e l'isolamento suggestivo quanto antistorico delle torri[4]. La cripta, sebbene rimaneggiata in epoca romanica, mostra ancora alcuni capitelli, rara testimonianza di scultura longobarda che mostra un allontanamento dall'arte classica attraverso forme originali ispirate all'oreficeria. Forse erano originariamente ricoperti da paste vitree o grosse pietre colorate, che avrebbero dato un aspetto più maestoso ed aggraziato all'insieme; uno è diviso in campi chiusi triangolari, che ricorda le coeve fibule alveolate, mentre un secondo presenta ovali longitudinali, assimilati a grandi foglie d'acqua, che sembrano derivare dalle fibule "a cicala" usate in tutta l'oreficeria barbarica da modelli orientali[1]. Le volte della cripta conservano affreschi, di gusto bizantino, raffiguranti busti di santi risalenti alla seconda metà del XII secolo[5].

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2018 nella cripta sono state girate alcune scene del film Aquile randagie di Gianni Aureli, uscito nel 2019.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Pierluigi De Vecchi-Elda Cerchiari, I Longobardi in Italia, pp. 309-311.
  2. ^ Alessio Cardaci e Antonella Versaci, Studi e riflessioni per la salvaguardia e valorizzazione della cripta di Sant'Eusebio a Pavia (PDF), in Restauro Archeologico, vol. 1, n. 25, Firenze University Press, 2017, p. 32, DOI:10.13128/RA-21009, ISSN 1724-9686 (WC · ACNP), OCLC 8349158108 (archiviato il 27 febbraio 2020). Ospitato su archive.is.
  3. ^ Si può vedere al riguardo il libro IV del testo della Historia Langobardorum presente nel progetto Wikisource in lingua latina.
  4. ^ Cripta della Chiesa di S. Eusebio (ex), su lombardiabeniculturali.it.
  5. ^ Cripta della Chiesa di S. Eusebio (ex), su lombardiabeniculturali.it.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Musei Civici di Pavia. Pavia longobarda e capitale di regno. Secoli VI- X, a cura di S. Lomartire, D. Tolomelli, Skira, Milano, 2017.
  • Piero Majocchi, Pavia città regia. Storia e memoria di una capitale altomedievale, Roma, Viella, 2008.
  • Carlo Bertelli, Lombardia medievale. Arte e architettura, Milano, Skira, 2003.
  • Giovanna Forzatti golia, Istituzioni ecclesiastiche pavesi dall'età longobarda alla dominazione visconteo- sforzesca, Roma, Herder, 2002.
  • Pierluigi De Vecchi, Elda Cerchiari, I Longobardi in Italia, in L'arte nel tempo, Milano, Bompiani, 1991, Vol. 1, tomo II, pp. 305-314., ISBN 88-450-4219-7.
  • R. Zanussi San Colombano d'Irlanda Abate d'Europa - Ed. Pontegobbo
  • Giovanni Ferrero, Genova - Bobbio: frammento di un legame millenario, 2003.
  • A.Maestri. Il culto di San Colombano in Italia. Archivio storico di Lodi. 1939 e segg.
  • Archivum Bobiense Rivista annuale degli Archivi storici Bobiensi (1979-2008). Bobbio

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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