Chiesa di San Salvatore (Spoleto)

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Chiesa di San Salvatore
San Salvatore. Spoleto 4.jpg
Stato Italia Italia
Regione Umbria Umbria
Località Spoleto
Religione cattolica
Titolare Santo Salvatore
Diocesi Arcidiocesi di Spoleto-Norcia
Stile architettonico longobardo

Coordinate: 42°44′30.84″N 12°44′36.24″E / 42.7419°N 12.7434°E42.7419; 12.7434

Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Longobardi in Italia: i luoghi del potere (568-774)
(EN) Longobards in Italy. Places of the power (568-774 A.D.)
Spoleto SSalvaore Navata.jpg
Tipo culturali
Criterio (ii)(iii)(vi)
Pericolo Non in pericolo
Riconosciuto dal 2011
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda

La chiesa di San Salvatore si trova a Spoleto (Perugia) e rappresenta una delle principali testimonianze architettoniche longobarde della Langobardia Minor. L'ispirazione monumentale dei duchi longobardi di Spoleto si manifestò qui nel rifacimento della chiesa nell'VIII secolo. L'insieme fa parte del sito seriale "Longobardi in Italia: i luoghi del potere", comprendente sette luoghi densi di testimonianze architettoniche, pittoriche e scultoree dell'arte longobarda, iscritto alla Lista dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO nel giugno 2011.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Presbiterio

Sul luogo dove era ubicata una villa romana, e dove era state sepolte le spoglie di San Concordio, martire sotto Marco Aurelio i monaci siri, nel IV e V secolo costruirono la basilica. Era a questo martire dedicata la basilica fino alla ricostruzione dei Longobardi che la dedicarono a San Salvatore, nell'814 [1]. Già basilica paleocristiana del IV-V secolo, fu ampiamente rinnovata dai Longobardi nell'VIII, quando un incendio danneggiò l'edificio.

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

L'impianto di San Salvatore, probabilmente di origine funeraria, è basilicale a tre navate; anche il presbiterio è tripartito, ed è coperto da una volta a base ottagonale. L'abside è semicircolare ed è esternamente chiuso da un muro rettilineo; ai lati la fiancheggiano due ambienti absidati, con volta a crociera.

L'interno ha perduto l'originale decorazione a stucco e pittorica, ma conserva la ricca trabeazione con fregio dorico, impostata su colonne anch'esse doriche (nella navata) o corinzie (nel presbiterio). Dell'originale facciata dell'VIII secolo, scandita da lesene e divisa in due ordini da una cornice, si sono persi la ricca decorazione e il frontone triangolare, tranne le cornici delle finestre e i tre portali scolpiti con motivi classici, provenienti da materiale di risulta ricavato da edifici romani preesistenti, come quasi sempre avviene in opere longobarde.

Nonostante la scarsa propensione dei duchi committenti ad accogliere la contemporanea rinascita anticheggiante che si sperimentava a Roma, il restauro della chiesa spoletina condotto dai Longobardi raggiunse, come già nel Tempietto del Clitunno, una coerenza classicheggiante eccezionale, sia nella struttura architettonica scandita dalle colonne di navata e presbiterio, sia nella ripresa dei modelli decorativi romani[2].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Basilica di San Salvatore, Comune di Spoleto. URL consultato il 9 agosto 2016.
  2. ^ De Vecchi-Cerchiari, p. 344

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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