Chiesa di San Pietro (Vigatto)

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Chiesa di San Pietro
Chiesa Vigatto.jpg
Stato Italia Italia
Regione Emilia-Romagna Emilia-Romagna
Località Parma-Stemma.png Vigatto, frazione di Parma
Religione cristiana cattolica di rito romano
Titolare san Pietro Apostolo
Diocesi Parma
Stile architettonico neoclassico
Inizio costruzione entro l'XI secolo
Completamento 1793

Coordinate: 44°43′14.8″N 10°19′48.8″E / 44.720778°N 10.330222°E44.720778; 10.330222

La chiesa di San Pietro, nota anche come pieve di Vigatto, è un luogo di culto cattolico dalle forme neoclassiche, situato in strada Martinella 279, di fronte al "Palazzo" della villa Meli Lupi, a Vigatto, frazione di Parma.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'edificio originario, menzionato per la prima volta nel 1005 nell'Ordo Archipresbiterorum Plebium voluto dal vescovo di Parma Sigifredo II,[1] fu probabilmente costruito prima dell'XI secolo.[2]

La sua esistenza è testimoniata anche da documenti[3] del 1230, quando dalla pieve dipendevano le cappelle di Alberi e di Carignano, anche se quest'ultima, appartenente all'abbazia di San Giovanni Evangelista di Parma, era soggetta alle decime direttamente al monastero.[1]

Nel 1579 la chiesa versava in pessime condizioni, ma fu intonacata e sistemata soltanto nel 1685; nel 1698 l'altare maggiore fu ricostruito, mentre l'edificio fu restaurato nel 1714. Nel 1722 la sagrestia fu sopraelevata in occasione dei lavori di consolidamento delle volte delle cappelle sul lato nord; l'anno seguente fu aggiunto l'orologio sul campanile, mentre nel 1742 il luogo di culto fu nuovamente restaurato.[4]

A partire dal 1779 l'edificio fu profondamente modificato in stile neoclassico; entro il 1780 furono ricostruiti il coro e la parte sommitale della torre campanaria; tra il 1787 e il 1790 fu aggiunta la cappella dedicata a sant'Antonio da Padova, in seguito alla chiusura dell'ingresso laterale a sud, e furono aperti i due portali di accesso secondari nella facciata; tra il 1792 e il 1793 fu completato il prospetto principale, fu sopraelevata e decorata la navata e fu ristrutturata la canonica.[4]

Nel 1834 la chiesa fu restaurata e nel 1836 fu ricostruito il pavimento a mosaico interno; altri interventi riguardarono l'altare maggiore nel 1845, la cappella intitolata alla Madonna del Pianto nel 1856 e nuovamente la pavimentazione nel 1898.[4]

Nel 1930 l'ampio sagrato fu risistemato, con l'abbattimento del muro di confine. Nel 1937 le volte e la cappella del battistero furono decorate ad affresco dai pittori Latino e Renzo Barilli.[4]

Il terremoto del 9 novembre del 1983 danneggiò l'edificio, che fu consolidato strutturalmente e restaurato nella facciata e negli interni; contestualmente fu ricostruito anche il tetto e furono rifatti gli impianti; i lavori furono conclusi nel 1986.[4]

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa si sviluppa su un impianto a navata unica, affiancata da tre cappelle su ogni lato.[4]

La simmetrica facciata a salienti, interamente intonacata, è suddivisa orizzontalmente in due parti da una trabeazione in aggetto, retta da sei lesene con capitelli dorici. Inferiormente è collocato nel mezzo l'ampio portale d'accesso principale, delimitato da cornice modanata e coronato da frontone triangolare; ai lati si aprono i due portali d'ingresso secondari, sormontati da nicchie rettangolari. Superiormente si elevano quattro lesene doriche in continuità con quelle centrali del livello inferiore; nel mezzo è collocato un ampio finestrone incorniciato e sormontato da architrave in aggetto; ai lati due piccole volute si raccordano con le alte guglie piramidali poste alle estremità. A coronamento si innalza oltre la trabeazione un grande frontone triangolare, sormontato alle estremità da due piccole guglie piramidali.[4]

In adiacenza al prospetto principale si eleva a nord del luogo di culto il campanile a base quadrata, che conserva della torre originaria romanica le tre alte specchiature affiancate ad arco a tutto sesto poste nella parte inferiore;[1] sulla fronte orientale si staglia l'orologio, sostituito nel 1919, mentre più in alto la cella campanaria si affaccia sui quattro lati attraverso ampie aperture ad arco a tutto sesto; in sommità si elevano cinque guglie piramidali, di cui una grande al centro e quattro piccole sugli spigoli.[4]

All'interno la navata, coperta da una volta a botte lunettata, è affiancata da una serie di lesene coronate da capitelli ionici, a sostegno del cornicione perimetrale in aggetto; le ampie arcate a sesto ribassato si aprono sulle sei cappelle laterali.[4]

Il presbiterio e il coro a pianta rettangolare con spigoli smussati sono coperti dalla cupola con pennacchi e dal catino absidale, decorati con gli affreschi realizzati da Latino e Renzo Barilli nel 1937; al centro, dietro all'altare post-conciliare in marmo bianco e verde, è collocato l'antico altare maggiore in mattoni e scagliola policroma, realizzato nel 1845 da Matteo Rusca.[4] Sul fondo si staglia la pala raffigurante il Martirio di san Pietro, dipinta nel 1612 da Giulio Cesare Amidano.[5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Fallini, Calidoni, Rapetti, Ughetti, p. 56.
  2. ^ Meli Lupi, Scarmiglia, p. 9.
  3. ^ Capitulum seu Rotulus Decimarum della diocesi di Parma
  4. ^ a b c d e f g h i j Chiesa di San Pietro "Vigatto, Parma", su www.chieseitaliane.chiesacattolica.it. URL consultato il 9 febbraio 2017.
  5. ^ Descrizione, su bbcc.ibc.regione.emilia-romagna.it. URL consultato il 10 febbraio 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Raimondo Meli Lupi, Mila Scarmiglia, Vigatto, le origini della Chiesa Plebana, in L'Ora di Vigatto, nº 3, Vigatto, Comunità parrocchiale San Pietro Apostolo, giugno 2015.
  • Marco Fallini, Mario Calidoni, Caterina Rapetti, Luigi Ughetti, Terra di pievi, Parma, MUP Editore, 2006, ISBN 88-7847-021-X.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]