Chiesa di San Pietro (Reggio Emilia)

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Chiesa di San Pietro
San pietro reggio emilia facciata.jpg
StatoItalia Italia
RegioneEmilia-Romagna
LocalitàReggio Emilia
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
TitolarePietro apostolo e Prospero vescovo
Diocesi Reggio Emilia-Guastalla
Stile architettonicoBarocco
Inizio costruzione1586
Completamento1782

Coordinate: 44°41′48.37″N 10°38′15.22″E / 44.69677°N 10.63756°E44.69677; 10.63756

La chiesa di San Pietro è un luogo di culto cattolico situato via Emilia San Pietro, nel centro storico di Reggio Emilia. La chiesa è sede della parrocchia di Santi Pietro Apostolo e Prospero Vescovo del vicariato Urbano della diocesi di Reggio Emilia-Guastalla.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa fu costruita a partire dal 1586, su progetto di Giulio della Torre, architetto di Bologna, con modifiche apportate successivamente da Sebastiano Sorina. Nel 1629 venne eretta la grandiosa cupola, disegnata dal reggiano Paolo Messori; nel 1782 la costruzione della facciata concluse la lunga vicenda dell'edificazione della chiesa.

Essa sorge, peraltro, in un luogo nel quale già in epoca molto più antica si levava un edificio di culto: la chiesa di San Pietro, attestata dal 1140. Questa nel 1513 venne ceduta ai benedettini, il cui monastero, a ridosso delle mura della città, era stato fatto abbattere per scopi militari dal duca Alfonso I d'Este, signore di Ferrara.

La cupola.

I monaci intrapresero quindi innanzi tutto la costruzione, accanto alla chiesa, di un nuovo monastero (dedicato ora ai santi Pietro e Prospero), potendo contare su cospicui mezzi materiali e con una notevole apertura di idee. Furono consultati diversi esperti architetti, e si finì con lo scegliere il progetto del reggiano Leonardo Pacchioni.

Nel 1524 era compiuta la prima parte dell'opera, consistente nel Chiostro piccolo, di chiara impronta rinascimentale nell'eleganza del suo colonnato.

Verso il 1580 i lavori ripresero nel Chiostro grande, chiaramente influenzato nella sua progettazione dal modello di Palazzo Te a Mantova (disegnato da Giulio Romano). Solo a questo punto la vecchia chiesa di San Pietro di età medioevale fu sostituita dalla nuova chiesa, più grande e ornata, in armonia col nuovo complesso del monastero benedettino, che è tuttora un'importante testimonianza della cultura emiliana del Rinascimento e del Manierismo.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa presenta un impianto ad aula, secondo i dettami architettonici della Controriforma. L'interno è assai vasto, illuminato soprattutto dalle grandi finestre del presbiterio e della cupola. Una ricca decorazione barocca, con stucchi e dorature, si integra armonicamente con l'architettura; da notare ai lati del presbiterio le due cantorie, una delle quali ospita un pregevole organo di Domenico Traeri (1712): esse sono affiancate da colonne tortili che rimandano con evidenza all'Altare della Confessione nella romana Basilica di San Pietro. Le numerose cappelle laterali sono ornate da quadri di soggetto devozionale, di differente interesse e valore artistico. Sono notevoli i quadri di Luca Ferrari che rappresentano il Battesimo di Gesù e le Nozze di Cana. Da notare i dipinti del Novecento in stile tardo Liberty, opera del reggiano Anselmo Govi, che ornano la cupola e il catino absidale.

Note[modifica | modifica wikitesto]


Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Bruni Adorni, Elio Monducci (a cura di), I Benedettini a Reggio Emilia, 2 voll. Diabasis, Reggio Emilia, 2002
  • Franca Manenti Valli, Oltre misura. Il linguaggio della bellezza nel monastero benedettino di San Pietro a Reggio Emilia, Franco Cosimo Panini, Modena, 2008.

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