Chiesa di San Pellegrino (Roma)

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Coordinate: 41°54′17.89″N 12°27′25.27″E / 41.90497°N 12.45702°E41.90497; 12.45702[1]

Chiesa di San Pellegrino
San Pellegrino in Vaticano - Achille Pinelli - 1834.jpg
La chiesa in un acquarello di Achille Pinelli
Stato Città del Vaticano Città del Vaticano
Località Città del Vaticano
Religione Cristiana Cattolica di rito romano
Titolare San Pellegrino d'Auxerre
Diocesi Diocesi di Roma (Vicariato Generale dello Stato della Città del Vaticano)
Stile architettonico romanico, barocco
Inizio costruzione VIII secolo
Completamento XVI secolo

La chiesa di San Pellegrino è un luogo di culto cattolico della Città del Vaticano, ubicato in via dei Pellegrini.

Le origini di questa chiesa sono antichissime e risalgono all'VIII secolo, come si ricava da diversi passi del Liber Pontificalis e da resti portati alla luce dal de Waal alla fine dell’Ottocento (antiche pitture risalenti al IX secolo, ed altre del XIII-XIV secolo). Alla chiesa era annesso un ospedale per pellegrini ed un cimitero.

Fu concessa da Pasquale I al monastero di Santa Cecilia in Trastevere, da Leone IX al monastero di Santo Stefano maggiore. Un documento del 1030 nell'archivio di Santa Maria in Via Lata ricorda un terreno “foris portam b. Petri apostoli non longe a muris civitatis Leonianae supra ecclesiam S. Peregrini”. Dal XIII secolo in poi appartenne al Capitolo Vaticano, che la restaurò nel 1590. Nel 1671 essa fu ceduta da Clemente X alla Guardia Svizzera Pontificia: caduta in rovina fu abbandonata dagli svizzeri e trasformata, secondo le informazioni dell’Angeli, in pollaio.

In parte recuperata e restaurata, è attualmente la cappella del Corpo della Gendarmeria dello Stato della Città del Vaticano ed è affidata alla cura del cappellano del Corpo (attualmente Mons. Giulio Viviani).[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Coordinate prese da OpenStreetMap.
  2. ^ Nicola Gori, Scrigno d'arte e luogo di preghiera per dipendenti e pellegrini in L'Osservatore Romano, 20 agosto 2008. URL consultato il 9 gennaio 2009.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]