Chiesa di San Niccolò Oltrarno

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Chiesa di San Niccolò Oltrarno
San niccolo.JPG
Facciata
Stato Italia Italia
Regione Toscana
Località Firenze
Religione Cristiana cattolica di rito romano
Diocesi Arcidiocesi di Firenze
Stile architettonico rinascimentale
Inizio costruzione 1184
Completamento XVI secolo

Coordinate: 43°45′52.61″N 11°15′40.41″E / 43.764614°N 11.261225°E43.764614; 11.261225

La chiesa di San Niccolò Oltrarno è un luogo di culto cattolico che si trova al centro del quartiere di San Niccolò in Oltrarno a Firenze.

Storia e descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il primo documento che ne testimonia l'esistenza è una bolla papale del 1184. Di quel periodo mantiene solo la cripta del XII secolo, a cui si accede da un ambiente attiguo. Fu largamente ristrutturata nel XV secolo per volontà di Bernardo Quaratesi, colui che commissionò a Gentile da Fabriano il Polittico Quaratesi (1425), oggi smembrato e diviso in vari musei. I lavori di restauro resi necessari in seguito all'alluvione del 1966 hanno permesso di rinvenire alcuni frammenti dell'originaria decorazione quattrocentesca, fra cui un affresco di Sant'Ansano attribuito a Francesco D'Antonio.

Nella Cappella Gurdini si trovava la tavola da altare di Masolino da Panicale raffigurante l'Annunciazione (1425-1430), oggi alla National Gallery of Art di Washington D.C.

Nella cappella Gianni è conservato il cenotafio di Astorre Gianni: i Gianni furono i primi proprietari del vicino palazzo Gianni-Lucchesini-Vegni.

Nel secolo successivo il Vasari le dette una nuova sistemazione inserendo altari monumentali con dipinti del Poppi, dell'Empoli e del Curradi.

Un altare fu fatto costruire dalla famiglia Nasi, il cui stemma, uno scudo diviso da banda d'argento con due ruote d'argento sopra e una sotto (in campo azzurro), si trova alla base delle colonne. Sull'altare il dipinto di Francesco Morandini, detto il Poppi, rappresenta Gesù che resuscita il figlio della vedova di Naim.

Un altro altare di questa chiesa ospita un Crocifisso in legno scolpito e colorato, opera "d'ignoto". Alla base di questo crocifisso c'è un'arma-reliquiario, contenente le ossa del Beato Manno, monaco irlandese, dell'Ordine di Santa Brigida di Svezia (fondato nel 1367). Con molta probabilità questo reliquiario è un dono lasciato dalla famiglia Nasi che l'aveva ricevuto dai religiosi del Convento di Brigida al Paradiso nel 1529, quando furono ospitati nel loro palazzo in cerca di rifugio durante l'assedio di Firenze.

Sempre del periodo dell'assedio la chiesa, in particolare il campanile, hanno alcune memorie storiche: Michelangelo si tenne nascosto per alcuni giorni in un angusto locale alla base della torre campanaria grazie alla complicità di un aiuto campanaro del quale non si conosce il nome, in seguito della presa di Firenze da parte dei Medici, contro i quali si era apertamente schierato contro, difendendo la Repubblica Fiorentina. Michelangelo si era infatti notevolmente compromesso contro quelli che erano stati suoi importanti committenti, diventando responsabile dell'edificazione delle mura difensive per conto dei repubblicani, ma grazie alla sua fama di artista poté in seguito tornare sotto l'ala protettiva dei regnanti senza rappresaglie.

Sulla cantoria a ridosso della parete di fondo dell'abside si trova l'organo a canne, costruito nel 1581 da Dionigi Romani, restaurato nel 1683 da Francesco Cappelletti e modificato ed ampliato nel 1769 da Antonio Tronci che rifece la cassa e il somiere.[1] A trasmissione integralmente meccanica, dispone di 17 registri. La cassa, riccamente decorata con intagli dorati, presenta sulla parete anteriore la mostra articolata in più campi, originale, composta da canne di Principale; nella parte inferiore del prospetto si apre la consolle a finestra (con unica tastiera e pedaliera), alla cui destra si trova la registriera, con le manette disposte in due file orizzontali.[2]

In sacrestia si conserva l'affresco con la Madonna della Cintola, attribuito ad Alesso Baldovinetti. Qui si trovano anche altre opere d'arte, tra cui il polittico dell'Intercessione di Gentile da Fabriano.

Opere già in San Niccolò[modifica | modifica wikitesto]

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ B. Frescucci (a cura di), p. 102.
  2. ^ Antichi suoni: organi storici di là d'Arno, su operadifirenze.it. URL consultato il 24 ottobre 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Bruno Frescucci (a cura di), Arte organaria nei secoli XV-XVI-XVII: la scuola cortonese, Cortona, Grafiche Calosci, 1976, ISBN non esistente.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]