Chiesa di San Martino (Pastine, Barberino Val d'Elsa)

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Chiesa di San Martino
IMG 0411 San Martino a Pastine, facciata.JPG
La facciata
StatoItalia Italia
RegioneToscana
LocalitàPastine (Barberino Val d'Elsa)
ReligioneCattolica
TitolareMartino di Tours
Arcidiocesi Firenze
Stile architettonicoromanico
Inizio costruzione1123
CompletamentoGià esistente nel 1123;
ricostruita dal 1315

Coordinate: 43°31′27.29″N 11°07′56.63″E / 43.524247°N 11.132397°E43.524247; 11.132397

La chiesa di San Martino si trova a Pàstine una frazione di Barberino Val d'Elsa, in provincia di Firenze, appartenente alla diocesi della medesima città.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La località Pastine sorge su una delle strade di collegamento tra la via Cassia e la via Francigena. La prima testimonianza sulla chiesa si trova in un atto della Badia a Passignano dell'aprile 1123 dove risulta che il priore di Ponzano cede alla badia dei terreni posti nel popolo della cappella di Pàstine, suffraganea della pieve di Sant'Appiano.

Il popolo di Pàstine apparteneva al distretto di Semifonte e a questo proposito risulta che il 7 aprile 1202 i 18 capifamiglia pastinesi giurarono fedeltà a Firenze. Il 15 agosto 1260 tale Zerbino Iacopi a nome del popolo prometteva 18 staia di grano per il mantenimento dell'esercito fiorentino impegnato a Montalcino. Poco dopo, in seguito alla battaglia di Montaperti, la chiesa e il borgo di Pastine furono saccheggiati dalle truppe ghibelline che vagavano per la Valdelsa.I redditi della chiesa, che alla fine del XIII secolo era chiamata Pasnana, non erano cospicui, tanto che tra il 1276 e il 1303 pagò soltanto 2 lire e 4 soldi per le decime. Sappiamo che nello stesso arco di tempo il rettore era prete Costo citato tra i presenti al sinodo fiorentino del 3 aprile 1286 e ancora in carica il 30 agosto 1308.

Il 1º aprile 1315 era ancora in carica visto che contrasse un mutuo a suo nome per poter far realizzare una nuova campana. Alla metà del XIV secolo risulta appartenente al comune di Linari. Già nel XV secolo le fu unita la chiesa di Santa Maria a Poneta, per l'esiguo numero dei parrocchiani di quest'ultima.

Dal 1548 in poi la chiesa fu sotto il patronato dei Serragli, il cui stemma compare ancora in facciata, e il 18 gennaio 1589 le fu annessa la chiesa di San Jacopo a Magliano. Nei mesi successivi fu redatto l'inventario dei beni della chiesa che comprendevano: un altare, un campanile con due campane e il cimitero posto davanti alla chiesa.

In occasione della visita apostolica del 25 maggio 1639 la chiesa e la casa canonica furono trovate in rovina ma non si fece nulla per restaurarle tanto che nella relazione della visita apostolica del 14 maggio 1720 fu scritto:

«stante l'imminente rovina che minaccia la chiesa è necessario risarcirla in più parti, e particolarmente di scoprirla, e rifargli la tettoia di pianta, con intonacarla tutta e con tal congiuntura per renderla più decente, e farci dietro all'altare un poco di recetto, è necessario smuover l'altare della medesima e con tal occasione farcene un altro di pianta»

I lavori, finanziati dai nuovi patroni, la famiglia Torrigiani, furono eseguiti e risalta che il 15 luglio 1794 venne consacrato un nuovo altare.

La chiesa, come molte della provincia fiorentina, è stata soppressa nel 1986 e unita alla chiesa di Vico d'Elsa. Attualmente è adibita a deposito agricolo.

Architettura e patrimonio artistico[modifica | modifica wikitesto]

L'edificio ecclesiastico consta di un'aula rettangolare, coperta a tetto, e conclusa con un'abside.

Esterno[modifica | modifica wikitesto]

La facciata è a capanna e sono visibili gli interventi che si sono succeduti nel corso dei secoli. Il portale sembra essere originale ed è composto da architrave e lunetta monolitici e arco a tutto sesto sopra i quali si apriva una bifora decorata con due frammenti di mano tardoromanici di cui sia all'esterno che all'interno sono visibili gli archivolti. La facciata è rialzata rispetto al tetto, presenta un coronamento a guscio che insieme alla ridefinizione della finestra sono interventi fatti nel Trecento mentre l'attuale occhio in cemento è stato fatto al posto di una finestra realizzata alla fine del Cinquecento.

Le fiancate non sono ben visibili a causa degli edifici costruiti nel tempo ma presentano una cornice sgusciata e i segni dei dissesti subiti nel tempo. Il paramento murario è fatto con conci di arenaria grigia e dorata disposti a corsi orizzontali e paralleli; in epoca barocca venne intonacata visto che sono rimaste delle tracce.

La tribuna presenta il volume dell'abside decorato da un coronamento a mensoline in cotto scolpito con motivi antropomorfi.

Interno[modifica | modifica wikitesto]

L'interno nel XVIII secolo è stato intonacato ed è coperto a capriate lignee. Nella calotta absidale si apre una monofora di epoca neoromanica. Stante l'uso a deposito agricolo non vi sono né arredi sacri né tanto meno opere pittoriche.

Opere già in loco[modifica | modifica wikitesto]

Proviene da questa chiesa una quattrocentesca Madonna col Bambino attribuita al cosiddetto Pseudo Ambrogio di Baldese, probabile Lippo di Andrea, ora conservata nel Museo di Arte Sacra di Certaldo.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giovanni Lami, Sanctae Ecclesiae Florentinae Monumenta, Firenze, Tipografia Salutati, 1758.
  • Ildefonso da San Luigi, Delizie degli eruditi toscani, Firenze, Tipografia Cambiagi, 1770-1786.
  • Emanuele Repetti, Dizionario geografico, fisico, storico del Granducato di Toscana, Firenze, 1833-1846.
  • Luigi Santoni, Raccolta di notizie storiche riguardanti le chiese dell'Arci Diogesi di Firenze, Firenze, Tipografia Arcivescovile, 1847.
  • Emanuele Repetti, Dizionario corografico-universale dell'Italia sistematicamente suddiviso secondo l'attuale partizione politica d'ogni singolo stato italiano, Milano, Editore Civelli, 1855.
  • Attilio Zuccagni-Orlandini, Indicatore topografico della Toscana Granducale, Firenze, Tipografia Polverini, 1857.
  • Cesare Paoli, Il Libro di Montaperti (MCCLX), Firenze, Viesseux, 1889.
  • Luigi del Moro, Atti per la conservazione dei monumenti della Toscana compiuti dal 1 luglio 1893 al 30 giugno 1894. Relazione a S.E. il Ministro della Pubblica Istruzione, Firenze, Tipografia Minori corrigendi, 1895.
  • Luigi del Moro, Atti per la conservazione dei monumenti della Toscana compiuti dal 1 luglio 1894 al 30 giugno 1895. Relazione a S.E. il Ministro della Pubblica Istruzione, Firenze, Tipografia Minori corrigendi, 1896.
  • Pietro Guidi, Rationes Decimarum Italiae. Tuscia. Le decime degli anni 1274-1280, Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, 1932.
  • Carlo Celso Calzolai, La Chiesa Fiorentina, Firenze, Tipografia Commerciale Fiorentina, 1970.
  • Italo Moretti, Renato Stopani, Architettura romanica religiosa nel contado fiorentino, Firenze, Salimbeni, 1974.
  • Renato Stopani, Il contado fiorentino nella seconda metà del Duecento, Firenze, Salimbeni, 1979.
  • AA. VV., Toscana paese per paese, Firenze, Bonechi, 1980.
  • Vittorio Cirri, Giulio Villani, La Chiesa Fiorentina. Storia Arte Vita pastorale, Firenze, LEF, 1993.
  • Marco Frati, Chiesa romaniche della campagna fiorentina. Pievi, abbazie e chiese rurali tra l'Arno e il Chianti, Empoli, Editori dell'Acero, 1997, ISBN 88-86975-10-4.
  • Cristina Acidini, I dintorni di Firenze, collana "I Luoghi della Fede", Milano, Mondadori, 2000, ISBN 88-04-46793-2.

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